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Il vaccino contro il Rotavirus: un caso di studio sulla corruzione e la falsificazione del governo

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Renovatio 21 pubblica la traduzione di questo articolo di Children’s Health Defense, che dimostra incontrovertibilmente come l’industria del vaccino e il governo americano siano parti di un unico intreccio che inganna spudoratamente i cittadini esponendoli a rischi biologici esiziali. I principali media respingono i critici della politica pubblica sui vaccini chiamandoli «teorici della cospirazione», ma non è necessaria alcuna cospirazione per spiegare come possa essere vero il fatto che il CDC (l’ente che vigila sulle malattie infantili e quindi è coinvolto nella politica vaccinale americana) inganna a proposito dei vaccini. Il dottor Offit, di cui si parla nell’articolo, è una sorta di Burioni statunitense, con la differenza che a differenza del virologo italiano Offit ha avuto più successo accademico ed economico.

 

 

In un precedente articolo per Children’s Health Defense, intitolato «Perché non ci si può fidare del CDC sui vaccini», abbiamo esaminato come può essere vero il fatto che le agenzie governative stiano disinformando il pubblico sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini.

 

La sola possibilità è trattata dai media istituzionali come una «teoria del complotto», ma non è necessaria una teoria del genere per spiegarla. Al contrario, l’esistenza di distorsioni istituzionalizzate all’interno delle istituzioni mediche e della comunità scientifica è ben conosciuta nella letteratura scientifica e lo stesso Congresso ha criticato la corruzione endemica all’interno dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e della Food and Drug Administration (FDA).

Un esempio particolarmente importante di corruzione e  falsificazione del governo: il caso del vaccino contro il Rotavirus.

 

Ad esempio, abbiamo visto come entrambe le agenzie siano state criticate nel giugno 2000 nella relazione su un’indagine avviata dalla Commissione per la Riforma del Governo all’interno della Camera dei Rappresentanti. L’indagine ha toccato un esempio particolarmente importante di corruzione e falsificazione del governo: il caso del vaccino contro il Rotavirus.

 

Tra i risultati dell’indagine del Congresso è riportato il fatto che tre dei cinque membri del Comitato Consultivo dell’FDA su Vaccini e Prodotti Biologici Correlati (VRBPAC) «che votarono per approvare il vaccino contro il Rotavirus nel dicembre 1997 avevano legami finanziari con le aziende farmaceutiche che stavano sviluppando versioni alternative del vaccino», come pure quattro degli otto membri dell’ACIP (Comitato Consultivo in materia di Pratiche di Immunizzazione) del CDC «che votarono per approvare le linee guida per il vaccino contro il Rotavirus nel giugno 1998 avevano legami finanziari con aziende farmaceutiche che stavano sviluppando diverse versioni del vaccino».

 

Faceva parte di quella metà dei membri dell’ACIP che aveva legami finanziari con le aziende farmaceutiche, mentre stava decidendo quale avrebbe dovuto essere la politica del CDC riguardo al vaccino contro il Rotavirus, un certo Dr. Paul Offit.

Il dottor Offit volta scrisse un editoriale per il New York Times accusando i genitori che scelgono di non vaccinare i loro figli di abusi su minori sulla base del fatto che Gesù, se fosse con noi oggi in carne ed ossa, sosterrebbe la vaccinazione forzata dei bambini contro la volontà dei loro genitori.

 

Corruzione e ipocrisia

Paul Offit è attualmente direttore del Vaccine Education Center dell’ospedale pediatrico di Philadelphia (CHOP). Ha anche la cattedra Maurice R. Hilleman in Vaccinologia, creata in onore dell’ex vicepresidente senior di Merck, che ha fornito una sovvenzione di 1,5 milioni di dollari all’ospedale e alla University of Pennsylvania per «accelerare il ritmo della ricerca sui vaccini».

 

Offit nell’ottobre 1998 aderì all’ACIP e per tre volte votò a favore delle decisioni relative all’uso del vaccino contro il Rotavirus, compresa una votazione per aggiungere il vaccino al programma «Vaccini per bambini» del CDC, il tutto condividendo al contempo la proprietà di un brevetto per un vaccino anti Rotavirus sviluppato nell’ambito di una sovvenzione di Merck.

 

Il vaccino di Offit (membro del comitato consultivo del CDC fino al giugno 2003) fu approvato dall’FDA nel 2006 con il marchio «RotaTeq». L’ospedale pediatrico di Philadelphia era elencato insieme a Offit tra i titolari di un certificato di deposito rilasciato dall’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti e l’ospedale vendette la sua partecipazione in RotaTeq nel 2008 con un accordo da cui Offit trasse grande profitto; egli stesso riconobbe di aver fatto «diversi milioni di dollari, un sacco di soldi».

 

Offit è anche un abituale «esperto» di vaccini per i media mainstream. Una volta scrisse un editoriale per il New York Times accusando i genitori che scelgono di non vaccinare i loro figli di abusi su minori sulla base del fatto che Gesù, se fosse con noi oggi in carne ed ossa, sosterrebbe la vaccinazione forzata dei bambini contro la volontà dei loro genitori.

