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Candace Owens dice che Trump le ha detto di smettere di parlare di Brigitte Macron

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La celebre commentatrice statunitense Candace Owens ha affermato la scorsa settimana che il presidente americano Donald Trump le ha chiesto personalmente di smettere di parlare della moglie del presidente francese Emmanuel Macron, Brigitte, che Owens ha precedentemente affermato essere un uomo, dopo che le era stato detto che Macron aveva sollevato l’argomento durante la discussione sui colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Lo riporta LifeSite.

 

La settimana scorsa durante una trasmissione in diretta del suo podcast Candace, Owens ha raccontato come il 24 febbraio un’amica le abbia detto che qualcuno «molto in alto» alla Casa Bianca le aveva chiesto di smettere di parlare di Brigitte Macron, sulla quale aveva svolto ricerche approfondite per la sua serie Becoming Brigitte. Nella serie di podcast la Owens dà voce a giornalisti che ritengono che la première dame francese sia nata come uomo.

 

Per tali incredibili affermazioni, la Owens ha già ricevuto più lettere dai legali dei Macron.

 

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La Owens afferma di aver inizialmente rifiutato la richiesta di tacere, insistendo sul suo diritto alla «libertà di parola». Quando, a quanto pare, avrebbe richiamato l’amica per discutere ulteriormente della questione, le è stato detto che Macron stava «bloccando i negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina» finché Owens non avesse smesso di parlarne.

 

All’inizio di quest’anno, la Owens aveva dichiarato di aver ricevuto una lettera da uno studio legale che rappresentava Emmanuel e Brigitte Macron, che sostanzialmente, dice, avrebbe funto da «minaccia legale». Secondo quanto raccontato dalla giovane giornalista madre di quattro figli, la lettera affermerebbe che «la signora Macron non vi deve la prova di essere, e di essere sempre stata, una donna».

 

La Owens dice di aver notato, poco prima di ricevere la chiamata dalla sua amica il 24 febbraio, che Macron quel giorno si trovava a Washington e che aveva lasciato la Casa Bianca solo poche ore prima. Disse all’amica che avrebbe riflettuto e pregato per la richiesta. All’epoca avrebbe anche detto al marito, il cattolico britannico George Farmer, che «nessuno avrebbe mai creduto» a quello che era appena successo.

 

Poco dopo, la Owens ha raccontato di aver ricevuto una chiamata da un membro dello staff della Casa Bianca che le ha detto di «fare semplicemente quello che dice il presidente» riguardo a Brigitte. Candace racconta di essere rimasta infastidita da quello che ha descritto come l’atteggiamento «pomposo» del membro dello staff. «Non avrebbe potuto essere… più arrogante», ha detto riferendosi alla persona che aveva chiamato.

 

L’opinionista cattolica ha poi dichiarato di aver deciso di contattare Tucker Carlson per chiedere consiglio, che le avrebbe detto, in sostanza: «alla fine, la verità è ciò che conta, ma se potessi porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia, lo farei».

 

«Non vuoi che il sangue dei cristiani sia sulla tua coscienza, ma anche la libertà di parola è importante» le avrebbe consigliato il Carlson. «Dovresti dire che lo farai, “finché…”, ma a un certo punto devi informare la gente di quanto accaduto».

 

Candace racconta di aver quindi ricevuto una telefonata dal presidente Trump in persona. Il presidente sarebbe subito entrato nella questione, dicendole: «sto negoziando… questa persona vuole questo e quest’altra vuole quest’altro… e non hai idea di quanto sia complicato portare a termine uno di questi accordi».

 

Secondo la Owensa, Trump ha continuato a raccontarle di come, mentre accompagnava Macron alla sua auto durante la sua recente visita alla Casa Bianca, il presidente francese gli avesse chiesto se conoscesse Candace, e poi lui gli avesse chiesto di «smettere di parlare» di sua «moglie».

 

Trump avrebbe detto durante la loro telefonata che Brigitte è «vecchia, questo la sta davvero, davvero colpendo», prima di aggiungere: «l’ho vista da vicino e mi sembra una donna».

