Immigrazione
Orban: l’Occidente vede l’immigrazione come un «modo per sbarazzarsi dell’omogeneità etnica che è alla base dello Stato-nazione»
Il premier ungherese Vittorio Orban ha tenuto un discorso a Tusványos in Romania, dove si è concentrato concentra sulle intrattabili differenze che si stanno sviluppando tra l’Europa orientale e quella occidentale, con l’immigrazione come una delle divisioni chiave.
Orban non solo rifiuta la visione occidentale sull’immigrazione, ma la vede come un programma con un’ideologia molto specifica alle spalle, che è progettata per erodere completamente lo Stato-nazione.
«Gli occidentali, in modo molto diverso, credono che gli stati-nazione non esistano più. Perciò negano che ci sia una cultura comune e una moralità pubblica basata su (lo stato-nazione). Non c’è moralità pubblica, se hai guardato l’apertura delle Olimpiadi ieri, l’hai vista. Quindi, pensano anche in modo diverso alla migrazione. Credono che la migrazione non sia una minaccia o un problema, ma in realtà un modo per sbarazzarsi dell’omogeneità etnica che è la base di una nazione. Questa è l’essenza del concetto internazionale liberale progressista. Ecco perché l’assurdità non gli viene in mente, o non la vedono come assurda», ha detto.
Ha affermato che questo contrasto tra Oriente e Occidente si sta manifestando attraverso la guerra e lo spostamento dei popoli, affermando che mentre centinaia di migliaia di cristiani si uccidono a vicenda in Oriente, «nell’Europa occidentale, stiamo lasciando che centinaia di migliaia di persone entrino in una civiltà straniera, il che è assurdo dal nostro punto di vista centroeuropeo».
Questa drammatica spaccatura ideologica non è un «segreto», secondo Orban. Ha detto che i documenti e i documenti politici provenienti dall’UE mostrano che «l’obiettivo chiaro è quello di trascendere la nazione».
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«Il punto è che i poteri, la sovranità, dovrebbero essere trasferiti dagli stati nazionali a Bruxelles. Questa è la logica alla base di tutte le misure principali. Nella loro mente, la nazione è una formazione storica o transitoria del XVIII e XIX secolo: come è venuta, così può andare. Sono già in uno Stato post-nazionale nella metà occidentale dell’Europa. Non è solo una situazione politicamente diversa, ma ciò di cui sto cercando di parlare qui è che è un nuovo spazio mentale».
Il primo ministro magiaro afferma che la prospettiva ungherese è diversa, motivo per cui il governo sta prendendo misure ora per garantire una struttura sociale resiliente, e il primo passo è combattere il declino demografico dell’Ungheria. Ha osservato che negli anni precedenti erano stati fatti progressi in quest’area, ma ha riconosciuto che c’è stata una battuta d’arresto e che devono essere prese nuove misure.
«Entro il 2035, l’Ungheria dovrebbe essere autosufficiente dal punto di vista demografico. Non c’è dubbio che una popolazione venga sostituita dalla migrazione. L’esperienza occidentale è che se ci sono più ospiti che proprietari, la casa non è più una casa. Questo rischio non dovrebbe essere corso qui».
Orban nota che non tutti in Occidente sono contenti della trasformazione demografica in atto nei loro paesi e, in molti casi, ci sono forti maggioranze contrarie alla continua immigrazione di massa. Ciò, a sua volta, ha portato a un forte aumento della repressione contro le voci dissenzienti e a tendenze sempre più antidemocratiche nei Paesi occidentali.
«L’ultimo elemento della realtà è che questa situazione post-nazionale che vediamo in Occidente ha una conseguenza politica seria, direi drammatica, che sta scuotendo la democrazia. Le società sono sempre più resistenti alle migrazioni, al genere, alla guerra e al globalismo. E questo crea il problema politico delle élite e del popolo, dell’elitarismo e del populismo. Questo è un fenomeno dominante nella politica occidentale odierna»
«Ciò significa che le élite condannano il popolo per aver deviato a destra. I sentimenti e le idee del popolo sono etichettati come xenofobia, omofobia e nazionalismo. Il popolo, nel frattempo, in risposta, accusa l’élite di non preoccuparsi di ciò che è importante per loro, ma di sprofondare in una sorta di globalismo senza cervello» ha dichiarato l’Orbano.
«Di conseguenza, le élite e il popolo non riescono a mettersi d’accordo sulla cooperazione. Potrei citare molti Paesi. Ma se il popolo e le élite non riescono a mettersi d’accordo sulla cooperazione, come può diventare una democrazia rappresentativa? Perché qui abbiamo un’élite che non vuole rappresentare il popolo, ed è orgogliosa di non volerlo rappresentare, e qui abbiamo il popolo che non è rappresentato».
Come riportato da Renovatio 21, Orban, che oramai da lustri ripete che l’immigrazione va fermata, di recente ha svelato il programma dell’UE di far affluire migranti in Europa basandosi sul piano in sei punti del miliardario George Soros delineato nel 2015.
In una trasmassione a Radio Kossuth dello scorso giugno Orban ha sostenuto che una fazione «militante» di politici pro-immigrazione sta supervisionando la «sostituzione» dei cristiani europei bianchi con immigrati musulmani.
