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Immigrazione

Online Safety Act, ecco le immagini censurate della repressione contro la protesta della popolazione britannica

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In Gran Bretagna vengono censurati i filmati che mostrano la dura repressione della polizia nei confronti dei cittadini che si presentano negli hotel per protestare contro l’invasione di migranti illegali, poiché molti sono stufi dopo che un migrante etiope di 38 anni ha aggredito sessualmente una ragazza di 14 anni.

 

I video vengono censurati ai sensi del controverso nuovo Online Safety Act, promosso come un modo per impedire ai bambini di essere esposti a contenuti espliciti su Internet… ma ora viene utilizzato per nascondere la tirannia dello Stato, l’enorme clamore pubblico e l’invasione in corso.

 

Nel resto del mondo, tuttavia, circolano immagini di proteste continue dei cittadini autoctoni e di repressioni proditorie da parte delle forze dell’ordine britanniche.

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Il sentimento di rivolta scoppiato la scorsa estate sembra non essere sopito per nulla. La polizia, tuttavia, sembra colpire perfino con maggiore violenza.

 

 

 

 

 

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Come aveva scritto Renovatio 21 un anno fa all’altezza delle rivolte contro la two-tier policy che protegge gli immigrati e condanna i cittadini comuni, il vero fine delle proteste e della repressione viste in Albione era l’entrata in uso di una tirannia biopolitica totale, di fatto già iniziata con un regime in cui cittadini vengono spediti in carcere per avere semplicemente retwittato delle parole.

 

Una petizione per abrogare l’Online Safety Act ha superato le 400.000 firme in soli cinque giorni dalla loro entrata in vigore. I critici sostengono che la legge limiti l’accesso ai contenuti legali e leda la privacy digitale, sebbene il governo britannico abbia insistito sul fatto che le misure siano necessarie per proteggere i minori.

 

L’Online Safety Act, adottato nel 2023, conferisce all’ente regolatore delle comunicazioni Ofcom ampi poteri per supervisionare i contenuti generati dagli utenti, imporre la moderazione e imporre controlli sull’età sulle piattaforme a cui potrebbero accedere i bambini.

 

La scorsa settimana è entrata in vigore una disposizione fondamentale che impone ai siti web pornografici di introdurre la verifica dell’età basata sull’identità. La stessa regola si applica ai motori di ricerca, alle piattaforme social e ad altri servizi considerati ad alto rischio. Xbox ha già iniziato a implementare i controlli, la cui piena applicazione è prevista per il 2026.

 

Il leader del partito riformista britannico, Nigel Farage, ha definito le norme «una soppressione della vera libertà di parola», mentre la sua collaboratrice Zia Yusuf ha criticato la legge definendola «un’eccessiva estensione» che «fa precipitare il Paese in uno stato distopico al limite». Altri sostengono che le misure limiteranno i contenuti sulla base di vaghe valutazioni del rischio e istituiranno un regime di censura con il pretesto della tutela dei minori.

 

Il Segretario alla Tecnologia, Peter Kyle, ha risposto accusando Farage di schierarsi dalla parte di predatori sessuali come il defunto Jimmy Savile. Farage ha definito l’affermazione «assolutamente disgustosa» e ha chiesto scuse pubbliche.

 

L’utilizzo delle VPN nel Regno Unito è aumentato vertiginosamente dall’entrata in vigore della legge, con Proton VPN che ha registrato un aumento del 1.800% delle iscrizioni. Le autorità avvertono che le piattaforme che promuovono l’uso delle VPN per aggirare le norme di sicurezza potrebbero essere sanzionate.

 

Sebbene la maggior parte delle disposizioni sia appena entrata in vigore, l’Online Safety Act è già stato utilizzato in tribunale. Un uomo è stato incarcerato per cyber-flashing, in base a un nuovo reato introdotto dalla legge. Altri sono stati perseguiti per aver pubblicato contenuti falsi o dannosi sui social media, sollevando ulteriori preoccupazioni circa l’impatto sulla libertà di espressione.

