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Grande Reset

Il World Economic Forum chiede l’abolizione della proprietà privata delle auto

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Il World Economic Forum sta ora sostenendo l’abolizione della proprietà privata dei veicoli.

 

Ciò è pienamente linea con l’obiettivo dichiarato dall’agenda del Grande Reset di garantire un futuro in cui la gente comune «non possiederà nulla e sarà felice».

 

«Abbiamo bisogno di una rivoluzione energetica pulita e ne abbiamo bisogno ora», scrive un articolo del WEF del 18 luglio intitolato «3 approcci di economia circolare per ridurre la domanda di metalli critici».

 

L’articolo del gruppo globalista sostiene che la «transizione dai combustibili fossili alle rinnovabili richiederà grandi forniture di metalli critici come cobalto, litio, nichel, solo per citarne alcuni. La carenza di questi minerali critici potrebbe aumentare i costi delle tecnologie energetiche pulite».

 

Continuando, il WEF spiega che mentre l’estrazione di più «materiale vergine» è una «strada ovvia», ciò potrebbe produrre «conseguenze non intenzionali» e quindi «è tempo di guardare oltre» la soluzione attuale e considerare «questi tre cambiamenti di mentalità» che possono «aiutare a ridurre la domanda di metalli critici».

 

Il primo dei cambiamenti di mentalità è incoraggiare le persone a «passare dal possedere all’usare». Il WEF afferma che, poiché la maggior parte dei veicoli e altri oggetti vengono lasciati inattivi più di quanto non vengano utilizzati, «Una maggiore condivisione può ridurre la proprietà delle apparecchiature inattive e quindi l’utilizzo dei materiali».

 

«Per consentire una transizione più ampia dalla proprietà all’utenza, anche il modo in cui progettiamo cose e sistemi deve cambiare», spiega il gruppo, menzionando che una possibilità è che cose come le auto possano utilizzare «profili utente» che «creano una distinzione per lavoro e uso personale sullo stesso dispositivo» consentendo di ridurre il «numero di dispositivi per persona».

 

«Un processo di progettazione che si concentra sul soddisfare l’esigenza sottostante invece di progettare per l’acquisto del prodotto è fondamentale per questa transizione. Questa è la mentalità necessaria per riprogettare le città per ridurre i veicoli privati ​​e altri usi», aggiunge l’organizzazione.

 

L’abolizione dell’auto di proprietà è un’idea che circola da decenni, discussa ai più alti livelli,

 

Nell’agosto 2014 si tenne a Sciacca, in Sicilia, un bizzarro incontro tra i vertici delle maggiori società del pianeta; si intitolava The Camp e l’organizzazione pare fosse di Google. I giornali dissero che si trattava di una sorta di Davos mediterranea.

 

C’erano Larry Page di Google, Elon Musk non ancora paperone globale, Vittorio Colao (che forse era ancora nell’Olimpo della telefonia), Ana Botin (Banco Santander, figlia dell’uomo considerato banchiere dell’Opus Dei), Ari Emanuel, il fratello di Rahm e Ezekiel, qualcuno dice ci fosse perfino il Bill Gates.

 

C’era anche Jovanotti, che potrebbe forse averne parlato in un video registrato all’Università di Firenze, dove si raccontava che ad un summit di potenti della terra a cui era stato invitato non c’erano politici perché, gli era stato detto, «non servono».

 

 

Tra i 300, con contorno di vari VIP di arredo (la cantante Alicia Keyes, l’attore Jared Leto, Eva Longoria, il calciatore David Beckham, lo skater Tony Hawk) si sono incontrati anche il fondatore di Uber Travis Kalanick e Jaki Elkann, l’uomo a capo di una delle maggiori industrie automobilistiche del Paese. In teoria, i due sarebbero l’uomo l’antitesi dell’altro. Tuttavia, incontri come questo (e come il WEF di Davos) servono proprio a trovare la convergenza per il futuro immaginato per noi.

 

Il Corriere scrisse che «Un brivido lungo la schiena al presidente di Fiat-Chrysler, John Elkann, l’ha fatto correre Travis Kalanick, fondatore di Uber, quando ha sostenuto che l’auto diventerà come l’acqua corrente: non è tua, ma scorre dal rubinetto quando ce n’è bisogno. Lo stesso per le quattro ruote: ce ne sarà una pronta quando serve, comprarla non avrà più molto senso».

