Cina
Il papa si inchina a Pechino: confermata la nomina del vescovo voluta dal Partito Comunista Cinese
Ulteriore segnale del Vaticano totalmente arresosi alla Cina comunista: il papa ha confermato la nomina un vescovo precedentemente scelto dal Partito Comunista Cinese (PCC), senza il coinvolgimento di Roma, nell’importante diocesi di Shanghai.
Nel bollettino quotidiano del 15 luglio, la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che papa Francesco ha nominato vescovo di Shanghai monsignor Joseph Shen Bin, «trasferendolo così dalla diocesi di Haimen, provincia di Jiangsu».
«La significativa notizia è stata, come ultimamente è diventato luogo comune dal Vaticano, diffusa di sabato con l’apparente mossa di attirare la minima attenzione possibile» nota Lifesitenews.
Il vescovo Shen Bin era già stato nominato dal PCC a capo della diocesi di Shanghai il 4 aprile di quest’anno, con una mossa di cui il Vaticano è stato solo «informato» a riguardo, ma non coinvolto, come in teoria prevede il già di per sé fallimentare e atroce accordo sino-vaticano, che la parte cinese, a quanto sembra, non è interessata a rispettare nemmeno in superficie.
La nomina dello Shen Bin è arrivata ad aprile ad opere del Gruppo dei vescovi cattolici cinesi controllato dallo Stato centrale. Tale Conferenza Episcopale cino-comunista fa parte dell’Associazione Patriottica Cattolica Cinese, ossia la «chiesa» asservita al potere del Dragone creata dal potere comunista per intrappolare e controllare la fede dei milioni di cattolici presenti in Cina.
Sono stati riportati negli anni casi di sacerdoti torturati per aderire alla chiesa riconosciuta dal Partito Comunista.
Il Gruppo dei vescovi cattolici cinesi, di cui lo Shan Bin è capo, non riconosce l’autorità della Santa Sede per quanto riguarda la nomina di nuovi vescovi.
Nominando Shen a Shanghai, il PCC ha completamente ignorato i termini dell’accordo segreto sino-vaticano del 2018, che dovrebbe essere una collaborazione tra il Vaticano e Pechino per quanto riguarda la nomina dei vescovi.
Il Vaticano aveva affermato tramite la sua sala stampa che «la Santa Sede era stata informata pochi giorni fa della decisione delle autorità cinesi» e poi «appreso dai media dell’accordo» la mattina in cui si è svolto l’evento.
A quel tempo, il vescovo di Shanghai riconosciuto dal Vaticano era in realtà il vescovo Thaddeus Ma Daqin, che era stato nominato alla sede come suo ausiliare nel 2012, con il PCC che lo riteneva fedele a loro.
Tuttavia, dopo la sua consacrazione, ha denunciato e lasciato l’Associazione Patriottica Cattolica Cinese ed è stato successivamente messo agli arresti domiciliari in un vicino seminario.
Lo stesso Shen era stato riconosciuto dal Vaticano nella sua ex diocesi di Haimen.
Le autorità cinesi hanno successivamente visitato la sua nuova sede di Shanghai a maggio, per assicurarsi che stesse diffondendo le politiche approvate dal PCC. I notiziari locali hanno scritto che la visita era per «studiare i progressi della chiesa locale nell’attuazione delle politiche socialiste» e per imporre la «sinizzazione della religione», un procedimento previsto dalle nuove leggi della Repubblica Popolare Cinese in merito alla materia religiosa, con eserciti di informatori pagati per denunziare attività religiose «illegali».
La mossa di Bergoglio di approvare retroattivamente la decisione del PCC è stata ampiamente prevista dai cattolici che hanno espresso preoccupazione per le attuali relazioni del Vaticano con Pechino.
«La politica cinese di Francesco è completamente smascherata come un imperdonabile e malvagio tradimento dei cattolici cinesi, poiché è costretto ad agire come un agente del PCC per insediare il suo tirapiedi come vescovo di Shanghai», ha scritto Damian Thompson sullo Spectator.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa un articolo in lingua inglese del portale mediatico ufficiale della Santa Sede Vatican News sembrava lasciar intender che il Partito Comunista Cinese (PCC) potrebbe non essere colpevole di persecuzione di cristiani e membri di altri gruppi religiosi.
Sappiamo che le persecuzioni cinesi sono storia cristiana indiscutibile da libri come Il libro rosso dei martiri cinesi, scritto dalla redazione della rivista Mondo e Missione con alcuni eroici missionari del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (PIME). A stamparlo non era un editore qualsiasi, ma le Edizioni San Paolo, cioè, tecnicamente, il più grande editore al mondo.
