Bioetica
Cattolici e no-vax: due padri di famiglia rispondono
Da semplici fedeli cattolici, ma in possesso del più grande titolo accademico che il Signore possa donare a noi uomini, cioè quello di essere padri di famiglia, intendiamo con questo scritto rispondere punto per punto ad una posizione a nostro avviso sconcertante proposta da una certa corrente intellettuale cattolica purtroppo seguita nell’errore da numerosissimi fratelli.
Roberto de Mattei, in data 7 Aprile 2021, ha pubblicato sul sito di Corrispondenza Romana un decalogo di domande, rivolgendosi ad un popolo da lui stesso posto sotto l’appellativo di «anti-vax».
Rattrista assai leggere, già nelle prime righe dell’articolo, una distinzione netta tra le persone sostenitrici della linea dell’autore — quella per cui, in fondo, «il fine giustifica i mezzi» — ed il resto dell’orbe cattolico, definito semplicisticamente dal De Mattei come quello degli «anti-vaccinisti».
Se il problema delle linee cellulari di feti abortiti contenute nei vaccini o utilizzate per la loro produzione non esistesse, il tema morale legato alle vaccinazioni non si esaurirebbe affatto, come dimostra la cronaca di questi giorni, piena di casi di reazioni avverse gravi e persino mortali, palesemente causate dall’inoculazione di cosiddetti vaccini prodotti in pochi mesi
I sostenitori delle sue posizioni vengono elencati testualmente come segue:
Da una parte «alcuni cardinali, teologi e sacerdoti» dove ha «suscitato consenso» la «posizione in difesa della liceità morale dei vaccini anti-COVID attualmente disponibili» ribadita più e più volte dal De Mattei, che ci tiene a ringraziare i religiosi che lo seguono.
Dall’altra parte è posto invece il resto del mondo cattolico formato da – per averne la prova, basta aprire gli occhi – numerosi religiosi, sacerdoti, teologi, vescovi che l’autore non cita; aggiungiamo poi che questo mondo cattolico «antivaccinista» è costituito da padri, madri, nonni, persone semplici che non frequentano gli alti ranghi della curia romana. Questo insieme viene definito «prevedibile dissenso di molti “anti-vaccinisti”».
De Mattei utilizza un linguaggio dichiaratamente mainstream, avente come obiettivo quello di etichettare (e, quindi neutralizzare) persone in larga maggioranza normalissime, ma dedite all’imperdonabile vizio di ricercare sempre la Verità e, possibilmente, una volta trovatala, di seguirla radicalmente, senza compromessi.
Il marchio «anti-vax», viene utilizzato dal De Mattei anche nella prima domanda che pone a noi «anti-vaccinisti».
1) «Il “livre de chevet” degli anti-vax è quello di Pamela Acker, dal titolo Vaccination: a Catholic perspective, pubblicato nel 2020 dal Kolbe Center. In questo libro l’autrice sostiene che i rischi di qualsiasi vaccinazione sono maggiori dei possibili benefici (a pp. 80-81 fa l’esempio della rabbia e del tetano). Chi assume questo libro come testo di referenza dovrebbe rifiutare anche i cosiddetti “vaccini etici”, perché nocivi alla salute. Al di là del caso dei vaccini anti-COVID, è lecito a un cattolico vaccinarsi?»
Solo in una società annichilita e alienata dai social network e dai media allineati, si sarebbe potuta creare una «pandemia» del genere: l’unica pandemia della storia in cui per sapere di essere «appestati», non avendo sintomi, ci si deve sottoporre ad un tampone che, per stessa ammissione del suo ideatore, può risultare inattendibile ed inefficace
Se il problema delle linee cellulari di feti abortiti contenute nei vaccini o utilizzate per la loro produzione non esistesse, il tema morale legato alle vaccinazioni non si esaurirebbe affatto, come dimostra la cronaca di questi giorni, piena di casi di reazioni avverse gravi e persino mortali, palesemente causate dall’inoculazione di cosiddetti vaccini prodotti in pochi mesi, utilizzando metodologie mai brevettate prima e sottoponendo la popolazione mondiale ad un vero e proprio esperimento socio-sanitario in cui, al posto di cavie animali, si utilizzano persone in carne ed ossa, illudendole di combattere un nemico immaginario, una malattia che, di per sé, alla data di oggi, avrebbe ucciso (con l’aiuto in media di almeno altre 3-4 patologie debilitanti pregresse) lo 0,037% della popolazione mondiale, per la quasi totalità persone anziane in linea con l’aspettativa di vita reale dei singoli Paesi.
Parliamoci chiaro: solo in una società annichilita e alienata dai social network e dai media allineati, si sarebbe potuta creare una «pandemia» del genere: l’unica pandemia della storia in cui per sapere di essere «appestati», non avendo sintomi, ci si deve sottoporre ad un tampone che, per stessa ammissione del suo ideatore, può risultare inattendibile ed inefficace.
Perché questa digressione da «negazionisti»? Perché il principio di proporzionalità è una stella polare da seguire sempre in una scelta morale.
Se statisticamente avessi una probabilità quasi nulla di subire conseguenze gravi da una malattia, per quale motivo moralmente lecito dovrei rischiare la vita, facendo da cavia, inoculandomi vaccini mRNA mai testati prima sull’essere umano e, per di più, firmando un falso consenso informato che, di fatto, rende le case farmaceutiche completamente immuni da qualsiasi responsabilità in caso di eventi avversi?
La prova di ciò che diciamo è sotto gli occhi di tutti: mai come in queste ultime settimane si sono moltiplicati casi di morte, sopraggiunti casualmente nelle ore immediatamente seguenti alle vaccinazioni, di persone giovani, di madri, di padri, di sportivi, esseri umani sani, che magari non avrebbero nemmeno avvertito alcun sintomo in caso di infezione da SARS-CoV-2.
Se statisticamente avessi una probabilità quasi nulla di subire conseguenze gravi da una malattia, per quale motivo moralmente lecito dovrei rischiare la vita, facendo da cavia, inoculandomi vaccini mRNA mai testati prima sull’essere umano e, per di più, firmando un falso consenso informato che, di fatto, rende le case farmaceutiche completamente immuni da qualsiasi responsabilità in caso di eventi avversi?