 

Ci permettiamo di dubitarne. Sappiamo perfettamente la passione degli Agnelli per le auto: di fatto, un comparto abbandonato con  la finanziarizzazione del gruppo, e la dismissione di industrie sul suolo nazionale che riempiono le pagine dei giornali, che tuttavia mica accusano la famiglia, la quale peraltro adesso, con l’aggiunta del Gruppo-Espresso Repubblica, i giornali se li è comprati. Ma quale «brivido»: perfino i produttori di auto stanno lavorando per la sua abolizione.

 

Perché il fine di tutto questo – che è una convergenza di pubblico e privato nella re-ingegnerizzazione di tutta la società è, ripetiamo: «non avrai nulla e sarai felice».

 

Sappiamo bene come finirà. Lo abbiamo visto in un video satirico, ora sparito da internet, anzi chiediamo al lettore se ci aiutano a ritrovarlo. Si vede che era satirico fino ad un certo punto.

 

 

 

 

Immagine di U.S. Embassy Bern, Switzerland via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

 

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Economia

Il World Economic Forum vuole alzare ancora di più i prezzi della benzina per salvare la Democrazia

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In un documento di sintesi che indica il «cambiamento climatico» e il «declino della Democrazia» come «crisi globali» congiunte, il World Economic Forum (WEF) ha affermato che l’adesione all’ideologia climatica radicale, comprese le misure per aumentare aumentare i prezzi della benzina già arrivati a livelli insostenibili — è necessaria per salvare la Democrazia.

 

«Il cambiamento climatico e il declino della Democrazia sono due crisi globali che sono arrivate al culmine negli ultimi anni», ha scritto Edward Barbier, professore di economia della Colorado State University e Agenda Contributor del WEF, in un articolo dell’11 luglio visibile sul sito dell’organizzazione di Klaus Schwab.

 

Secondo il professor Barbier, la «transizione all’energia verde è la chiave sia per affrontare il cambiamento climatico che per creare economie sostenibili».

 

Citando l’organizzazione Freedom House, che ha descritto la rivolta del Campidoglio del 6 gennaio2021 come «parte di un tentativo organizzato di ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali» del 2020, il Barbier  afferma che la Democrazia è diminuita a livello globale negli ultimi 15 anni.

 

Quindi, «il mondo deve agire ora» per tenere a bada il «riscaldamento globale» riducendo le emissioni di carbonio. «Le principali democrazie dovrebbero collaborare per raggiungere questi due obiettivi», ha affermato il seguace del WEF in un apparente non sequitur.

 

Invece «questi due obiettivi non si escludono a vicenda ma complementari», perché «ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e passare ad alternative a basse emissioni di carbonio rendono anche le economie democratiche più sostenibili».

 

Di qui l’idea più forte: i governi «mettano fine alla sottovalutazione dei prezzi dei combustibili fossili» e impongono sanzioni finanziarie all’industria dei combustibili fossili nel tentativo di sostituire le fonti tradizionali di combustibili con «energia pulita».

 

Il lettore di Renovatio 21 sa che abbiamo avuto un’anteprima di tutto questo alle latitudini della Democrazia dello Sri Lanka, dove il carburante è divenuto così scarso da provocare code interminabili che hanno causato morti, dove il cibo è diventato carente perché è stata implementata un’agricoltura «ecologica» come da desiderata mondialisti, dove l’assenza di energia ha provocato blackout e fame.

 

Il primo ministro singalese Ranil Wickremesinghe, anche lui un agenda contributor del World Economic Forum, aveva scritto per il sito del WEF un saggio, quattro anni fa, intitolato «Come arricchirò lo Sri Lanka entro il 2025». Ebbene, casualmente, quella pagina internet ora è stata rimossa.

 

E il premier Wickremesinghe è in fuga, dopo che una immane folla inferocita ha assaltato le residenze del presidente e del primo ministro, gettandosi in piscina e appiccando incendi.

 

La morale che ne ricaviamo è: ascolti il WEF, ascolti la lagna verde, e quello che ottieni non è la Democrazia – è la rivolta.

 

L’economia verde porta alla fame, e quindi ad una situazione rivoluzionaria – la disintegrazione dello Stato.

