Connettiti con Renovato 21

Arte

Pittore australiano costretto a rimuovere il suo murale che mostra soldati russi e ucraini che si abbracciano

Pubblicato

il

L’artista australiano Peter Seaton è stato costretto a dipingere sul suo ultimo lavoro, soprannominato «Peace Before Pieces», che mostra un soldato russo e uno ucraino che si abbracciano, dopo le pressioni della comunità ucraina locale e dell’ambasciatore in Australia Vasyl Myroshnychenko, che ha bollato il lavoro come «offensivo».

 

Il murale, che era stato dipinto su un edificio a Melbourne, solo un paio di giorni fa, ma l’artista è stato costretto a rimuovere la sua creazione.

 

 

Seaton si è scusato per aver dipinto il murale e ha spiegato che la sua intenzione è sempre stata quella di sottolineare l’importanza di raggiungere la pace. Ha notato che ha dedicato molto pensiero alla questione prima di elaborare il dipinto e ha detto di averne discusso molto con altre persone.

 

«L’intenzione originale era quella di concentrare i nostri sforzi su questa guerra verso un negoziato di pace, per evitare il disastro nucleare» ha dichiarato il Seaton. «Ho sentito che era il modo migliore per rappresentare un messaggio di pace che è qualcosa di cui mi occupo fondamentalmente».

 

Non così l’ha pensata l’ambasciatore ucraino in Australia Myroshnychenko, che ha affermato che il lavoro di promozione della pace dell’artista era «assolutamente offensivo per tutti gli ucraini» e ha affermato che Seaton avrebbe dovuto «consultare la comunità ucraina a Melbourne» prima di dipingere il murale.

 

L’ambasciatore ucraino ha chiesto che l’opera fosse prontamente rimossa.

 

L’ambasciata russa in Australia ha reagito con sarcasmo alla notizia della rimozione del murale.

 

«Un murale recentemente svelato a Melbourne è stato criticato per non riflettere il concetto di combattere la Russia fino all’ultimo ucraino. L’artista ha dovuto distruggere il suo lavoro. Nuova normalità per la libertà di espressione artistica in Australia: verificare con l’ambasciata ucraina prima di dipingere», ha detto l’ambasciata russa.

 

Un’utente Twitter con bandiera ucraina ha mostrato la foto del murales rimosso accludendo anche una possibile versione futura dove il soldato ucraino trafigge con un machete il soldato russo che lo sta abbracciando.

 


Un murales raffigurante lo scrittore Fedor Dostojevskij prodotto a Napoli nei primi giorni del conflitto attirò l’attenzione di Putin che lo citò come esempio di resistenza alla Cancel Culture russofobica che, in Occidente, ha fatto sparire opere d’arte e artisti russi su pressioni dello Stato ucraino.

 

È successo anche in Italia: è il caso del Teatro Comunale di Lonigo, dove doveva andare in scena Il lago dei cigni. Lo spettacolo, con protagonisti artisti ucraini, invece è saltato e sostituito con un balletto francese, su ordine diretto del governo di Kiev, che a quanto sembra decide anche quello che devono e non devono vedere gli spettatori italiani, anche se hanno già pagato il biglietto. «Oltre a Lonigo annullate anche tutte le altre date in Italia. In breve ai ballerini ucraini è stato ordinato dal loro Paese di non rappresentare più l’autore russo» ha scritto Vicenza Today.

 

 

 

Immagine da Twitter

 

 

 

Continua a leggere

Arte

Come le cose si decompongono: il film

Pubblicato

il

Da

Un cortometraggio di Joel Penner e Anna Sigrithur utilizza filmati in time-lapse (cioè, che accelerano il tempo scattando un fotogramma ogni dato intervallo fisso di minuti o secondi) per rivelare come minuscoli organismi rovinano il cibo, altri lo rendono più gustoso attraverso la fermentazione.

 

Il filmato mostra in dettaglio anche il compostaggio e abbattere le cose morte per fertilizzare la Terra per una nuova vita.

 

Il lettore cinéphile ricorderà che simili time-lapse, con creature che andavano in decomposizione, era usato, con sottostante la musica di Michael Nyman, dal regista britannico Peter Greenaway nel suo film del 1985 (in originale, A Zed and two noughts).

 

Avvertenza: il video qui sotto contiene luci stroboscopiche quindi soggetti epilettici o fotosensibili è meglio che non lo guardino.


 

Immagine screenshot da Vimeo

 

 

 

Continua a leggere

Arte

Canto armonico in una camera ecoica

Pubblicato

il

Da

La cantante e insegnante di canto Anna-Maria Hefele, nota per la sua maestria nel cosiddetto canto armonico, si è prodotta in una performance in uno spazio che invece di cancellare l’eco – come farebbe una stanza anecoica – lo moltiplica.

