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Geopolitica

La Russia distrugge impianti di gas a 1 km dal confine romeno. Caccia NATO decollati

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La Russia ha effettuato un attacco notturno con droni su un importante impianto di pompaggio e misurazione del gas in Ucraina, innescando un vasto incendio sul sito. Lo hanno riferito ieri funzionari ucraini.

 

È importante sottolineare che la stazione fa parte di un programma di importazione di GNL dagli Stati Uniti e dall’Azerbaigian. Secondo il Ministero dell’Energia ucraino, un’ondata di droni ha preso di mira una stazione di misurazione situata vicino al confine tra Romania e Ucraina, identificata come parte del sistema di gasdotti Transbalcanici .

 

La Romania ha fatto decollare i suoi caccia F-16 dopo che la Russia ha effettuato un attacco a soli 800 metri dal territorio della NATO. Il Ministero della Difesa Nazionale (MApN) ha confermato in un post su X che la Russia ha effettuato un attacco con droni vicino al suo confine.

 

«Nella notte tra il 5 e il 6 agosto, le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco con droni contro le infrastrutture civili nella zona di Ismail, in Ucraina, nei pressi del confine con la Romania», ha scritto il ministero della Difesa rumeno in un post su X.

 

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«I sistemi radar del MApN hanno rilevato bersagli aerei nello spazio ucraino, vicino alla contea di Tulcea. All’1:10 del mattino, la popolazione nel nord della contea è stata allertata tramite RO-Alert», ha aggiunto il ministero, riferendosi al sistema ufficiale di allerta di emergenza della Romania.

 

Il ministero della Difesa ha dichiarato che due caccia F-16 sono decollati «per monitorare lo spazio aereo nazionale», ma non sono state rilevate «intrusioni non autorizzate». Il ministero ha affermato che avrebbe effettuato controlli nell’area e avrebbe tenuto aggiornati in tempo reale gli alleati della NATO.

 

Secondo quanto riferito, i droni hanno colpito oleodotti e gasdotti presso l’impianto di Orlivka a Odessa, in Ucraina. Fiamme arancioni e colonne di fumo erano visibili oltre il Danubio.

 

Il ministero della Difesa russo ha riconosciuto l’attacco intenzionale alle infrastrutture del gas dell’Ucraina, avvenuto in un contesto di rinnovati scambi di attacchi tra Russia e Ucraina contro i siti energetici e di trasporto in generale. Quindi, dopo sei mesi, anche il cosiddetto «cessate il fuoco energetico» è chiaramente terminato.

 

L’Ucraina è impegnata in grandi sforzi per accumulare scorte di gas in vista di quella che solitamente è una stagione invernale estremamente fredda. Il presidente Volodymyr Zelens’kyj ha definito la decisione deliberata in termini di tempistiche.

 

«Si è trattato di un tentativo deliberato e del tutto cinico di interrompere i nostri preparativi per la stagione del riscaldamento», ha affermato lo Zelens’kyj in un post sui social media mercoledì.

 

Durante l’era sovietica e in seguito, il gasdotto Transbalcanico ha trasportato gas russo attraverso l’Ucraina verso diversi paesi dei Balcani e dell’Europa orientale, tra cui Romania, Moldavia, Bulgaria, Grecia e Turchia. Tuttavia la Russia ha smesso di utilizzare questa rotta alla fine del 2019, dopo l’avvio del gasdotto TurkStream sotto il Mar Nero. Ora la direzione del flusso viene invertita per far arrivare il gas dai Paesi esterni all’Ucraina.

 

Secondo quanto riportato dalla Reuters, decine di droni russi hanno attaccato la stazione di pompaggio del gas nell’Ucraina meridionale, nell’ambito di un programma di importazione di GNL dagli Stati Uniti e dall’Azerbaigian, ha dichiarato mercoledì il ministero dell’energia ucraino.

 

Il ministero ha descritto l’attacco alla stazione vicino al confine tra Ucraina e Romania come diretto «esclusivamente contro le infrastrutture civili» e mirato alle relazioni con l’Azerbaigian, gli Stati Uniti e i partner europei.

 

Sui social media è emerso un video di una grande palla di fuoco sopra l’impianto del gas, accompagnata dal rumore di un forte fuoco antiaereo, proprio vicino al fiume Danubio che segna il confine tra i due Paesi.

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Attualmente, la maggior parte delle importazioni vitali di gas dell’Ucraina avviene attraverso gli interconnettori del Paese con Ungheria, Slovacchia e Polonia.

