Militaria
Le armi laser sono realtà
Fino agli anni ’80, le armi laser erano considerate roba da fantascienza, con gli ingegneri che dovevano risolvere una serie di problemi complessi, come come generare energia sufficiente per creare impulsi laser abbastanza potenti da distruggere i bersagli nemici. Da allora sono stati compiuti importanti progressi.
L’esercito russo ora dispone di diversi tipi di armi laser, riporta Sputnik.
La Russia ha investito molto in laser militari, che includono lo Zadira, progettato per friggere droni nemici a distanze fino a 5 km, al Peresvet, una piattaforma laser strategica progettata per disabilitare veicoli spaziali nemici ad altitudini fino a 1.500 km, oltre a droni ostili a lungo gamme.
Lo Zadira sarebbe stato utilizzato già nel teatro ucraino.
Il Peresvet è una delle sei nuove armi strategiche russe svelate dal presidente russo Vladimir Putin il 1° marzo 2018. A partire da maggio 2022, cinque unità del sistema sarebbero in servizio attivo.
Glows in Belgorod and Moscow! Peresvet, used for the first time today, is a complex of Russian laser weapons based on new physical principles. The complex can “dazzle all satellite reconnaissance systems of a potential enemy in orbits up to 1.5 thousand kilometers.” pic.twitter.com/VZuOUDNxq4
— ???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? (@apocalypse0s) October 4, 2022
A completare il trio c’è il Sokol-Eshelon, un sistema di armi laser anti-satellite originario del periodo sovietico e costituito da un laser aereo collegato a un trasportatore di trasporto Il-76 modificato noto come laboratorio laser Beriev A-60.
Tale sistema può disabilitare veicoli spaziali ad altitudini fino a 1.500 km usando un laser attaccato al suo speciale cono di prua.
Russia has been developing several types of combat laser systems for both air and ground use. These include anti-drone systems, weapons capable of disabling enemy equipment, and laser ammunition for anti-personnel and anti-vehicle purposes.
The Sokol-Eshelon as well as… pic.twitter.com/DlldG6E7Xl
— Ahmed Arif (@Arttey) June 14, 2023
I laser hanno diversi vantaggi rispetto ai missili convenzionali, in particolare quando si tratta del costo di un impulso rispetto a un razzo tradizionale. Ma è noto che esistono anche una serie di inconvenienti, tra cui la necessità di trovare modi per accedere a grandi quantità di elettricità.
Fattori ambientali come la copertura nuvolosa possono anche ridurre drasticamente l’efficacia dei laser.
Dette anche armi «non-cinetiche», o armi «ad energia diretta», i laser stanno trovando impiego anche nell’esercito israeliano.
Come riportato da Renovatio 21, gli israeliani, dopo anni di ricerca e sperimentazione, stanno implementando un prototipo funzionante di cannone laser ad alta potenza utilizzabile come arma antiaerea.
Il futuro della difesa missilistica risiede nei laser e in altri sistemi a raggio e non nelle testate di intercettazione fisica cinetiche o lanciate da missili, ha dichiarato lo scorso mese il direttore dell’Organizzazione per la difesa missilistica israeliana (IMDO) Moshe Patel.
«Il futuro sarà basato sull’energia diretta», ha detto Patel in un incontro al Center for Strategic and International Studies. «L’energia diretta è la direzione in cui noi tutti dobbiamo investire».
Il Patel ha spiegato che tale sviluppo sarà dettato da considerazioni sulle capacità di volume dell’energia rispetto ai sistemi di difesa molto più limitati e costosi forniti cineticamente.
«Dobbiamo entrare nelle nuove tecnologie altrove», ha detto Patel.
Israele stava anche preparando sistemi di sviluppo per proteggere i suoi centri abitati dagli attacchi di testate ipersoniche, ha inoltre rivelato il Patel. Qualunque sia la minaccia, i sistemi di difesa missilistica israeliana sarebbero pronti, ha aggiunto.
Immagine screenshot da YouTube
Militaria
Il Pentagono licenzia il capo della pianificazione militare
Il Pentagono ha licenziato il suo principale stratega militare mentre Washington elabora piani di emergenza per una possibile escalation delle ostilità con l’Iran.