Il principio di proporzionalità, quindi, si sposa indissolubilmente con il principio di prudenza. Ci chiediamo se De Mattei conosca con certezza la lista completa degli ingredienti contenuti nei vaccini attualmente in circolazione, compresi soprattutto quelli non COVID. Ci chiediamo se egli abbia certezza scientifica che al loro interno non ci siano sostanze nocive per l’organismo, alle quali si potrebbe essere allergici senza esserne coscienti.
Al di là del caso dei vaccini COVID, quindi, la liceità dell’utilizzo di qualsiasi trattamento medico, per un cattolico, è strettamente legata a questi due principi indissolubili: proporzionalità e prudenza.
Sarebbe morale per un padre di famiglia con a carico una moglie e numerosi figli, rischiare la vita, o comunque la salute, con un trattamento sanitario inutile e sproporzionato rispetto alla «minaccia» che si propone di combattere?
Sarebbe morale per un padre di famiglia, vaccinare i propri figli, i propri nipoti, a soli due mesi di vita, giocando alla roulette russa con 12 vaccini contenenti sporcizia di vario genere, particelle di metalli pesanti e numerose sostanze nocive vietate in tutti i medicinali ma, casualmente identificate all’interno dei vaccini?
Come si può facilmente comprendere, il tema morale sopravvive anche all’immaginaria assenza delle linee cellulari utilizzate nei vaccini.
Come si può facilmente comprendere, il tema morale sopravvive anche all’immaginaria assenza delle linee cellulari utilizzate nei vaccini.
È lecito per un cattolico vaccinarsi? A nostro parere, solo in determinate situazioni di reale gravità e pericolo di vita, dopo aver appurato con certezza che il vaccino in questione non sia il risultato della filiera della Necrocultura abortista, che sia privo di sostanze nocive estranee all’organismo umano, che non sia una terapia genica travestita da vaccino (come i «vaccini» COVID) e, infine, che siano stati preventivamente condotti attenti studi personalizzati sul soggetto ricevente, escludendo qualsiasi pericolo di reazioni avverse o conseguenze gravi.
In poche parole, una possibilità ad oggi inesistente, visto la superficialità della scienza moderna che tratta gli esseri umani come bovini da timbrare in una catena di montaggio chiamata vaccinazione di massa.
2) «Alcuni trapianti di organi, come quello del cuore, sono moralmente illeciti, perché si basano sul falso criterio scientifico di “brain death”, e provocano direttamente la morte. Ma la Chiesa considera leciti i trapianti da veri morti (ad esempio nel caso delle cornee) o da viventi (ad esempio nel caso di un rene), così come autorizza la trasfusione di sangue. In tutti questi casi vengono introdotte nel corpo umano cellule di un’altra persona. Accettate l’insegnamento della Chiesa sui trapianti?»
Il principio di proporzionalità, quindi, si sposa indissolubilmente con il principio di prudenza. Ci chiediamo se De Mattei conosca con certezza la lista completa degli ingredienti contenuti nei vaccini attualmente in circolazione, compresi soprattutto quelli non COVID
3) «In questo caso, sarebbe per voi lecito un trapianto di cornea per restituire la vista a un cieco, se questa cornea, con l’autorizzazione della famiglia, provenisse dal corpo della vittima di un omicidio? Inoltre, accettereste una trasfusione di sangue anonimo, che potrebbe provenire dal corpo di un uomo malvagio, senza sentirvi perciò contaminati dalla sua malvagità? Accettereste un trapianto o una trasfusione remotamente coinvolti con un crimine?»
Accorpiamo queste due domande perché pensiamo meritino un’unica risposta.
Questa frase, anzitutto, ci fa pensare:
«In tutti questi casi vengono introdotte nel corpo umano cellule di un’altra persona»
Quello che De Mattei e quelli come lui paiono non capire è un fatto evidente e assolutamente non trascurabile per un cattolico del 2021: l’esistenza di una catena necrofila antiumana e quindi anticristica che, come un buco nero, si nutre voracemente di tutto ciò che è luce, di tutto ciò che è vita, di tutto ciò che rimanda all’Incarnazione, e quindi alla Redenzione.
Quello che De Mattei e quelli come lui paiono non capire è un fatto evidente e assolutamente non trascurabile per un cattolico del 2021: l’esistenza di una catena necrofila antiumana e quindi anticristica che, come un buco nero, si nutre voracemente di tutto ciò che è luce, di tutto ciò che è vita, di tutto ciò che rimanda all’Incarnazione, e quindi alla Redenzione
Questa catena, il cui primo anello, ne siamo sicuri, è Satana stesso, cerca di coinvolgere più esseri umani possibili per deturpare l’Uomo, Immagine di Dio, sin dal suo concepimento.
Quando l’uomo diventa oggetto, da utilizzare a piacimento secondo i dettami di una tecnoscienza senz’anima, anziché rimanere soggetto, si crea questa catena infernale.
Commercializzando la morte al punto di depredare corpi ancora viventi a cuor battente, il sistema esistente dei trapianti ( come del resto quello dei vaccini prodotti con linee cellulari di bambini abortiti) non fa altro che incentivare una mentalità utilitaristica nei confronti dell’essere umano, ribaltando la logica che da sempre ha regolato l’essenza stessa della medicina, ossia l’essere al servizio dell’uomo considerandolo sempre un fine e mai un mezzo.
È proprio grazie alla commercializzazione del sacrificio umano che Satana ha ingannato milioni di anime, creando un sistema concatenato di persone cooperanti con questo disegno infernale.
Nulla come questa filiera commerciale di produzione, nell’era dell’uomo trasformato in oggetto, poteva infatti moltiplicare il Male e allo stesso tempo nasconderlo tra gli stessi anelli componenti la catena, dietro l’ipocrita convinzione di non essere parte attiva e corresponsabile del Male da cui tutto ha origine.
Quando l’uomo diventa oggetto, da utilizzare a piacimento secondo i dettami di una tecnoscienza senz’anima, anziché rimanere soggetto, si crea questa catena infernale.
La gravità della cooperazione al male per qualsiasi persona componente questa filiera risulta evidente dal fatto che se non ci fosse quel determinato anello non esisterebbero né quelli precedenti né quelli successivi ad esso; allo stesso tempo, tutti gli attori coinvolti hanno piena avvertenza di ciò che li precede, acconsentendo a partecipare alla fase successiva.