 

In verità, Schwab e i suoi amici non lo capiranno mai, come da pattern comportamentale di ogni élite oramai ridotta solo al privilegio e al potere catatonico: la realtà non ci ascolta, tanto peggio per la realtà.

 

Cadranno, assieme a tutto il palazzo del Grande Reset, non c’è dubbio: c’è solo da capire quanta parte del loro incubo ci verrà ancora inflitta.

 

 

 

 

 

 

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Grande Reset

Filosofo russo: il Grande Reset porterà ad un nuovo Medio Evo

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Il compito principale dell’élite finanziaria mondiale è ridurre sistematicamente il consumo umano, ha dichiarato il famoso filosofo russo Andrej Fursov nella sua trasmissione sul canale YouTube TV Day.

 

Secondo il Fursov , i paesi occidentali sono finiti in una trappola. Nel tentativo di passare a fonti energetiche «verdi», la leadership dell’UE e degli Stati Uniti ha rovinato le loro economie, creando una grave crisi e minacciando la sicurezza delle persone.

 

Proprio perché non hanno abbastanza capacità energetica per uno standard di vita dignitoso per tutti i cittadini, le élite stanno cercando di fare il lavaggio del cervello alle persone affinché consumino meno.

 

 

Allo stesso tempo, come ha osservato Fursov, i «padroni del denaro», si impegneranno a  non sviluppare fonti di energia ad alta densità, in particolare l’energia nucleare.

 

Invece, dichiara il filosofo, immergeranno i loro Paesi e idealmente il mondo intero in un nuovo Medioevo attraverso il «Grande Reset».

 

Il Fursov aveva parlato del pericolo del Grande Reset in una recente intervista ad un sito serbo.

 

«Per me, il Grande Reset scritto da Schwab (…) è equivalente al non popolarissimo Mein Kampf. Solo che Hitler non ha scritto un programma di riorganizzazione del mondo intero, ma dell’Europa, e qui un programma di cambiamento non è stato scritto solo per il mondo tutto, ma anche per l’uomo. Perché, come Schwab ha detto riguardo la Quarta Rivoluzione Industriale, non è il cambiamento del mondo attorno a noi, ma il cambiamento dell’uomo stesso attraverso i mezzi della genomodificazione».

 

«Schwab ha anche scritto riguardo ai pericoli sulla strada del Grande Reset. Ono dei pericoli è che il processo possa essere ritardato. E lo è stato. Il secondo, è se uno dei tre grandi Paesi, cioè USA, Cina e Russia,  se ne tira fuori. E il terzo, le proteste di massa».

 

«Onestamente, non credevo che ci sarebbe stata tutta questa resistenza a questi processi in Occidente. Non mi aspettavo i “Freedom Convoy” in Canada, in America».

 

Io ritenevo che l’uomo occidentale si fosse già da tempo trasformato in un rammollito, un uomo incompetente che potrebbe essere manipolato… Invece, tutti questi eventi sono avvenuti assieme: il ritmo lento delle vaccinazioni; il fatto che Cina e Russia non siano corse per saltare nel processo; il fatto che ci fosse un’acuta resistenza all’intero processo – tutto questo ha forzato quella gente ad utilizzare altri mezzi (…) per esempio, la guerra, che può provocare la fame. E la fame è ridurre i bisogni, restringendo il controllo».

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

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Economia

Il piano dello tsunami finanziario globale è appena iniziato

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Dalla creazione della Federal Reserve statunitense oltre un secolo fa, ogni grave crollo del mercato finanziario è stato deliberatamente innescato per motivi politici dalla banca centrale. La situazione non è diversa oggi, poiché chiaramente la FED americana sta agendo con la sua arma dei tassi di interesse per far crollare quella che è la più grande bolla finanziaria speculativa nella storia umana, una bolla che ha creato. Gli eventi di crash globale iniziano sempre alla periferia, come con il Creditanstalt austriaco del 1931 o il fallimento di Lehman Brothers nel settembre 2008. La decisione del 15 giugno della FEDdi imporre il più grande aumento dei tassi in quasi 30 anni poiché i mercati finanziari sono già in un tracollo, ora garantisce una depressione globale e peggio.

