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Bizzarria

Cesso modello Grande Reset: non ti dà la carta igienica se non paghi oppure ti infligge la pubblicità

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In una scena massimamente distopica, alcuni bagni pubblici in Cina hanno introdotto un sistema che «tiene in ostaggio» la carta igienica dietro le pubblicità. A denunciarlo sono utenti esasperati, che si sono sfogati su un thread della piattaforma Reddit anti-consumo.

 

Un video diffuso da China Insider – definito «distopico» dagli spettatori – mostra persone costrette a scansionare codici QR sui distributori di carta igienica per guardare una breve pubblicità, prima di ricevere una quantità minima di rotoli. Chi desidera ottenere altra carta o saltare l’annuncio, deve pagare 0,5 RMB, circa 5 centesimi di euro.

 

 

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Le autorità cinesi giustificano il sistema come misura per ridurre gli sprechi, puntando il dito contro chi userebbe dosi eccessive di carta gratuita. Ma sui social le critiche non si sono fatte attendere. «Ecco come appare a prima vista la distopia comunista capitalista», ha commentato un utente. «L’ironia di questa società autoritaria e al tempo stesso economicamente espansionistica è sottile, ma pericolosa». Un altro ha ironizzato: «Nel Regno Unito questo non funzionerebbe: o la macchina verrebbe distrutta in breve tempo, oppure ci sarebbero escrementi sparsi ovunque».

 

Si tratta forse di un cesso prodromico del futuro da Grande Reset davosiano, quello per cui non avrai nulla e sarai felice – cioè non possiederai nemmeno la carta igienica, e neanche il bidet – beni a cui forse potrai aspirare solo con un credito sociale soddisfacente e la sottomissione biometrica totale della tua esistenza.

 

Del resto, sappiamo quanto la Cina comunista, con la sua distopia di telecamere e sorveglianza bioelettronica totale, sia nel cuore di Klaus Schwabbo.

 

In passato, la Cina è stata accusata di utilizzare l’Intelligenza Artificiale e il riconoscimento facciale per la sorveglianza della minoranza uigura nello Xinjiang. All’epoca emerse una tecnologia possibilmente ancora più inquietante: la capacità di ricreare un volto a partire dal DNA. Tre anni fa si parlò di una mirabolante tecnologia di face recognition che rilevava la fedeltà al Partito Comunista Cinese.

 

Come riportato da Renovatio 21, il riconoscimento facciale fu usato anche per individuare chi protestava per aver perso i propri risparmi nel grande crack del gruppo Evergrande due anni fa, e pure per scovare i rifugiati nordcoreani.

 

Di fatto non è nemmeno la prima volta che la Cina sperimenta soluzioni hi-tech nei bagni pubblici. Già nel 2017, nel parco del Tempio del Cielo a Pechino, erano stati installati distributori di carta igienica dotati di tecnologia di riconoscimento facciale, suscitando dubbi e polemiche sulla privacy.

 

Da allora, tuttavia, l’Amministrazione cinese per il cyberspazio e il Ministero della pubblica sicurezza hanno vietato l’uso del riconoscimento facciale senza consenso, proibendo in modo esplicito questi dispositivi in spazi pubblici come alberghi, bagni, spogliatoi e servizi igienici.

 

Tuttavia restano in rete i video in cui persino le macchinette che distribuiscono bibite in Cina posso funzionare con riconoscimento facciale.

 

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Bizzarria

Robot gigante in vendita. Si trasforma in un robocane

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L’azienda robotica cinese Unitree, nota per i suoi cani robot e umanoidi, ha presentato un «mecha con equipaggio» pronto per la produzione: una grande macchina robotica pilotata da un essere umano.   Unitree ha scritto su X che il mecha con equipaggio costa 650.000 dollari e pesa quanto un’auto. Il mecha bipede è pilotato da un operatore umano che siede al suo interno.   Il robottone sembra uscita da un film di fantascienza. Inquieta pure la capacità di esso ditrasformarsi in un gigantesco robocane.   Secondo quanto riportato dal quotidiano del Partito Comunista Cinese in lingua inglese Global Times, Wang Xingxing, CEO di Unitree Robotics, avrebbe pilotato il robot bipede nel video promozionale, definendolo «il primo robot con equipaggio pronto per la produzione al mondo».  

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«Gli scenari applicativi dei prodotti Unitree mirano principalmente a cambiare il nostro modo di lavorare. Ad esempio, i nostri robot possono essere utilizzati in ambienti difficili e ad alto rischio», ha affermato Huang Jiawei, membro del team marketing di Unitree.   Jiawei ha proseguito: «In questa fase, i nostri robot quadrupedi B2 e A2 sono già impiegati in contesti di ispezione e assistenza clienti. Attraverso l’utilizzo dei robot, speriamo di migliorare l’efficienza lavorativa e ottimizzare le modalità di lavoro delle persone».   «Il prodotto è ancora alla sua prima generazione in questa fase, e c’è davvero molto spazio per la fantasia», ha affermato.   Di fatto, notiamo nel video, i pezzi di pneumatico messi sul gabbiotto per assorbire gli urti – la camminata, vero miracolo cinetico che mantiene l’equilibrio cambiandolo, è da sempre la parte più difficile del movimento umano da riprodurre per gli androidi, quindi immaginiamo gli urti. Le mani, notiamo, sono pure abbozzatissime.   C’è da dire anche che mentre il CEO si fa vedere fiero montato sull’apparecchio, il video con il robottone in movimento mostra invece un pilota con tanto di casco integrale scuro.   Particolarmente inquietante è la trasformazione in robocane, con il mecha che si piega sulla schiena, lasciando irrisolto il problema del pilota, che si troverebbe sdraiato.