Per i vaccini: la madre vende il proprio bambino al moloch della scienza con l’obiettivo già definito di produrre tessuti sperimentali; lo scienziato abortista lo smembra violentemente ancora vivo nel grembo materno, prelevandone la materia biologica per le future linee cellulari; la casa farmaceutica paga la madre e il medico abortista, e i ricercatori dei laboratori, pienamente coscienti di avere davanti tessuti fetali umani ricavati da aborti procurati «per la causa»; i ricercatori identificano dopo numerosissime prove (e aborti) la linea cellulare da usare per il vaccino; i produttori lo producono in milioni di dosi, ognuna con la propria parte di sacrificio umano incorporata; il venditore commercializza tra le aziende sanitarie la merce preziosa; e infine?
Infine c’è l’utilizzatore finale, magari assiduo frequentatore di Messe in latino, senza il quale nulla di tutto ciò esisterebbe, ben informato del contenuto dei vaccini tramite gli stessi bugiardini che ne riportano chiaramente l’origine.
Nulla come questa filiera commerciale di produzione, nell’era dell’uomo trasformato in oggetto, poteva infatti moltiplicare il Male e allo stesso tempo nasconderlo tra gli stessi anelli componenti la catena, dietro l’ipocrita convinzione di non essere parte attiva e corresponsabile del Male da cui tutto ha origine
Per i trapianti di organi: i nuovi sacerdoti in camice bianco individuano un soggetto vivo ma in grave pericolo di vita «idoneo» per essere sacrificato al commercio di organi; viene attivata la «procedura» di morte cerebrale, ossia una morte fittizia, creata ad hoc per rapinare gli organi della vittima ancora a cuore battente, prelevandoli per alimentare il business delle «donazioni».
Per rispondere alle domande, noi riteniamo, sicuramente andando controcorrente rispetto alle posizioni moderniste degli uomini di chiesa contemporanei, che il nostro corpo, tempio dello Spirito Santo, non ci appartenga:
«E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo» (1 Cor 6, 19-20).
Non ci facciamo condizionare da un’ideologia scientista ed utilitarista che, attraverso il sentimentalismo e una deviata forma di altruismo, non fa altro che ridurre l’uomo ad un novello Frankenstein, ovvero ad un’entità corporea a disposizione del taumaturgo in camice bianco di turno che, sostituendosi a Dio, ne dispone a proprio piacimento.
Se il «donare» una cornea o un rene costituissero un’azione altruista, perché allora non tagliarsi una mano per donarla al nostro vicino di casa menomato da un incidente stradale?
L’uomo, creatura, non ha alcun diritto di invertire l’ordine stabilito da Dio, Creatore, mutando la propria essenza, da fine a mezzo, ed intaccando così la mirabile unità e perfezione del proprio corpo
L’uomo, creatura, non ha alcun diritto di invertire l’ordine stabilito da Dio, Creatore, mutando la propria essenza, da fine a mezzo, ed intaccando così la mirabile unità e perfezione del proprio corpo:
«Ci son molte membra, ma c’è un unico corpo; e l’occhio non può dire alla mano: Io non ho bisogno di te; né il capo può dire ai piedi: Non ho bisogno di voi. Al contrario, le membra del corpo che paiono essere più deboli, sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che noi stimiamo esser le meno onorevoli, noi le circondiamo di maggior onore; e le parti nostre meno decorose son fatte segno di maggior decoro, mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha costrutto il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, affinché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre» (1 Cor 12, 20-25)
L’espianto di organi (noi preferiremmo chiamarla predazione) e il loro trapianto in un corpo altrui, inoltre, non ha alcunché di naturale, come risulta evidente in numerosissimi casi di rigetto da parte dell’organismo ricevente, che non «riconosce» l’elemento ad esso estraneo.
L’espianto di organi (noi preferiremmo chiamarla predazione) e il loro trapianto in un corpo altrui, inoltre, non ha alcunché di naturale, come risulta evidente in numerosissimi casi di rigetto da parte dell’organismo ricevente, che non «riconosce» l’elemento ad esso estraneo
A nostro parere, quindi, occorre rifiutare in toto la logica perversa nascosta dietro ai trapianti di organi, in quanto accettandone gli assunti nei casi citati da De Mattei, si finirebbe per legittimare l’impianto generale dell’intero sistema.
Lo stesso vale per le trasfusioni di sangue remotamente coinvolte con un crimine: non lo accetteremmo per non alimentare quella filiera di morte che fungerebbe essa stessa da nutrimento, come già spiegato dal fondatore di Renovatio 21, Roberto Dal Bosco, in un recente articolo di risposta a queste domande.
4) «Le cellule HEK, utilizzate in alcuni vaccini anti-COVID, sono ampiamente usate nella ricerca farmaceutica e nell’industria alimentare. Considerando illecita l’utilizzazione di linee cellulari provenienti da feti abortiti, rifiutate l’uso di alimenti o farmaci prodotti o testati utilizzando cellule fetali, come l’insulina, i vaccini contro la rosolia e l’epatite, e molti altri?»
A nostro parere, quindi, occorre rifiutare in toto la logica perversa nascosta dietro ai trapianti di organi. Rifiuto categorico, quindi, di alimenti, farmaci, cosmetici e vaccini contenenti queste linee cellulari o derivanti dal loro utilizzo e ricerca di tutte le alternative possibili, anche a fronte di farmaci o prodotti che, a differenza del vaccino, possono essere curativi e salvavita
La risposta è ovviamente affermativa. Se l’utilizzo di linee cellulari provenienti da feti abortiti è certo o ragionevolmente ritenuto probabile, un cattolico avrebbe il dovere morale di non cooperare al male in alcun modo.
Rifiuto categorico, quindi, di alimenti, farmaci, cosmetici e vaccini contenenti queste linee cellulari o derivanti dal loro utilizzo e ricerca di tutte le alternative possibili, anche a fronte di farmaci o prodotti che, a differenza del vaccino, possono essere curativi e salvavita.