 

Accadde così che nell’ottobre 1999 il primo vaccino contro il Rotavirus autorizzato negli Stati Uniti, RotaShield di Wyeth, venne ritirato dal mercato perché si era scoperto che causava intussuscezione [o invaginazione intestinale], una condizione spesso gravissima e potenzialmente fatale in cui una parte dell’intestino si inserisce in se stesso.

 

Mentre l’FDA dava istruzioni a Wyeth di concentrare i suoi studi di sicurezza post-marketing su aree specifiche, il rischio di intussuscezione non era tra questi…

 

Oltre ai conflitti di interesse all’interno del CDC, l’FDA aveva approvato RotaShield come «sicuro» nonostante gli studi clinici avessero dimostrato un aumento di intussuscezione nei neonati vaccinati.

 

Poiché l’aumento del rischio non aveva raggiunto un’importanza statistica, questo risultato venne respinto come «probabilmente dovuto al caso» dal comitato consultivo della FDA, che, ancora una volta, includeva tre membri su cinque legati a società farmaceutiche che stavano sviluppando vaccini contro il Rotavirus.

 

Inoltre, mentre l’FDA dava istruzioni a Wyeth di concentrare i suoi studi di sicurezza post-marketing su aree specifiche, il rischio di intussuscezione non era tra questi.

 

I ricercatori che monitoravano i dati di sorveglianza post-marketing disponibili al pubblico, tuttavia, presero in considerazione i rapporti di intussuscezione verificatisi dopo la vaccinazione e furono condotti studi che confermarono l’associazione tra la vaccinazione e un aumento del rischio del disturbo intestinale.

Furono condotti studi che confermarono l’associazione tra la vaccinazione e un aumento del rischio del disturbo intestinale.

 

Il portavoce del CDC John Livengood ha riassunto le conclusioni: «Riteniamo che ci sia una forte relazione causale tra il vaccino anti Rotavirus e l’intussuscezione. È di elevata entità»

 

Così il portavoce del CDC John Livengood riassunse le conclusioni: «Riteniamo che ci sia una forte relazione causale tra il vaccino anti Rotavirus e l’intussuscezione. È di elevata entità e sembra essere di circa uno su cinquemila bambini che vengono vaccinati con il vaccino».

 

Le stime vanno da uno su cinquemila a uno su diecimila. Prima di essere ritirato dal mercato, il vaccino era stato somministrato a mezzo milione di bambini. I dati di sorveglianza mostrarono che durante il suo breve periodo di utilizzo ci furono 98 rapporti confermati di intussuscezione legata al vaccino, oltre la metà dei quali richiese un intervento chirurgico e uno dei quali portò alla morte.

 

Quando il CDC il 22 ottobre 1999 votò per ritirare la sua raccomandazione all’uso di routine di RotaShield nei bambini, Paul Offit si astenne dal voto con la motivazione che avrebbe creato una «percezione» di conflitto di interessi per lui parteciparvi mentre svolgeva anche il ruolo di consulente per Merck, che stava sviluppando un vaccino in concorrenza con RotaShield di Wyeth.

 

Evidentemente egli considerava il suo evidente conflitto di interessi solo come un motivo per astenersi dal votare contro l’uso del vaccino, ma non per astenersi dal votare a favore.

Il CDC è essenzialmente una divisione di marketing e distribuzione dell’industria dei vaccini.

 

Il governo è l’industria dei vaccini

Come ulteriore elemento della vicenda, il virus utilizzato nella produzione di RotaShield fu sviluppato dal governo degli Stati Uniti.

 

Poiché lo sviluppo di un vaccino contro il Rotavirus era considerato una priorità dai ricercatori sin dalla scoperta del virus all’inizio degli anni ’70, il National Institutes of Health (NIH) creò un «virus riassortante vivo scimmiesco-umano» a tale scopo.

 

(Un virus riassortante è un virus contenente due o più frammenti di acido nucleico provenienti da diversi virus di origine, prodotto coinfettando una cellula con i ceppi parentali. Il virus scimmiesco in questo caso proveniva da una scimmia rhesus.)

Il governo USA non è tanto un «regolatore» dell’industria dei vaccini quanto parte integrante di essa

 

Il NIH quindi concesse in licenza a Wyeth l’uso della sua tecnologia vaccinale brevettata per RotaShield.

 

Sì, il governo degli Stati Uniti brevetta una tecnologia vaccinale e la concede in licenza a titolo oneroso ad aziende private. Ecco un altro esempio: il NIH concesse in licenza a Merck la tecnologia vaccinale per lo sviluppo del suo vaccino contro il Papilloma Virus (HPV), Gardasil.

 

Come si può vedere, il governo non è tanto un «regolatore» dell’industria dei vaccini quanto parte integrante di essa.

 

Il CDC stesso ha contratti con aziende farmaceutiche e, ad eccezione dei vaccini antinfluenzali, acquista più della metà dei vaccini per l’infanzia distribuiti negli Stati Uniti. Il CDC è essenzialmente una divisione di marketing e distribuzione dell’industria dei vaccini.

 

Per usare un po’ di ironia, il modo in cui il governo racconta la vicenda di RotaShield è un esempio lampante di come le burocrazie incaricate di garantire la sicurezza dei vaccini siano molto efficaci nel farlo.

