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L’Iran blocca Internet a causa dell’ondata di proteste
Giovedì è stato riportato un blackout nazionale di internet in Iran, secondo quanto segnalato dall’organizzazione di monitoraggio globale NetBlocks. Le proteste sono scoppiate in tutto il Paese a partire dalla fine di dicembre, scatenate dall’iperinflazione e dalla grave crisi economica che affligge la Repubblica Islamica, già duramente colpita dalle sanzioni internazionali.
Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli immediati riguardo all’interruzione della rete.
I disordini, i più gravi degli ultimi anni, si sono rapidamente diffusi in numerose città, portando a scontri mortali con le forze di sicurezza iraniane. Alcuni manifestanti hanno invocato il ritorno della monarchia. Reza Pahlavi, figlio in esilio del defunto Scià Mohammad Reza Pahlavi – rovesciato dalla Rivoluzione Islamica del 1979 –, ha lanciato un appello a nuove proteste attraverso un video diffuso mercoledì su X.
من اولین فراخوان خود را امروز با شما در میان میگذارم و از شما دعوت میکنم که این پنجشنبه و جمعه، ۱۸ و ۱۹ دیماه، همزمان سر ساعت ۸ شب، همگی چه در خیابانها یا حتی از منازل خودتان شروع به سردادن شعار کنید. درنتیجه بازخورد این حرکت، من فراخوانهای بعدی را به شما اعلام خواهم کرد. pic.twitter.com/TEDgXoJEbn
— Reza Pahlavi (@PahlaviReza) January 6, 2026
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Fonti indicano che almeno 21 persone sarebbero morte durante le manifestazioni. L’agenzia di stampa Tasnim ha diffuso un video dalla città di Qazvin, nel nord del Paese, che sembrerebbe mostrare un violento assalto a un agente di sicurezza: secondo l’agenzia, l’agente era disarmato e «si limitava a invitare i presenti in strada a manifestare pacificamente, senza insulti né danni alla proprietà pubblica».
Il presidente Masoud Pezeshkian ha ammonito giovedì i fornitori nazionali contro l’accaparramento o il sovrapprezzo dei beni essenziali. Il Pezeshkian ha sottolineato che la popolazione non deve subire carenze e ha esortato il governo a garantire scorte adeguate e a vigilare rigorosamente sui prezzi in tutto il territorio nazionale.
Al contrario, la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che i «rivoltosi» devono essere «messi al loro posto». Il capo della magistratura del Paese ha inoltre accusato i manifestanti di agire «in sintonia» con Stati Uniti e Israele.
Come riportato da Renovatio 21 , un account X affiliato al Mossad ha incoraggiato proteste in Iran. Le infiltrazioni nella protesta del servizio segreto israeliano sono state accennate anche dal controverso ex segretario di Stato USA e direttore CIA Mike Pompeo.
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Comunicato della Casa Generalizia FSSPX: il ricorso contro il decreto di scomunica prosegue a Roma
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Dirigente transessuale del New York Times accusata di maltrattamenti di minori prima di essere uccisa
Un dirigente transgender del New York Times, ucciso secondo le accuse dai suoceri lo scorso fine settimana in California, risultava denunciato per maltrattamenti su minori nel quadro di una aspra lite familiare, come emerge da atti giudiziari resi noti di recente.
Jonathan McKinsey, 40 anni, responsabile dell’ingegneria per NYT Games, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco sabato in un complesso sportivo a Est di San Francisco. La polizia ha fermato i suoceri, Shouyong Zhang e Shili Chen, entrambi settantenni, nei pressi della scena con l’accusa di omicidio.
I due sono in carcere senza cauzione e compariranno in udienza mercoledì. Le forze dell’ordine hanno detto che McKinsey è stato scelto come obiettivo in modo deliberato, senza però collegare l’omicidio alla controversia familiare.
I fatti sono accaduti una settimana prima di un’udienza già fissata nel contenzioso di divorzio e affidamento tra McKinsey e la moglie Candice Jang, secondo gli atti del tribunale citati dall’agenzia Associated Press.
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Il giornale sanfranciscano Mercury News, sulla base di documenti giudiziari, riporta che McKinsey ha effettuato la transizione da donna a uomo nel 2010. Gli stessi atti indicano che McKinsey e Jang erano già in una relazione intima mentre lui seguiva le cure mediche per la transizione. In seguito si sono sposati e hanno avuto tre figli.
Non risultano informazioni pubbliche su come la coppia abbia avuto i figli né su chi abbia portato avanti la gravidanza. Una coppia formata da un uomo transgender e una donna biologica avrebbe bisogno di sperma di donatore per concepire. A seconda dei casi, uno dei due potrebbe fornire l’ovulo e sostenere la gravidanza.
Lo scontro legale è stato segnato da accuse reciproche di abusi. Jang ha attribuito a McKinsey anni di violenze verso di lei e verso i figli. McKinsey è stato accusato di due reati minori di maltrattamento di minori per aver presumibilmente colpito in faccia il figlio di sei anni e per aver lasciato un altro bambino, allora di due anni, solo in casa mentre faceva la spesa. Si è dichiarato non colpevole di entrambe le imputazioni e ha chiesto l’ammissione a un programma di riabilitazione per problemi di salute mentale.
McKinsey, dal canto suo, ha chiesto un’ordinanza restrittiva contro Jang. Ha sostenuto che lei aveva tentato di rimuovere i tubi medici dal suo corpo dopo un intervento di transizione e che in seguito l’aveva colpita con una padella. Ha anche dichiarato che il suocero l’aveva presa a pugni mentre si stava riprendendo da una doppia mastectomia e che la suocera aveva rivolto insulti omofobi a lui e a uno dei figli.
Il caso si colloca in un più ampio mutamento dell’opinione pubblica statunitense sulle questioni transgender. Dopo il ritorno alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha revocato le tutele sull’identità di genere introdotte sotto Biden, ha disposto che il governo federale riconosca solo due sessi biologici e ha avviato lo smantellamento dei programmi di diversità, equità e inclusione (DEI), anche se il New York Times ha mantenuto le proprie politiche in materia.
È cambiato anche il clima nell’opinione pubblica: un sondaggio Pew del 2025 ha registrato un crescente sostegno alle restrizioni per le persone transgender, pur restando maggioritario il favore per le tutele contro la discriminazione.
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Immagine di Haxorjoe via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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I tempi di consegna del petrolio saudita in Asia potrebbero raddoppiare
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