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Immigrazione

Il 53% dei sospettati di stupro di gruppo in Germania sono stranieri

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Nel 2025, la percentuale di stranieri coinvolti in stupri di gruppo ha raggiunto un livello record, attestandosi al 53%. In totale, 751 vittime sono state vittime di stupri di gruppo nel Paese. I dati provengono da una risposta del governo federale tedesco a una richiesta parlamentare del partito Alternativa per la Germania (AfD).   Secondo le statistiche, il 53% dei sospettati – per un totale di 574 persone – non possedeva la cittadinanza tedesca nei casi di stupro di gruppo. Suddivisi per nazionalità, 110 sospettati provenivano dalla Siria, 64 dall’Afghanistan, 46 dall’Iraq, 44 dalla Turchia e i restanti da altri Paesi, come riportato da Focus Online. Tra le vittime, l’80% erano cittadini tedeschi.   Sebbene il rapporto riveli che 509 sospettati provenissero dalla Germania, i dati relativi a un possibile background migratorio tra i cittadini tedeschi non sono stati registrati separatamente. Studi precedenti hanno dimostrato che, analizzando i nomi di battesimo dei sospettati di stupro di gruppo, il 75% dei casi è commesso da individui con un nome di battesimo straniero.   L’elevato numero di stranieri coinvolti in casi di stupro di gruppo si verifica in un momento in cui sempre più stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, scrive Remix News. Milioni di migranti possiedono inoltre la doppia cittadinanza e, ogni volta che commettono stupri, omicidi o furti, i loro crimini vengono registrati come «tedeschi» nelle statistiche federali sulla criminalità.   L’AfD ha chiesto al ministero dell’Interno tedesco di iniziare a suddividere le statistiche sulla criminalità non solo in base alla cittadinanza, ma anche in base al background migratorio, il che consentirebbe alle autorità tedesche di valutare il livello di integrazione e i tassi di criminalità tra i cittadini tedeschi di origine straniera.

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«Sebbene la questione sia all’ordine del giorno politico da anni, è evidente la mancanza di misure politiche e legali efficaci per prevenire questi crimini», ha dichiarato a Die Welt Stephan Brandner, politico dell’AfD, commentando il fatto che il 72% di tutti i casi risolti riguarda un sospettato già noto alle forze dell’ordine.   «Questo dimostra un fallimento clamoroso della magistratura, delle autorità di sicurezza e della politica. Ciò richiede un’azione penale coerente, procedure più rapide, sanzioni più severe e, nel caso di autori stranieri, la revoca sistematica del permesso di soggiorno. Solo in questo modo le donne possono essere efficacemente protette da tali atti», ha affermato Brandner.   Durante una seduta del Bundestag all’inizio di questo mese, la leader di Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha descritto un caso di Norimberga in cui alcuni migranti avrebbero soggiogato delle ragazze minorenni con droghe e le avrebbero costrette alla prostituzione. Il suo intervento è stato accolto da forti interruzioni in plenaria, tra cui risate. Secondo i verbali ufficiali del Bundestag, una deputata in particolare, Katrin Fey del partito Die Linke, ha riso proprio in quel punto del discorso.   La Weidel ha poi parlato delle conseguenze delle politiche migratorie sulla sicurezza interna. Weidel ha affermato che «i reati violenti, sessuali e osceni non sono ‘fredde statistiche’, ma compagni quotidiani di paura e “preoccupazione per i nostri figli”».   La presidente dell’AfD ha poi illustrato nel dettaglio il caso avvenuto alla stazione centrale di Norimberga, dove giovani uomini provenienti da Siria, Iraq, Pakistan e paesi del Nord Africa avrebbero spinto ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, provenienti da situazioni di precarietà, verso la tossicodipendenza per costringerle alla prostituzione.   Nel marzo di quest’anno, Jan van Aken, all’epoca co-leader del partito della Sinistra tedesca, ha affermato, durante la sua partecipazione a un podcast condotto da Ben Berndt, che i casi più eclatanti di stupro di gruppo coinvolgevano esclusivamente uomini bianchi.  

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Cosa contiene il rapporto sulle «Grooming gang» di pakistani pedofili che tormentano la Gran Bretagna?