 

Ma c’è di più!

Da allora numerosi studi hanno riscontrato che l’SV40 è associato ad un aumento del rischio di alcuni tipi di cancro negli esseri umani, compreso il linfoma non-Hodgkin.

Da allora numerosi studi hanno riscontrato che l’SV40 è associato ad un aumento del rischio di alcuni tipi di cancro negli esseri umani, compreso il linfoma non-Hodgkin.

 

Contaminazioni virali del vaccino anti Rotavirus

Nel marzo 2010, l’FDA consigliò di sospendere temporaneamente l’uso del vaccino anti Rotavirus di GlaxoSmithKline, Rotarix, perché fu trovato contaminato da un virus suino: il circovirus suino tipo 1 (PCV-1). Fu raccomandato, quindi, che i pazienti ricevessero invece il prodotto di Merck, RotaTeq.

 

Poco dopo RotaTeq risultò contaminato sia dal PCV-1 che dal circovirus suino di tipo 2 (PCV-2).

 

L’FDA rese pubblica questa scoperta il 6 maggio 2010. Ma piuttosto che consigliare di sospendere l’uso del RotaTeq fino a quando questa contaminazione non fosse stata risolta e la minaccia valutata, il 14 maggio la FDA raccomandò che gli operatori sanitari riprendessero l’uso di Rotarix insieme a quello mai sospeso del RotaTeq con la motivazione che non vi era un rischio noto per gli esseri umani legato a questi virus.

 

Tra l’altro, uno dei contributi scientifici di Maurice R. Hilleman, l’ex vice presidente di Merck in onore del quale venne creata la cattedra di Paul Offit, fu la sua scoperta, fatta nel 1960, che il vaccino antipolio sia del tipo a virus vivo che quello inattivato in uso negli USA erano contaminati da un virus delle scimmie noto come simian virus 40 (SV40). Nel maggio dell’anno successivo, il National Institutes of Health (NIH) si riunì per discutere la questione, con la raccomandazione di non ritirare i vaccini in quanto il virus non presentava alcun rischio noto per l’uomo.

 

Da allora numerosi studi hanno riscontrato che l’SV40 è associato ad un aumento del rischio di alcuni tipi di cancro negli esseri umani, compreso il linfoma non-Hodgkin.

La percezione che agenzie governative come l’FDA e il CDC agiscano nell’interesse della salute pubblica e «regolamentino» l’industria è illusoria

 

Conclusione

Il modo in cui il governo racconta la storia del vaccino contro il Rotavirus è un esempio lampante di come le agenzie incaricate di salvaguardare la salute pubblica abbiano reagito rapidamente alla scoperta di potenziali danni derivanti da un vaccino presente sul mercato.

 

La realtà è che il governo ha approvato il primo vaccino anti Rotavirus e lo ha aggiunto alla lista di vaccini che i bambini sono tipicamente tenuti a ricevere per frequentare la scuola pubblica, nonostante gli studi clinici di sicurezza avessero indicato che avrebbe potuto causare intussuscezione.

 

Il fatto che l’FDA non abbia richiesto ulteriori studi con maggiore valore statistico per determinare se l’aumento del rischio fosse «dovuto al caso» o reale, ma si sia accontentato della conclusione errata che il vaccino «probabilmente» non causava questa condizione dolorosa e potenzialmente mortale nei bambini, è un chiaro esempio di come il governo ponga gli interessi dell’industria farmaceutica al di sopra degli interessi del pubblico.

 

E questo non dovrebbe sorprendere, anche dal momento che tre dei cinque membri del comitato consultivo per i vaccini dell’FDA, che votarono per approvare il vaccino, avevano legami finanziari con l’industria.

Tre dei cinque membri del comitato consultivo per i vaccini dell’FDA, che votarono per approvare il vaccino, avevano legami finanziari con l’industria.

 

Non dovrebbe stupire, quindi, che dopo il ritiro del primo vaccino contro il Rotavirus, l’FDA ne abbia approvati altri due, nonostante entrambi fossero contaminati da uno o più virus suini.

 

Non sorprende nemmeno il fatto che il CDC abbia spinto il vaccino al pubblico, dato che i membri del comitato consultivo per i vaccini del CDC avevano legami finanziari con le aziende farmaceutiche che stavano sviluppando vaccini alternativi contro il Rotavirus.

 

La percezione che agenzie governative come l’FDA e il CDC agiscano nell’interesse della salute pubblica e «regolamentino» l’industria è illusoria. La realtà è che il governo è in larga misura l’industria dei vaccini.

 

Sia il governo che l’industria influenzano fortemente la scienza, con il risultato di provocare una distorsione istituzionalizzata che favorisce la politica pubblica dei vaccini e considera la vaccinazione come soluzione per un numero crescente di malattie trasmissibili, al prezzo dell’opportunità di studiare alternative e di educare semplicemente le persone a rafforzare naturalmente il proprio sistema immunitario, anche attraverso una corretta alimentazione ed esercizio fisico ed evitando esposizioni tossiche.

