Nucleare
Muore a 93 anni Shigemi Fukahori, cattolico e sopravvissuto a Nagasaki
Shigemi Fukahori, sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki del 1945, è morto il 3 gennaio, secondo quanto riportato dalla cattedrale di Urakami, dove pregava quasi ogni giorno. La cattedrale, decimata dalla bomba, fu ricostruita nel 1959.
Shigemi Fukahori aveva 14 anni quando gli Stati Uniti sganciarono la bomba su Nagasaki, il 9 agosto 1945, uccidendo decine di migliaia di persone, tra cui la sua famiglia. Quel giorno stava lavorando in un cantiere navale a circa 3 chilometri dall’epicentro dell’esplosione. Avvenne tre giorni dopo l’attacco nucleare su Hiroshima, in cui morirono 140.000 persone. Il Giappone si arrese, ponendo fine alla seconda guerra mondiale.
Spesso si rivolgeva agli studenti, sperando che prendessero in mano quello che lui chiamava «il bastone della pace». Nel 2020, Shigemi Fukahori ha rappresentato le vittime della bomba durante una cerimonia, dichiarando il suo «impegno per la pace, (…) per fare di Nagasaki l’ultimo posto in cui è stata sganciata una bomba atomica».
Il 9 agosto 1945, «alle 11:02, nel nostro distretto di Urakami».
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Il radiologo giapponese Paul Nagai, convertito dallo shintoismo e battezzato il 9 giugno 1934 all’età di 26 anni, vide un incendio nucleare abbattersi sulla città di Nagasaki il 9 agosto 1945, nel distretto cattolico di Urakami. La moglie, che si trovava nella loro casa vicino all’epicentro dell’esplosione, è stata ridotta a pochi frammenti ossei, compresi quelli della sua mano con il rosario.
Lui stesso, che si trovava in ospedale, più lontano dal luogo dell’esplosione, rimase vivo ma irradiato. Malato di leucemia a causa della sua attività professionale, ma aggravato dalla radioattività, morì il 1° maggio 1951. Il 3 maggio 1951, la sua bara fu portata in cattedrale dove la messa funebre fu celebrata dal vescovo Yamaguchi alla presenza di 20.000 persone. La congregazione accompagnerà il defunto al cimitero, dove è stato sepolto accanto alla moglie Midori.
Il 23 novembre 1945 si tenne il funerale delle vittime del bombardamento sul luogo della distrutta cattedrale di Nostra Signora. Sono state lette varie testimonianze di membri del clero e il vescovo di Nagasaki ha chiesto a Paul Nagai di rilasciare una testimonianza a nome dei laici. Le sue parole, di grande valore cristiano, toccarono profondamente il popolo giapponese e il mondo intero. Ecco alcuni estratti:
«In un istante, 8.000 anime cattoliche furono mandate al tribunale del loro Creatore, e un incendio devastante ridusse in cenere questa città cristiana in poche ore. Quello stesso giorno, a mezzanotte, la cattedrale prese fuoco e fu distrutta».
«Il 15 agosto venne promulgato l’Editto Imperiale che pose fine ai combattimenti e la pace cominciò a splendere di nuovo sul mondo. In quel giorno la Chiesa celebrava l’Assunzione della Vergine Maria, alla quale era dedicata la nostra cattedrale. È possibile che tutte queste coincidenze siano fortuite? Non potremmo piuttosto vedere in esso la delicata opera della volontà di Dio?»
«Nagasaki, fino ad allora un “obiettivo di riserva”, fu infine scelta [dagli americani]. Ho saputo che quando la bomba fu sganciata, il vento la spinse verso nord rispetto alle fabbriche di munizioni che erano l’obiettivo, per esplodere sopra la cattedrale. Pertanto il distretto di Urakami non fu mai preso di mira dai piloti americani. Ma fu la Provvidenza di Dio a dirigere il velivolo».
«Non potrebbe esserci una misteriosa connessione tra la cessazione della guerra e la distruzione di Urakami? Urakami, l’unica zona cattolica e santificata di tutto il Giappone, non fu forse scelta come vittima idonea, da sacrificare e bruciare sull’altare dell’espiazione per i crimini commessi dall’umanità in questa guerra mondiale?»
«Per la nostra umanità, erede del peccato di Adamo e del sangue di Caino, per la nostra umanità che si è rivolta agli idoli, dimenticando la sua filiazione divina, per questa umanità che ignora la Carità e la odia, ferendo se stessa… perché tutti questi orrori, questi odi finissero e perché rifiorissero le benedizioni della pace, per questa grande redenzione, non bastava il pentimento, occorreva un sacrificio adeguato per ottenere il perdono di Dio».