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La Owens avrebbe spiegato a Trump che l’aspetto di Brigitte è dovuto al fatto che si rivolge a un «medico straordinario» specializzato in interventi chirurgici per transgender. Candace gli avrebbe anche detto di non essere «molto soddisfatta della richiesta», insistendo rispettosamente sul fatto che non era «colpa» sua se Macron aveva sposato un uomo.

 

Trump avrebbe risposto: «siamo davvero vicini a concludere questa cosa», riferendosi ai negoziati di pace tra Ucraina e Russia. «È stato davvero facile lavorare con Macron».

 

La giornalista ha affermato che, sebbene Trump non le abbia detto specificamente che Macron aveva minacciato di ostacolare i negoziati di pace, le ha detto che lui e Macron avevano discusso della guerra tra Russia e Ucraina «tutto il giorno» e che lui stava cercando di negoziare un accordo di pace.

 

Owens avrebbe detto a Trump di essere disposta a smettere di parlare di Brigitte a breve termine, ma ha chiarito di aspettarsi che entro pochi mesi avrebbe potuto tornare a parlare di Brigitte. Inizialmente Trump si sarebbe mostrato aperto a questo compromesso, ma poi avrebbe insistito sulla necessità di poter collaborare con Macron «a lungo termine». Pertanto, la chiamata si sarebbe conclusa in un vicolo cieco.

 

Commentando la sua interazione con Trump, la Candazza ha rincarato la dose nel suo podcast chiedendo a Emmanuel Macron di «dimettersi» dalla carica di presidente della Repubblica Francese.

 

«Non c’è esempio più grande della mancanza di moralità di un leader» che minacciare di bloccare i negoziati di pace e «lasciare morire la gente» finché un podcaster non smetterà di parlare di sua moglie, ha affermato.

 

«Sono terrorizzati. Perché ovviamente tutto quello che ho scoperto è vero. La finzione non ti farebbe fare una cosa del genere», ha continuato Owens.

 

La Owens afferma di credere che la reazione provocata dai suoi commenti non sia semplicemente una risposta ai suoi tentativi di denunciare la possibilità che Brigitte sia un uomo, ma piuttosto che coinvolga una rete di eventi «profondamente sinistra» che coinvolge una rete mondiale di persone, aggiungendo di avere sentore che dietro la richiesta di smettere di parlare della coppia ci sia qualcuno più potente dei Macron.

 

Come chiarito nei suoi podcasti, Candace ipotizza che esista una setta pedofila al potere – non necessariamente confinata a un solo paese, ma che esiste anche in Francia – il che, secondo lei, spiega la reazione negativa alle narrazioni di cui ha parlato nel suo podcast.

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In uno degli ultimi episodi, la Owens ha celebrato il fatto che Macron è tornato a parlare con Putin dopo tre anni, attribuendosi una parte del merito, ma dicendo al contempo che quello era il segnale per cui poteva, come da accordi con Trump, riprendere a parlare della questione Brigitte.

 

Candace ha dichiarato di aver più volte reiterato il suo invito alla prima dama di Francia ad essere intervistata per mettere a tacere ogni dubbio, ma la risposta degli avvocati della coppia presidenziale (ultimamente sulle cronache per un supposto litigio con manata in faccia visti sull’aereo che li portava in Vietnam) è stata quella di dire che la moglie di Macron non deve provare niente.

 

Ancora un anno fa Macron aveva respinto pubblicamente le voci sul sesso della moglie.

 

Come riportato da Renovatio 21, la giornalista francese che sosteneva che la Macron fosse un uomo cinque mesi fa ha chiesto asilo in Russia. L’anno scorso un tribunale francese aveva multato due donne che sostenevano la tesi di Brigitta nata maschio.

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Gruppo omosessuale conservatore abbandona il transessualismo: «siamo LGB».