5) «La Santa Sede ha ribadito la liceità morale della vaccinazione in numerosi documenti della Pontificia Accademia per la Vita (2005 e 2017) e della Congregazione per la Dottrina della Fede (2008 e 2021) 2021. Perché oggi rifiutate le dichiarazioni, espresse dal Magistero, tra il 2005 e il 2020, ma in quegli anni non avete espresso alcuna forma di dissenso da esse?»
Evidenziamo che i pronunciamenti di una Pontificia Accademia tra il 2005 e il 2020, ritenuti dall’autore delle domande come «Magistero», entrano in palese contrasto con un documento ben più importante, un’Enciclica, scritta nel 1995 da Giovanni Paolo II, dove il papa polacco condannò risolutamente ogni sperimentazione sugli embrioni dichiarando:
Diventa assai difficile sbandierare pubblicamente una contrarietà all’aborto e al contempo sostenere la liceità dell’utilizzo di vaccini prodotti con tale efferata procedura
«Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla Legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa, e proclamata dalla Chiesa. La valutazione morale dell’aborto è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che, pur mirando a scopi in sé legittimi, ne comportano inevitabilmente l’uccisione. È il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni Stati. Se “si devono ritenere leciti gli interventi sull’embrione umano a patto che rispettino la vita e l’integrità dell’embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale”, si deve invece affermare che l’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona. La stessa condanna morale riguarda anche il procedimento che sfrutta gli embrioni e i feti umani ancora vivi — talvolta “prodotti” appositamente per questo scopo mediante la fecondazione in vitro — sia come “materiale biologico” da utilizzare sia come fornitori di organi o di tessuti da trapiantare per la cura di alcune malattie. In realtà, l’uccisione di creature umane innocenti, seppure a vantaggio di altre, costituisce un atto assolutamente inaccettabile» (Evangelium Vitae, 62-63)
Ora, diventa assai difficile sbandierare pubblicamente una contrarietà all’aborto e al contempo sostenere la liceità dell’utilizzo di vaccini prodotti con tale efferata procedura.
Riguardo all’atteggiamento farisaico di coloro che potrebbero sostenere queste acrobazie bioetico-circensi, vorremmo evidenziare un altro elemento che emerge dal decalogo cui stiamo rispondendo: la parola che utilizza più di frequente è «liceità» e, di rimando, l’aggettivo «lecito». Nel Vangelo c’è chi utilizza questo aggettivo con sì tanta insistenza, come un macigno sotto il quale provocare per provare ad incastrare Nostro Signore.
I santi di tutti i tempi, mai si sono scusati o creati alibi, rivendicando la liceità di alcuna azione morale dubbia che anche lontanamente potesse coinvolgerli
«Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo? » (Mt 19,3)
«Allontanatosi di là, andò nella loro sinagoga. Ed ecco, c’era un uomo che aveva una mano inaridita, ed essi chiesero a Gesù: «È lecito curare qualcuno in giorno di sabato?» (Mt 12, 9-10)
«Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: È lecito o no pagare il tributo a Cesare?» (Mt 22, 15-17)
Non siamo religiosi, né sacerdoti, non siamo nessuno per commentare pubblicamente la Parola di Dio, ma ci permetta di evidenziare un elemento a noi risultato evidente: nel Vangelo chi realmente si converte e si lascia trasportare e attirare dall’Amore di Gesù non si aggrappa mai al solo concetto di liceità ma discerne la realtà secondo la categoria della Giustizia.
La liceità interessa agli ipocriti farisei, non ai santi, il cui unico motore è la dirompente Carità che li unisce a Dio e che li preserva radicalmente da qualsiasi tipo di cooperazione al male
I santi di tutti i tempi, mai si sono scusati o creati alibi, rivendicando la liceità di alcuna azione morale dubbia che anche lontanamente potesse coinvolgerli.
La liceità interessa agli ipocriti farisei, non ai santi, il cui unico motore è la dirompente Carità che li unisce a Dio e che li preserva radicalmente da qualsiasi tipo di cooperazione al male.
Alla pavidità dei farisei noi preferiamo la radicalità accesa di fervore dei santi, ai ragionamenti astratti e vuoti dei dottori del tempio, noi preferiamo le scelte fedeli e coerenti delle persone umili, che riconoscono il Male quando gli si presenta davanti, anche senza aver studiato teologia morale in un ateneo romano, loro sì, veri portatori del Sensus Fidei ormai perso dalla maggioranza di coloro che si reputano cattolici.
Alla pavidità dei farisei noi preferiamo la radicalità accesa di fervore dei santi, ai ragionamenti astratti e vuoti dei dottori del tempio, noi preferiamo le scelte fedeli e coerenti delle persone umili, che riconoscono il Male quando gli si presenta davanti
I nostri padri andavano determinati incontro alla morte pur di non accendere un semplice cero a idoli stranieri, oggi siamo ridotti a gridare l’ovvio con i nostri stessi fratelli.
Chiediamo: al cospetto di Dio, l’azione morale di un padre di famiglia che rifiuta il vaccino per sé e per i propri figli con vaccini prodotti tramite il crimine dell’aborto, anche di fronte ad un atto di costrizione e di pressione psicologica come potrebbe essere la perdita del proprio lavoro, ebbene avrebbe lo stesso valore della scelta contraria?
È ovvio che questo non sia possibile: l’una avvicina l’anima a Dio e alla santità, mentre l’altra la allontana da Lui facendola affondare nelle sabbie mobili dell’inquietudine e del rimorso.
A coloro che vivono la fede continuamente «in difesa» interessa ciò che è permesso fare, a noi interessa ciò che è gradito a Dio e che rende a Lui la gloria che gli spetta.
A coloro che vivono la fede continuamente «in difesa» interessa ciò che è permesso fare, a noi interessa ciò che è gradito a Dio e che rende a Lui la gloria che gli spetta
La distanza fra questi due approcci alla Fede è abissale, tale da farci convintamente dire che non ci sentiamo di appartenere alla stessa fede di chi ragiona in quel modo, rappresentato nel Vangelo dalla figura anonima del giovane ricco.
6) «Forse la ragione di questo mutato giudizio sui vaccini provenienti da cellule fetali è dovuta al fatto che, dopo il 2020, è cambiato il contesto storico, perché la pandemia è il pretesto per una dittatura sanitaria sull’umanità e la vaccinazione fa parte di questo piano. Ritenete che il male sia nella vaccinazione in sé, o nella «cospirazione» di cui la vaccinazione è espressione?»