 

 

L’entità della bolla del «credito a buon mercato» che la FED, la BCE e la Banca del Giappone hanno progettato con l’acquisto di obbligazioni e il mantenimento di tassi di interesse vicini allo zero o addirittura negativi senza precedenti per 14 anni, è oltre ogni immaginazione.

 

I media finanziari la coprono con notizie quotidiane senza senso, mentre l’economia mondiale si prepara, non per la cosiddetta «stagflazione» o recessione. Ciò che accadrà nei prossimi mesi, salvo una drammatica inversione di tendenza, è la peggiore depressione economica della storia fino ad oggi.

 

Grazie a voi, globalizzazione e Davos.

 

 

Globalizzazione

Le pressioni politiche alla base della globalizzazione e della creazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio al di fuori delle regole commerciali del GATT di Bretton Woods con l’accordo di Marrakech del 1994, hanno assicurato che la produzione industriale avanzata dell’Occidente, in particolare degli Stati Uniti, potesse fuggire offshore, «esternalizzare» a creare produzione in Paesi con salari estremamente bassi.

 

Nessun paese ha offerto più vantaggi alla fine degli anni ’90 della Cina. La Cina è entrata a far parte dell’OMS nel 2001 e da allora i flussi di capitali verso la produzione cinese dall’Occidente sono stati sbalorditivi. Così è stato anche l’accumulo di debito in dollari da parte della Cina. Ora che la struttura finanziaria mondiale globale basata sul debito record sta cominciando a sgretolarsi.

 

Quando Washington ha deliberatamente consentito il collasso finanziario della Lehman Brothers del settembre 2008, la leadership cinese ha risposto in preda al panico e ha commissionato crediti senza precedenti ai governi locali per costruire infrastrutture. Alcuni di esse erano in parte utili, come una rete di ferrovie ad alta velocità. Alcuni sono stati chiaramente dispendiosi, come la costruzione di «città fantasma» vuote.

 

Per il resto del mondo, la domanda senza precedenti da parte della Cina di acciaio da costruzione, carbone, petrolio, rame e simili è stata accolta con favore, poiché i timori di una depressione globale si sono attenuati. Ma le azioni della FED americana e della BCE dopo il 2008, e dei rispettivi governi, non hanno fatto nulla per affrontare gli abusi finanziari sistemici delle principali banche private mondiali a Wall Street e in Europa, oltre che a Hong Kong.

 

La decisione di Nixon dell’agosto 1971 di disaccoppiare il dollaro USA, la valuta di riserva mondiale, dall’oro, aprì le porte ai flussi di denaro globali. Leggi sempre più permissive a favore della speculazione finanziaria incontrollata negli Stati Uniti e all’estero sono state imposte ad ogni passo, dall’abrogazione della legge Glass-Steagall da parte di Clinton per volere di Wall Street nel novembre 1999.

 

Ciò ha consentito la creazione di mega-banche così grandi che il governo le ha dichiarate «troppo grande per fallire». Era una bufala, ma la popolazione ci credeva e le ha salvate con centinaia di miliardi di denaro dei contribuenti.

 

Dalla crisi del 2008 la FED e le altre principali banche centrali mondiali hanno creato un credito senza precedenti, il cosiddetto «denaro dall’elicottero», per salvare le principali istituzioni finanziarie.

 

La salute dell’economia reale non era un obiettivo. Nel caso di FED , Bank of Japan, BCE e Bank of England, un totale di 25 trilioni di dollari è stato iniettato nel sistema bancario tramite l’acquisto di obbligazioni tramite il «quantitative easing», nonché attività rischiose come titoli garantiti da ipoteca negli ultimi 14 anni.

 

 

Follia quantitativa

Qui è dove ha cominciato ad andare davvero male. Le più grandi banche di Wall Street come JP MorganChase, Wells Fargo, Citigroup oa Londra HSBC o Barclays, hanno prestato miliardi ai loro principali clienti aziendali.

 

I mutuatari a loro volta hanno utilizzato la liquidità, non per investire in nuove tecnologie di produzione o mineraria, ma piuttosto per gonfiare il valore delle azioni della loro società, i cosiddetti riacquisti di azioni, definiti «massimizzazione del valore per gli azionisti».

 

BlackRock, Fidelity, banche e altri investitori hanno adorato questo giro gratuito. Dall’inizio dell’easing della FED nel 2008 al luglio 2020, sono stati investiti circa 5 trilioni di dollari in tali riacquisti di azioni, creando il più grande aumento del mercato azionario della storia.

