Geopolitica
Coloni israeliani attaccano veicolo diplomatico russo
Un veicolo diplomatico russo è stato attaccato la scorsa settimana da coloni israeliani nella Cisgiordania occupata, provocando danni meccanici, ha dichiarato martedì la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
La portavoce ha aggiunto che la Russia considera l’incidente una violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Secondo quanto riportato dalla Zakharova, l’incidente è avvenuto il 30 luglio nei pressi dell’insediamento israeliano illegale di Giv’at Asaf, situato appena a est di Ramallah e circa 20 chilometri a nord di Gerusalemme.
La funzionaria degli Esteri del Cremlino ha affermato che i coloni hanno anche urlato minacce ai diplomatici. La portavoce ha criticato duramente il mancato intervento dell’esercito israeliano, definendo la loro inazione «particolarmente sconcertante».
Sostieni Renovatio 21
«I soldati delle forze di Difesa israeliane non si sono nemmeno preoccupati di provare a fermare le azioni aggressive degli aggressori», ha affermato. Secondo quanto detto dal Cremlino, il veicolo trasportava membri della missione diplomatica russa presso l’Autorità Nazionale Palestinese, accreditati anche presso il ministero degli Esteri israeliano.
«Consideriamo questo incidente una palese violazione della Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche», ha affermato Zakharova, aggiungendo che l’ambasciata russa a Tel Aviv ha presentato una nota ufficiale alle autorità israeliane.
Il mese scorso, il Cremlino ha ribadito che l’unica soluzione al conflitto israelo-palestinese risiede nella creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele. «La Russia ha sempre aderito alla soluzione dei due Stati come base per risolvere la questione palestinese», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.
Il riconoscimento da parte di Mosca risale al 1988, quando l’Unione Sovietica approvò la dichiarazione di indipendenza palestinese. L’URSS è stata altresì la prima nazione sulla Terra a riconoscere lo Stato di Israele dopo la sua costituzione.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa il Rappresentante Permanente della Russia presso le Nazioni Unite Vassilij Nebenzia aveva condannato Israele e gli Stati Uniti per il disastro umanitario a Gaza e il deterioramento della situazione in Cisgiordania.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Council.gov.ru via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Petroliera cinese attaccata vicino allo Stretto di Ormuzzo
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
L’Arabia Saudita rifiuta lo spazio aereo a Trump
L’Arabia Saudita si sarebbe rifiutata di consentire all’esercito statunitense di utilizzare il proprio spazio aereo e una base aerea chiave per il «Progetto Libertà» del presidente Donald Trump nello Stretto di Hormuz, costringendo così alla sospensione dell’operazione. Lo riporta NBC News, che cita funzionari statunitensi.
Si dice che il regno abbia ritirato il proprio sostegno dopo che Trump ha annunciato l’operazione domenica, affermando che le navi battenti bandiera occidentale sarebbero state scortate da militari statunitensi attraverso lo stretto. Tuttavia, secondo alcune fonti, né l’Arabia Saudita né altri stati del Golfo erano stati informati del piano in anticipo.
In risposta, l’Arabia Saudita ha informato Washington che agli aerei statunitensi non sarebbe stato permesso di operare dalla base aerea Prince Sultan a sud-est di Riyadh né di sorvolare lo spazio aereo saudita a supporto della missione.
Secondo due funzionari statunitensi che hanno parlato con la NBC, una telefonata tra Trump e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman non è riuscita a risolvere la questione, costringendo il presidente a sospendere il «Freedom Project» appena due giorni dopo il suo annuncio, al fine di ripristinare l’accesso militare statunitense, fondamentale per lo spazio aereo della regione.
Sostieni Renovatio 21
Trump ha descritto il Progetto Freedom come un’iniziativa umanitaria volta a rompere il blocco iraniano della strategica via navigabile, che trasporta circa un quinto del petrolio mondiale. Martedì, tuttavia, il presidente statunitense ha improvvisamente ordinato la sospensione dell’operazione, citando i «grandi progressi» nei colloqui di pace con Teheran mediati dal Pakistan.
La mossa sembra aver colto di sorpresa persino i funzionari dell’amministrazione Trump. Il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato poche ore prima dell’annuncio che l’operazione «Epic Fury», l’operazione originaria, era terminata e che ora l’obiettivo principale era il Progetto Freedom. Anche il Segretario alla Guerra Pete Hegseth aveva promosso l’iniziativa, affermando che centinaia di navi si stavano mettendo in fila per attraversare lo stretto.
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha deriso Trump online, affermando: «L’operazione “Trust Me Bro” è fallita» e che gli Stati Uniti sono tornati a diffondere falsità sui colloqui in corso.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Obama afferma che Israele ha cercato di trascinare anche lui in guerra con l’Iran
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Spirito2 settimane faLeone e l’arcivescovessa, mons. Viganò: Roma sta con gli eretici e nega le cresime ai tradizionisti
-



Bioetica1 settimana faCorpi senza testa per produrre organi: l’uomo ridotto a funzione, la medicina contro l’anima
-



Civiltà1 settimana faValpurga e oltre: le origini esoteriche del 1° maggio
-



Spirito2 settimane faDichiarazione di monsignor Strickland sull’accoglienza vaticana della «arcivescova» di Canterbury.
-



Spirito2 settimane faLeone sta pianificando la scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X
-



Misteri2 settimane faMisteri, complotti e stranezze dell’ultimo attentato a Trump
-



Nucleare6 giorni faKaraganov: l’UE è impazzita, bisogna fermarla «preferibilmente senza uso di armi nucleari»
-



Catastrofi2 settimane faPresunta sabotatrice del Nord Stream mostrata ignuda sul tabloide tedesco














