Bizzarria
Megan Fox ammette di bere sangue
L’attrice hollywoodiana Megan Fox ha ammesso in un’intervista di consumare sangue umano.
Parlando in video, la diva ha confessato di bere il sangue del fidanzato, tale Machine Gun Kelly, in determinate occasioni.
«Sì, a volte consumiamo il sangue dell’altro solo per scopi rituali» dice la Fox ridacchiando.
Nell’intervista non è specificato in cosa consistano tali «scopi rituali».
«È usato per un motivo» dice oscuramente la Foxa, parlando del consumo di sangue umano. «Ed è controllato… ad esempio, versiamo qualche goccia di sangue nel bicchiere dell’altro».
«Non è come tagliarsi il petto con vetri rotti ed dire, tipo: “prendi la mia anima!”» rassicura l’attrice, fallendo miseramente.
La bellissima, non sempre fortunata in amore e in carriera, tuttavia percepisce che alcuni possano rimanere scioccati: «Immagino che l’idea di bere il sangue l’uno dell’altro possa fuorviare le persone… ».
Beh, in effetti, un pochino sì, siamo fuorviati.
La Fox, ricordiamo en passant, è cresciuta in una famiglia di cristiani pentecostali carismatici, con una grande sensibilità quindi per i miracoli e per il «parlare in lingue», fenomeno conosciuto come glossolalia.
Molti commentatori americani sono rimasti colpiti: per anni chi parlava di consumo di sangue umano da parte dell’élite si beccava del complottista scappato di casa. Ora pare che possa iniziare un riscatto…
Siamo entrati nella finestra di Overton del vampirismo?
I ricchissimi della Silicon Valley sono anni che si interessano alla parabiosi: prendere il sangue ai giovani per ringiovanire. Varie aziende ci stanno lavorando, più o meno segretamente. Il fine potrebbe essere una vita immortale, come quella di un… vampiro.
Nel frattempo, le stelle del cinema, come sempre, aprono la via: consumare sangue umano è figo.
A breve, dopo essere divenuto accettabile e popolare, diverrà una pratica perfettamente legalizzata, e potrete quindi ordinare una vittima a cui mordere il collo al bar – previa esibizione del green pass. O del red pass…
Immagine screenshot da YouTube
Bizzarria
«Umani, siamo arrivati!» I brasiliani ricevono l’allarme per un’invasione aliena
Migliaia di brasiliani in vari stati sono rimasti scioccati e perplessi dagli avvisi di emergenza inviati ai loro cellulari nel cuore della notte, alcuni contenenti frasi senza senso, mentre altri li avvertivano di prepararsi a un imminente attacco alieno.
I falsi allarmi sono stati inviati tra venerdì sera e le prime ore di sabato mattina attraverso la piattaforma di allerta della Protezione Civile brasiliana, un sistema normalmente riservato agli avvisi seri riguardanti alluvioni, frane, tempeste e altre emergenze.
In diverse città, gli abitanti sono stati svegliati da notifiche di «allerta estrema» contenenti la parola «misantropia» – che significa odio o sfiducia nell’umanità – mentre altri hanno ricevuto messaggi che sembravano meno consigli per la sicurezza pubblica e più la scena iniziale di un film di fantascienza a basso budgetto.
“Alien attack. People, we have arrived” – such a warning from the Brazilian Ministry of Defense woke up millions of people. pic.twitter.com/drgZiODcYV
— S p r i n t e r (@SprinterPress) June 20, 2026
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«Proteggetevi: ATTACCO ALIENO. Umani, siamo arrivati», recitava il messaggio ricevuto da alcuni residenti di Belo Horizonte, capitale dello stato di Minas Gerais, secondo quanto riportato da G1 Globo. Un’altra versione metteva in guardia da un presunto tornado nella regione metropolitana.
In seguito, le autorità hanno chiarito che non c’era stata alcuna invasione aliena. La vera emergenza, secondo la Protezione Civile Nazionale, era molto più terrena: la piattaforma di allerta era stata apparentemente compromessa.