 

Tutto è diventato finanziarizzato nel processo. Le società hanno pagato 3,8 trilioni di dollari di dividendi nel periodo dal 2010 al 2019.

 

Aziende come Tesla, che non avevano mai realizzato profitti, sono diventate più preziose di Ford e GM messe insieme.

 

Le criptovalute come Bitcoin hanno raggiunto una valutazione della capitalizzazione di mercato di oltre  1 trilione di dollari entro la fine del 2021.

 

Con il fluire libero di denaro della FED , banche e fondi di investimento hanno investito in aree ad alto rischio e ad alto profitto come le obbligazioni spazzatura o il debito dei mercati emergenti in luoghi come la Turchia, l’Indonesia o, sì , Cina.

 

L’era post-2008 di Quantitative Easing e zero tassi di interesse della FED  ha portato a un’assurda espansione del debito del governo statunitense.

 

Da gennaio 2020 la FED , la Banca d’Inghilterra, la Banca Centrale Europea e la Banca del Giappone hanno iniettato un totale di 9 trilioni di dollari in crediti a tasso quasi zero nel sistema bancario mondiale.

 

Da quando è stata modificata la politica della FED nel settembre 2019, ha consentito a Washington di aumentare il debito pubblico dell’incredibile cifra di 10 trilioni di dollari in meno di 3 anni.

 

Quindi la FED ha nuovamente salvato di nascosto Wall Street acquistando 120 miliardi di dollari al mese di buoni del Tesoro statunitensi e titoli garantiti da ipoteca creando un’enorme bolla obbligazionaria.

 

Un’amministrazione Biden sconsiderata ha iniziato a distribuire trilioni di cosiddetti soldi di stimolo per combattere inutili lockdown dell’economia.

 

Il debito federale degli Stati Uniti è passato da un gestibile 35% del PIL nel 1980 a oltre il 129% del PIL oggi. Solo il Quantitative Easing della Fed, l’acquisto di trilioni di debito pubblico e ipotecario degli Stati Uniti e i tassi prossimi allo zero lo hanno reso possibile.

 

Ora la FED ha iniziato a rilassarsi ea ritirare liquidità dall’economia con Quantitative Easing o inasprimento, oltre a rialzi dei tassi. Questo è deliberato. Non si tratta di uninciampo della FED che giudica erroneamente l’inflazione.

 

 

L’energia guida il crollo

Purtroppo, la FED e altri banchieri centrali mentono.

 

Alzare i tassi di interesse non serve a curare l’inflazione. Serve per forzare un Reser globale del controllo sui beni del mondo, sia che si tratti di danaro, che si tratti di immobili, di terreni agricoli, della produzione di materie prime, dell’industria, persino dell’acqua.

 

La FED  sa molto bene che l’inflazione sta solo cominciando a lacerare l’economia globale. Ciò che è unico è che ora gli obblighi di Green Energy in tutto il mondo industriale stanno guidando per la prima volta questa crisi inflazionistica, qualcosa di deliberatamente ignorato da Washington o Bruxelles o Berlino.

 

La scarsità globale di fertilizzanti, l’impennata dei prezzi del gas naturale e le perdite di approvvigionamento di grano dovute alla pescaggio globale o all’esplosione dei costi di fertilizzanti e carburante o della guerra in Ucraina, garantiscono che, al più tardi questo periodo di raccolta di settembre-ottobre, subiremo un ulteriore esplosione dei prezzi di cibo ed energia.

 

Queste carenze sono tutte il risultato di politiche deliberate.

 

Inoltre, è certa un’inflazione di gran lunga peggiore, a causa dell’insistenza patologica delle principali economie industriali mondiali guidate dall’agenda anti-idrocarburi dell’amministrazione Biden.

 

uell’agenda è esemplificata dalla sorprendente assurdità del Segretario all’Energia degli Stati Uniti che afferma, «compra auto elettriche» come risposta all’esplosione dei prezzi della benzina.

 

Allo stesso modo, l’Unione Europea ha deciso di eliminare gradualmente il petrolio e il gas russo senza alcun sostituto praticabile poiché la sua economia principale, la Germania, si muove per chiudere il suo ultimo reattore nucleare e chiudere altre centrali a carbone.