Sia il governo che l’industria influenzano fortemente la scienza, con il risultato di provocare una distorsione istituzionalizzata che favorisce la politica pubblica dei vaccini

 

Il governo inoltre inganna il pubblico su ciò che la scienza afferma a proposito della sicurezza ed efficacia dei vaccini raccomandati, il che può essere dovuto non solo alla distorsione istituzionalizzata, ma anche alla corruzione endemica all’interno delle agenzie.

 

Questo problema è aggravato dal fatto che i principali media istituzionali appoggiano la politica pubblica su questo tema piuttosto che fare giornalismo, attaccando piuttosto che affrontare in modo concreto gli argomenti e le legittime preoccupazioni di chiunque osi criticare o dissentire dalle raccomandazioni di routine del CDC sulle vaccinazioni dell’infanzia e dalle leggi statali che violano il diritto dei genitori al consenso informato, rendendo questi vaccini obbligatori per l’accesso dei bambini all’istruzione pubblica.

 

 

Jeremy R. Hammond, scrittore e collaboratore di Children’s Health Defense

 

© 5 febbraio 2019, Children’s Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

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Vaccini

Bill Gates prevede «fabbriche di vaccini» per l’mRNA in tutto il mondo e vaccini a 2 dollari per ogni malattia

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

John Campbell, Ph.D., ex infermiere ed educatore sanitario, si è chiesto se le visioni di Bill Gates per il futuro dei vaccini – compresi i cerotti vaccinali e i vaccini inalabili – siano realistiche o addirittura desiderabili.

 

«Nei prossimi cinque anni, sembra che verranno investiti molti soldi nell’innovazione della tecnologia dell’acido ribonucleico messaggero [mRNA] e delle nanoparticelle lipidiche», ha affermato il commentatore medico John Campbell, Ph.D., ha detto in un recente episodio del suo programma su YouTube.

 

Campbell ha citato una recente intervista con Bill Gates e un «TED Talk» del 2022, in cui Gates ha esposto la sua visione per la salute globale nei prossimi cinque anni. Campbell ha riprodotto spezzoni dei discorsi e ha offerto una critica punto per punto.

 

In una clip, Gates ha promosso l’mRNA come facile, economico, autoassemblante e scalabile.

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«Dobbiamo solo scherzare» con esso nei prossimi cinque anni, ha detto per renderlo tale. Presto ci saranno «fabbriche in tutto il mondo che potranno produrre vaccini da 2 dollari con tempi di consegna ancora più brevi di quelli che abbiamo dovuto fare qui durante questa pandemia».

 

E quelle fabbriche produrranno quei vaccini per ogni malattia, ha detto Gates.

 

Campbell, ex infermiere ed educatore sanitario, ha detto che tutto ciò sembrava «abbastanza incredibile» e dubitava che potesse realizzarsi.

 

Quali qualifiche, ha chiesto Campbell, deve avere Gates per fare previsioni così ambiziose?

 

«Non è un medico. Non è un infermiere. Non è un farmacista. Non è uno scienziato biomedico. Non è un dentista. Non è un fisioterapista. Non è nessuna di queste cose… Non ha qualifiche in queste materie».

 

«Fammi sapere quanto ti senti a tuo agio con le persone che si auto-nominano per condurre la ricerca globale su questi argomenti», ha detto ai suoi telespettatori.

 

La principale preoccupazione di Campbell è che i nuovi vaccini a mRNA proposti immetteranno nanoparticelle lipidiche nel sangue. Le particelle non rimangono nel braccio, come è stato inizialmente detto al pubblico, ha detto Campbell. Si muovono sistematicamente in tutto il corpo. Poiché sono grassi, proprio come le cellule del corpo, si fondono con loro.

 

«Le membrane si uniranno e diventeranno una cosa sola e verranno assorbite da qualsiasi superficie grassa in tutto il corpo», ha detto. «Ciò significherà che scaricheranno il loro contenuto in quella cellula».

 

Nella clip «TED Talk», Gates ha affermato che i vaccini COVID-19 «hanno salvato milioni di vite», ma possono ancora essere ancora migliori. «Dobbiamo inventare vaccini più facili da somministrare che siano semplicemente un cerotto da mettere sul braccio o qualcosa da inalare. Abbiamo bisogno di vaccini che blocchino effettivamente le infezioni».

 

Gates ha investito molto in cerotti vaccinali e sta finanziando la ricerca sui vaccini inalabili.

 

Gates ha anche affermato che ci sarebbero «nuovi vaccini innovativi» in grado di «sradicare intere famiglie di virus» come la famiglia dei coronavirus o le famiglie dell’influenza.

 

Ha promesso che tali vaccini «renderanno le persone più sane» e «ridurranno il divario di equità sanitaria» tra Paesi ricchi e Paesi poveri.

 

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Campbell non era d’accordo con la maggior parte dei punti sollevati da Gates.

 

Ad esempio, si chiedeva dove fossero i dati per dimostrare che i vaccini contro il COVID-19 «hanno salvato milioni di vite».

 

Ha detto che invece di sviluppare vaccini mRNA per ogni malattia, dovrebbe esserci una «moratoria completa» sull’uso della tecnologia delle nanoparticelle lipidiche mRNA «finché non sapremo cosa diavolo sta succedendo».