L’agenzia ha dichiarato che il sistema è stato disattivato all’1:30 di sabato mattina dopo che una terza parte non autorizzata ha attivato da remoto degli allarmi in diverse regioni del Paese. La Polizia Federale ha avviato un’indagine, mentre i tecnici sono al lavoro per ripristinare la piattaforma.
NOTA OFICIAL
A plataforma de envio do Defesa Civil Alerta foi tirada do ar às 1h30 da madrugada deste sábado (20/6), após ter sofrido uma invasão e disparado um alerta para diversas regiões do país, ordenado remotamente por alguém alheio ao Sistema Nacional de Proteção e Defesa… pic.twitter.com/0YYXk3yIJW
— Defesa Civil Nacional (@defesacivilbr) June 20, 2026
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Per molti brasiliani, la prima reazione non è stata di preoccupazione, bensì di meme. Altri, invece, si sono mostrati meno divertiti, facendo notare che lo stesso sistema di allerta dovrebbe avvisare le persone di disastri reali e che un falso messaggio di «emergenza estrema» nel cuore della notte potrebbe facilmente scatenare il panico.
Secondo quanto riportato, i residenti di Belo Horizonte hanno chiamato la Protezione Civile, i vigili del fuoco e la polizia in cerca di spiegazioni dopo che gli allarmi sono risuonati sui loro telefoni. Alcuni hanno affermato di aver svegliato i familiari o di aver cercato rifugi sicuri dopo aver visto l’allarme tornado, mentre altri hanno subito sospettato uno scherzo dopo aver letto la parte del messaggio relativa agli extraterrestri.
L’allarme ha un qualche precedente socio-radiofonico e letterario. Il 30 ottobre 1938, Orson Welles causò scompiglio negli USA con un audace adattamento radiofonico de La guerra dei mondi di H.G. Wells, trasmesso dalla CBS. Simulando un notiziario in diretta con finte interruzioni e reportage, la trasmissione convinse molti ascoltatori che un’invasione aliena fosse in atto. Nonostante la portata dell’isteria sia stata in parte ridimensionata, l’evento divenne storico per aver dimostrato il potere dei media. Fu l’inizio della folgorante e al contempo difficile carriere di Orsone.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Bizzarria
Scienziati cuociono il pane con il lievito proveniente dalla mummia Ötzi
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Insomma, anche 50 secoli fa, cherchez la femme. Ötzi cornuto e mazziato: il mondo rimane identico nei millenni, ed è, in fondo, un sollievo.
Ötzi è stato trovato sul Giogo di Tisa, a 3.210 metri di quota nelle Alpi Venoste (nei pressi del monte Similaun), in Val Senales, Alto Adige.Il corpo venne avvistato per caso il 19 settembre 1991 dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon. La mummia affiorò dal ghiaccio a causa di un’estate insolitamente calda.
Poiché il ritrovamento è avvenuto in una zona di cresta estremamente vicina alla linea di demarcazione di stato, si è scatenata un’accesa disputa territoriale tra Italia e Austria per rivendicarne la proprietà. Nei giorni subito successivi al recupero, si pensava che il sito fosse in Austria. La mummia fu quindi trasferita all’Istituto di Anatomia dell’Università di Innsbruck per essere analizzata e messa al sicuro.
Il 2 ottobre 1991, le autorità dei due Paesi disposero un rilievo topografico congiunto ed estremamente preciso. I rilievi geometrici accertarono che il punto esatto del ritrovamento si trovava in territorio italiano per soli 92,56 metri rispetto alla linea di confine.
Nonostante la certezza che la mummia appartenesse all’Italia sotto il profilo del diritto internazionale, Roma e Bolzano concessero agli scienziati austriaci di Innsbruck di completare i primi studi scientifici urgenti. Al termine delle ricerche programmate, nel gennaio 1998, l’Austria ha restituito ufficialmente il reperto archeologico all’Italia.

Immagine di MOs810 via Wikimedia CC BY-SA 4.0
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Bizzarria
Fanno indossare 50 felpe ad un bambino: le ragioni sono sconosciute, ma ci sono importanti precedenti
Ad un bambino a caso sono state fatte indossare 50 felpe, per ragioni che rimangono sconosciute. Il filmato drammatico circola sull’internetto.