 

Di conseguenza, la Germania e altre economie dell’UE vedranno interruzioni di corrente questo inverno e i prezzi del gas naturale continueranno a salire. Solo nella seconda settimana di giugno in Germania i prezzi del gas sono aumentati di un altro 60%.

 

Sia il governo tedesco controllato dai Verdi che l’Agenda Verde «Fit for 55» della Commissione Europea continuano a promuovere eolico e solare inaffidabili e costosi a scapito di idrocarburi molto più economici e affidabili, assicurando un’inflazione guidata dall’energia senza precedenti.

 

 

La FED ha staccato la spina

Con l’aumento del tasso dello 0,75% della FED, il più grande in quasi 30 anni, e la promessa che ne seguiranno altri, la banca centrale statunitense ha ora garantito il crollo non solo della bolla del debito statunitense, ma anche di gran parte del debito globale post-2008 di 303 trilioni di dollari.

 

L’aumento dei tassi di interesse dopo quasi 15 anni significa il crollo dei valori delle obbligazioni. Le obbligazioni, non le azioni, sono il cuore del sistema finanziario globale.

 

I tassi ipotecari statunitensi sono ora raddoppiati in soli 5 mesi a oltre il 6% e le vendite di case stavano già precipitando prima dell’ultimo aumento dei tassi.

 

Le società statunitensi hanno contratto debiti record a causa degli anni dei tassi ultra bassi. Circa il 70% di quel debito è valutato appena al di sopra dello stato di «spazzatura». Quel debito aziendale non finanziario ammontava a 9 trilioni di dollari nel 2006. Oggi supera i 18 trilioni di dollari.

 

Ora un gran numero di quelle società marginali non sarà in grado di rinnovare il vecchio debito con il nuovo, e nei prossimi mesi seguiranno fallimenti. Il gigante dei cosmetici Revlon ha appena dichiarato bancarotta.

 

Il mercato delle criptovalute altamente speculativo e non regolamentato, guidato da Bitcoin, sta crollando poiché gli investitori si rendono conto che non c’è alcun salvataggio lì.

 

Lo scorso novembre il mondo crypto ha avuto una valutazione di 3 trilioni di dollari. Oggi è meno della metà, e con altri crolli in corso.

 

Anche prima dell’ultimo rialzo dei tassi della FED , il valore delle azioni delle megabanche statunitensi aveva perso circa 300 miliardi di dollari. Ora con ulteriori vendite di panico del mercato azionario garantite dalla crescita del collasso economico globale, quelle banche sono preprogrammate per una nuova grave crisi bancaria nei prossimi mesi.

 

Come ha recentemente osservato l’economista statunitense Doug Noland, «oggi c’è un’enorme “periferia” carica di obbligazioni spazzatura “subprime”, prestiti con leva, cartolarizzazioni acquista ora paga dopo, auto, carte di credito, abitazioni e solari, prestiti in franchising, credito privato, credito crittografico, DeFi e così via. Un’enorme infrastruttura si è evoluta in questo lungo ciclo per stimolare il consumo di decine di milioni, finanziando migliaia di imprese antieconomiche. La “periferia” è diventata sistemica come mai prima d’ora. E le cose hanno iniziato a rompersi».

 

Il governo federale ora troverà molto più costoso il costo degli interessi per il mantenimento di un debito federale record di 30 trilioni di dollari. A differenza della Grande Depressione degli anni ’30, quando il debito federale era quasi nullo, oggi il governo, soprattutto dopo le misure di bilancio di Biden, è ai limiti.

 

Gli Stati Uniti stanno diventando un’economia del Terzo Mondo.

 

Se la FED non acquista più trilioni di debito statunitense, chi lo farà? Cina? Giappone? Non è probabile.

 

 

Ridurre la leva finanziaria della bolla

Con la FED che ora impone un inasprimento quantitativo, ritirando mensilmente decine di miliardi di obbligazioni e altre attività, oltre ad aumentare i tassi di interesse chiave, i mercati finanziari hanno iniziato un deleveraging [riduzione della leva finanziaria, ndt].

 

Probabilmente sarà a scatti, poiché giocatori chiave come BlackRock e Fidelity cercheranno di controllare il tracollo per i loro scopi. Ma la direzione è chiara.

