Internet
Condanne e detenzione per le affermazioni su Brigitta Macron
Un tribunale di Parigi ha dichiarato dieci persone colpevoli di aver molestato online la moglie del presidente francese Emmanuel Macron, Brigitte, per aver diffuso affermazioni secondo cui sarebbe una donna transgender nata uomo. Lo riporta Le Monde.
Le denunzie dei Macroni riguardo le teorie online che accusano Brigitta di essere transgender sono risalenti. Nel 2024, un tribunale di Parigi ha multato i supposti primi diffusori della voce per un totale di 14.000 euro. Il caso ha attirato l’attenzione internazionale dopo che l’anno scorso la commentatrice statunitense Candace Owens ha amplificato le affermazioni e in seguito ha affermato che i Macron avevano ordinato il suo assassinio.
Come riportato da Renovatio 21, la Owens è stata querelata nello Stato del Delaware dai Macron, che hanno detto che ivi presenteranno «prove fotografiche» inoppugnabili. La commentatrice cattolica ha rivelato di aver ricevuto dapprima da Charlie Kirk poi da Trump stesso la richiesta di non andare avanti con la sua serie su Brigitte secondo desiderio espresso dal presidente Macron all’omologo americano durante una conversazione tra i due.
Più recentemente la Owens ha dichiarato di aver ricevuto informazioni attendibili per cui vi sarebbero dei sicari pagati dai francesi pronti ad assassinarla.
In base all’ultima sentenza, tutti gli imputati, uomini e donne di età compresa tra 41 e 65 anni, hanno ricevuto pene diverse, che vanno da corsi obbligatori contro l’incitamento all’odio online a pene detentive sospese da quattro a otto mesi. Un imputato è stato condannato a sei mesi di carcere per non essersi presentato in tribunale.
Sostieni Renovatio 21
La corte ha citato commenti «particolarmente degradanti, offensivi e maligni» pubblicati e diffusi online, in riferimento ad affermazioni sulla presunta identità trans della first lady francese e ad accuse di pedofilia che sfruttavano e distorcevano la differenza di età di 24 anni tra lei e il marito.
Il procedimento giudiziario non ha riguardo Xavier Poussard, giornalista e scrittore di stanza a Milano autore del libro Becoming Brigitte, nonché fonte primaria della Owens. Un’altra giornalista che si era interessatta al caso ha chiesto asilo politico in Russia.
La relazione tra Macron, 48 anni, e sua moglie Brigitte, 72 anni, che si sono conosciuti quando lei era insegnante di teatro nella sua scuola, ha attirato una costante attenzione fin dalla sua elezione nel 2017. È stato notato che, riguardo la storia del liceo, le età del futuro presidente cambiano.
Come riportato da Renovatio 21, Brigitta è stata al centro, recentemente, di polemiche meno occulte: il mese scorso ha definito delle femministe come «stupide stronze», mentre a distanza di tempo continuano le polemiche per l’eucarestia che ha ricevuto pubblicamente alla messa per il restauro di Notre Dame. Il mondo è rimasto scioccato pure quando la première dame ha schiaffeggiato il presidente in mondovisione mentre si apprestavano a scendere dall’aereo che li aveva portati in Vietnam.
Il caso delle recenti condanne riflette la realtà per cui nessuno è davvero libero di dire quello che pensa, soprattutto sui social, dove si può venire denunziati con facilità dal personaggio pubblico oligarchico che si ritiene offeso – e che ha sicuramente più avvocati e danari della totalità degli utenti democratici che credono di potersi esprimere liberamente.
Invece che essere un tempio della libertà di parola, come era stato promesso, i social si sono rivelati come uno strumento dispotico di repressione totalitaria, dove il cittadino più debole viene schiacciato, e imbavagliato dal personaggio di potere. Il tutto è perfettamente legale, forse: ma quanto siamo distanti dalla favola della democrazia e dell’assoluta libertà di espressione?
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Internet
Macron: «la libertà di parola è una pura stronzata»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Internet
Lo Zuckerberg testimonia al processo per la dipendenza dai social media
Il CEO di Meta Marco Zuckerberg ha respinto le accuse secondo cui la sua piattaforma Instagram prende deliberatamente di mira i bambini e ne danneggia la salute mentale, in un processo che potrebbe scatenare un’ondata di condanne contro il gigante dei social media.
Mercoledì Zuckerberg è comparso in tribunale a Los Angeles. La querelante, una ventenne californiana conosciuta come «Kaley», sostiene di aver sviluppato ansia, depressione e dismorfismo corporeo dopo essere diventata dipendente da Instagram, YouTube e altre piattaforme di social media quando era preadolescente.
Anche Alphabet, proprietaria di YouTube, è citata come imputata nel caso, mentre TikTok e Snap hanno raggiunto un accordo extragiudiziale con Kaley. Decine di genitori che attribuiscono a queste piattaforme la responsabilità dei problemi di salute mentale o della morte per suicidio dei propri figli hanno partecipato al processo, e sono pendenti circa 1.600 cause simili.
Sostieni Renovatio 21
Lo Zuckerberg ha negato di aver progettato Instagram intenzionalmente per invogliare gli utenti a scorrere, ma gli sono stati presentati documenti interni che rivelavano che Meta considerava il tempo medio trascorso sulla piattaforma come una «pietra miliare» per il successo. Lo Zuckerbergo ha anche negato di aver preso di mira gli utenti preadolescenti, violando il divieto di Instagram per i minori di 13 anni. Ancora una volta, gli sono stati mostrati documenti interni che mettevano in dubbio la sua difesa.
«Se vogliamo avere successo con gli adolescenti, dobbiamo coinvolgerli fin da quando sono ancora adolescenti», si leggeva in una slide di una presentazione del 2018. Un altro documento del 2015 mostrava come circa il 30% dei bambini di 10-12 anni negli Stati Uniti utilizzasse Instagram, mentre un altro rivelava che Meta mirava ad aumentare il tempo trascorso dai bambini di 10 anni sulla piattaforma.
Lo Zuckerberg ha affermato di non «ricordare il contesto» di quest’ultimo documento e ha ammesso che è «molto difficile» impedire ai minori di 13 anni di mentire sulla propria età per creare un account. Instagram ha iniziato a richiedere agli utenti di inserire la data di nascita solo nel 2019. In precedenza, agli utenti veniva semplicemente chiesto di confermare di avere più di 13 anni.
Gli avvocati di Meta hanno sostenuto che le funzionalità di Instagram, inclusi i filtri «bellezza» che imitano gli effetti della chirurgia plastica, non causano di per sé problemi di salute mentale. I problemi di Kaley, hanno affermato, derivano dalla sua infanzia travagliata. In una dichiarazione rilasciata mercoledì, un portavoce dell’azienda ha affermato che «le prove dimostreranno che ha affrontato molte sfide significative e difficili ben prima di utilizzare i social media».
Tuttavia, i ricercatori di Meta hanno scoperto che gli adolescenti che sostenevano che Instagram li facesse sentire male riguardo al proprio corpo ricevevano più contenuti «adiacenti ai disturbi alimentari» rispetto a quelli che non lo sostenevano, come riportato dall’agenzia Reuters a ottobre. Poco meno della metà degli adolescenti statunitensi ritiene che l’uso dei social media abbia un impatto «per lo più negativo» sulla propria salute mentale, secondo un sondaggio del Pew Research Center condotto lo scorso anno.
La causa contro Meta si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione delle aziende di social media in Occidente. Diversi Paesi europei, tra cui Francia, Grecia e Spagna, hanno annunciato l’intenzione di vietare l’uso dei social media ai minori di 15 o 16 anni. Questi divieti sono stati abbinati a leggi che puniscono le piattaforme per «incitamento all’odio» e «disinformazione», una mossa che gli Stati Uniti hanno duramente condannato.
Dopo una grande campagna acquisti dei migliori talenti sulla piazza, Meta si era trovata nel 2024 in difficoltà per la dipartita di ricercatori IA di altissimo livello. L’assunzione delle grandi menti del settore è continuata, in battaglia con altre realtà come xAI di Elon Musl.
Secondo un articolo di mesi fa del Wall Street Journal, Meta – società padrona, oltre che di Facebook, di Instagram e Whatsapp – starebbe sviluppando segretamente un potente modello di Intelligenza artificiale progettato per competere con GPT-4 di OpenAI.
Come riportato da Renovatio 21, per quanto poco reclamizzato, Facebook nel tempo ha eseguito ricerche molto avveniristiche, come quella per creare dispositivi in grado di leggere il pensiero degli utenti.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa è emerso che Facebook citata in giudizio per accuse di sfruttamento sessuale di minori.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Diversi Paesi stanno adottando misure restrittive: l’Australia ha vietato l’accesso ai social media per gli under 16, la Danimarca sta preparando un divieto per i minori di 15 anni, mentre Francia e Spagna stanno lavorando a leggi analoghe per imporre limiti di età.
Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.
Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.
Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no,
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social. Lo Stato del Nuovo Messico ha fatto causa a Meta allo Zuckerberg per aver facilitato il traffico sessuale minorile.
L’ultima tornata di documenti del tribunale aveva mostrato anche che Meta avrebbe insabbiato le ricerche sulla salute mentale degli utenti Facebook.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Internet
Ancora un’indagine UE su Musk: deepfake denudanti
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Oligarcato2 settimane faEpstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates
-



Spirito2 settimane faLa profezia di padre Malachi Martin avvertì nel 1990: «potremmo trovarci finalmente di fronte a un falso papa»
-



Cina4 giorni faEnigmi femminili cinesi alle Olimpiadi
-



Vaccini2 settimane faVaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo che l’uscita dei documenti Epstein
-



Spirito1 settimana faL’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson
-



Predazione degli organi6 giorni faUn cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi
-



Salute2 settimane faI malori della 6ª settimana 2026