L’anno scorso, nella conferenza stampa di ritorno dall’evento ecumenico di Astana, Bergoglio si rifiutò di difendere il cardinale Zen, già combattivo arcivescovo di Hong Kong, prima del processo intentatogli contro delle autorità locali ora controllate da Pechino, chiedendo quindi il «dialogo» con la Cina comunista descritta come «non antidemocratica». In un momento di pura allucinazione, il Parlamento Europeo, sede dell’anticristianesimo massonico e non solo quello, arrivò a domandare al Vaticano di sostenere il cardinale Zen.
Renovatio 21 ha ipotizzato che dietro agli osceni accordi tra il Vaticano e il PCC – tradimento dei perseguitati, dei torturati e dei martiri che ancora oggi si hanno nelle terre di Cina – potrebbe esservi un enorme sistema di ricatto reso possibile dall’app per incontri omosessuali Grindr, che fu acquistata ad un certo punto da un gruppo cinese.
Come riportato da Renovatio 21, alcune strane notizie, poi dimenticate nel tempo, indicano che la Cina potrebbe essere implicata anche nell’abdicazione di Benedetto XVI.
Lo abbiamo scritto lo scorso ottobre, ai tempi dell’inutile rinnovo dell’accordo sino-vaticano: ciò che conseguirà a queste scelte del papato sono ondate di sangue di martiri, che per quanto il Vaticano cercherà di nascondere, fungeranno da seme del cristianesimo in Asia in questo tragico, metafisico rivolgimento della Provvidenza.
Sulla necessità delle stragi di fedeli, i responsabili risponderanno a Dio – o forse, un giorno, pure agli uomini.
Immagine da Twitter
Cina
Crisi diplomatica a base di «razzismo» tra Nuova Zelanda e Cina
Pechino ha presentato una protesta ufficiale al Ministero degli Esteri neozelandese per le controverse dichiarazioni rilasciate dal massimo diplomatico del Paese, Winston Peters, a un parlamentare di origine cinese durante un acceso scambio di battute in Parlamento.
L’ambasciata cinese a Wellington ha dato l’annuncio giovedì, il giorno dopo l’evento, citando «commenti negativi riguardanti la Cina».
Mercoledì, durante il dibattito sulla gestione della pandemia di COVID-19 nel Paese, a Peters, fondatore e leader del partito populista di destra NZ First, è stato chiesto dal deputato del Partito dei Verdi di origine cinese Lawrence Xu-Nan se si fosse vaccinato.
In risposta, Peters ha affermato che il parlamentare, nato nella città cinese di Tianjin ma cresciuto in Nuova Zelanda, era «arrivato lì cinque minuti prima».
«Tornate nel vostro Paese. Lì stanno sdraiati come sogliole, ma qui non stiamo così», ha detto Peters. «Questa si chiama democrazia, a differenza di quella a cui siete abituati. Torna da dove siete venuto, spaccone».
Sostieni Renovatio 21
L’incidente ha anche provocato un raro intervento pubblico da parte dell’ambasciatore cinese in Nuova Zelanda, Wang Xiaolong, il quale ha dichiarato a X che, sebbene in genere eviti di commentare la politica interna, «a volte una dichiarazione dice più sulla persona che la fa che su qualsiasi altra cosa o persona».
In merito alle dichiarazioni dell’ambasciatore, Peters ha affermato che le sue osservazioni rappresentavano una difesa della democrazia e della libertà di parola. In un post su X, ha sostenuto che l’inviato aveva «dimostrato la validità» della sua affermazione in parlamento, contrapponendo le libertà democratiche della Nuova Zelanda a quelle che ha definito «paesi comunisti e dittatoriali». Peters ha aggiunto che «non avrebbe fatto marcia indietro su questo punto».
Il primo ministro neozelandese Christopher Luxon, il cui Partito Nazionale attualmente governa in coalizione con NZ First, ha liquidato le osservazioni di Peters come «un’inappropriata ricerca di attenzione».
Commentando l’attacco di Peters, Xu-Nan ha affermato: «È quasi incredibile che un Ministro degli Affari Esteri, immagino, usi le comunità di migranti come capro espiatorio per distogliere l’attenzione da tutti i danni che questo governo sta causando».
NZ First ha già affrontato critiche in passato per commenti simili. L’anno scorso, il vice leader Shane Jones ha gridato «rimandate a casa i messicani» al parlamentare di origine filippina Francisco Hernandez, provocando una protesta diplomatica da parte del Messico. Il Peters ha poi affermato che i commenti «potrebbero essere stati espressi in modo diverso» a causa dell’impeto del momento.
Il grande vicino della Nuova Zelanda, l’Australia, ha da tempo enormi frizioni con Pechino, al punto che di anno in anno c’è chi pensa che una guerra totale fra i due Paesi sia inevitabile.
Australia e Cina vivono relazioni complicate, fatte di scandali di spionaggio (con morti) e ritorsioni economiche, con zone caldo di contatto delle aree di influenza come le Isole Salomone. Le forze australiane si preparano per un’eventuale invasione cinese, avanzando anche nella tecnologia degli sciami di droni suicidi.
Anni fa un organo di stampa del Partito Comunista Cinese dichiarò che l’Australia era una cingomma attaccata allo stivale della Repubblica Popolare.
Come riportato da Renovatio 21, Canberra è membro dell’AUKUS, una partnership di sicurezza storica tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, annunciata nel 2021. Il patto, che è stato fortemente condannato dalla Cina, si concentra sull’aiutare l’Australia ad acquisire sottomarini a propulsione nucleare.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di New Zealand Ministry of Foreign Affairs and Trade website via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Cina
Nuovo vescovo cinese approvato da Leone ufficialmente consacrato dal Partito Comunista Cinese
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Catastrofi
Tifone devasta la Cina meridionale
Il tifone Hongxia, conosciuto a livello internazionale come Noul, ha raggiunto la terraferma nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, nelle prime ore di domenica, determinando evacuazioni su larga scala, interruzioni diffuse dei trasporti e piogge torrenziali in tutta la Cina meridionale e a Hong Kong.
Il dodicesimo ciclone tropicale dell’anno, nonché il più potente a interessare la Cina nel 2026, ha toccato terra nei pressi della città di Pinghai, nella contea di Huidong, all’interno del territorio di Huizhou, intorno alle 3:50 ora locale (19:50 GMT di sabato), con venti massimi sostenuti di 162 km/h, secondo quanto riportato dal Centro meteorologico nazionale cinese. Si è trattato del primo tifone a colpire la costa del Guangdong nell’anno in corso.
In previsione dell’arrivo della tempesta, oltre 715.000 persone sono state evacuate in tutta la provincia per il rischio di inondazioni e frane. Le autorità hanno interrotto lezioni, attività lavorative, produzione, trasporti e operazioni commerciali in 12 città.
Il passaggio del tifone ha generato disagi su vasta scala nella regione. Più di 190 corse ferroviarie ad alta velocità nel Guangdong sono state cancellate e i servizi ferroviari ordinari sono stati sospesi.
Il ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao ha interrotto temporaneamente le operazioni, mentre gli aeroporti di Hong Kong, Guangzhou, Shenzhen, Zhuhai e Xiamen hanno subito gravi ripercussioni. Oltre 1.800 voli tra Guangzhou, Shenzhen e Hong Kong sono stati annullati.
A Shenzhen sono stati inoltre sospesi i servizi ferroviari e chiuse parzialmente alcune linee della metropolitana, oltre a porti e autostrade; le attività sono state poi gradualmente ripristinate con il miglioramento delle condizioni.
🌪️ Typhoon Hongxia slams southern China, forcing more than 800,000 people to evacuate
The storm made landfall in Guangdong Province on the morning of July 26, packing winds of up to 45 m/s (101 mph). Authorities closed schools, suspended parts of the public transport network,… pic.twitter.com/WRzwGkynGi
— NEXTA (@nexta_tv) July 26, 2026
Typhoon “Hongxia” caused enormous damage to Guangdong Province, Huizhou, and Shenzhen. #typhoon pic.twitter.com/Hjk7iUdW1i
— Johnson He (@Szmyled) July 26, 2026
Les autorités de la province chinoise du Guangdong ont évacué plus de 710 000 personnes avant le passage du typhon Noul, appelé « Hongxia » en Chine. pic.twitter.com/ucmqMpRg4s
— Renard Jean-Michel (@Renardpaty) July 26, 2026
Terrifying Typhoon Noul moment caught on camera in Guangdong on July 25: the door was blown open, a baby crib was swept away—until it flipped mid-roll, and the child managed to crawl back inside. pic.twitter.com/xNJ1lkIRZ1
— Shanghai Daily (@shanghaidaily) July 26, 2026
An iron sheet shed was blown over by Typhoon Hongxia. pic.twitter.com/W1dhXNluJs
— boniy fu (@boniy520) July 26, 2026
Sostieni Renovatio 21
L’Osservatorio di Hong Kong ha inizialmente elevato l’allerta tempesta al livello 9, il secondo più elevato nel sistema cittadino di allarme per cicloni tropicali, poiché Noul è transitato a meno di 80 km dalla città, per poi ridurla nel corso della giornata.
Secondo i media locali, almeno 21 persone hanno riportato ferite. Forti raffiche di vento hanno abbattuto le impalcature di un cantiere edile nel distretto di Cheung Sha Wan.
Filmati circolati online mostrano alberi sradicati, tetti strappati dagli edifici, strade allagate e venti molto intensi che scagliano detriti, cassonetti e veicoli lungo le vie di Hong Kong e della vicina Shenzhen.
Shenzhen is taking a direct hit today as Severe Typhoon Hongxia lashes the city with powerful winds and heavy rain pic.twitter.com/1QRqTeycf7
— Surajit (@surajit_ghosh2) July 25, 2026
Powerful typhoon 🌀 wreaks havoc across China Powerful Typhoon Noul has brought heavy rains and strong winds as it swept through China 🇨🇳
An orange typhoon alert was issued on Sunday morning after Noul made landfall in Guangdong province.
At least 21 people were injured.… pic.twitter.com/mEslHlNcGF
— sustainme.in®️ (@sustainme_in) July 26, 2026
As I had feared, Typhoon No. 12 (NOUL) appears to be raging fiercely in Guangdong Province……..
The World Bank is moving toward ending its treatment of China as a developing country and gradually phasing out financing to China, yet even just the disaster scenes continuously… https://t.co/dFW2ycVo2i pic.twitter.com/45AGolZsra
— 燃えたいゴミ!! (@gamu0514) July 26, 2026
Typhoon Noul, the first typhoon to make landfall in Guangdong this year, landed with 45m/s winds. Its circulation battered Shenzhen, triggering red/orange typhoon alerts, torrential rain and gusts up to 45.7m/s. All railways are suspended until noon; partial metro, cross-border… pic.twitter.com/CQ3UJsmNAp
— Shenzhen Pages (@ShenzhenPages) July 26, 2026
Heart-stopping footage from southern China! A security guard rescued a mother and daughter trapped by fierce winds on Saturday in Dongguan city, Guangdong Province, just before Typhoon Noul made landfall in nearby Huizhou. The guard sprinted to them, carried the child to safety,… pic.twitter.com/hUZft7SuIK
— China Takeaway (@China24Official) July 26, 2026
Emergency crews are working around the clock in Huidong County, south China’s Guangdong Province, after Typhoon Noul hit the coastal area with powerful winds and heavy rain on Sunday.
The storm caused widespread power outages, blocked more than 30 roads, and uprooted over 5,000… pic.twitter.com/EYya6NL5dW
— CGTN Europe (@CGTNEurope) July 26, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Sebbene il tifone Noul si sia indebolito rapidamente dopo essersi spostato verso l’interno, i meteorologi hanno segnalato che piogge intense, anche di carattere torrenziale, proseguiranno fino a martedì nella Cina meridionale.
È stata diramata l’allerta di livello massimo per inondazioni improvvise in alcune zone delle province di Guangdong, Fujian, Jiangxi e Hunan.
Pechino ha attivato un piano di emergenza nazionale per il Guangdong a seguito del passaggio del tifone. Una squadra di lavoro è stata inviata per valutare i danni, supportare le autorità locali nelle evacuazioni e nel reinsediamento e assicurare che gli sfollati possano accedere ai beni di prima necessità.
Allo stesso tempo, il governo ha destinato 100 milioni di yuan (pari a 12,98 milioni di euro) agli interventi di recupero immediati, con risorse orientate alla riparazione di strade danneggiate, infrastrutture idriche, scuole, ospedali e altre strutture pubbliche.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da Twitter
-



Sport e Marzialistica2 settimane faIl disonore nella sconfitta: il comportamento indegno ed infantile dell’Argentina dopo la finale persa
-



Nucleare1 settimana faEx generale tedesco: ci stiamo avvicinando a una guerra nucleare che distruggerà la civiltà
-



Pensiero2 settimane faArriva la «scomunica marinata»?
-



Gender1 settimana faMons. Viganò: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale vuole legittimare la sodomia anche nel Clero
-



Stragi2 settimane faCorpi torturati ritrovati appesi a un ponte sul Messico
-



Spirito1 settimana faIl peccato mortale è peggiore della possessione demoniaca: parla l’esorcista
-



Gender4 giorni faMons. Viganò: la chiesa sinodale ha l’ordine di normalizzare la sodomia. E ricorda Don Milani…
-



Animali1 settimana faLe orche di Gibilterra affondano una barca dopo averne attaccate altre tre: tra quanto cominceranno ad uccidere?