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Il gruppo repubblicano omosessuale americano Log Cabin Republicans (LCR) ha annunciato il 20 agosto che escluderà il transessualismo dalle aree tematiche LGBT di cui si occupa, segno che il movimento per la fluidità di genere non ha ottenuto lo stesso livello di accettazione culturale dell’omosessualità. Lo riporta LifeSiteNews.   Scrivendo su Townhall, il presidente di LCR Ross Hemminger ricorda che l’organizzazione «ha votato per aggiungere la “T” sotto l’ombrello della nostra missione» nel 2015 «per la convinzione che a tutti gli adulti debba essere consentito di perseguire la propria felicità, liberi da interferenze governative, purché ciò non ostacoli i diritti inalienabili degli altri».   Il movimento transgender, sostiene, ha però smesso di concentrarsi sugli adulti: quasi tutti i suoi sforzi, e quelli dei gruppi affiliati, riguardano i minori. Spingono le scuole a insegnare un’ideologia di genere radicale; chiedono che uomini biologici partecipino alle competizioni sportive femminili indipendentemente dalle conseguenze; e, aspetto ritenuto il più grave, sostengono trattamenti di riassegnazione di genere per i minori, spesso all’insaputa e senza il consenso dei genitori, pur sapendo che tali trattamenti sono in gran parte irreversibili.

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«Ecco perché, dopo un’approfondita discussione con i nostri membri, il nostro Consiglio di Amministrazione ha votato per ridefinire l’orientamento nazionale di Log Cabin Republicans, concentrandosi specificamente sulle questioni relative all’orientamento sessuale e ai valori conservatori: in altre parole, siamo un’organizzazione di difesa dei diritti LGB, come i nostri fondatori avevano immaginato e come il nostro centro morale ci impone di essere», annuncia. Hemminger sostiene che le restanti questioni di LCR – il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, l’adozione, il servizio militare, la non discriminazione e la libertà religiosa – «si allineano perfettamente con l’impegno repubblicano per un governo limitato e la parità di trattamento di fronte alla legge. Quando rimaniamo concentrati su questi principi, vinciamo».   Il cambio di linea riflette tensioni presenti fin dall’inizio tra attivisti transgender e il resto della coalizione di sinistra. L’idea che il genere sia un costrutto sociale e psicologico fluido e mutevole entra in conflitto con la tesi, diffusa a sinistra, che l’omosessualità sia innata e immutabile. In particolare le femministe (come l’autrice J.K. Rowling) hanno denunciato che l’inclusione delle persone transgender avviene spesso a scapito del benessere delle donne negli spazi intimi, nello sport e in altri ambiti. Gli attivisti transgender hanno etichettato queste liberali come «femministe radicali trans-escludenti», o TERF.   Le cause transgender risultano anche molto meno popolari presso il grande pubblico rispetto al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, in gran parte per esperienze concrete con squadre sportive femminili e spogliatoi, e per resoconti su interventi chirurgici o trattamenti chimici che modificano i corpi di minori con disforia di genere.

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Il nuovo orientamento dei gay del Grand Old Party americano riflette anche l’equilibrio scelto dall’attuale leader del Partito Repubblicano, il presidente Donald Trump, da tempo in rapporti amichevoli con l’organizzazione. Trump è entrato in carica sostenendo pienamente il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso e corteggiando apertamente il voto gay, pur adottando una linea dura contro quelle che definisce aggressioni transgender.   Osservatori conservatori sostengono però che «LGB» e «T» non si possano separare con facilità. Uno degli argomenti originari contro la ridefinizione del matrimonio era che rendere irrilevante il sesso biologico per il significato dell’istituto avrebbe finito per indebolire il riconoscimento delle differenze sessuali anche in altri ambiti, una previsione che gli attivisti transgender avrebbero poi contribuito a realizzare.   Il termine LGBT, ora arricchito da nuove lettere al punto che i non-eterosessuali ora sono chiamati dai detrattori «alphabet people» («le persone dell’alfabeto»), è nato gradualmente nel tempo, e non è possibile tracciarne l’origine precisa, anche se è ipotizzabile che esso sia stato architettato minuziosamente.   Negli anni Settanta, dopo le violenze Stonewall (1969) che crearono il movimento omosessualista, il termine più usato era gay, poi gay and lesbian. Le lesbiche chiedevano visibilità perché «gay» veniva associato soprattutto agli uomini. A metà-fine anni Ottanta si diffonde LGB o GLB (lesbiche, gay, bisessuali). «Gay» da solo non bastava più. Prime attestazioni dell’uso della sigla LGB e GLB si trovano già intorno al 1988–1990.   La T (transgender, cioè transessuale) entra dopo. Il termine «transgender» esisteva dagli anni Sessanta, tuttavia l’inclusione nella sigla collettiva è più tarda, intorno al 1988, con diffusione negli anni Novanta. Tra chi ha spinto per far comparire B e T nei nomi delle organizzazioni ci sono, tra gli altri, l’attivista bisessuale Maggie Rubenstein e l’attivista transgender Susan Stryker.   Dopo la T sono arrivate altre lettere (Q, I, A, +, fino ad arrivare al Canada di Trudeau con l’ufficializzazione dei «diritti 2SLGBTQI+»), ma la sigla LGBT come unione di lesbiche, gay, bisessuali e persone trans è un prodotto degli anni ’90, con radici già alla fine degli anni ’80. Non è nata in un unico momento, ma da una lunga trattativa interna al movimento su chi doveva essere nominato.   All’inizio circolava sia la sigla GLBT e LGBT. LGBT ha prevalso soprattutto a partire dagli anni 2000, per mettere in evidenza le lesbiche (storicamente meno visibili rispetto agli uomini gay) e, in alcune narrazioni, anche per il ruolo delle donne lesbiche nell’assistenza durante l’epidemia di AIDS. Non è l’unica spiegazione: pesano anche il femminismo e la scelta politica di non mettere sempre «G» per prima.