 

E l’idea che si possa sradicare una classe di virus «sembra, beh, una totale assurdità a dire il vero», ha detto, perché i virus fanno parte dell’ecosistema planetario e hanno uno scopo.

 

Annunciando il futuro dei vaccini, Gates ha affermato che più e migliori vaccini a mRNA renderebbero il COVID-19 «l’ultima pandemia».

 

«Sfortunatamente, non credo che il signor Gates abbia la totalità della risposta a questa domanda», ha detto Campbell.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 10 maggio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Cancro

I vaccini COVID sono «sostanzialmente un omicidio»: parla il maggior oncologo giapponese

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Uno dei maggiori medici oncologi del Giappone ha recentemente criticato le iniezioni mRNA anti-COVID-19 definendole «opera del male» che ha causato «sostanzialmente un omicidio».   In un’intervista video pubblicata lo scorso il 19 aprile, il dottor Masanori Fukushima, che ha guidato il primo ambulatorio oncologico presso l’Università di Kyoto e ha lanciato lì il primo corso di farmacoepidemiologia, ha elencato una serie di problemi con i vaccini con mRNA del COVID, evidenziando quello che ha definito un malvagio «abuso della scienza».  

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Il dottor Fukushima sottolineato che i «turbocancri» sono un tipo di tumore «precedentemente mai visto dai medici» che progredisce estremamente rapidamente e sono in genere allo stadio quattro quando vengono diagnosticati, hanno iniziato a comparire dopo il lancio della vaccinazione globale.   Tali «tumori turbo» stanno emergendo insieme all’eccesso di mortalità dovuto al cancro in generale, che secondo Fukushima non può essere spiegato solo con la perdita di opportunità di screening o trattamento durante i lockdown del biennio pandemico.   Come tragico esempio del pericolo mortale delle iniezioni di COVID, l’oncologo ha condiviso la storia di un uomo di 28 anni che è stato trovato morto dalla moglie mentre cercava di svegliarlo la mattina, cinque giorni dopo aver ricevuto il secondo vaccino mRNA.   «Il medico che ha eseguito l’autopsia ha detto che quando ha cercato di rimuovere il cuore, era morbido e si era disintegrato», ha detto il Fukushima. «E anche un solo caso come questo dimostra quanto pericoloso possa essere questo vaccino».   L’oncologo ha sottolineato che questi gravi danni, inclusa la morte, hanno afflitto persone – dopo il vaccino – che avevano una storia di buona salute.   «È serio. È essenzialmente un omicidio. Alla fine voglio affermare chiaramente che questo è il mio punto di vista» ha dichiarato il dottor Fukushima.   Si è lamentato del fatto che i media, compresi i giornali, in genere non hanno riferito di questi danni e che, di fatto, coloro che mettono in dubbio la sicurezza dei vaccini anti-COVID – proprio come quelli antinfluenzali – sono stati definiti «eretici» antiscientifici. Tuttavia, ha descritto l’atteggiamento di coloro che zittiscono le voci critiche del «vaccino» come tutt’altro che scientifico e “più simile alla fede, all’isteria o addirittura al comportamento settario».   «Ora sono profondamente preoccupato non solo per la grave crisi della medicina ma anche della scienza e della democrazia», ​​ha detto Fukushima, ribadendo il fatto che i Paesi che hanno spinto in modo più aggressivo il vaccino COVID, come Israele, hanno registrato i tassi di morte e infezione più alti, come dimostrato da studi che confrontano i Paesi del Medio Oriente, tra cui Giordania, Siria ed Egitto.   «Israele è stato leader nella vaccinazione precoce e diffusa, ma ha anche registrato i più alti tassi di mortalità e infezione. Le aree vaccinate in modo meno aggressivo hanno subito meno danni», ha detto Fukushima, sostenendo che «Israele si è affrettato a fermare il vaccino».   C’erano problemi, inoltre, con la stessa tecnologia utilizzata per somministrare l’mRNA – le nanoparticelle lipidiche – che secondo il medico provocano «effetti fuori bersaglio» su vari organi, tra cui ovaie, cervello, fegato e midollo osseo.