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Il parlamentare britannico Rupert Lowe ha pubblicato un «Rapporto sulle grooming gang», ossia le bande di stupratori pedofili pakistani che imeprversavano nel Regno  per decenni senza nessuna reazione da parte delle autorità britanniche, che, anzi, hanno insabbiato l’enorme e terrificante caso con indicibili violenze su almeno un quarto di milione di ragazzine britanniche.

 

Lowe, già deputato del partito di Nigel Farage Reform UK che ha ora creato un nuovo partito politico chiamato Restore Britain,è apparso in settimana in uno dei podcast più seguito del pianeta, il Joe Rogan Show, spiegando il rapporto. Il podcaster Joe Rogan sta ora subendo critiche per aver ospitato il Lowe.

 

Durante la conversazione Lowe ha illustrato le dinamiche dell’immigrazione selvaggia subita dalla Gran Bretagna, indicandone specificatamente la composizione e il fenomeno delle società parallele islamiche. Il deputato ha parlato della natura two-tier (a due livelli) dello Stato britannico attuale, con meccaniche grottesche come la precedenza degli immigrati per le cure dentali mentre i cittadini britannici vengono messi in lista di attesa.

 

Nel podcast il Lowe sostiene che il numero di un quarto di milione di vittime è «il minimo», ma si può sospettare che esso sia «molto più alto».

 

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Secondo il rapporto di Lowe, almeno 250.000 ragazze britanniche hanno subito orribili abusi sessuali da parte delle ghenge pakistane, che, con la complicità della polizia, degli assistenti sociali e persino dell’ex primo ministro Keir Starmer (che ha ricoperto il ruolo di Director of Public Prosecutions, cioè il capo del Crown Prosecution Service dal novembre 2008 al 2013), hanno potuto commettere «stupri di minori su scala industriale».

 

Pubblicato lo scorso mese, il rapporto di 218 pagine offre una lettura sconvolgente che descrive in dettaglio gli abusi, protrattisi per decenni, subiti da centinaia di migliaia di ragazze britanniche bianche – e da un numero minore di ragazzi bianchi e ragazze sikh – per mano di bande organizzate di adescatori pakistani in 149 distretti del Regno.

 

Le testimonianze descrivono gli atti più depravati di violenza sessuale, tra cui stupri di bambine in età preadolescenziale centinaia di volte, minacce di morte e penetrazioni e  sodomizzazioni da parte di cani, avvenuti di fatto sotto gli occhi delle autorità incaricate di prevenirli.

 

Il rapporto, redatto in poco più di un anno e costato 600.000 sterline (704.000 euro), si è basato su interviste a centinaia di vittime e migliaia di richieste di accesso agli atti, eppure non ha ricevuto alcuna copertura mediatica da parte dei principali organi di informazione. Nel contesto dell’oscuramento mediatico nel Regno Unito, ecco cosa c’è da sapere:

 

Il governo britannico aveva già condotto diverse indagini sugli abusi sessuali su minori commessi dalle cosiddette grooming gang (letteralmente, «bande di adescatori») Nel nord dell’Inghilterra, in particolare l’inchiesta Jay e l’inchiesta Telford. Tuttavia, entrambe le indagini si sono concentrate su aree specifiche e non hanno concluso che le bande fossero un fenomeno diffuso a livello nazionale.

 

A differenza dei rapporti Telford e Jay, quello di Lowe non è stato finanziato con denaro pubblico e si è concentrato sull’intera Gran Bretagna, anziché solo sull’Inghilterra settentrionale. L’indagine è stata finanziata tramite crowdfunding e il rapporto si basa su studi precedenti, documenti giudiziari e interviste con le vittime per concludere che bande di stupratori prevalentemente pakistane operavano in 149 distretti amministrativi locali in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, quasi la metà dei 317 comuni del Regno Unito.

 

Il rapporto di Lowe inquadra esplicitamente gli abusi come motivati da ragioni razziali e religiose, descrivendoli come «un male che è stato, e continua ad essere, perpetrato principalmente da uomini musulmani pakistani contro giovani donne e ragazze bianche vulnerabili».