 

Come riportato da Renovatio 21, il gasdotto TurkStream era finito tra gli obiettivi più o meno dichiarati degli apparati americani (attaccato, secondo i russi, da droni ucraini cinque mesi fa), che già hanno, secondo il premio Pulitzerro Seymour Hersh, già distrutto il gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, distruggendo di fatto, oltre che una fonte di entrata per Mosca, l’intera economia tedesca ed europea.

 

L’attacco ad una struttura di interesse azero arriva in un momento in cui vi è tensione tra Baku e Mosca dopo l’arresto di giornalisti russi in Azerbaigian.

 

All’Azerbaigian, allineato con l’Occidente, è stato consentita l’operazione di atroce sgombro etnico degli armeni in Nagorno-Karabakh.

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Bizzarria

L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato

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Continua l’offensiva mediatica, decisamente vincente per creatività, della Repubblica Islamica dell’Iran.   A seguito della «rottura» tra il presidente americano Trump e il presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni, lo Stato iraniano sembra aver cominciato a disseminare sugli account X delle sue ambasciate in giro per il mondo messaggi scherzosi e complimentosi.   L’ambasciata iraniana in Ghana ha pubblicato la seguente lettera indirizzata all’Italia.   «Cara Italia Il vostro Primo Ministro ha appena difeso il Papa e ha perso un alleato a Washington: il Comandante in Dolore, eppure l’uomo più “folle di potere” sulla terra. Vorremmo candidarci per il posto vacante».  

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«Le nostre qualifiche: 7.000 anni di civiltà, un amore condiviso per la poesia, l’architettura e il cibo che richiede più tempo per essere preparato della capacità di attenzione di Trump. L’unica cosa per cui Iran e Italia si sono mai scontrati è chi ha inventato il gelato [ice cream nel testo in inglese, ndr]. Il faloodeh è arrivato prima. Il gelato [in italiano nel testo, ndr] è arrivato più rumorosamente. Siamo in una guerra fredda per questo da 2.000 anni».   Il faloodeh, detto nel subcontinente indiano dove è diffusissimo falooda, è un antico dolce di origine persiana a base di semi di basilico dolce, latte, grano, e amido di mais o sago che in qualche modo ricorda il gelato.

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L’invenzione del gelato come lo conosciamo oggi risale al XVI secolo in Italia. Fu il cuoco fiorentino Bernardo Buontalenti a creare, nel 1565, la prima crema gelata servita a corte di Francesco I de’ Medici, mescolando latte, uova, zucchero e neve. Da Firenze la ricetta si diffuse rapidamente in tutta Europa, evolvendo fino alla versione industriale moderna. L’Italia rimane ancora oggi la patria indiscussa del vero gelato artigianale.   La provincia di Belluno (insieme a Val di Zoldo e Cadore) è considerata la vera patria del gelato artigianale italiano. A partire dalla metà dell’Ottocento, migliaia di gelatieri zoldani e cadorini emigrarono portando la loro arte in tutto il mondo (dall’Europa alle Americhe), trasformando il gelato da prodotto di lusso in un piacere popolare. Ancora oggi il Bellunese vanta una fortissima tradizione di gelato artigianale di altissima qualità, fatto con ingredienti locali (latte fresco delle Dolomiti, panna, uova e frutti di bosco).   L’apertura di questa diatriba ha un effetto-simpatia innegabile.   Non paga, la diplomazia iraniana si è spinta più in là. Ecco quindi che l’ambasciata iraniana in Tailandia raddoppia la dose.   «Perché dovremmo fare del male all’Italia? Amiamo gli italiani, il calcio e il cibo, e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto ciò che c’è in mezzo».  

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Il capolavoro di social media management è nei commenti: l’ambasciata, con grazia ed ironia, risponde a tutti i commenti – persino quello più ostili. Ad esempio, ad un utente che fa notare che «l’Italia non è più conosciuta per il calcio» (essì: non qualificati tre mondiali, ma che roba è?), l’ambasciata risponde «But we are nostalgici». «Ma noi siamo nostalgici»… Impeccabile, stupendo.     Quanto all’immagine blasfema, poi cancellata, che il presidente ha pubblicato sui social – Trump come Cristo guaritore – l’ambasciata in Tajikistan ha pensato bene di postare un video che remixa l’immagine mostrando Gesù scende dal cielo per scagliare il blasfemo Trump all’inferno.     È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.

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Geopolitica

Il Belgio sequestra materiale militare destinato a Israele

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Le autorità belghe hanno sequestrato due spedizioni di componenti per equipaggiamento militare destinate a Israele, secondo quanto riportato dal sito di notizie Declassified UK.