Siamo due padri di famiglia, con dei figli piccoli: sin dalla nascita del primo figlio la nostra battaglia contro la deriva bioetica in atto è sempre stata coerente e mai esitante. A causa della Legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per i bambini sotto i 6 anni di età tutti i nostri figli, naturalmente non vaccinati, non hanno potuto frequentare alcun asilo o scuola dell’infanzia, nemmeno le cosiddette scuole «cattoliche».
A causa della Legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per i bambini sotto i 6 anni di età tutti i nostri figli, naturalmente non vaccinati, non hanno potuto frequentare alcun asilo o scuola dell’infanzia, nemmeno le cosiddette scuole «cattoliche»
Siamo in compagnia di un popolo tutt’ora nelle catacombe, fatto di migliaia di famiglie umili e silenziose sparse nel globo, perseveranti nella radicalità e nella testimonianza di scelte molto spesso osteggiate dai nostri stessi famigliari o amici. Siamo perciò in prima linea contro questa persecuzione del piccolo gregge.
7) «Più chiaramente: ritenete che il fine della vaccinazione sia buono, ma cattivo sia il mezzo che usa (l’uso di cellule fetali), oppure condividete le teorie cospirazioniste secondo cui sarebbe cattivo non solo il mezzo, ma il fine stesso della vaccinazione, che sarebbe lo sterminio dell’umanità?»
Sinceramente, abbiamo forti dubbi sul fatto che la venuta nella storia umana del santo vaccino sia stato per l’umanità motivo di salvezza da epidemie, gravi malattie e via discorrendo.
«Riconoscerete l’albero dai propri frutti»: ora come ora vediamo che il vaccino si è finalmente manifestato quale dogma inoppugnabile della nuova religione sanitaria, il lasciapassare che divide i «buoni» dai «cattivi», i «degni» di stare nella società dagli «indegni».
Siamo in compagnia di un popolo tutt’ora nelle catacombe, fatto di migliaia di famiglie umili e silenziose sparse nel globo, perseveranti nella radicalità e nella testimonianza di scelte molto spesso osteggiate dai nostri stessi famigliari o amici. Siamo perciò in prima linea contro questa persecuzione del piccolo gregge
Il «cospirazionismo» a cui De Mattei vorrebbe fare un provocatorio riferimento, è in realtà quello che ci ha svelato che oggi la siringa è il Moloch a cui tutti debbono prostrarsi – e di fatto tutti si stanno prostrando.
Questo per dire che, se per vedersi affibbiata l’etichetta di «cospirazionisti» basta aver aperto gli occhi su questo passaggio epocale palesemente diabolico, ci prendiamo volentieri l’etichetta, poiché questa è una evidente cospirazione contro la vita umana e contro le anime chiamate alla Vita Eterna.
8) «Il più noto teorico della cospirazione anti-vax è Robert F. Kennedy, un uomo politico democratico, che finanziò Hillary Clinton. Kennedy si presenta come il nemico numero 1 di Bill Gates, ma è un membro dell’establishment che attraverso la Children’s Health Defense ha finanziato oltre la metà delle informazioni false sui vaccini diffuse sui social network. Condividete le teorie di origine ecologista e new age di Robert F. Kennedy? Nel caso contrario non sarebbe importante prendere pubblicamente le distanze da lui e dal suo movimento anti-vax?»
«E Gesù disse loro: “In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”». (Mt 21, 31)
La verità, è che l’indignazione di fronte alla cooperazione a pratiche immorali e disumane la si riscontra oggi quasi maggiormente in persone lontane dalla Fede che nelle posizioni di gran parte di coloro che si reputano cattolici.
«Riconoscerete l’albero dai propri frutti»: ora come ora vediamo che il vaccino si è finalmente manifestato quale dogma inoppugnabile della nuova religione sanitaria, il lasciapassare che divide i «buoni» dai «cattivi», i «degni» di stare nella società dagli «indegni».
«A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». (Lc, 12, 48)
9) «I documenti della Santa Sede che affermano la liceità della vaccinazione non sono infallibili, ma sono certamente espressione del Magistero ordinario della Chiesa. Qual è il criterio per cui si può dissentire da questo Magistero? Chi critica, ad esempio, l’Amoris laetitia, non assume come riferimento la propria coscienza, ma il Magistero perenne della Chiesa. Pensate che la coscienza di un singolo laico, sacerdote o vescovo, possa opporsi al Magistero ordinario della Chiesa, senza fondarsi su di un altro insegnamento della Chiesa espresso con continuità e chiarezza, in maniera diretta, sul medesimo punto?»
Non capiamo qui quali sarebbero i documenti espressione del Magistero a cui De Mattei fa riferimento. Si sta per caso dicendo che i documenti firmati da Mons. Paglia, come quello del 2017 — pubblicato peraltro (ma che coincidenza!) lo stesso giorno della legge 119/2017 (la legge Lorenzin) sarebbero Magistero ordinario?
Riguardo al famoso documento del 2005, invece, può trovare altri approfondimenti da noi scritti già in tempi non sospetti.
In linea di principio, poi, come si può pensare che esista un Magistero perenne della Chiesa su tematiche bioetiche sorte negli ultimi 50 anni, proprio nel cuore della più grande crisi di fede della gerarchia cattolica della storia?
Il documento, esattamente il primo a trattare l’argomento dei vaccini contenenti linee cellulari di feti abortiti dal punto di vista morale, e solo dopo la pressione dell’associazione americana Children of God for Life, presentava già molte lacune, alcune delle quali, a nostro avviso, dettate dalla scarsa conoscenza rispetto al tema da trattare.
In ogni caso, esso stesso lasciava ancora un margine di spazio per l’obiezione di coscienza; ciò non compare già più nella squallida nota della PAV del 2017, dove si parla di linee cellulari «distanti», quasi a significare che il peccato dell’aborto sia qualcosa da valutare a seconda del tempo che intercorre fra esso e la cooperazione che da esso può derivarne.
In linea di principio, poi, come si può pensare che esista un Magistero perenne della Chiesa su tematiche bioetiche sorte negli ultimi 50 anni, proprio nel cuore della più grande crisi di fede della gerarchia cattolica della storia?
Persino alcuni pronunciamenti di Pio XII su temi analoghi, oggi utilizzati da coloro i quali vorrebbero trovare una pezza giustificativa per la cooperazione al male, per quanto materiale e remoto, mancano di una percezione reale del problema semplicemente perché il problema ancora non c’era.
Se quella attuale è una Chiesa occupata da traditori e apostati, non è solo diritto, ma persino dovere, per una guida morale, formarsi ed informarsi sulle dinamiche bioetiche contemporanee per essere all’altezza della situazione prima di tutto in confessionale e successivamente nella testimonianza pubblica
10) «Alcuni sacerdoti presentano il rifiuto della vaccinazione anti-COVID non come un consiglio spirituale, ma come un obbligo morale. Ma l’unica autorità che può definire come obbligatorio per un cattolico ciò che è o non è peccato è la Chiesa cattolica. Se un vescovo o un sacerdote si attribuisce la responsabilità di imporre un obbligo morale non previsto dalla Chiesa, non rischia di creare una “neo-chiesa”? E non è paradossale che ciò avvenga proprio da parte di chi accusa papa Francesco di aver istituito una “neo-chiesa”?»
Se la chiesa post-conciliare è una «neo-chiesa» è ovvio che un cattolico coscienzioso ne dovrebbe soppesare minuziosamente i pronunciamenti, alla luce della Parola di Dio, dei 10 Comandamenti e della morale tradizionale fondata sulla filosofia di San Tommaso d’Aquino.
Nessun paradosso: se quella attuale è una Chiesa occupata da traditori e apostati, non è solo diritto, ma persino dovere, per una guida morale, formarsi ed informarsi sulle dinamiche bioetiche contemporanee per essere all’altezza della situazione prima di tutto in confessionale e successivamente nella testimonianza pubblica.
Il problema dell’autorità non vale solo per le questione ecclesiastiche, bensì e a maggior ragione, per le questioni etiche.
In tempi come quelli che stiamo vivendo occorre necessariamente separare la persona dall’autorità che occupa. Se la persona stessa rifiuta di esercitare degnamente e coerentemente l’autorità che solo Dio può affidare agli uomini, non è degna di obbedienza perché lei stessa è la prima che disobbedisce all’autorità che occupa e che dovrebbe esercitare in conformità alla Volontà di Dio stesso.
Proprio per rispettare l’autorità della Madre Chiesa, purtroppo ad oggi indegnamente occupata da ministri più preoccupati di piacere al mondo che a Dio, i suoi figli non solo hanno il diritto, ma persino il dovere di resistere e disubbidire ad insegnamenti perniciosi e palesemente in contrasto con l’evidenza etica e morale, cosa riscontrabile persino da individui lontani dalla Fede
Proprio per rispettare l’autorità della Madre Chiesa, purtroppo ad oggi indegnamente occupata da ministri più preoccupati di piacere al mondo che a Dio, i suoi figli non solo hanno il diritto, ma persino il dovere di resistere e disubbidire ad insegnamenti perniciosi e palesemente in contrasto con l’evidenza etica e morale, cosa riscontrabile persino da individui lontani dalla Fede. Difendere ed onorare il Papato significa necessariamente disobbedire e resistere a coloro che lo occupano scegliendo di non esercitarne l’autorità.
Per concludere vorremo serenamente far notare a De Mattei che è finito il tempo delle conferenze, dei momenti conviviali in cui raccontarcela fra quattro gatti nel loop immancabile dell’ambiente tradizionalista: «ma dove andremo a finire?».
Sono finiti i tempi dei convegni per raccontare a tutti, soprattutto a noi stessi, quanto siamo bravi, belli, colti, e «tradizionali»..
A nostro avviso, l’intellettualismo cattolico è caduto, finito. Ha mostrato il suo vero volto insieme a tutto l’ambiente fintamente pro-life: al primo «bau!» da parte della dittatura sanitaria, si è piegato cercando ogni mezzo per giustificare ciò che è contro la Vita e contro la morale.
È giunto il momento di sporcarsi veramente le mani e di scendere in un’arena di leoni pronti a divorarci.
A nostro avviso, l’intellettualismo cattolico è caduto, finito. Ha mostrato il suo vero volto insieme a tutto l’ambiente fintamente pro-life: al primo «bau!» da parte della dittatura sanitaria, si è piegato cercando ogni mezzo per giustificare ciò che è contro la Vita e contro la morale
È finito il tempo delle iniziative «laiche» che puntano ai grandi numeri e alle sfilate che sfociano davanti all’Angelus di Bergoglio fra balli, canti, preghiere carismatiche e rosari in latino.
All’imborghesimento intellettualoide della polemica preferiamo le azioni concrete e decise. Alle belle statuine in piazza preferiamo le processioni di riparazione, delle quali peraltro ci siamo fatti promotori mettendoci faccia e prendendo attacchi ed insulti di ogni genere.
Al concetto di «liceità» tout court preferiamo una sana ed integra distinzione del Bene dal Male: «bonum ex integra causa: malum ex quocumque defectu».
Non coopereremo mai ad un Male intento a generare altro Male. Non faremo mai leva su puerili giustificazioni per tenere i propri agi quando si è chiamati al vero e reale sacrificio.
Dio non vuole bravi ragazzi, in pari con le vaccinazioni, disciplinati nel portare le mascherine in una falsa pandemia più mediatica che reale, ma Santi come Franz Jägerstätter, umile contadino austriaco vissuto negli anni della dittatura nazionalsocialista che coraggiosamente rifiutò di prestare giuramento al Führer, ostinandosi a negare il proprio consenso a combattere per la Germania nazista di fronte a qualsiasi tipo di minaccia o privazione.
È giunto il momento di sporcarsi veramente le mani e di scendere in un’arena di leoni pronti a divorarci
Fu giustiziato per aver negato una semplice firma, dopo ripetuti tentativi, anche ecclesiastici, di farlo desistere dalle sue posizioni ritenute «radicali»; e indovinate in che modo? Proprio col metodo attuato oggi dai nostri insigni «tradizionalisti»: banalizzare la cooperazione al male in cui sarebbe stato implicato: «Dopo tutto è solo una firma, Franz! Forse ti mandano negli ospedali e nemmeno a combattere! Pensa a tua moglie e alle tue figlie! Poverine!»