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Quel che è peggio, le proteine ​​​​spike prodotte dall’mRNA sono state rilevate nel corpo umano più di un anno dopo la somministrazione del vaccino COVID, ha osservato l’oncologo, indicando «un grave problema».   Il medico ha preso di mira l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per aver spinto «frettolosamente» i vaccini COVID senza un’adeguata indagine, e inoltre per aver cercato di imporre un approccio unico per tutti in Paesi con varie «circostanze, abitudini e sistemi medici», una cosa definita dallo scienziato come «un po’ assurda».   È «fondamentale» che l’OMS si assuma la responsabilità dei danni causati dai vaccini anti-COVID, dice il medico nipponico, parlando di «abuso, uso improprio della scienza e pratica malvagia della scienza, a dire il vero».   Il dottor Fukushima ha dichiarato che l’OMS è «consapevole» dei danni derivanti dai cosiddetti vaccini perché stanno compensando questi danni in alcuni Paesi, e tuttavia non stanno affrontando adeguatamente la morte e le lesioni indotte dall’iniezione di COVID attraverso un’indagine e un rapporto.   «Immagina di trovare il tuo coniuge morto al mattino. Non è uno scherzo. Un vaccino che provoca tali conseguenze, anche un solo decesso, è inaccettabile», ha affermato Fukushima, aggiungendo che solo in Giappone il governo ha documentato 2.134 decessi segnalati a causa del vaccino COVID, che è probabilmente una stima bassa.   «Ci sono decine di migliaia di persone che devono consultare un medico a causa di problemi legati al vaccino», ha continuato, affermando che una grossa fetta di loro – il 30% – «soffre di ME (encefalomielite mialgica) o sindrome da stanchezza cronica».   Questo è solo l’inizio, secondo Fukushima, perché i tassi di tutti i tipi di malattie sono aumentati da quando è stato lanciato il vaccino COVID, comprese «malattie autoimmuni, malattie neurodegenerative, cancro e infezioni».   «È come se avessimo aperto il vaso di Pandora… Dobbiamo prendere sul serio questi danni e affrontarli seriamente. Qualsiasi tentativo di liquidare questi danni come se non fossero accaduti è francamente opera del male. Questo è un esempio per eccellenza della pratica malvagia della scienza», ha detto Fukushima.   Fukushima ha invitato le istituzioni scientifiche e mediche, guidate dall’OMS, ad affrontare direttamente questi risultati attraverso sforzi di ricerca al fine di «accendere la luce della scienza» sui vaccini.   «Non dovremmo mai più usare tali vaccini», ha detto. «Questa è una vergogna per l’umanità. È una vergogna che abbiamo fatto questo».   Il Giappone, rispetto ad altri Paesi, sembra percorso da fremiti maggiori nell’affrontare i danni della vaccinazione mRNA.   Una grande manifestazione contro l’ordine mondiale dell’OMS si è avuta a Tokyo nelle scorse settimane. Tra i relatori della manifestazione, il professor Inoue.  

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Secondo un recente studio, circa il 70% delle persone morte in Giappone dopo aver fatto un vaccino mRNA BNT162b2 contro il COVID-19 ha perso la vita nei primi 10 giorni successivi al vaccino, con un aumento significativo di morti per cancro dopo la terza dose.   Come riportato da Renovatio 21, uno studio nipponico pubblicato pochi mesi fa ha chiesto la sospensione delle banche del sangue a causa di problemi di contaminazione del sangue trasfusionale.   Due anni fa il governo di Tokyo aveva parlato di «possibili gravi effetti collaterali» del vaccino sui più giovani. In Giappone erano state studiate in dettaglio le miocarditi secondo le fasce d’età dei vaccinati.   Tuttavia, recentemente il Giappone ha approvato il primo vaccino al mondo mRNA auto-amplificante contro il COVID-19, sebbene il produttore non abbia pubblicato dati sulla sicurezza o sull’efficacia del vaccino.   Il Paese nel 2022 ha investito due miliardi di dollari nel progetto di creazione di vaccini pandemici in 100 giorni.   Come riportato da Renovatio 21, intervenendo alla conferenza del Consiglio Mondiale per la Salute di marzo, il dottor Masayasu Inoue, professore emerito alla Scuola di medicina dell’Università di Osaka, dove si è specializzato in patologia molecolare e medicina, ha avvertito che la portata delle violazioni dei diritti umani durante la pandemia di COVID-19 sarà eclissata da una futura pandemia di «Malattia X» discussa alla conferenza di Davos all’inizio di quest’anno.     «La pandemia è stata usata come falso pretesto dall’OMS per promuovere le vaccinazioni di tutti i popoli del mondo», ha dichiarato il professor Inoue.   «Con il pretesto di risparmiare tempo è stato scelto un metodo estremamente pericoloso (…) Cioè, si tratta iniezione intramuscolare di geni virali per produrre proteine ​​​​spike tossiche direttamente nei tessuti umani per stimolare il sistema immunitario. Perché questo è un metodo completamente nuovo e mal concepito che non è mai stato applicato prima nella storia umana».   I vaccini anti-COVID-19 non sufficientemente testati, che sono stati prodotti e distribuiti in tutta fretta, hanno provocato «danni indotti dai farmaci che non sono mai stati visti nella storia umana», afferma l’Inoue. «Credo che l’uso fraudolento della terapia genica sperimentale su persone sane, in particolare su bambini sani, costituisca un’estrema violazione dei diritti umani».  

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Sanità

Il Trattato Pandemico OMS mira a «menomare e uccidere» e a «stabilire un governo mondiale»: parla il medico kenyota che lottò contro i vaccini sterilizzanti

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Un noto medico del Kenya ha dichiarato la scorsa settimana che il cosiddetto Trattato Pandemico proposto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) mira ad aprire la strada a un nuovo virus artificiale letale e ad un vaccino, nonché a istituire un governo globale minando la sovranità nazionale. Lo riporta LifeSite.

 

Il dottor Wahome Ngare ha spiegato davanti alla Seconda Conferenza Interparlamentare africana sui valori della famiglia e sulla sovranità che il vero scopo del trattato in sospeso, che raggiungerebbe un controllo medico senza precedenti dell’OMS su tutti i suoi Paesi membri, è la riduzione della popolazione umana.

