Geopolitica
Lavrov: gli anglosassoni spingono l’Europa continentale a combattere la Russia
Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno preparando l’Europa continentale per uno scontro militare con Mosca, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
Lavrov ha lanciato l’allarme durante il suo discorso al simposio «Inventing the Future» tenutosi lunedì a Mosca.
Parlando del conflitto in Ucraina, il diplomatico di alto rango ha sottolineato che «gli anglosassoni si aspettano di sconfiggere il nostro Paese per mano del regime di Kiev, proprio come Hitler, riunendo la maggior parte dei Paesi europei sotto la bandiera nazista».
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«E, come piano di riserva, nel caso in cui il regime di Zelens’kyj fallisse, stanno preparando l’Europa continentale a lanciarsi in un’avventura suicida e a entrare in un conflitto armato diretto con la Russia», ha affermato.
Il Lavrov ha espresso rammarico per il fatto che le élite al potere in molti paesi europei non vedano un futuro per sé stesse nella formazione di un mondo multipolare. Invece, stanno «cercando la salvezza da un egemone d’oltremare», ricordando come il cancelliere tedesco Olaf Scholz abbia accolto con favore l’annuncio di luglio che gli Stati Uniti avrebbero piazzato missili a raggio intermedio in Germania.
Secondo il Lavrov, questa non è stata l’unica volta in cui Scholz non è riuscito a difendere il suo Paese.
«Il governo tedesco ha vergognosamente accettato l’umiliante distruzione dei gasdotti Nord Stream a scapito degli interessi fondamentali dell’economia tedesca e del popolo tedesco», ha affermato il ministro degli Esteri.
Alti funzionari russi, tra cui il presidente Vladimir Putin, hanno già puntato il dito contro gli Stati Uniti come probabile responsabile delle esplosioni del Nord Stream nel settembre 2022, sostenendo che Washington aveva i mezzi tecnici per portare a termine l’operazione e che era quella che avrebbe tratto il massimo vantaggio dalla distruzione dei principali oleodotti, considerando che l’attacco ha interrotto le forniture energetiche russe all’UE e costretto il blocco a passare al più costoso gas naturale liquefatto fornito dagli Stati Uniti.
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Lavrov ha anche descritto come «sconsiderate» le proposte avanzate dall’Ucraina e da alcuni in Occidente per consentire a Kiev di utilizzare armi fornite dall’estero per attacchi in profondità nel territorio russo.
«Non parlerò dell’insensatezza dell’idea stessa di combattere contro la Russia fino alla vittoria. Nella migliore delle ipotesi, ciò ridurrà drasticamente le possibilità che i potenziali partecipanti a una guerra del genere svolgano un ruolo in un futuro multipolare», ha avvertito.
Le accuse del ministro degli Esteri russo alla categoria degli «anglosassoni» non sono nuove.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Lavrov dichiarò che gli anglosassoni non avrebbero permesso all’Ucraina di negoziare la fine della guerra.
Altre volte la leadership russa si è riferita al concetto del «miliardo d’oro», ossia a quella parte dell’umanità, coincidente più o meno con l’Occidente e i suoi satelliti, considerata come privilegiata rispetto al resto della popolazione mondiale.
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Geopolitica
Kaczynski: Zelens’kyj parlava di uno Stato unico per trascinare la Polonia in guerra
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Geopolitica
Raid aerei pakistani in Afghanistan
Lunedì mattina l’aviazione pakistana ha colpito presunti nascondigli di militanti nell’Afghanistan orientale, uccidendo almeno tre persone e inasprendo nettamente le tensioni transfrontaliere.
Gli attacchi all’alba nel distretto di Nurgal, nella provincia di Kunar, e nel distretto di Barmal, nella provincia di Paktika, sono stati una rappresaglia per l’attentato suicida di venerdì in una moschea all’interno di una struttura di polizia nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord-ovest del Pakistan, che ha causato almeno 16 morti e numerosi feriti.
Secondo quanto riportato, funzionari pakistani avrebbero dichiarato di aver ucciso 28 presunti militanti dopo attacchi di aerei da combattimento e droni contro obiettivi nella zona di Patang, nel distretto di Nurgal, e nelle aree di Torkandi e Rukha, nel distretto di Barmal. Il governo talebano afghano ha invece affermato che gli attacchi hanno causato la morte di tre civili: una donna e due uomini.
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Il viceportavoce del governo afghano, Hamdullah Fitrat, ha dichiarato che la casa di un abitante del villaggio di Pathan, nel distretto di Nurgal, di nome Noor Ahmad, è stata distrutta, causando la morte sua e di due membri della sua famiglia e il ferimento di altri quattro parenti.
Gli attacchi aerei rischiano di aprire una nuova escalation tra i due Paesi confinanti. Un portavoce del governo talebano, Zabiullah Mujahid, ha condannato gli attacchi pakistani e ha promesso una «risposta adeguata».
«Condanniamo questa aggressione e oppressione, considerandola una ripetizione di tali crimini», ha scritto Mujahid su X. «Gli ambienti militari pakistani hanno commesso ancora una volta un simile crimine per distogliere l’attenzione dai fallimenti in materia di sicurezza del loro Paese».
Negli ultimi mesi gli attacchi dei militanti sono aumentati nelle zone di confine del Pakistan. Islamabad ha accusato l’Afghanistan di ospitare i militanti e, in risposta, il suo esercito ha lanciato attacchi all’interno del Paese. Kabul, tuttavia, sostiene che gli attacchi colpiscono i civili, comprese donne e bambini.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa era emerso che l’Afghanistan aveva lanciato attacchi con droni all’interno del Pakistan. Ciò avveniva dopo che Islamabad ha lanciato attacchi di confine che hanno causato 28 morti nel Paese.
Nel corso dell’anno Afghanistan ha inoltre accusato il Pakistan di aver eseguito un raid aereo contro l’ospedale Omid di Kabul, una struttura con 2.000 posti letto specializzata nel trattamento delle dipendenze, che ha causato la morte di almeno 400 persone nel mese di marzo.
Come riportato da Renovatio 21, in primavera l’Afghanistan aveva accusato il Pakistan di «crimini di guerra imperdonabili».
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Islamabad ha ribadito più volte che i suoi attacchi in Afghanistan sono mirati contro gli insorti che operano sul suo territorio e non colpiscono i civili. Il Pakistan imputa in parte le tensioni con Kabul al crescente coinvolgimento del regime talebano con l’India, storica rivale di Islamabad. Nuova Delhi negli scorsi mesi ha dichiarato il sostegno a Kabullo.
Da mesi i due Paesi limitrofi si scambiano colpi nonostante le tregue. Il Pakistan accusa da tempo l’Afghanistan di dare rifugio a gruppi armati che compiono incursioni transfrontaliere e attacchi terroristici, tra cui l’attentato a una moschea di Islamabad nel febbraio scorso, che ha causato la morte di oltre 30 persone. I talebani hanno negato di fornire aiuto ai militanti che attaccano il Pakistan.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta cercando di fare da paciere tra i due Paesi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Capo della sicurezza diplomatica polacca cade dal terzo piano
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