 

Le spedizioni provenienti dallla Gran Bretagna sono arrivate all’aeroporto di Liegi, in Belgio, il 24 marzo e avrebbero dovuto essere trasportate a Tel Aviv due giorni dopo a bordo di un volo cargo della Challenge Airlines, compagnia con sede in Israele. Adrien Dolimont, responsabile della regione belga della Vallonia, ha dichiarato che le autorità sono state allertate dall’ONG Vredesactie e sono intervenute tempestivamente per ispezionare il carico.

 

«Sulle questioni relative a Israele, la nostra posizione è chiara: non concediamo licenze per attrezzature che rafforzerebbero le capacità militari delle parti coinvolte», ha affermato Dolimont.

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Sebbene il Belgio non abbia rivelato le aziende responsabili, Declassified, citando documenti di spedizione, ha riferito martedì che i codici di esportazione militari del Regno Unito corrispondevano ad attrezzature relative ad aerei militari e sistemi di controllo del tiro. La testata, citando registri doganali, ha affermato che precedenti spedizioni dal Regno Unito a Israele via Liegi erano state inviate da Moog, un’azienda aerospaziale statunitense con stabilimenti in Gran Bretagna.

 

Diversi Paesi europei hanno annullato accordi per la fornitura di armi a Israele a causa delle sue operazioni militari a Gaza e in Libano, mentre gruppi per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno accusato Israele di uccidere indiscriminatamente civili.

 

Nel 2025, il Belgio si è unito al procedimento per genocidio intentato dal Sudafrica contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG). Lo Stato degli Ebrei ha respinto le accuse definendole infondate e un tentativo di «pervertire il significato del termine “genocidio”».

 

Come riportato da Renovatio 21, di recente il Belgio ha avuto accese tensioni con l’ambasciatore USA a causa della pratica, cara ai giudei, della circoncisione.

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Geopolitica

L’Arabia Saudita promette 3 miliardi di dollari in aiuti al Pakistan

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L’Arabia Saudita ha promesso 3 miliardi di dollari in aiuti finanziari al Pakistan, secondo quanto dichiarato dal ministro delle finanze del Paese sud-asiatico.   Il ministro delle Finanze pakistano Muhammad Aurangzeb ha annunciato martedì che l’Arabia Saudita si è impegnata a versare ulteriori 3 miliardi di dollari, la cui erogazione è prevista per la prossima settimana. Attualmente si trova a Washington per partecipare agli incontri primaverili 2026 della Banca Mondiale e del FMI.   Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si recherà mercoledì in Arabia Saudita per una visita ufficiale.   L’aiuto di Riyadh giunge mentre Islamabad si prepara a restituire 3,5 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti (EAU) questo mese. All’inizio di questo mese, il quotidiano Dawn ha riportato che Abu Dhabi stava cercando di ottenere il rimborso immediato del prestito concesso a Islamabad nell’ambito del sostegno finanziario esterno fornito dagli Emirati Arabi Uniti nel 2019.

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Tale aiuto è stato erogato tramite il Fondo di Abu Dhabi per lo sviluppo, al fine di aiutare Islamabad a superare una crisi della bilancia dei pagamenti. Secondo il rapporto, il debito degli Emirati Arabi Uniti è stato rinnovato più volte, ma le proroghe più recenti hanno avuto durate più brevi, a dimostrazione del disagio degli Emirati riguardo a tale accordo.   Nel 2024, il Pakistan si è trovato ad affrontare una crisi del debito in seguito al COVID, alle interruzioni delle forniture causate dal conflitto in Ucraina e alle estese inondazioni che colpirono un terzo del paese. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) intervenne fornendo un pacchetto di aiuti triennale da 7 miliardi di dollari.   In base all’accordo con il FMI, il Pakistan è tenuto a garantire circa 12,5 miliardi di dollari in rifinanziamenti da Cina, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per far fronte al fabbisogno di finanziamenti esterni e mantenere i livelli delle proprie riserve valutarie.   Secondo quanto riportato da Dawn, gli Emirati Arabi Uniti saranno sostituiti dal Qatar. I rapporti tra Pakistan ed Emirati Arabi Uniti si sono inaspriti nell’ultimo anno. Mentre Islamabad ha firmato un patto di difesa reciproca con Riyadh, Abu Dhabi si è adoperata per costruire una partnership di sicurezza più stretta con Nuova Delhi.   Gli Emirati Arabi Uniti, che sono rimasti una fonte vitale di rimesse dall’estero per Islamabad, hanno imposto restrizioni sui visti che riguardano i cittadini pakistani all’inizio di quest’anno.   Come riportato da Renovatio 21, in settimana è emerso che il Pakistan ha inviato truppe e aerei in Arabia Saudita.   Il Pakistan è ora mediatore del conflitto tra USA e Iran ma è esso stesso in conflitto con il vicino Afghanistan, dove invece vi sarebbe la mediazione della Cina.

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