 

Precedenti studi avevano stimato che circa 250.000 donne e ragazze fossero state violentate da bande di adescatori a partire dal 2000, sulla base di dati estrapolati da città come Rotherham e Telford. Il rapporto di Lowe definisce questa cifra «un minimo indispensabile», sottolineando il problema della sottostima dei casi riscontrato in altri studi e il fatto che «gli abusi sessuali di ogni genere tendono a essere sottostimati».

 

Considerato che il primo caso di stupro di gruppo commesso da uomini pakistani in Gran Bretagna è stato segnalato nel 1955, «le vittime devono essere centinaia di migliaia», afferma il rapporto Lowe.

 

La maggior parte del rapporto è costituita dalle testimonianze dei testimoni. Con poche eccezioni, tra cui il caso di un ragazzo violentato da una banda di uomini bianchi britannici, i casi seguono uno schema simile: una ragazza bianca della classe operaia, vittima di traumi o abusi in famiglia, viene adescata da uomini musulmani più anziani che le forniscono alcol, droghe e regali. Una volta conquistata la sua fiducia, la ragazza viene ripetutamente violentata e abusata fisicamente, spesso da centinaia di uomini.

 

All’inizio di giugno, Lowe ha letto ad alta voce alcune delle testimonianze più strazianti durante una sessione parlamentare, e il rapporto entra ulteriormente nei dettagli, in modo esplicito. Ragazze anche di soli 11 anni sono state prese di mira da uomini di 40 e 50 anni, alcuni dei quali hanno invitato i propri parenti a partecipare allo stupro di gruppo.

 

«Michelle afferma di essere stata violentata da un numero di uomini compreso tra seicento e settecento diversi nell’arco di tre anni» dice una testimonianza scritta nel rapporto. «È stata… violentata da un cane mentre gli uomini scommettevano se l’animale le avrebbe penetrato la vagina o l’ano (…) È stata sottoposta a penetrazione con oggetti. Le hanno urinato addosso. Le hanno tenuto le gambe divaricate. È stata morsa sulla schiena, ferita a una gamba e strangolata».

 

«Sono stata intimidita con delle pistole e minacciato che mi avrebbero amputato parti del corpo con dei coltelli» continua il testimone nel rapporto. «Sono stata picchiata, piena di lividi, violentata. Non solo violentata sessualmente con le loro stesse parti del corpo, ma anche con oggetti. Sono stata portata al pronto soccorso perché la mia vagina era stata lacerata da una bottiglia di vetro».

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Diverse vittime hanno raccontato di essere state trasportate in tutto il Regno da un gruppo di aggressori all’altro, alcune trascorrendo mesi interi passate di mano in mano tra stupratori e violentatori. «In ogni casa in cui andavo c’erano solo ragazze bianche. E voglio dire, ho visto ragazze rinchiuse… Ricordo un uomo che apriva il retro di un furgone e ho visto forse 15 o 20 ragazze rinchiuse in gabbie per cani. Sembrava che fossero drogate».

 

Diverse vittime hanno affermato che quasi tutti i loro stupratori erano musulmani di origine pakistana, e una di loro ha dichiarato: «Il 98% di loro erano musulmani pakistani. Altrimenti, erano musulmani iracheni o curdi».

 

Nei casi che hanno portato a un procedimento penale, «circa l’87% dei condannati portava nomi tipicamente musulmani», afferma il rapporto, citando ricerche precedenti. Ulteriori ricerche condotte dal dottor Taj Hargey, imam della Congregazione Islamica di Oxford, hanno stimato che il 95% dei sospettati nei casi di sfruttamento sessuale di minori da parte di bande criminali «sono di fede musulmana».

 

Il Lowe collega esplicitamente lo stupro all’immigrazione, sottolineando che nel 2000 sono stati denunciati 8.593 casi di stupro, un numero che è salito a oltre 70.000 «quando è iniziata l’era dell’immigrazione di massa su larga scala nel paese sotto Blair».

 

Il Rapporto Jay del 2022 criticava la polizia e le autorità locali per non essere intervenute per «paura di essere considerate razziste». Alcune testimonianze contenute nel rapporto di Lowe si spingono oltre, accusando il personale sanitario delle case di cura di sfruttare sessualmente le ragazze, permettendo a uomini pakistani di prelevare le ragazze dalle strutture a loro piacimento, e gli assistenti sociali di rimandare i bambini a vivere con bande di stupratori in alloggi forniti dal governo.

 

Le ragazze che si presentavano in commissariato dopo essere state violentate venivano spesso trattate come prostitute minorenni che avevano acconsentito ad avere rapporti sessuali con i loro aggressori adulti. Una ragazza è stata violentata da un sergente di polizia, mentre a un’altra è stato ordinato di ritirare la denuncia da un agente musulmano che in seguito è stato condannato per abusi sessuali su minori.

 

I genitori che hanno tentato di intervenire sono stati ignorati. Una madre che ha denunciato alla polizia che sua figlia era stata abusata da «uomini asiatici» si sarebbe sentita dire: «Non può definirli uomini asiatici perché è razzista. Dovrebbe essere contenta che a sua figlia venga insegnata una cultura diversa» (in Gran Bretagna, il termine «asiatico» si riferisce in genere a persone di origine sud-asiatica, come quelle di origine indiana, pakistana, bengalese o cingalese).

 

Il rapporto Jay accusava le autorità locali di Rotherham di aver insabbiato i diffusi abusi sessuali su giovani ragazze, e i governi che si sono succeduti sono stati accusati di aver ignorato il problema e di aver rallentato le indagini ufficiali sulla portata degli abusi. Nel 2025, i parlamentari laburisti hanno votato in massa contro una mozione conservatrice che chiedeva un’inchiesta nazionale obbligatoria sulle bande criminali. Il partito di Starmer alla fine ha fatto marcia indietro e ha aperto un’indagine all’inizio di quest’anno.

 

Il rapporto di Lowe descrive questa indagine come «un’operazione di contenimento», concentrandosi solo su poche aree circoscritte e omettendo qualsiasi analisi dei fattori demografici e religiosi alla base degli abusi. Il Partito Laburista di Starmer, afferma il rapporto, è stato direttamente coinvolto nell’insabbiamento dello scandalo.

 

Almeno quattro consiglieri e parlamentari laburisti sono stati condannati per abusi su minori, mentre altri «o non sono riusciti a reprimere le bande di stupratori o hanno ostacolato gli sforzi in tal senso». Tra questi figurerebbero, secondo il rapporto, il consigliere laburista Shaun Wright, che è rimasto a capo dei servizi per l’infanzia a Rotherham nonostante fosse a conoscenza delle attività delle bande di stupratori in città;  il sindaco di Londra Sadiq Khan, di origini pakistane, ha negato l’esistenza di bande di sfruttatori sessuali nella capitale britannica, nonostante avesse prove del contrario l’ex premier Keir Starmer, che come direttore della pubblica accusa tra il 2008 e il 2013, ha lasciato andare 13.000 pedofili con delle lettere di avvertimento invece di perseguirli.

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Il rapporto di Lowe sostiene che gli abusi siano stati alimentati dalla cultura «clanica» dei pakistani britannici, che ha fatto sì che famiglie e parenti rimanessero in silenzio e proteggessero gli stupratori all’interno delle loro comunità. Questo aspetto della società pakistana era già emerso in precedenti indagini, con il Rapporto Telford che concludeva che la «mancanza di coinvolgimento da parte della comunità asiatica» rendeva impossibile stabilire la reale portata degli abusi.

 

Il documento attribuisce inoltre la colpa agli «atteggiamenti di supremazia razziale» e alla «mentalità del “noi contro loro” dei musulmani», affermando che il Corano istruisce i credenti a trattare «i non musulmani con disprezzo», permette la schiavitù sessuale dei non musulmani e scoraggia i musulmani dal parlare apertamente, per timore di «danneggiare l’immagine della comunità musulmana o di disonorare l’Islam».

 

Le testimonianze delle vittime suggeriscono che molti aggressori abbiano tentato di giustificare i loro crimini con riferimenti coranici. Alcune venivano chiamate «puttane bianche», «feccia bianca» o «cagne infedeli» che meritavano una punizione, e a una di loro è stato detto che «il suo Dio l’aveva abbandonata».

 

«Mi era stato detto che le ragazze musulmane sono buone e pure e rimangono vergini fino al matrimonio, mentre tutte le ragazze bianche sono delle poco di buono e vanno a letto con centinaia di persone», ha ricordato una vittima. «Sono peggio della merda sotto la scarpa. Non obbediscono ad Allah, quindi meritano di essere punite».

 

Il rapporto raccomanda una «formazione annuale obbligatoria sullo sfruttamento sessuale di gruppo dei minori» per tutti gli operatori dei servizi di emergenza e sociali, nonché il perseguimento penale di coloro che hanno reso possibile l’abuso. Ogni cittadino straniero condannato per abusi sessuali su minori dovrebbe «come minimo essere espulso», afferma il rapporto, sebbene Lowe abbia promesso che, qualora il suo partito Restore Britain dovesse mai salire al potere, «con l’approvazione del popolo britannico, li metterebbe a morte».

 

Tuttavia, Lowe è l’unico parlamentare di Restore Britain, e il partito rimane un movimento marginale. Reform UK di Nigel Farage domina l’elettorato di destra nel Regno Unito, con un consenso attuale del 26%, mentre Restore Britain è fermo al 3%.

 

Il rapporto di Lowe non è stato riconosciuto né dal Partito Laburista, né dai Conservatori, né da Reform, e la sua pubblicazione è stata accolta da un quasi totale silenzio mediatico. Tuttavia, la sua influenza sui social media – in particolare su X, dove viene regolarmente ritwittato da Elon Musk – sta crescendo rapidamente. Secondo il Financial Times, i post di Lowe sulla piattaforma generano regolarmente un coinvolgimento dieci volte superiore a quello di Farage, nonostante abbia la metà dei follower del leader di Reform UK.

 

Lowe ha promesso di trasformare questa attenzione in azioni concrete. Il mese scorso ha annunciato l’intenzione di «denunciare pubblicamente i colpevoli e i loro complici», con l’obiettivo di «mandare queste persone in prigione». Lowe ha inoltre affermato di star fornendo alle forze dell’ordine le prove necessarie per riaprire i vecchi casi e di incoraggiare le vittime a intentare cause civili contro i loro aggressori.

 

Il rapporto evidenzia una totale inadempienza da parte del governo britannico nel suo dovere di tutela dei minori, delegittimando completamente le istituzioni dello Stato britannico e i suoi leader.

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Le precedenti denunce sono state insabbiate sia dai governi laburisti che da quelli conservatori, e con i principali partiti del paese che hanno ignorato le audizioni di Lowe, ci sono pochi motivi per pensare che la reazione a questa denuncia sarà diversa. Tuttavia, mentre il governo e i media mainstream possono ignorare la denuncia o liquidare Lowe come un eccentrico razzista, lo scandalo delle bande di stupratori ha macchiato in modo permanente la fiducia del pubblico britannico nello Stato.

 

Secondo un sondaggio YouGov del 2025, solo il 43% dell’opinione pubblica si fida dell’inchiesta ufficiale del governo laburista sullo scandalo, mentre il 42% si fida del sistema giudiziario, il 29% dei servizi sociali e il 22% di Starmer nella gestione della questione.

 

«Riguarda il potere, riguarda la servitù» ha spiegato Lowe durante il podcast di Rogan dopo aver elencato una serie di orrori, tra ragazzine filmate mentre venivano stuprate in ogni orifizio da cani e costrette a leccare i piedi dei pakistani stupratori. «Gli uomini musulmani sono istruiti a sentirsi superiori a quelli che considerano essere infedeli» ha teorizzato il deputato, «e il loro lavoro è effettivamente diffondere l’Islam e punire gli infedeli», ha continuato citando le Crociate e l’offerta fatta ai cavalieri cristiani sconfitti di convertirsi o venire uccisi.

 

«Molte di queste ragazze sono state ingravidate e hanno dovuto convertirsi all’Islam. Alcune sono state trafficate in Arabia Saudita, Pakistan e altre parti del mondo» ha raccontato il parlamentare.