Dopo tutto è solo un vaccino «lecito» con qualche linea cellulare fetale di aborto «distante nel tempo»…
Non coopereremo mai ad un Male intento a generare altro Male. Non faremo mai leva su puerili giustificazioni per tenere i propri agi quando si è chiamati al vero e reale sacrificio
«Scrivo con le mani legate, ma preferisco questa condizione al sapere incatenata la mia volontà. Non sono il carcere, le catene e nemmeno una condanna che possono far perdere la fede a qualcuno o privarlo della libertà. Perché Dio avrebbe dato a ciascuno di noi la ragione ed il libero arbitrio se bastava soltanto ubbidire ciecamente? O, ancora, se ciò che dicono alcuni è vero, e cioè che non tocca a Pietro e Paolo affermare se la guerra è giusta o ingiusta, che importa saper distinguere tra il Bene ed il Male?» (Franz Jägerstätter)
Alessandro Corsini
Cristiano Lugli
Bioetica
Morte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
Il consiglio regionale del Veneto ha votato per la Morte. Il cosiddetto «fine vita», espressione di pudicizia orwelliana per definire l’eutanasia e il suicidio assistito, è passato con 32 favorevoli, 14 contrari, 5 astenuti.
Il Veneto diviene la quarta regione a intervenire, seguendo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Il dato politico è che si tratta della prima regione governata dal centrodestra. Il segnale – morale, politico, religioso, storico – è chiarissimo. Il Veneto non è più la «sacrestia d’Italia» – anche perché se non esiste la Chiesa come può esistere la sacrestia?
La regione più cattolica del mondo, alcuni dicevan così, non è più tale. È stata conquistata dall’Impero della morte, che ha ottenuto un trofeo non da poco.
Ha vinto Luca Zaia, il vero protagonista di questo ostinato raid della Necrocultura. Il quale Luca Zaia, ricordiamo, appena eletto governatore con un plebiscito impressionante nel 2010 mise al bando negli ospedali, in concordia con gli altri due governatori leghisti di Lombardia e Piemonte freschi di elezione(Maroni e Cota), la pillola RU486, ossia la pasticca che uccide i feti e poi li fa espellere magari nel water. Era un segnale chiaro, perché l’operazione non sembrava dare vantaggi politici. Ci sembrava un vero atto morale, spirituale.
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Avevamo applaudito Zaia anche nel 2017 quando, unica figura politica in Italia, si oppose alla legge Lorenzin sull’obbligo dei vaccini pediatrici – quella per cui i nostri figli non possono andare a scuola senza essere sottomessi a 10 sieri – presentando ricorso alla Corte Costituzionale e chiedendo formalmente di sospendere gli effetti del decreto prima del giudizio di merito.
In seguito lo Zaia avrebbe perso interesse per questa battaglia, anche perché sul piatto della Consulta aveva la questione della costituzionalità dell’autonomia differenziata referendum. Che volete farci: la politica pesa più delle vite dei bambini, altrimenti non esisterebbe le legge su aborto, provette etc.
Tuttavia nemmeno con una visione di cinismo politico si riesce a spiegarsi questa ostinazione assoluta dello Zaia, divenuto paladino della Necrocultura, al punto da tornare a spingere per una manovra che lo aveva scottato nel 2024, quando il Consiglio regionale respinse il primo tentativo di introdurre la legge.
Vuole davvero essere ricordato per questo, lo Zaia? Probabilmente sì. E allora, ci chiediamo, come tutti, cosa gli è successo? Da cosa deriva questa «conversione»? Abbiamo raccolto ipotesi da ambienti vicini alla Regione, ma nulla è pubblicabile.
Ricordiamo ancora una pubblicità per le TV locali (all’epoca la comunicazione politica si faceva soprattutto lì…) della campagna che portò Zaia a Palazzo Ferro-Fini 16 anni fa. Il video si apriva con Zaia che scendeva da una macchina della polizia: un’operazione di sicurezza notturna, con cui il già presidente della provincia di Treviso indicava la sua priorità.
Nella réclame elettorale seguiva un’inquadratura, fugace ma efficace, del futuro governatore mentre stava probabilmente ad una Messa o a qualcosa del genere, un evento in cui entrava anche la religione: al suo fianco si intravede appena uno zucchetto colorato (un vescovo?) dove, con un microscopico cenno, portava su il capo chino, il volto serio, lo sguardo pieno di rispetto, di gravitas. Come a dire: io sono qui a rispettare il fondamento religioso della nostra terra. Tipo: io mi inchino…
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Ora anche Zaia, dopo tre lustri al vertice incontrastato della politica veneta, può aver compreso che la religione non conta più nulla. Nemmeno in Veneto. La Balena Bianca è morta, fiocinata da mille capitani Achab, nutriti dallo Stato moderno, dalla sua democrazia farlocca, e dai noi stessi, dalla nostra stessa tolleranza, la nostra incapacità di reagire alla catastrofe che sapevamo sarebbe arrivata.
La questione, quindi, è eminentemente religiosa. Anzi, più specificatamente: è soprannaturale. Più nessuno crede al soprannaturale. Più nessuno crede all’invisibile. Più nessuno crede.
Basta vedere quale resistenza è stata fatta alla legge della morte veneta: nessuna, a parte il gruppetto creato dall’indomito attivista Alberto Zelger, che con probabilità nel 2024 aveva contribuito a far fallire il putsch eutanasico regionale. Di fatto, non si è visto niente altro. Il cattolicesimo organizzato è non pervenuto. Anzi: sappiamo che la chiesa moderna sia d’accordo, perché il compromesso cattolico con i padroni della Morte va molto oltre l’aborto.
Lo si capisce perfino leggendo la nota, in teoria «dolente», in realtà molto rivelatrice, del patriarcato di Venezia, l’istituzione cattolica che nei secoli è servita come trampolino di lancio per il papato. Il patriarca – un genovese, a Venezia: una nomina che molti hanno ritenuto un segno di quanto il papato di Ratzinger fosse divenuto disfunzionale – non si è mai visto nei giorni precedenti al voto, ma poi ha emanato questa letterina, che vale la pena di leggere.