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Nel saggio del 1989 di Marshall Kirk (neuropsicologo) e Hunter Madsen (esperto di pubblicità) After The Ball: How America Will Conquer Its Fear and Hatred of Gays in the 90s («Dopo il ballo: come l’America supererà la paura e l’odio verso gli omosessuali negli anni Novanta») viene escogitato un piano di relazioni pubbliche per far accettare l’omosessualità all’America eterosessuale. Gli autori lo chiamano apertamente propaganda.   Nonostante vengano notate nel libro le tensioni possibili tra femministe e lesbiche o gay, il movimento femminista è da considerarsi come un modello di minoranza da seguire nel «processo educativo di massa». L’obiettivo dichiarato è far sì che l’odio anti-gay in pubblico sia insostenibile come oggi lo sono razzismo e antisemitismo. I gay vanno presentati come vittime di una condizione non scelta — «non più di quanto scelgano altezza, colore della pelle, talenti o limiti». L’analogia con la razza serve a togliere l’argomento «è una scelta / è un peccato». In pratica gli omosessuali dovevano copiare il cosiddetto movimento per i diritti civili e le sue ramificazioni ed inserirvisi, fino ad essere considerato non solo parte di esso, ma la parte dominante. Tale dirottamento è divenuto particolarmente visibile negli ultimi 15 anni.   Una delle frasi più citate del testo, ritenuto un vero manuale della conquista della società da parte delle forze omotransessualiste, è che i gay sono costretti a «nascondersi come un ebreo tedesco degli anni ’30». Il piano di propaganda prevedeva quindi una spinta pubblicitaria classica (slatentizzatasi poi negli anni Novanta con film e serie TV) con il concetto di «minoranza vittima immutabile», che sfruttava certamente il tabù americano del razzismo.   Alcuni osservatori sostengono che anche l’unione dei gruppi di lesbiche, omosessuali, bisessuali e transessuali sia fittizia: tali consorzi in realtà si odiano l’un l’altro, con i bisessuali organizzati ritenuti praticamente inesistenti e i transessuali considerati ai margini se non pensati dagli altri «compagni» non eterosessuali come casi psichiatrici spesso impresentabili.   Chi conosce San Francisco sa che vi sono aree a maggioranza lesbica, perché il rapporto con i gay – che hanno il privilegio di chiamarle con l’appellativo altramente dispregiativo dike – non è idiliaco.   Sui rapporti infra-LGBT aveva realizzato un interessante sketch il comico Dave Chapelle, immaginando i quattro gruppi in un’automobile. C’è chi guida e sa dove andare, c’è quello che disturba, c’è l’autostoppista….      

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Arrestato transessuale che complottava l’assassinio del segretario del Tesoro USA (che è gay)

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Un uomo che si identifica come donna è stato condannato martedì a sei anni e un mese di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di aver complottato per uccidere il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent.

