Arte
L’Ucraina metterà al bando la letteratura russa: parla il ministro della Cultura di Kiev
Le autorità ucraine stanno preparando un progetto di legge volto a rimuovere dalla circolazione tutti i libri in russo e di autori russi, come dichiarato dal ministro della Cultura ucraino Tatyana Berezhnaya in un’intervista rilasciata a Interfax-Ucraina e pubblicata giovedì scorso.
Mosca ha più volte indicato nelle politiche discriminatorie di Kiev nei confronti della minoranza russa etnica, nonché nella repressione della lingua e della cultura russa, alcune delle cause profonde del conflitto in corso.
Secondo la Berezhnaya, l’autorità ucraina per i media (in particolare il Comitato statale per la televisione e la radio) sta elaborando un disegno di legge per vietare i libri russi, con il sostegno del suo ministero. Non ha chiarito se la misura si limiterà alla rimozione dai punti vendita o includerà anche la confisca da collezioni private o biblioteche.
Già nel 2016, sotto la presidenza di Petro Poroshenko – il predecessore di Volodymyr Zelens’kyj uscito dal golpe di Maidan del 2014 –, era stata vietata l’importazione di libri dalla Russia e dalla Bielorussia, ben prima dell’escalation del conflitto nel 2022. Da allora, Kiev ha progressivamente eliminato la letteratura russa dai programmi scolastici statali e ha accelerato la rimozione di monumenti, memoriali e iscrizioni legate alla storia russa o sovietica.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Inoltre, sono state introdotte restrizioni severe sull’uso della lingua russa nella sfera pubblica, nei media e in ambito professionale. Nonostante ciò, il russo resta la lingua madre o principale per una parte significativa della popolazione ucraina, specialmente nelle grandi città e nelle regioni orientali.
A dicembre, il parlamento ucraino ha revocato la protezione della lingua russa prevista dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. In quell’occasione, la Berezhnaya aveva affermato che la decisione avrebbe «rafforzato l’ucraino» come lingua di Stato.
Mosca ha sottolineato che tali misure repressive sono state largamente ignorate dai sostenitori occidentali di Kiev. «I diritti umani, che l’Occidente proclama inviolabili, devono valere per tutti. In Ucraina assistiamo al divieto totale della lingua russa in ogni ambito della vita pubblica e alla messa al bando della Chiesa ortodossa ucraina canonica», ha dichiarato mercoledì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, criticando l’Unione Europea e la Gran Bretagna per non aver affrontato la questione nelle loro proposte di pace.
Il destino della cancellazione culturale per motivi geopolitici è inflitto anche allo storico balletto Lo Schiaccianoci del compositore Pëtr Il’ič Tchaikovskij, un grande classico internazionale per le famiglie che vanno a teatro prima di Natale.
Come riportato da Renovatio 21, la campagna dell’Ucraina contro la musica russa in tutto il mondo coinvolge anche cantanti di altissimo livello, come il soprano Anna Netrebko, la cui presenza è stata contestata in varie città europee.
Il livello più grottesco è stato forse toccato all’inizio del 2024, quando la direttrice Keri-Lynn Wilson, moglie del direttore generale del Metropolitan Opera di Nuova York Peter Gelb, ha annunciato che la sua «Ukrainian Freedom Orchestra» avrebbe modificato la famosa nona sinfonia di Beethoven (conosciuta anche come An die Freude, cioè Inno alla gioia) sostituendo nel testo la parola «Freude» con «Slava». «Slava ukraini» o «Gloria all’Ucraina» era il famigerato canto delle coorti ucraine di Hitler guidate dal collaborazionista Stepan Bandera durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora è stato conservato come canto di segnalazione dalle successive generazioni di seguaci di Bandera, i cosiddetti «nazionalisti integrali», chiamati più semplicemente da alcuni neonazisti ucraini o ucronazisti.
Vi è poi stata la vicenda dell’artista australiano Peter Seaton, costretto a cancellare un suo grande murale soprannominato «Peace Before Pieces», che mostrava un soldato russo e uno ucraino che si abbracciano, dopo le pressioni della comunità ucraina locale e dell’ambasciatore in Australia che aveva bollato il lavoro come «offensivo».
Come riportato da Renovatio 21, la censura ucraina si è vista anche in Italia: è il caso del Teatro Comunale di Lonigo, dove due anni fa, dopo lo scoppio della guerra ucraina, doveva andare in scena Il lago dei cigni, altro capolavoro di Tchaikovskij.
La furia censoria ucraina ha pure spinto le piattaforme di streaming ad eliminare gli episodi della quarta stagione di Game of Thrones (in italiano noto come Il trono di spade) che includono l’attore russo Yurij Kolokolnikov, la cui fama internazionale è cresciuta negli ultimi anni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di I, Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Arte
Renovatio 21 saluta Kavinsky, stella della synthwave
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Arte
Ecco l’Odissea demo-woke-global-giudaico-massonica
Non è difficile: più il mainstream pompa un prodotto, più quel prodotto è demo-woke-global-giudaico-massonico.
Anche il solito cieco si renderebbe conto che il film che ci sta sfraganando i maroni in questi giorni torna utile, di fatto, a distruggere archetipi, simboli, valori e ideali su cui è nata e si è sviluppata per millenni la cultura occidentale, riscrivendo storia e letteratura in chiave progressista.
Depotenziare l’eroe, banalizzare la patria, le radici, l’amicizia e la fedeltà, in particolare, torna utile, di fatto, a sabotare la formazione dei più giovani che – complice la mirata, progressiva scomparsa degli studi classici – in futuro non disporranno più degli strumenti necessari a distinguere storia (e cultura) dal letame.
Del resto, dal punto di vista storico, poteva andare peggio. Pensate se la nostra amicona, invece che nera, fosse stata trans…
Un’ultima osservazione. Vi siete chiesti chi ha prodotto il film? Facile: l’Universal Picture. E vi siete chiesti di chi è l’Universal Picture? Facile: della NBCUniversal. E vi siete chiesti di chi è l’NBC Universal? Facile: della Comcast. E vi siete chiesti di chi è la Comcast?
Andate a vedere.
Shalom.
Prof. Luca Marini
Articolo previamente apparso su Il futuro è mia nonna
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine: Testa di Ulisse proveniente da un gruppo scultoreo raffigurante Ulisse che acceca Polifemo. Marmo, greco, probabilmente del I secolo d.C. Villa di Tiberio a Sperlonga. Conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine tagliata
Arte
Perché a San Lorenzo dobbiamo ricordarci l’oscena poesia massonica?
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faPerché a San Lorenzo dobbiamo ricordarci l’oscena poesia massonica?
-



Internet1 settimana faLa figlia di Bill Gates accusata di frode: rischierebbe 20 anni in galera
-



Storia2 settimane faIncontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
-



Catastrofi1 settimana faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Epidemie1 settimana faLettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
-



Gender1 settimana faBambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
-



Morte cerebrale1 settimana faCalciatore dato per morto si risveglia in obitorio. Dichiarare la morte non equivale a determinarla
-



Vaccini2 settimane faLa FDA approva il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna. E il nuovo capo CDC è la «regina degli obblighi vaccinali»