 

Il dottore keniano ha sottolineato che esiste una storia sostanziale di sforzi di riduzione della popolazione in Africa nonostante il fatto che sia dimostrato che non è sovrappopolata. Per ribadire questo concetto, ha spiegato che la massa terrestre dell’Africa può corrispondere a quella degli Stati Uniti, della Cina, dell’India e del Giappone, ma contiene solo circa un quarto della popolazione di tutti questi paesi messi insieme.

 

«Il problema con l’Africa non è la crescita della sua popolazione, che è in realtà una risorsa. Il problema sono gli avidi proprietari delle multinazionali che sono interessati ad appropriarsi delle nostre risorse naturali», ha affermato il dottor Ngare.

 

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Il medico kenyota sostiene che sono in corso sforzi per ridurre la popolazione del continente attraverso guerre, carestie, malattie e persino organismi geneticamente modificati (OGM), spiegando che «il problema più grande con gli OGM è che il seme è brevettato – è di proprietà di qualcuno. E una volta che lo usi abbastanza a lungo e il tuo seme naturale è scomparso, possono ritirare il loro seme e ucciderti con la fame. In effetti, le iniziative sostenute da Bill Gates in Africa hanno spinto per anni le colture OGM, con il pretesto che metterebbero fine alla fame in Africa».

 

Il dottor Ngare ha continuato sostenendo che l’epidemia di COVID-19 è stata deliberatamente utilizzata per spopolare il mondo, compresa l’Africa, e che questo era solo un preludio a ciò che è previsto per seguire il prossimo Accordo Pandemico dell’OMS.

 

Durante il COVID-19, ha osservato, alle persone veniva detto che un numero «spaventoso» sarebbe morto a causa del virus, che la malattia era incurabile e che «l’immunità naturale non può proteggerci e salvarci».

 

«Ci è stato detto di non stringerci la mano, ci è stato detto di mantenere la distanza sociale, ci è stato detto di restare a casa… Se ti venissero sottoposte questa tortura psicologica per sei mesi e poi ti dicessero che c’è un vaccino, cosa faresti? Correresti a farti il vaccino!» ha detto il Ngare.

 

La vaccinazione poi «è diventata obbligatoria attraverso la coercizione», perché la prova della vaccinazione era necessaria per accedere a beni e servizi, ha affermato il dottor Ngare, suggerendo che ciò dimostra che «Il gioco finale dell’intero fiasco COVID era vaccinare tutti… Questo è ciò di cui si trattava col COVID».

 

Il problema di questi vaccini, ha spiegato il medico, è che erano talmente pericolosi da costituire «un rischio per la sicurezza nazionale». Perché? Innanzitutto, solo i produttori sapevano cosa contenessero esattamente i vaccini e solo i laboratori coinvolti nella loro creazione potevano testarli ed esaminarli.

 

La presunta base della loro utilità si fondava anche su un fondamento errato, ha dichiarato il dottor Ngare, perché la proteina spike creata dal vaccino era modellata sulla stessa proteina che causava la malattia nel COVID-19. L’iniezione è stata anche spinta avanti con l’affermazione che l’immunità naturale non è protettiva – e tuttavia, lo stesso vaccino era basato sulla capacità del corpo di «organizzare una risposta immunitaria all’agente patogeno!»

 

Quel che è peggio è che i dati dei processi di iniezione rilasciati da un’ordinanza del tribunale negli Stati Uniti hanno rivelato un numero preoccupante di morti e feriti causati almeno dall’iniezione Pfizer. Secondo il dottor Ngare, 61 persone sarebbero morte di ictus e cinque persone sarebbero morte per danni al fegato durante gli studi, mentre l’80% delle madri incinte avrebbe perso i propri bambini durante i primi tre mesi di gravidanza dopo aver ricevuto le iniezioni di COVID. Inoltre, le iniezioni avrebbero causato danni al sistema riproduttivo sia degli uomini che delle donne, danneggiando il numero e la motilità degli spermatozoi, le ovaie, i cicli mestruali e la placenta.

 

«Questo era noto al momento della registrazione dei vaccini, ma non era noto ai medici», ha detto il dottor Ngare.

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Il medico kenyota ha proseguito raccontando come in Africa esiste da tempo un precedente di imposizione di vaccini non necessari, nonché di promozione di vaccini che danneggiano la fertilità, in particolare attraverso il vaccino antitetanico.

 

Si tratta di una storia drammatica, allucinante di cui Renovatio 21 ha spesso parlato: le campagne vaccinali antitetaniche in Kenya sono state accusate di essere responsabili della sterilizzazione di quantità enormi di donne. Le campagne di vaccinazioni erano spinte dai soliti enti transnazionali con i soliti oligarchi miliardari «filantrocapitalisti». Secondo alcuni, si sarebbe trattato di un esperimento per studiare la possibilità di infliggere definitivamente la sterilità alla popolazione umana attraverso i vaccini.

 

Come noto, nel caso dello scandalo dei vaccini sterilizzanti era stata proprio la Conferenza Episcopale kenyota a denunciare a livello internazionale l’incredibile vicenda, seguiti dai medici cattolici del Paese che hanno sconsigliato il vaccino e denunciato il ruolo di Bill Gates.