Se a Budapest vi sono le parole chiarissime di Orban sull’entità del progetto e sui suoi responsabili, in Italia, abbiamo ministri del governo (appartenenti a partiti nazionalisti!) che disconoscono la questione della Grande Sostituzione e giurano di non aver mai sentito parlare del Piano Kalergi.
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Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.… — Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
La Spagna finirà per diventare un «Paese in rovina» se non riuscirà a tenere sotto controllo l’immigrazione: lo ha dichiarato questa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista all’emittente britannica GB News.
A fine luglio il mondo ha guardato con orrore video che mostravano migranti provenienti dal Marocco che si riversavano sulle spiagge del piccolo territorio spagnolo di Ceuta. Il presidente del governo regionale, Juan Jesus Vivas, ha detto che i centri di accoglienza locali erano al collasso, con «centinaia» di persone che dormivano per strada, e ha chiesto al governo spagnolo di proclamare lo stato di emergenza nazionale e di inviare forze per «garantire l’inviolabilità della frontiera e la sicurezza dei cittadini».
Il primo ministro socialista Pedro Sanchez ha affermato di star «mobilitando tutte le risorse necessarie», ma il ministero dell’Interno ha spiegato di non poter dichiarare lo stato di emergenza perché i flussi migratori non sono considerati, per legge, un rischio per la sicurezza nazionale. Decine di migliaia di persone sono entrate in città e gli abitanti, esasperati, sono scesi in piazza. Il governo Sanchezzo pochi mesi prima aveva effettuato un grande procedimento di amnistia nei confronti degli immigrati, come almeno un milione di migranti irregolari che ha presentato domanda. L’amnistia è stata fortemente contestata, in seguito, anche da altri Paesi UE, come la Svezia.
«La Spagna sarà un paese in rovina, e io stesso ho avuto problemi con la Spagna perché non si comporta molto bene nei confronti della NATO. Non pagano quanto dovrebbero. È molto triste», ha detto Trump a GB News.
«Spero che altri Paesi come il Regno Unito, dove avete i vostri problemi, ma non sono così evidenti…», ha proseguito. «Sapete, non ci sono migliaia di persone che prendono d’assalto il vostro Paese. Non ho mai visto niente del genere».
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq
— GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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All’inizio di questa settimana Euronews ha scritto che «circa 5.000 delle circa 72.000 persone entrate illegalmente rimangono a Ceuta, mentre proseguono gli sforzi per aprire nuove strutture di accoglienza e accelerare le procedure di rimpatrio», e che il governo intende destinare 165 milioni di euro a spese di emergenza per la ripresa. GB News ha inoltre riferito che le presenze restano tali da aver «registrato 23 aggressioni sessuali nell’enclave dalla fine di luglio, di cui nove ai danni di minori», ovvero circa un caso al giorno.
Oltre alla situazione spagnola, all’inizio dell’estate sono scoppiate proteste violente a Belfast, Glasgow, Edimburgo e Ayr dopo la tentata decapitazione di un cittadino britannico da parte di un sudanese.
Trump, che ha fatto del controllo dell’immigrazione il perno del proprio messaggio politico, «ha a lungo avvertito l’Europa di cosa sarebbe successo se avesse continuato ad attuare politiche di estrema sinistra e globaliste, tra cui la promozione della migrazione di massa», ha dichiarato a luglio Anna Kelly, vice portavoce principale della Casa Bianca. «La Spagna e gli altri Paesi che hanno adottato questa filosofia distruttiva dovrebbero immediatamente invertire la rotta o rischiare la propria rovina».
Nel frattempo nel caos di Ceuta sarebbero stati denunziati almeno 15 stupri da parte di immigrati, con pure delle bambine violentate. Varie epidemia avrebbero colpito la località spagnuola ora rivendicata apertis verbis anche dai vertici del Regno del Marocco, che si sospetta possa essere stato fiancheggiato, nell’uso di queste «armi di migrazione di massa», da Israele e dagli USA.
Tuttavia, l’immagine forse più forte della catastrofe di Ceuta, e per estensione dell’Europa intera e di tutta la Civiltà, è stata quella, emersa poco fa, dei migranti che sghignazzano innalzando un cucciolo di delfino morto. Secondo le accuse, il piccolo cetaceo sarebbe stato ucciso a colpi di bastone dagli immigrati e poi portato in giro festosamente.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Animali
I migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
🇪🇸 Spanish men intervened to rescue a baby dolphin from Moroccan migrants in Ceuta.
Follow: @europa pic.twitter.com/ovaBcKqCEz — Europa.com (@europa) September 3, 2026
The illegal migrants in Ceuta pulled a baby dolphin out of the sea today and clubbed it to death for fear fun.
Get them out of Europe immediately pic.twitter.com/4ERzMgH8kC — Visegrád 24 (@visegrad24) September 3, 2026
🇪🇸 Migrants in Ceuta filmed dragging a baby dolphin from the sea
A disturbing video recorded at El Trampolín beach in Ceuta shows a group of migrants taking a baby dolphin out of the water and carrying it along the beach.pic.twitter.com/v7zhuUxv09 — NewsForce (@Newsforce) September 3, 2026
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