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Militaria

Generale USA: la deterrenza nucleare americana non funziona più

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L’ammiraglio Charles Richard, il comandante uscente del Comando Strategico degli Stati Uniti, ha lasciato trasparire la sua preoccupazione riguardo il fatto che l’attuale costrutto di deterrenza nucleare degli Stati Uniti possa non funzionare sia contro la Russia che contro la Cina, che descrive come potenze nucleari «quasi pari» con cui gli Stati Uniti sono in concorrenza. Lo riporta il servizio di informazione del Pentagono.

 

«Tutti noi in questa stanza siamo tornati nell’attività di contemplare la competizione attraverso la crisi e il possibile conflitto armato diretto con un pari in grado di nucleare», ha detto Richard il 21 settembre durante un panel all’annuale Air & Space Forces Association 2022 Air, Space & Cyber ​​Conference intitolata «America Under Attack: Defending the Homeland» («America sotto attacco: difendere la madrepatria»).

 

«Non dovevamo farlo da oltre 30 anni. Le implicazioni di ciò sono profonde. Sono profondi per la difesa della patria. Sono profondi per la deterrenza strategica, così come per il raggiungimento degli obiettivi nazionali. E questo non è più teorico».

 

Ogni piano e capacità del Dipartimento della Difesa si basa sul presupposto che la deterrenza strategica, e in particolare la deterrenza nucleare, stia reggendo, ha affermato Richard. Se tale presupposto non viene soddisfatto, nient’altro nel dipartimento o nella forza congiunta funzionerà nel modo in cui è stato progettato.

 

«La Russia e la Cina possono intensificare a qualsiasi livello di violenza che scelgono in qualsiasi dominio con qualsiasi strumento di potere in tutto il mondo», ha affermato il generale.  «Semplicemente non affrontiamo concorrenti e avversari del genere da molto tempo».

 

La revisione della posizione nucleare recentemente prodotta dall’amministrazione Biden delinea un’eccellente strategia, ha affermato Richard, che sostiene la modernizzazione della triade nucleare (aerei, sommergibili e missili balistici) e del suo sistema di comando e controllo.

 

«Dobbiamo mettere in atto questa ottima strategia poiché la minaccia proveniente dalla Cina continua ad aumentare», ha affermato il militare USA.

 

«Non sappiamo dove andrà a finire, poiché la minaccia dalla Russia continua ad aumentare, insieme alle altre sfide che dobbiamo affrontare».

 

Va notato che la revisione della posizione nucleare dell’amministrazione Biden rimane riservata, e che l’amministrazione Trump, al costo di trilioni di dollari, aveva riammodernato il sistema di difesa nucleare.

 

Come riportato da Renovatio 21, gli USA non dispongono ancora di armi ipersoniche, mentre la Russia (e la Cina, e fors’anche il Nord Corea) sì.

 

Le armi ipersoniche, che possono ovviamente fungere da vettore di testate nucleari, possono alterare gli equilibri della Brinkmanship, cioè l’equilibrio atomico sperimentato durante la Guerra Fredda, che di fatto non esiste più, visto il vantaggio tecnologico russo.

 

Ecco perché, più semplicemente di quanto dichiara il generale Richard, è possibile capire perché la deterrenza non esiste più: un missile atomico ipersonico è, in questo momento, non difendibile.

 

Ecco perché di fatto siamo nel momento più pericolo della storia dell’umanità e finanche del pianeta: mai siamo stati così vicini ad uno scontro termonucleare ultradistruttivo.

 

Il presidente russo Vladimir Putin ha più volte fatto capire, anche con schieramenti materiali, che la Russia è disposta ad usare missili ipersonici (già impiegati almeno due volte in Ucraina in questi mesi) e anche altre armi che non ha nominato assicurando però che nessun’altro ha.

 

Gli USA stanno facendo progressi con le armi ipersoniche, ma sono comunque tranquillizzanti dalle immortali parole pubbliche di Biden sull’argomento: «un missile ipersonico è come qualsiasi altro missile, solo che non puoi intercettarlo…».

 

 

 

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Militaria

Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football

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L’Aeronautica Militare ha reso noto il nome del militare morto durante un’esibizione con corda andata male in occasione di una partita di football americano.

 

Un operatore delle forze speciali dell’Aeronautica ha perso la vita precipitando da circa 52 metri sabato scorso, durante una dimostrazione di discesa con corda in una partita di football universitario: dopo aver perso il controllo è caduto in caduta libera dalle travi dello stadio e si è schiantato sul terreno di gioco.

 

Il video del tragico incidente sta circolando in rete.

 

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L’Aeronautica ha identificato la vittima nel sergente tecnico Ian Patterson. Veterano con quindici anni di servizio, Patterson aveva ricevuto la Air and Space Commendation Medal con tre foglie di quercia, oltre alla Army Commendation Medal, alla Air and Space Achievement Medal e alla Army Achievement Medal. Nel 2022 era stato inoltre designato Istruttore dell’anno delle Forze Speciali dell’Aeronautica.

 

«Gli americani, giustamente sconvolti da questa notizia, farebbero bene a ricordare che le guerre globaliste in Medio Oriente hanno provocato la morte di migliaia di altri uomini valorosi come Patterson» ha commentato l’editorialista Tucker Carlson, in polemica totale con l’amministrazione Trump e la guerra iraniana. «Quelle perdite raramente diventano fenomeni virali sui social, ma restano altrettanto concrete. E senza alcuna ragione che vada a vantaggio del nostro Paese».

 

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Cina

I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore

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La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.   Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.   Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.   Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.

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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.   I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.   Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.   Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.  

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Immagine generata artificialmente
 
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Militaria

Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.

 

Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.

 

Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».

 

Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.

 

«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.

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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».

 

«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.

 

L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.

 

Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.

 

Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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