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Il Giappone è da sempre patria dei tentativi di portare alla luce robotti giganti, come nei suoi film di animazione.   È il caso della Tsubame Industries, una startup che ha creato Archax, che ha aspetto minaccioso ma si muove solo su ruote.     In precedenza si era parlato del Kuratas, mecha gigante pilotabile creato dalla compagnia giapponese Suidobashi Heavy Industry. Alto 4 metri e pesante circa 4,5 tonnellate, è progettato per essere guidato da un pilota all’interno della cabina di comando o controllato a distanza tramite smartphone e tablet. Il Kuratas è stato sviluppato dall’artista Kogoro Kurata (da cui prende il nome) e dal robotico Wataru Yoshizaki. Kurata ha dichiarato di essersi ispirato ai mecha che compaiono frequentemente negli anime, in particolare a quelli della serie Armored Trooper Votoms, che guardava da bambino.     Il Kuratas è diventato famoso anche a livello internazionale nel 2017, quando ha partecipato al primo storico duello di robot giganti contro il «Mark II» (Eagle Prime) dell’azienda statunitense MegaBots.     Altri tentativi, come quelli dell’ingegner Masaki Nagumo, non erano andati oltre lo scenografico.  

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Animali

Zebra scappa dallo zoo: in realtà è solo un asino dipinto

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I funzionari dello zoo in Armenia hanno dichiarato che le segnalazioni di una zebra fuggita dalla struttura erano in realtà il risultato di un asino dipinto di bianco e nero per scherzo.

 

La polizia di Yerevan, capitale del Paese, ha ricevuto venerdì mattina la segnalazione che una zebra era scappata dallo zoo di Yerevan e si aggirava lungo il viale Myasnikyan. Lo zoo ha poi rilasciato una dichiarazione all’agenzia di stampa Shamshyan spiegando che l’animale in questione non proveniva dalla struttura e non era nemmeno una zebra.

 

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«La notizia di stamattina non era altro che uno scherzo di cattivo gusto», ha dichiarato lo zoo. «Un cittadino, la cui identità è attualmente al vaglio delle forze dell’ordine, ha dipinto il suo asino a strisce e lo ha portato in viale Myasnikyan per girare un video. Desideriamo informarvi che le zebre dello zoo sono al sicuro e si trovano nel loro recinto.»

 

Lo zoo ha messo in guardia contro simili bravate, affermando che i coloranti chimici possono essere tossici per gli animali e causare problemi di salute.

 

Se il ciuco zebrato fosse davvero evaso, non si sarebbe trattato della prima volta che uno zoo viene accusato di utilizzare animali falsi. Come riportato da Renovatio 21, lo zoo di Hangzhou, nella Cina orientale, aveva ufficialmente negato le accuse di utilizzo di esseri umani in costume invece di veri orsi.

 

 

La possibilità di dipingere un ciuco come una zebra non può che ricordare metaforicamente la natura profonda della squadra di calcio di cui l’ungulato bianconero è simbolo, la Juventus, società sportiva creata dalla famiglia che produce (a spese del contribuente) blocchi di metallo e poi li dipinge – col marketing, con la politica, con la sudditanza psicologica dell’intera nazione sabaudizzata – in modo che assomiglino ad automobili.

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Indiano porta il cadavere della sorella in banca

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Un episodio verificatosi in India, dove un uomo si è presentato in banca portando lo scheletro della sorella per dimostrare il decesso e ritirare i suoi soldi, ha provocato grande indignazione nel subcontinente.   Le immagini dell’accaduto, risalente a lunedì nello Stato indiano orientale dell’Orissa, si sono diffuse rapidamente in rete.   La banca capogruppo statale dell’istituto di credito ha precisato di aver chiesto soltanto documenti validi per il prelievo del denaro del defunto, smentendo le voci secondo cui avrebbe imposto la presenza fisica della persona scomparsa.   La banca ha affermato di aver erogato l’importo di 204 dollari a nome di tre eredi legittimi e di aver consegnato loro la somma.  

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Il ministro dell’Orissa, Suresh Pujari, ha dichiarato che si è trattato di una «mancanza di approccio umanitario», aggiungendo che il governo adotterà provvedimenti severi nei confronti dei funzionari coinvolti.   I partiti di opposizione hanno condannato l’incidente, definendolo insensibile. Un parlamentare dell’opposizione della Camera alta del Parlamento, Manas Ranjan, ha chiesto un intervento urgente del ministro delle Finanze federale Nirmala Sitharaman per semplificare le procedure bancarie, secondo quanto riportato da PTI.   Non si tratta del primo caso del genere.   Come riportato da Renovatio 21, due anni fa in Brasile era emerso il caso di una donna che aveva portato il cadavere di un uomo anziano in banca per avere un prestito. Sosteneva che fosse lo zio, poi è stata arrestata.   La vicenda fa pensare ad una pellicola di fine anni Ottanta oramai dimenticata, Weekend at Bernie’s (in italiano Weekend con il morto), dove una coppia di amici, sorpresi dalla morte improvvisa del loro ricco ospite, cominciano a portarlo in giro fingendo che sia ancora vivo.   In molti all’epoca usavano la trama del film per descrivere la situazione della Casa Bianca sotto Joe Biden, il quale, peraltro ha appena raccontato una poderosa balla a base proprio di uno zio morto, in questo caso mangiato da cannibali guineani.

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