Politica
Account X affiliato al Mossad incoraggia proteste in Iran
Un account X in persiano che si chiama Mossad Farsi ha incoraggiato lunedì le proteste in Iran, lasciando intendere che l’agenzia di intelligence israeliana abbia agenti operativi sul campo nelle manifestazioni.
«Scendiamo insieme in piazza. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo», si legge nel post in persiano, che i media israeliani ritengono un canale ufficiale del Mossad.
Le proteste in Iran sono state scatenate dall’impennata dell’inflazione, dal deprezzamento della valuta e dal generale deterioramento dell’economia nazionale, gravata da severe sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
با هم به خیابان ها بیایید. وقتش رسیده.
ما همراه شما هستیم. نه تنها از راه دور و شفاهی. در میدان نیز همراهتان هستیم.— Mossad Farsi (@MossadSpokesman) December 29, 2025
A very unusual protest in #Tehran Metro-2 #Iran regime army soldiers wave Iran original flag (Royalists flag) and even resist the attacks of regime supporters.
In the last weeks there were some reports about defection of Iranian military officers and turning against the regime! pic.twitter.com/c9KoV8Vzqn— BenSabti (@BeniSabti) November 12, 2025
🚨 IRAN PROTESTS UPDATE | 🇮🇷 A new protest erupts every hour across different provinces in Iran. The latest demonstrations are taking place now in Lorestan. pic.twitter.com/GlSjW9T4QV
— WAR (@warsurveillance) January 1, 2026
Chants of praise for Shah Pahlavi in intense protest tonight in Dhahran pic.twitter.com/SKT5QxTLaj
— bt01o: (@DBot1040280) January 1, 2026
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Nel contesto delle dimostrazioni, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accettato le dimissioni del governatore della Banca Centrale Iraniana.
«Il sostentamento della popolazione è la mia preoccupazione quotidiana. Abbiamo in programma azioni fondamentali per riformare il sistema monetario e bancario e preservare il potere d’acquisto della popolazione», ha scritto Pezeshkian su X lunedì.
«Ho incaricato il ministro degli Interni di ascoltare le legittime richieste dei manifestanti attraverso il dialogo con i loro rappresentanti, affinché il governo possa agire con tutte le sue forze per risolvere i problemi e rispondere in modo responsabile», ha aggiunto il presidente iraniano.
Funzionari statunitensi e israeliani si sono schierati con i manifestanti per promuovere la loro agenda contro il regime iraniano. «Il popolo iraniano vuole la libertà. Ha sofferto per mano degli ayatollah per troppo tempo», ha dichiarato l’ambasciatore statunitense all’ONU Mike Waltz su X. «Siamo al fianco degli iraniani nelle strade di Teheran e in tutto il Paese mentre protestano contro un regime radicale che non ha portato loro altro che crisi economica e guerra», ha proseguito Waltz.
🇮🇷
🔴UNUSUAL
An Iranian source reports growing public anger against the regime, with protests erupting in multiple cities.This could be the biggest existential challenge the Iranian government has faced.
The protests are spreading, the economic crisis (currency collapse) is… pic.twitter.com/jb2jsoIL2J
— China pulse 🇨🇳 (@Eng_china5) January 1, 2026
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L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennet ha condiviso un video sui social media in cui invita gli iraniani a «ribellarsi».
L’incoraggiamento alle proteste in Iran da parte di Stati Uniti e Israele giunge mentre il presidente Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stanno pianificando un altro conflitto contro il Paese.
Lunedì, durante l’incontro con Netanyahu a Mar-a-Lago, Trump ha affermato che sosterrebbe attacchi israeliani contro l’Iran se Teheran «continuasse» il suo programma missilistico.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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