 

La questione delle grooming gang, che è vecchia di quasi trenta anni, è tornata prepotentemente negli ultimi anni, soprattutto dopo interventi di Elon Musk e critiche da parte dei conservatori. Starmer ha difeso il suo record dicendo di aver «affrontato la questione di petto» e di aver aumentato le condanne per abusi sessuali su minori.

 

Nel frattempo, il Regno continua a ribollire. Poche ore fa la polizia britannica ha estratto i manganelli contro una folla inferocita per la liberazione per un presunto stupratore immigrato a Glasgow, in Iscozia.

 

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Immigrazione

La polizia britannica manganella chi manifesta contro uno stupratore immigrato

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Martedì a Glasgow, in Iscozia, la polizia britannica ha estratto i manganelli durante uno scontro con alcuni residenti inferociti nel corso di una protesta, mentre gli agenti allontanavano dalla folla due uomini accusati di stupro.   Secondo il Glasgow Times, i manifestanti si sono radunati davanti a un condominio nella zona est della città, preoccupati che una persona residente nell’edificio rappresentasse un pericolo per la collettività.   I video della protesta mostrano la polizia che spinge via decine di residenti inferociti mentre scorta due giovani fuori dall’edificio e li fa salire su un furgone della polizia, mentre i due cercano di coprirsi il volto.  

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Si sente la folla gridare «Bestia! Bestia! Bestia!». Nel gergo scozzese, la parola si riferisce a uno stupratore o a un pedofilo. Quando un manifestante si è scagliato contro uno degli uomini e lo ha colpito, la polizia ha estratto i manganelli e ha gridato «indietro» alla folla.   Un uomo di 50 anni è stato incriminato in relazione a un’aggressione a un agente di polizia dopo l’incidente, ha dichiarato un portavoce della polizia in un comunicato citato dai media.   La protesta è scoppiata settimane dopo che due uomini erano stati incriminati in relazione allo stupro di una donna in un vicolo del centro città.   Jebril Abdelrahman, 19 anni, è stato accusato di stupro e Denison Charles, 20 anni, di aggressione presso il tribunale dello sceriffo di Glasgow, secondo quanto riportato mercoledì dal quotidiano Scottish Sun.   Abdelrahman, che secondo il Sun è originario di Glasgow, sarebbe stato posto in custodia cautelare. Tuttavia, alcuni account sui social media locali, tra cui quello dell’attivista britannico anti-immigrazione Tommy Robinson, lo hanno definito un migrante.   «Da ragazzo di Cranhill, posso dire che quello a cui abbiamo assistito ieri è l’ennesimo segnale di frustrazione della comunità nei confronti di un’istituzione che ha voltato loro le spalle», ha dichiarato Thomas Kerr, vice leader di Reform UK Scotland, a X. «Gli abitanti del posto dicono basta, spero che chi è al potere stia ascoltando.»   Il partito anti-immigrazione Reform di Nigel Farage ha compiuto progressi significativi negli ultimi mesi, conquistando oltre 1.452 seggi alle elezioni locali in tutta l’Inghilterra a maggio, in un contesto di calo di popolarità per il Partito Laburista.   La crescente rabbia nei confronti dell’immigrazione ha alimentato proteste e disordini in tutto il Regno negli ultimi anni, esacerbati da una serie di crimini violenti e casi di aggressione sessuale di alto profilo che hanno coinvolto migranti e richiedenti asilo, come nel caso, non ancora finito, delle cosiddette grooming gang.   Come riportato da Renovatio 21, scontri a Glasgow si erano avuti tra sedicenti antirazzisti e la popolazione contraria all’invasione migrante anche tre settimane fa.   La popolazione britannica pare sempre più convinta di vivere in un sistema two-tier, cioè a due livelli, in cui gli immigrati sono privilegiati e i cittadini autoctoni puniti e perseguitati anche solo per l’espressione di una loro idea.   Il fenomeno della società two-tier è perfettamente spiegato dal concetto, sottolineato sempre da Renovatio 21, di anarco-tirannia, la fase sociopolitica di disgregazione che sembrano voler implementare in Occidente con l’immigrazione massiva.

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