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«La nostra chiesa di Urakami ha mantenuto intatta la sua fede per 400 anni, nonostante il Giappone l’avesse messa fuori legge. Sopportò molte e lunghe persecuzioni. E durante tutta la guerra non smise mai di pregare affinché la pace tornasse. Questa chiesa non era forse degna di essere scelta come olocausto sull’altare di Dio, affinché decine di milioni di uomini non perissero più vittime delle devastazioni della guerra?»
«Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. È con fedeltà e fino in fondo che dobbiamo percorrere il nostro doloroso cammino. Mentre la seguiamo, affamati, assetati, disprezzati, frustati, sudati, saremo sicuramente aiutati da Colui che ha portato la sua Croce fino alla cima del Calvario: Gesù Cristo».
«Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore. Ringraziamolo perché Urakami è stata scelta per il sacrificio. Rendiamogli grazie, perché grazie a questo sacrificio è stata ripristinata la pace nel mondo e la libertà di credo in Giappone».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Nucleare
Tornado di fuoco a Chernobyl
Il ministero delle Situazioni di Emergenza ucraino ha diffuso filmati dei suoi soccorritori in fuga da un’enorme spirale di fuoco nella zona di esclusione di Chernobyl.
L’agenzia sta cercando di domare gli incendi nei pressi della centrale nucleare dismessa di Chernobyl dalla scorsa settimana, ma finora non è riuscita a contenerli.
La zona di esclusione con un raggio di 30 km è stata istituita intorno alla centrale dopo il disastro nucleare del 1986. L’area, prevalentemente boschiva e di 2.600 km², rimane chiusa al pubblico a causa dell’elevata contaminazione radioattiva.
Firenado in the Chernobyl exclusion zone.
Firefighters have been battling wildfires in Ukraine’s Chernobyl exclusion zone since 6/25.
This was recorded by State Emergency Service of Ukraine [DSNS] yesterday, 7/3. pic.twitter.com/SrCjcoGZW3
— National Conservative (@NatCon2022) July 4, 2026
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Il filmato, caricato dal ministero sul suo canale Telegram venerdì, mostra la formazione di un grande vortice di fuoco che si dirige rapidamente verso i vigili del fuoco, costringendoli a saltare nei loro veicoli e a ritirarsi.
«Un tornado di fuoco: vento, polvere e fiamme si fondono in un’unica forza distruttiva. Ecco come appaiono gli incendi che stanno costantemente devastando alcune zone della regione di Kiev, all’interno della zona di esclusione di Chernobyl», si legge nel post.
I satelliti hanno registrato ampie colonne di aria inquinata con livelli elevati di monossido di carbonio che si estendono per 170 km dall’epicentro dell’incendio nella zona di esclusione. Chernobyl si trova a circa 94 km a nord della capitale ucraina, Kiev, vicino al confine con la Bielorussia.
Un tornado di fuoco, noto scientificamente come vortice di fuoco, si forma quando il calore intenso di un incendio si combina con forti correnti di vento turbolente. Tutto inizia con l’innesco termico, dove l’incendio riscalda l’aria sovrastante facendola diventare leggera e spingendola a salire rapidamente verso l’alto. Subentra poi un effetto camino, in cui l’aria fredda circostante si precipita verso il basso per riempire il vuoto lasciato dall’aria calda ascensionale.
Infine, l’incontro tra venti opposti o la conformazione del terreno imprimono un moto rotatorio a questa massa d’aria. Il vortice che si crea aspira al suo interno i gas combustibili e le fiamme stesse, restringendoli e accelerandone la rotazione.
Nonostante la persistente contaminazione da radiazioni, il territorio della zona di esclusione di Chernobyl si è trasformato in un paradosso ecologico. In assenza di attività umane, la natura ha preso il sopravvento: foreste incontaminate hanno ricoperto città fantasma come Pripyat e specie rare di fauna selvatica prosperano indisturbate, rendendo l’area una riserva naturale involontaria.
Come riportato da Renovatio 21, vi sono storie, spesso sensazionalistiche, sulle mutazioni genetiche degli animali di Chernobyl, come i «supervermi» scoperti da ricercatori statunitensi, ma anche i cinghiali radiattivi.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa era emerso che il reattore di Chernobyl poteva perdere radiazioni a causa del bombardamento con drone subito a febbraio 2025. L’attacco era avvenuto in concomitanza con la presenza del vicepresidente USA JD Vance a Monaco.
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Immagine screenshot da Twitter
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