 

Il dottor Ngare ha raccontato durante la campagna per debellare il tetano in Africa, le donne dai 14 ai 49 anni venivano vaccinate ogni sei mesi contro il tetano, con iniezioni che in realtà erano contraccettive, all’insaputa delle donne. Questo siero sarebbe intenzionalmente progettato e sviluppato dalle Nazioni Unite, dall’OMS e dalla Banca Mondiale per ridurre la fertilità, ha aggiunto il medico, affermando che è stato pubblicato un articolo che dimostra la natura contraccettiva di questi vaccini contro il tetano, che è stato letto più di 300.000 volte.

 

Lo Ngare ha suggerito che questi sforzi per spopolare l’Africa e il mondo attraverso i vaccini siano i precedenti per un’imminente campagna di spopolamento che sarà avviata attraverso il Trattato Pandemico. Secondo il medico africano, gli emendamenti ai regolamenti sanitari internazionali (IHR) che sono parte integrante del trattato determineranno il modo in cui l’OMS gestirà le pandemie o le malattie che attraversano i confini nazionali.

 

«L’OMS sta cercando di aumentare i suoi poteri in modo che il Direttore Generale possa dichiarare unilateralmente che esiste una pandemia, reale o immaginaria», ha detto il dottor Ngare. «Nel momento in cui lo dirà, le nuove norme gli permetteranno di farsi carico della gestione della pandemia in ogni Paese firmatario dell’OMS».

 

«Sarà il direttore Tedros che dirà quando entrerai in lockdown, se potrai mai andare a lavorare, quali vaccini ti verranno somministrati», ha spiegato. «Se l’OMS provoca così tanti danni con il suo attuale potere, potete immaginare cosa farebbe se le deste effettivamente più potere?».

 

«La mia conclusione è che l’OMS non è più un organismo che promuove la salute. È diventato un braccio dell’imperialismo degli interessi aziendali globali», ha affermato, aggiungendo che il trattato pandemico proposto e gli IHR «mirano a dare all’OMS il mandato legale per facilitare la creazione di una nuova pandemia… utilizzando nuovi virus artificiali, e l’uso delle vaccinazioni come contromisura, entrambe progettate per ridurre la popolazione mondiale attraverso la riduzione della fertilità, le mutilazioni e le uccisioni».

 

«Conferirà inoltre all’OMS il mandato di utilizzare la pandemia per stabilire un governo mondiale, cancellando totalmente la sovranità degli Stati membri e dei Paesi ed erodendo le libertà individuali dei cittadini», ha avvertito, esortando le nazioni africane a evitare questo immenso danno scrivendo prima «formalmente all’OMS» per respingere gli emendamenti e le IHR, e poi a «considerare l’uscita dall’OMS entro il 2024, ovvero quando dovrebbe entrare in vigore il trattato sulla pandemia».

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Il medico ha anche invitato i Paesi africani a «chiedere collettivamente la fine della ricerca sul guadagno di funzione», che ha descritto come assurda ed estremamente pericolosa.

 

«I Paesi africani dovrebbero fare un passo avanti e dire che è criminale per chiunque addestrare virus e batteri ad attaccare gli esseri umani come un modo per creare un vaccino nel caso in cui il virus scappi», ha detto. «Questa è stregoneria. Non è una medicina».

 

Ngare ha inoltre consigliato ai Paesi africani di «trattare collettivamente tutti i programmi di vaccinazione come un rischio per la sicurezza nazionale»: «se non riesci a determinare cosa c’è nel vaccino che viene somministrato alla tua gente, potresti aprire una porta per distruggere la popolazione africana».

 

Infine, il dottore ha esortato le nazioni africane a «rifiutare qualsiasi collegamento delle cartelle cliniche individuali, comprese le cartelle cliniche, all’identità digitale che viene ora loro imposta».

 

«Onorevoli membri, non permettete al governo di accedere alle informazioni sanitarie private come mezzo per determinare chi riceverà o meno i servizi sanitari. Non è etico dal punto di vista medico ed è contrario ai diritti umani fondamentali», ha affermato.

 

Come riportato da Renovatio 21, il dottor Ngare era stato invitato dal presidente ugandese Musuveni, noto per la sua fiera opposizione ai tentativi di omotransessualizzare il suo Paese e l’Africa, alla Conferenza interparlamentare internazionale sui valori della famiglia.

 

L’Africa ha largamente rifiutato il vaccino COVID, lasciando scadere i sieri arrivati come «aiuti umanitari» e respingendo quanto fatto da élite locali cooptate dagli occidentali per imporre la sierizzazione.

 

Il disgusto per il farmaco era trasversale: cittadini di tutte le classi sociali, di tutte le religioni presenti in Africa hanno scelto di non sottoporsi alla siringa mRNA. Il vescovo ortodosso di Nairobi già tre anni aveva tuonato: «la mia idea è che a un certo punto il vaccino porterà alla morte».

 

Un leader africano che si era opposto all’isteria COVID, il presidente della Tanzania, John Magufuli è morto durante la pandemia in circostanze che hanno sollevato in alcuni qualche dubbio.

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