 

Alla fine dell’anno scorso gli investitori avevano preso in prestito quasi 1 trilione di dollari di debito a margine per acquistare azioni. Era in un mercato in crescita. Ora vale il contrario e i mutuatari con margine sono costretti a fornire più garanzie o vendere le proprie azioni per evitare il default. Ciò alimenta il tracollo in arrivo.

 

Con il crollo di azioni e obbligazioni nei prossimi mesi, se ne vanno i risparmi per la pensione privata di decine di milioni di americani in programmi come 401-k. I prestiti automobilistici con carta di credito e altri debiti dei consumatori negli Stati Uniti sono aumentati negli ultimi dieci anni fino a raggiungere un record di 4,3 trilioni di dollari alla fine del 2021. Ora i tassi di interesse su quel debito, in particolare sulle carte di credito, saliranno da un già alto 16%. I default su quei prestiti di credito saliranno alle stelle.

 

Al di fuori degli Stati Uniti ciò che vedremo ora, mentre la Banca nazionale svizzera, la Banca d’Inghilterra e persino la BCE sono costrette a seguire l’aumento dei tassi della FED, è la valanga globale di insolvenze, fallimenti, in mezzo a un’inflazione impennata che i tassi di interesse della banca centrale hanno nessun potere di controllo.

 

Circa il 27% del debito societario non finanziario globale è detenuto da società cinesi, stimato in 23 trilioni di dollari. Un altro debito aziendale di 32 trilioni di dollari è detenuto da società statunitensi e europee.

 

Ora la Cina è nel mezzo della peggiore crisi economica da 30 anni e scarsi segnali di ripresa. Con gli Stati Uniti, il più grande cliente della Cina, che stanno entrando in una depressione economica, la crisi della Cina non può che peggiorare. Non sarà un bene per l’economia mondiale.

 

L’Italia, con un debito pubblico di 3,2 trilioni di dollari, ha un rapporto debito/PIL del 150%. Solo i tassi di interesse negativi della BCE hanno impedito che esplodesse in una nuova crisi bancaria. Ora quell’esplosione è preprogrammata nonostante le parole rassicuranti di Lagarde della BCE.

 

Il Giappone, con un livello di debito del 260%, è la peggiore di tutte le nazioni industriali ed è nella trappola dei tassi zero con oltre 7,5 trilioni di dollari di debito pubblico. Lo yen ora sta scendendo seriamente e destabilizzando tutta l’Asia.

 

Il cuore del sistema finanziario mondiale, contrariamente alla credenza popolare, non sono i mercati azionari. Sono i mercati obbligazionari: obbligazioni governative, societarie e di agenzia.

 

Questo mercato obbligazionario ha perso valore a causa dell’aumento dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse dal 2021 negli Stati Uniti e nell’UE. A livello globale, questo comprende circa 250 trilioni di dollari di valore patrimoniale, una somma che, con ogni aumento degli interessi federali, perde più valore.

 

L’ultima volta che abbiamo avuto un’inversione così importante dei valori obbligazionari è stato quarant’anni fa nell’era di Paul Volcker con tassi di interesse del 20% per «spremere l’inflazione».

 

Quando i prezzi delle obbligazioni scendono, il valore del capitale bancario diminuisce.

 

Le più esposte a tale perdita di valore sono le principali banche francesi insieme a Deutsche Bank nell’UE, insieme alle maggiori banche giapponesi.

 

Si ritiene che le banche statunitensi come JP MorganChase siano solo leggermente meno esposte a un grave crollo obbligazionario. Gran parte del loro rischio è nascosto nei derivati ​​fuori bilancio e simili.

 

Tuttavia, a differenza del 2008, oggi le banche centrali non possono ripetere un altro decennio di tassi di interesse zero e QE.

 

Questa volta, come ha osservato tre anni fa insider come l’ex capo della Bank of England Mark Carney, la crisi verrà utilizzata per costringere il mondo ad accettare una nuova valuta digitale della banca centrale, un mondo in cui tutto il denaro sarà emesso e controllato centralmente.

 

Questo è anche ciò che le persone del WEF di Davos intendono con il loro Grande Reset.

 

Non andrà bene.

 

Uno tsunami finanziario globale pianificato è appena iniziato.

 

 

William F. Engdahl

 

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Immagine di ShadowMaster29 via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

 

 

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