Geopolitica
Missili e droni su Kiev
La capitale ucraina e la sua periferia sono state colpite lunedì mattina presto da un attacco combinato di missili e droni in quello che il ministero della Difesa russo ha definito una risposta agli «attacchi terroristici» del governo di Volodymyr Zelen’skyj.
La prima ondata di esplosioni a Kiev è stata udita intorno all’1:30 ora locale, seguita da altre esplosioni in ondate successive fino alle 5:00. Video condivisi sui social media mostravano numerose e potenti esplosioni nei dintorni della capitale ucraina, alcune seguite da detonazioni secondarie, il che suggerisce che un deposito di armi, un impianto di produzione o un sistema di difesa aerea siano stati colpiti.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver utilizzato armi di precisione a lungo raggio e droni d’attacco per colpire imprese militari-industriali ucraine, impianti di carburante ed energia a Kiev e nella regione di Kiev, nonché infrastrutture aeroportuali militari in diverse regioni, come rappresaglia per gli «attacchi terroristici» contro infrastrutture civili in Russia.
Le autorità di Kiev hanno segnalato danni in diverse località, affermando che si trattava per lo più di «infrastrutture civili», e hanno diffuso foto e video di numerosi edifici danneggiati, tra cui un edificio residenziale parzialmente crollato. Il capo dell’amministrazione militare locale, Timur Tkachenko, ha dichiarato che almeno nove persone sono morte e decine sono rimaste ferite.
#UPDATE 🇷🇺🇺🇦 Part 2
Residents in Kyiv report that secondary detonations are still ongoing following a Russian missile strike on what’s believed to be an air defense ammunition + production facilitiy.
Administrative officials have canceled work in the district and asked people… https://t.co/GjvbaWsVeu pic.twitter.com/bbtqX9r2yR
— Heyman_101 (@SU_57R) July 6, 2026
🇷🇺🇺🇦🚨‼️ CRAZY FOOTAGE:
Russia hit a missile storage facility. I’d guess it’s air defense missiles, and they fly around Kiev as secondary detonations.
Insane footage. pic.twitter.com/bDhZ0pSc3L
— Lord Bebo (@MyLordBebo) July 6, 2026
Kiev Belediye Başkanı Vitali Kliçko, Ukrayna başkentine gece düzenlenen saldırıları Rusya-Ukrayna çatışmasının başlangıcından bu yana en büyük saldırılar bütünü olarak nitelendirdi.
Bu yöndeki açıklamasını Telegram kanalında yaptı.Türkiye’ye gösterilen ise “Rusya’da oluşan… pic.twitter.com/YQCvhaSN9s
— Cem Kıran (@NARIKMEC) July 6, 2026
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Nel fine settimana, i russi avevano subito un importante attacco combinato ucraino a lungo raggio, condotto con droni e missili, abbattendo oltre 500 bersagli, principalmente droni kamikaze a lungo raggio, nonché dieci missili da crociera FP-5 Flamingo e almeno nove munizioni lanciate da sistemi HIMARS di fabbricazione statunitense.
Mosca ha descritto l’attacco come un tentativo fallito da parte di Kiev di distogliere l’attenzione dei suoi sostenitori occidentali e dei comuni cittadini ucraini dalla perdita di Konstantinovka, un’importante roccaforte nel Donbass nord-occidentale, conquietata dalle forze russe dopo settimane di intensi combattimenti nella zona, con il presidente russo Vladimir Putin che l’ha definita la «chiave» per la liberazione del resto della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR).
Come riportato da Renovatio 21, Putin ha lanciato un avvertimento Kiev e i suoi «istigatori» che qualsiasi ulteriore trovata di propaganda «terroristica» avrebbe portato solo alla perdita di altro territorio, costringendo l’esercito russo a spingere le forze ucraine più lontano dai confini russi nelle regioni di Sumy, Kharkov e Dnipropetrovsk per stabilire una «zona di sicurezza» più ampia e proteggere i civili.
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Trump: «altre persone» potrebbero guidare la campagna di terra in Iran
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Geopolitica
Israele spinge la campagna di annessione della Cisgiordania
Israele ha approvato uno stanziamento di oltre 400 milioni di dollari per la costruzione di decine di nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, nonostante la condanna internazionale di quella che i critici definiscono un’annessione di fatto del territorio palestinese.
La Cisgiordania, conquistata da Israele durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967, ospita circa 3 milioni di palestinesi e oltre 500.000 coloni israeliani. Insieme a Gerusalemme Est e Gaza, è considerata il nucleo di un futuro Stato palestinese nell’ambito della soluzione dei due Stati, sostenuta a livello internazionale.