 

Secondo quanto riferito dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, Ryan Michael English, noto anche come Raleigh Jane English, si è consegnato a un agente di polizia fuori dal Campidoglio di Washington, DC, il 27 gennaio 2025. La polizia ha perquisito English e ha trovato un coltello a serramanico, due molotov e un accendino nelle tasche della sua giacca.

 

English confessò di essersi recato a Washington per uccidere un candidato al governo la cui conferma al Senato era prevista per quel giorno, oppure per incendiare un think tank non identificato nella capitale. La polizia trovò nella tasca di English un biglietto indirizzato a un coinquilino che diceva: «È terribile, ma non posso stare a guardare mentre i nazisti uccidono le mie sorelle… Mi dispiace tanto per aver mentito, complottato e mentito ancora».

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Il giudice Rudolph Contreras ha affermato che English era preoccupato per i «diritti dei trans» e che «il piano era praticamente impossibile da realizzare, e si è consegnato prima che potesse anche solo avvicinarsi alla sua concretizzazione».

 

Il procuratore statunitense Jeanine Pirro ha respinto la richiesta di English di una pena più lieve, che descriveva l’imputata come «una giovane donna transessuale che ha subito traumi e sofferenze fin dal giorno in cui è nata».

 

«Il mio ufficio non tollererà tentativi di intimidire o danneggiare i funzionari pubblici che minano le fondamenta del nostro processo democratico e sono in contrasto con i valori su cui tutti facciamo affidamento», ha dichiarato Pirro dopo la sentenza.

 

Secondo la polizia, English si è ispirato a Luigi Mangione, accusato di aver ucciso a colpi d’arma da fuoco Brian Thompson, CEO di UnitedHealthcare, a Manhattan nel dicembre 2024. Nel suo diario e in un biglietto scritto a mano, Mangione avrebbe descritto le sue frustrazioni nei confronti del settore sanitario. La scorsa settimana si è dichiarato colpevole di stalking nei confronti di Thompson.

 

Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno assistito a una serie di attacchi contro personaggi pubblici, che gli osservatori attribuiscono in parte alla retorica politica sempre più aggressiva.

 

A settembre, un uomo armato ha ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk durante un discorso in un campus universitario nello Utah. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sopravvissuto a diversi tentativi di assassinio, tra cui una sparatoria durante il suo comizio per la rielezione a Butler, in Pennsylvania, nel luglio 2024.

 

Nel giugno del 2025, un aggressore ha ucciso Melissa Hortman, presidente della Camera dei rappresentanti del Minnesota, e suo marito Mark, e ha ferito il senatore statale John Hoffman e sua moglie Yvette. Nell’aprile dello stesso anno, un uomo ha lanciato una bomba incendiaria contro la residenza del governatore della Pennsylvania Josh Shapiro.

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Colpisce che la violenza transessuale si abbatta contro l’unico membro apertamente omosessuale dell’amministrazione Trump. Il Bessent infatti è pure «sposato» con un uomo con bambino nati con provetta e surrogata. Il «marito» sarebbe un ex procuratore di Nuova York.

 

Nel 2015, Bessent ha dichiarato alla rivista Yale Alumni Magazine, rivista degli ex allievi dell’élitistica università: «Se mi avessero detto nel 1984, quando ci siamo laureati, e la gente stava morendo di AIDS, che 30 anni dopo mi sarei sposato legalmente e avremmo avuto due figli tramite maternità surrogata, non ci avrei creduto».

 

In passato il Bessento aveva lavorato direttamente come Chief Investment Office con lo speculatore internazionale Giorgio Soros, distruttore della lira italiana (e della sterlina, e del ringgit malese), secondo alcuni sobillatore di «rivoluzioni colorate» in tutto il mondo tramite il suo braccio filantrocapitalistico Open Society Foundations. Soros è noto negli ultimi anni per essere acerrimo avversario di Trump. Il figlio Alex Soros, che pare averne preso il posto, non è da meno.

 

Durante gli anni Novanta il Bessent ha lavorato come responsabile degli investimenti di Soros Fund Management e ha guidato l’ufficio di Londra del fondo quando Soros ha guadagnato più di un miliardo di dollari scommettendo sul crollo della sterlina britannica nel 1992. C’è da chiedersi dunque se il Bessent abbia lavorato negli stessi mesi anche all’affondamento della lira italiana.