Il tenente generale dell’esercito Brett Sylvia è stato rimosso dal suo incarico di direttore per la strategia, la pianificazione e la politica (J5) presso lo Stato Maggiore Congiunto, come confermato mercoledì sera da un portavoce, in seguito alle notizie diffuse dai media sul suo licenziamento.
Il suo predecessore, il tenente generale Joseph McGee, è stato costretto al pensionamento un anno fa a causa di presunti attriti con il segretario alla Guerra Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine. Sylvia aveva precedentemente ricoperto la carica di vicedirettore del J5.
Il Pentagono non ha fornito spiegazioni in merito all’allontanamento di Sylvia. Tra le sue responsabilità rientrava lo sviluppo di strategie e piani militari a cui fornire consulenza al presidente e al capo di stato maggiore. Si unisce così a quasi una ventina di alti funzionari militari e civili rimossi durante il mandato dello Hegseth.
Il segretario ha descritto i licenziamenti come parte di un’iniziativa volta a ridurre l’eccessivo numero di generali nelle fila dell’esercito e a rendere le forze armate più efficienti e letali. I critici, tuttavia, hanno definito il rimpasto una «epurazione» ideologica.
Il presidente Donald Trump ha ripetutamente paventato la possibilità di riprendere le ostilità su larga scala con l’Iran, compresa la ripresa dell’intensa campagna di bombardamenti condotta durante i primi 40 giorni del conflitto, lanciata da Stati Uniti e Israele alla fine di febbraio. Una potenziale escalation potrebbe coincidere con le elezioni di medio termine di novembre.
Gli esperti militari hanno espresso diffusamente la preoccupazione che un’ulteriore campagna di bombardamenti non riuscirebbe a «portare a termine il lavoro», come ha affermato Trump, aggravando ulteriormente il costo economico del conflitto a livello globale. Teheran ha ripetutamente avvertito di essere pronta a reagire contro gli alleati degli Stati Uniti nella regione del Golfo in caso di nuovi attacchi.
Al contrario, sono emerse indiscrezioni secondo cui Trump potrebbe licenziare Hegseth dopo le elezioni di metà mandato, quando si prevede che il Partito Democratico, all’opposizione, guadagnerà seggi in entrambe le camere del Congresso.
I critici della guerra all’Iran, tra cui il deputato repubblicano Thomas Massie, hanno sostenuto che il licenziamento del segretario potrebbe aiutare Trump a evitare una potenziale procedura di impeachment qualora i Democratici ottenessero il controllo della Camera.
Come riportato da Renovatio 21, Trump tre mesi fa aveva chiesto conto ad Hegseth in merito all’esauritmento degli armamenti USA.
A inizio anno misteriosi droni avevano sorvolato l’abitazione dello Hegseth, oltre che quella del segretario di Stato Marco Rubio.
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Militaria
Le forze speciali tedesche KSK si preparano alla guerra con la Russia
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Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
L’Aeronautica Militare ha reso noto il nome del militare morto durante un’esibizione con corda andata male in occasione di una partita di football americano.
Un operatore delle forze speciali dell’Aeronautica ha perso la vita precipitando da circa 52 metri sabato scorso, durante una dimostrazione di discesa con corda in una partita di football universitario: dopo aver perso il controllo è caduto in caduta libera dalle travi dello stadio e si è schiantato sul terreno di gioco.
Il video del tragico incidente sta circolando in rete.
Footage showing a soldier falling from a rope and sustaining serious injuries during a demonstration in America #UTSA #navy pic.twitter.com/7pMEcAQr6C
— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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L’Aeronautica ha identificato la vittima nel sergente tecnico Ian Patterson. Veterano con quindici anni di servizio, Patterson aveva ricevuto la Air and Space Commendation Medal con tre foglie di quercia, oltre alla Army Commendation Medal, alla Air and Space Achievement Medal e alla Army Achievement Medal. Nel 2022 era stato inoltre designato Istruttore dell’anno delle Forze Speciali dell’Aeronautica.
«Gli americani, giustamente sconvolti da questa notizia, farebbero bene a ricordare che le guerre globaliste in Medio Oriente hanno provocato la morte di migliaia di altri uomini valorosi come Patterson» ha commentato l’editorialista Tucker Carlson, in polemica totale con l’amministrazione Trump e la guerra iraniana. «Quelle perdite raramente diventano fenomeni virali sui social, ma restano altrettanto concrete. E senza alcuna ragione che vada a vantaggio del nostro Paese».
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