 

La cantante ha registrato questo video sotto una scultura musicale dell’artista Josef Baier. Il risultato si lascia ascoltare.

 

Il canto armonico – noto anche come canto difonico – è un insieme di tecniche di canto in cui il cantante manipola le risonanze del tratto vocale, al fine di suscitare la percezione di note aggiuntive e separate oltre la frequenza fondamentale prodotta.

 

 

 

Il canto difonico è tipico di certe tradizioni musicali asiatiche, dalla Siberia alla Mongolia all’India al Tibet (dove è udibile nei canti monacali del buddismo mahayana), tuttavia è riscontrabile anche nei tenores sardi e nella tribù sudafricana degli Xhosa, quella del Mandela, un popolo noto per avere una lingua fatta di schiocchi.

 

Il canto difonico fu praticato negli anni Settanta dal cantante greco Demetrio Stratos, voce del celebre gruppo prog-rock italiano Area, che aveva studiato anche tecniche affini, ma non sovrapponibili al canto armonico, chiamate diplofonia e triplofonia.

 

Più recentemente, il canto armonico è arrivato al pubblico tramite il lavoro della cantante russa Sainkho Namtchylak, che ha incluso nella sua opera tecniche di canto armonico mutuato dalle tradizioni sciamaniche lamaiste suberiane e tuvane.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

Continua a leggere

Arte

Cantanti e attori collassano sul palco

Pubblicato

il

Da

Sabato scorso, il popolare cantante pop haitiano Mikaben  è morto dopo aver avuto un collasso durante un concerto a Parigi.

 

Filmati emersi in rete mostrano il Mikaben (al secolo Michael Benjamin) che crolla mentre cammina verso il retro del palco.

 

Secondo il Guardian l’artista 41enne «ha subito un sospetto infarto o arresto cardiaco». È stato inoltre riportato che alcuni spettatori sono svenuti quando hanno realizzato che il Mikaben era collassato.

 

 

In un video girato prima di salire sul palco, Mikaben sembrava fermarsi e riprendere fiato mentre saliva una rampa di scale e sembrava affaticato.

 

 

Eccezionale il sito Dagospia, che evidentemente vive ancora in un mondo meno disincatato del nostro (diciamo così): riporta la notizia e condivide un video forse senza capire bene il commento l’utente Twitter Jennifer Arcuri  che Dago mette impagina: «sono vecchia abbastanza per ricordare un tempo in cui i cantanti non cascavano morti sul palco a random».

 

 

Due giorni prima era caduta al suolo in diretta una cantante e attrice colombiano, Mary Perdomo, mentre era impegnata in una performance TV.

 

 

In una dichiarazione rilasciata dalla società di produzione pubblicata tre giorni fa, sia Perdomo che una co-protagonista hanno rassicurato il pubblico che sta bene.

 

Poche ore fa è stata la volta di Arsenio Puro, prestigiatore noto in Spagna per aver partecipato ad un popolare talent show televisivo. Anche il Puro è morto lavorando, in scena. «Quando è crollato sul palco, alcuni tra il pubblico hanno continuato a ridere. Pensavano che facesse parte dello spettacolo comico. Fino a quando non hanno visto che il 46enne mago  non ha reagito. Aveva avuto un infarto nel bel mezzo della sua esibizione nella sala Houdini, dove lavorava da 25 anni» scrive il quotidiano spagnuolo El Mundo.

 

«È caduto a terra. Era uno spettacolo così divertente che, nei primi momenti, la gente rideva pensando che fosse solo un altro scherzo» scrive El Mundo, che ci tiene a puntualizzare che «conoscenti del defunto raccontano a questo giornale che “è morto per cause naturali” e che “non ha fatto trucchi rischiosi”». Insomma ad ucciderlo non è stato un asso nella manica o un coniglio da cappello, ma la natura stessa.

 

Non è chiaro a Renovatio 21 se tra questo pattern di morti sul lavoro e l’aumento statistico dei decessi vi sia una correlazione. Tuttavia ricordiamo che varie categorie sono state interessate da fenomeni simili.

 

Avevano cominciato i calciatori. Ricordate? Già dall’inizio 2021 c’era questa strana trafila, statisticamente calcolata, di sportivi che crollavano in campo…

 

 

Ora è il turno degli artisti.

 

Renovatio 21 ha registrato anche casi non dissimili fra guardie reali, raccattapalle e giornalisti. Insomma, questi malori in aumento sono davvero una cosa brutta quanto misteriosa.

 


In ispecie quando, oltre a cantanti ed atleti, colpiscono anche gli autisti di scuolabus.

 

No, non viviamo più in un mondo sicuro. Forze invisibile stanno usando una violenza mai vista contro l’umanità.

 

Che fare? Noi mezza idea ce la stiamo facendo.

 

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari