Cina
Il giornale del Partito Comunista Cinese dice che la guerra asiatica andrà oltre l’Iran
Il Global Times, giornale in lingua inglese del Partito Comunista Cinese, ha pubblicato un editoriale il 4 febbraio dal titolo «Perché gli Stati Uniti continuano a creare guerre mentre dicono di non cercarle?»
Il pezzo inizia osservando che sia gli Stati Uniti che l’Iran «hanno affermato di non avere intenzione di entrare in guerra tra loro», per poi scrivere che «abbiamo tutte le ragioni per credere che questo sia vero, ma entrambe le parti si stanno ancora avvicinando sempre più al conflitto diretto e persino alla guerra».
La testata house organ del PCC è particolarmente duro riguardo l’escalation in corso.
«Ciò che deve essere riconosciuto è che gli Stati Uniti e l’Iran sono padroni geopolitici, ma la situazione si sta sviluppando verso un possibile conflitto diretto. Se permettiamo che ciò si sviluppi, la situazione nella regione assumerà uno slancio intrinseco di deterioramento autoaccelerato».
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«A quel punto, né gli Stati Uniti né l’Iran saranno in grado di controllare la situazione, e nessuna delle due parti potrà modellare il modello secondo la propria volontà. Inoltre, è probabile che la portata dell’impatto non sia limitata solo tra gli Stati Uniti e l’Iran, perché qualsiasi conflitto in Medio Oriente ha un effetto di ricaduta molto forte».
«Più gli Stati Uniti dicono che non stanno portando avanti un conflitto, più è immerso in uno» è l’amara conclusione dell’editoriale, che si conclude con il tipico eufemismo cinese: «dobbiamo sottolineare che il dilemma strategico affrontato dagli Stati Uniti è diventato un problema regionale e globale significativo».
Come riportato da Renovatio 21, il nuovo ministro della Difesa britannico Grant Shapps tre settimane fa in un sorprendente avvertimento ha dichiarato che ci si deve preparare alla guerra con Russia, Cina, Iran e Corea del Nord.
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Immagine di Official U.S. Nav Page via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Cina
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Cina
La Cina prepara un esercito di centauri robotici
I ricercatori della Southern University of Science and Technology di Shenzhen hanno presentato un sistema robotico indossabile che aggiunge un paio di gambe meccaniche indipendenti e una struttura per il busto a chi lo indossa, formando un ibrido a quattro zampe per aiutare a trasportare carichi pesanti su terreni difficili come scale, rampe e superfici irregolari. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post (SMCP).
Guidato da Chenglong Fu, il team di scienziati ha progettato il dispositivo per combinare i vantaggi cognitivi umani nella pianificazione del percorso e nel processo decisionale con le capacità robotiche di trasporto del carico e resistenza in ambienti troppo pericolosi o complessi per sistemi completamente autonomi. Un meccanismo di accoppiamento elastico sincronizza le gambe robotiche con i movimenti dell’utente, consentendo all’ibrido di condividere più della metà del peso del carico utile, preservando al contempo l’andatura e l’equilibrio naturali.
Roboter-Exoskelette für mehr Mobilität aus #China 🤩
Chinesische Ingenieure der Southern University of Science and Technology haben kürzlich das #Centaur-Exoskelett vorgestellt, das an der Hüfte befestigt wird und beim Tragen schwerer Rucksäcke hilft. pic.twitter.com/k7FBACkOyS
— Arbeiterclub (@Arbeiterclub) March 13, 2026
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Nei test, il sistema ha ridotto del 35% il costo metabolico netto della camminata di chi lo indossava con un carico di 20 kg rispetto a uno zaino convenzionale e ha ridotto del 52% la pressione plantare di picco, alimentando le speculazioni dei media cinesi secondo cui la tecnologia potrebbe servire da base per un «esercito di centauri» su larga scala per potenziare il personale militare della superpotenza asiatica.
Gli ingegneri cinesi hanno presentato un esoscheletro che si attacca alla vita e ai fianchi per aiutare a trasportare zaini pesanti. Il dispositivo può sopportare il 30-50% del carico, aiutando con un peso fino a 15-30 kg.
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I continui investimenti dell’esercito cinese nelle tecnologie degli esoscheletri per aumentare la resistenza delle truppe suggeriscono potenziali applicazioni militari per questi sistemi di potenziamento umano, sebbene l’aspetto bizzarro del dispositivo abbia suscitato critiche e derisione, come riporta il SCMP.
Questa svolta giunge nel contesto della crescente rivalità nel campo della robotica tra Stati Uniti e Cina. Recentemente, i dirigenti di Boston Dynamics e Scale AI hanno testimoniato davanti a una sottocommissione della Camera per la sicurezza interna, avvertendo che i progressi della Cina nello sviluppo di robot umanoidi destano preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
I testimoni hanno auspicato misure federali coordinate, come controlli più ampi sulle esportazioni di chip per l’Intelligenza Artificiale e restrizioni sugli appalti governativi di tecnologie robotiche cinesi, al fine di salvaguardare la leadership statunitense.
La preoccupazione per il predominio manifatturiero cinese si estende ben oltre il settore della robotica.
In seguito a un viaggio in Cina lo scorso autunno, Greg Jackson, CEO della società energetica britannica Octopus, ha raccontato di aver visitato una «fabbrica fantasma» quasi autonoma che produce telefoni cellulari con una supervisione umana minima. «Abbiamo visitato una fabbrica buia che produceva un numero astronomico di telefoni cellulari», aveva dichiarato Jackson al Telegraph all’epoca. «Il processo era talmente automatizzato che non c’erano operai nella fase di produzione, solo un piccolo numero di persone presenti per garantire il funzionamento dell’impianto. Si percepisce un cambiamento epocale: la competitività della Cina non si basa più solo su sussidi governativi e salari bassi, ma su un numero enorme di ingegneri altamente qualificati e istruiti che innovano a ritmi frenetici».
Il magnate minerario australiano Andrew Forrest ha abbandonato i piani per lo sviluppo interno di propulsori per veicoli elettrici dopo aver visto le linee di assemblaggio completamente robotizzate in Cina, dove le macchine emergono dal pavimento per costruire camion senza alcun intervento umano su lunghi nastri trasportatori.
Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che il settore della robotica umanoide potrebbe raggiungere un mercato da 5 trilioni di dollari entro il 2050, comprendendo vendite, catene di approvvigionamento, manutenzione e reti di supporto, con potenzialmente oltre 1 miliardo di unità impiegate a livello globale entro la metà del secolo.
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Immagine screenshot da YouTube
Cina
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