Il governo israeliano ha annunciato martedì che il gabinetto di sicurezza ha stanziato 1,3 miliardi di shekel (375 milioni di dollari) per la creazione di 34 nuovi insediamenti in Cisgiordania. La decisione è stata comunicata dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, un colono della Cisgiordania che si occupa degli affari civili nel territorio e si è impegnato a impedire la creazione di uno Stato palestinese.
Definendo la decisione «storica» e «un giorno di festa per Israele e gli insediamenti», Smotrich ha affermato che presto verranno stanziati altri 1,075 miliardi di shekel per la costruzione di strade a servizio delle nuove comunità.
«Stiamo rafforzando la sicurezza dello Stato di Israele, stroncando l’idea di instaurare uno stato terrorista nel cuore del Paese e consolidando il nostro controllo sulla patria in Giudea e Samaria», ha dichiarato Smotrich, usando il termine biblico per la Cisgiordania.
Hamas ha condannato il piano definendolo un passo «pericoloso e criminale» verso l’annessione del territorio occupato,. Il gruppo islamista ha accusato Israele di voler ottenere il pieno controllo della Cisgiordania e ha esortato i palestinesi a intensificare la resistenza, chiedendo al contempo alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di andare oltre le condanne verbali e di adottare misure concrete per fermare l’espansione degli insediamenti.
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Israele ha dovuto affrontare crescenti critiche per le sue iniziative di insediamento in Cisgiordania. Sebbene i governi che si sono succeduti non abbiano mai formalmente annesso la regione, i critici, tra cui le Nazioni Unite, gli stati arabi e molti alleati occidentali, affermano che tale politica frammenta il territorio palestinese e mina ulteriormente la fattibilità di una soluzione a due stati.
Israele sostiene che la Cisgiordania sia un territorio conteso con profondi legami storici e biblici con il popolo ebraico.
Le approvazioni di insediamenti hanno raggiunto il record di 54 nel 2025 e 103 in totale con l’ultimo annuncio. All’inizio di quest’anno, il gabinetto di sicurezza ha trasferito maggiori poteri dai militari ai ministeri civili, ha introdotto una procedura per registrare i terreni della Cisgiordania come «proprietà statale» e ha permesso ai cittadini israeliani di acquistare terreni direttamente nel territorio.
Dall’inizio della guerra di Gaza nel 2023, la spinta verso gli insediamenti è stata accompagnata da un’escalation di violenza in Cisgiordania. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), almeno 117 comunità palestinesi sono state sfollate completamente o parzialmente a causa degli attacchi dei coloni, il cui numero è più che raddoppiato, passando da circa 850 nel 2022 a oltre 1.820 nel 2025.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem afferma che le operazioni militari israeliane e gli attacchi dei coloni hanno ucciso più di 230 bambini palestinesi dal 2023.
L’opinione pubblica israeliana è divisa sulla politica degli insediamenti. Un sondaggio del Jewish People Policy Institute del marzo 2025 ha rilevato che il 58% degli israeliani ebrei li considera un elemento di rafforzamento della sicurezza nazionale, mentre il 35% li vede come un peso. Tra gli israeliani arabi, il 63% li considera un fardello piuttosto che una risorsa per la sicurezza.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana il deputato statunitense Ro Khanna ha dichiarato di essere stato fermato da coloni israeliani armati durante una visita a un villaggio palestinese nella Cisgiordania occupata, sostenendo che le truppe delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) si fossero schierate dalla parte dei coloni anziché aiutare la sua delegazione.
Nel frattempo, il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri.
Negli scorsi giorni terroristi ebrei provenienti da insediamenti israeliani illegali hanno nuovamente attaccato l’antica città cristiana di Taybeh, incendiando i suoi campi agricoli e cercando di bruciare le case, con segnalazioni di spari anche contro i civili.
Come riportato da Renovatio 21, Taybeh è stata obiettivo di attacchi mortali di coloni israeliani. I continui assalti dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Negli scorsi giorni l’esercito israeliano ha aggredito cristiani e musulmani palestinesi che stavano celebrando la festa di San Giorgio in un monastero cristiano a sud di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
Due mesi fa il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali aveva dichiarato che dall’inizio dell’anno «le aggressioni contro i cristiani in Cisgiordania si stanno moltiplicando».
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Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa una festa mariana a Taybeh era stata interrotta dalle autorità israeliane. La festa è stata ripresa solo dopo l’intervento del cardinale Pierbattista Pizzaballa.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
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Trump ha appoggiato gli attacchi sauditi contro lo Yemen
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