Nel video, ad un povero bambino afroamericano, che a dire il vero sembra quasi divertirsi, viene affibbiata la pazzesca quantità di indumenti. Il risultato è che il ragazzino finisce per assomigliare lontanamente a Bibendum, l’omino Michelin.
Ad operare la poderosa vestizione pare esserci una donna sovrappeso con i capelli corti, ma non siamo sicuri. Il ragazzo procede quindi ad abbracciare i compagni, ma è chiaro che gli arti superiori sono paralizzati.
Il video sembra provenire dal reparto infanzia della biblioteca di Monroeville, cittadina dello Stato statunitense della Pennsylvania.
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Nonostante l’entusiamo generale, siamo tuttavia molto distanti dal record mondiale. Il Guinness per il numero di t-shirte indossate appartiene infatti al canadese Ted Hastings, che è riuscito a indossare ben 260 magliette una sopra l’altra il 17 febbraio 2019. Per completare l’impresa, ha dovuto utilizzare taglie crescenti, arrivando fino alla 20XL, e l’aiuto di un team per gli strati finali.
Scopriamo dunque che esiste un altro record notevole in materia. Un altro cittadino canadese, David Eliuk, il 5 febbraio 2023 ha corso una mezza maratona (21 km) a Edmonton, sua città natale indossando contemporaneamente 120 magliette. Secondo quanto riportato, gli strati di tessuto pesavano complessivamente circa 22 chili; per riuscirci ha indossato gruppi di 20 magliette per taglia, partendo dalla M fino alla XXXXL.
Non si è trattato di un’impresa semplice e poco pericolosa. La compressione era tale da bloccare parzialmente la circolazione sanguigna. Il suo team di supporto ha dovuto massaggiargli le braccia e le mani ogni pochi chilometri per evitare il congelamento o la perdita di sensibilità alle estremità. L’Eliuk ha tagliato il traguardo in 2 ore, 43 minuti e 30 secondi.
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Non soddisfatto, nell’agosto del 2023 ha raddoppiato la distanza partecipando alla Servus Edmonton Marathon. In questo caso ha corso l’intera maratona di 42,2 km indossando 78 magliette contemporaneamente, distruggendo il precedente primato ufficiale di 54 maglie. Ha completato il percorso in 5 ore, 1 minuto e 50 secondi.
Il surriscaldamento corporeo è il suo ostacolo maggiore. Durante gli allenamenti estivi correva la mattina presto portando con sé ghiaccio e mangiando ghiaccioli lungo il tragitto per non svenire. Eliuk ha ironizzato sul fatto che i tessuti tecnici traspiranti (moisture-wicking) perdono completamente la loro utilità quando si hanno addosso più di 60 strati.
Il Guiness dell’Eliucco per la mezza maratona è stato poi infranto dall’idahoano ingegnere MIT David Rush, un vero «serial record-breaker» noto per aver stabilito oltre 350 Guinness World Records ufficiali. Rush aveva stabilito il primato nel 2019 correndo con 111 magliette. Il record gli era stato poi sottratto da un altro corridore che ne aveva indossate 127.
Nel 2024 ci ha riprovato, ma ha dovuto ritirarsi a quota 114 magliette perché l’incredibile pressione del tessuto gli stava bloccando la circolazione sanguigna del collo. Il 17 maggio 2025, alla Famous Idaho Potato Half Marathon, è riuscito nell’impresa definitiva correndo 21 km con 137 magliette addosso. Nonostante i problemi di circolazione alle mani, il surriscaldamento e la claustrofobia, ha chiuso la gara in 2 ore, 51 minuti e 44 secondi.
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Il Rush detiene pure il record per il minor tempo impiegato a indossare 10 magliette (15,03 secondi), nonché il record di 29 magliette indossate e poi strappate via dal corpo in un solo minuto, impresa eseguita sul palco del celebre show America’s Got Talent, e pure il record per il maggior numero di magliette piegate in un minuto (ben 31).
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