 

Bessent appartiene alla Chiesa ugonotta, una setta franco-protestante ancora viva in America dove gli ugonotti si erano rifugiati a seguito della revoca dell’Editto di Nantes del 1685, che i suoi antenati contribuirono a costruire nel 1680 a Charleston, nella Carolina del Sud.

 

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Gli ospedali USA fatturano 120 milioni di dollari per interventi di cambio di sesso sui bambini

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Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), gli ospedali statunitensi avrebbero fatturato decine di milioni di dollari per interventi di cambio di sesso su minori. Lo riporta LifeSite.   Il rapporto, intitolato «Lupi in camice bianco» e pubblicato questa settimana sulla base di ricerche condotte da organismi di controllo, sostiene che dal 2019 ospedali e cliniche abbiano fatturato quasi 120 milioni di dollari per oltre 5.500 interventi chirurgici e 8.500 cicli di terapia ormonale o bloccanti della pubertà destinati a minori.   Secondo l’HHS, alcuni fornitori di servizi sanitari potrebbero aver utilizzato codici di fatturazione fuorvianti o potenzialmente fraudolenti per ottenere la copertura assicurativa degli interventi. Il dipartimento ha individuato quasi 50 milioni di dollari di richieste di rimborso per bloccanti della pubertà somministrati a bambini tra i 9 e i 17 anni, con l’utilizzo di un codice generico per disturbi ormonali, privo di una diagnosi specifica di disturbo di genere o di pubertà precoce nella medesima richiesta.   Gli ospedali e le cliniche citati nel rapporto sono stati segnalati al Dipartimento di Giustizia e agli investigatori dell’HHS per potenziali violazioni della legge federale. Le modalità di fatturazione riscontrate, ha precisato il dipartimento, richiedono ulteriori indagini.

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Altri quasi 11 milioni di dollari sarebbero stati fatturati per bloccanti della pubertà somministrati a centinaia di pazienti tra i 13 e i 17 anni, con diagnosi di pubertà «insolitamente precoce» — una diagnosi che, secondo l’HHS, non troverebbe applicazione a quell’età.   Il rapporto sottolinea inoltre come tali procedure rappresentino per gli ospedali una fonte di reddito a lungo termine, poiché i minori che avviano una terapia ormonale possono restare sotto cura medica per anni. Citando stime esterne, il documento indica che i costi complessivi nell’arco della vita possono raggiungere i 75.000 dollari senza intervento chirurgico, e fino a 170.000 dollari includendo le operazioni.   «L’amministrazione Biden», si legge nel rapporto, «ha contribuito all’espansione e alla normalizzazione degli interventi di rifiuto del sesso attraverso politiche antidiscriminatorie e altri programmi federali».   La scorsa settimana il presidente Donald Trump ha avviato le procedure per porre fine ai finanziamenti federali, tramite Medicaid e il Children’s Health Insurance Program (CHIP), destinati alle procedure di cambio di sesso sui minori. Le restrizioni, che entreranno in vigore il 13 ottobre, riguardano bloccanti della pubertà, terapie ormonali e interventi chirurgici di transizione, sebbene i singoli Stati possano comunque scegliere di finanziarli autonomamente.   Il provvedimento si inserisce in un più ampio processo di revisione delle politiche relative alle persone transgender, avviato dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. L’amministrazione ha già limitato le procedure mediche di transizione per i minori, impedito agli atleti transgender di competere nello sport femminile e vietato alle persone con disforia di genere di prestare servizio nelle forze armate statunitensi.   Almeno 27 Stati americani hanno introdotto restrizioni sulle procedure di transizione di genere per i minori, mentre diversi grandi ospedali hanno interrotto alcuni servizi a causa di controversie legali, pressioni finanziarie e mutamenti nelle linee guida mediche.   Come riportato da Renovatio 21, seguendo uno studio su farmaci ed interventi transessualisti, il segretario alla Salute USA Robert F. Kennedy jr. ha da mesi annunciato che avrebbe proibito agli ospedali l’esecuzione di chirurgia transgender sui bimbi.

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