«A seguito dell’approvazione della legge regionale sul suicidio assistito, si esprime amarezza poiché, in tal modo, si afferma un modello culturale e un modello di sanità che possono portare ad una deriva difficilmente controllabile» scrive la dichiarazione del patriarca cardinale Moraglia. Fate bene attenzione alle parole: «amarezza», tipo quando perde la squadra del cuore. E poi «modello di sanità»: la chiesa pensa a ospedali ed amminstrazioni. Non pensa ai poveretti che ora verranno uccisi dallo Stato. Non pensa alle sue pecore sacrificate a Baal. Non pensa ai figli di Dio – pensa alle strutture burocratiche.
La «deriva difficilmente controllabile» non è nel futuro, Sua Eminenza: la deriva è già qui. Uno Stato che uccide i suoi cittadini è già dentro all’Inferno, cardinale!
Poi è un raffica di frasette cosparse di forme attenuative. «La percezione della dignità della vita umana appare da oggi meno tutelata». La percezione? Ma dice seriamente? Tipo «la percezione che l’acqua sia bagnata»?
«C’è soprattutto grande preoccupazione per le persone fragili e sole» scrive ancora la noterella patriarcale. «Preoccupazione», certo: non la certezza di quello che accadrà, come stiamo vedendo in Belgio, Olanda, Canada, dove a farsi uccidere (o ad essere uccisi pure contro la loro volontà…) sono i malati, i depressi, i poveri, i disabili… e bambini. Ma comprendiamo anche qui l’uso della parola di attenuazione: «preoccupazione», come quella dei polacchi quando Hitler invase nel 1939.
Il cardinale patriarca fa comprendere quindi di aver assimilato la posizione e il linguaggio del fronte della Morte: «l’impegno è di accompagnare le persone, sempre più e con i mezzi tecnici che oggi la scienza ci offre. Non ci si riferisce – è chiaro – ad alcuna forma di accanimento terapeutico ma, piuttosto, a quelle cure palliative di provata efficacia nel ridurre il dolore». Eccerto: la cura del malato diviene «accanimento terapeutico», come da manuale della battaglia eutanatica.
Non poteva mancare la bandiera definitiva del compromesso con il male: ecco «l’auspicio che l’obiezione di coscienza sia davvero garantita in tutti i momenti e in tutti i soggetti interessati da tali protocolli sanitari». Ecco: uccidete pure, ma lasciate in pace quei colleghi, che stanno nell’altra stanza a tapparsi le orecchie, gli occhi, la bocca, o che non fanno nemmeno quello: poi andranno a pranzo assieme agli assassini, magari pure vi si accoppieranno a certe cene di Natale furbette. È la realtà della buffonata genocida dell’obiezione di coscienza, il feticcio catto-politico a cui vi ordinano di attaccarvi mentre nel retrobottega loro avanzano con il programma della Morte.
Infine, il patriarca offre il capolavoro: «oggi non ha vinto o perso qualcuno, ma, certo, un modello di vicinanza umana è stato, in qualche modo, ferito e limitato». Capito? Non ha vinto o perso nessuno: no, ci rassicura il porporato, alla fine la Cultura della Morte non ha segnato un punto che costerà migliaia di vite innocenti, anche dei fedeli del patriarcato. Macché: è stato colpito «un modello di vicinanza umana», cioè un’astrazione ricoperta di un’etichetta da Unità Pastorale, da chiesa ONG del postconcilio.
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Insomma, per la massima autorità spirituale veneziana (cioè, genovese…), la figura che nei millenni ha guidato le sorti dei milioni di anime venete, non è in fondo successo niente di che. È stata una cosa incruenta, un bisticcio ideologico, una partita a briscola bioetica finita male.
Notate, Dio, il soprannaturale, mai entrano nel discorso del cardinal Moraglia. Eppure, quello dovrebbe essere il suo lavoro: ricordare non il «modello di sanità», ma Iddio, e magari pure la sua ira.
È stato così nei secoli. La Repubblica Veneta è stata, certo, non sempre in linea con il papato. Stampava libri proibiti. I suoi costumi, certo tenuti dietro il velo del pudore, erano ben noti, e desiderati da tutto il mondo: il carnevale, le sue sale da gioco (da dove credete che deriva la parola «casinò»?), i suoi abiti sfolgoranti, le «cortigiane», la cultura libera ed abbondante, come le sue licenze. Chi conosce le Memorie di Casanova, o anche ha solo veduto il capolavoro di Federico Fellini (1976), sa di cosa sto parlando.
Tuttavia, da studioso del tabarro, e suo indossatore seriale, conosco la storia: esso serviva anche, assieme alla maschera (la bauta) a non farsi riconoscere nemmeno nel passo (quindi, a prova di computer vision attuale: la frontiera della sorveglianza IA, invero superata da anni, è il gait, la possibilità di individuarvi da come camminate), ed è stato colpito ciclicamente da leggi suntuarie, cioè leggi sui costumi, piuttosto ignorate da tutte le classi sociali.
Ebbene, il tabarro, che era variopinto, ad un certo punto divenne scuro – lo stesso destino toccato alle gondole, rimaste nere per sempre. Forse si tratta solo di una leggenda popolare, tuttavia si dice che l’abbandono del colore sia stato in segno di penitenza e lutto per la peste del 1630, per la quale costruirono come ex voto Santa Maria della Salute – mezzo secolo prima, per la pestilenza precedente, il Senato della Serenissima aveva commissionato ad Andrea la costruzione della Basilica del Redentore. Gli storici moderni questo non lo possono smentire. Così come non si può smentire che la chiesa costruita per la peste è stata poi chiusa durante il COVID.
Sì, Venezia credeva materialmente nel soprannaturale. Venezia credeva. Me lo ha ripetuto anche un amico venetista qualche giorno fa, spiegandomi che le ville venete prevedevano per forza una cappella che desse all’esterno, perché il popolo non poteva essere privato dei sacramenti. Come dire: lo Stato veneto non osava sfidare Dio, temeva che farlo avrebbe cagionato i semi della sua stessa distruzione, come si era visto con la peste: il potere sapeva che il controllo del proprio destino non esiste, in ultima analisi è la Grazia che fa andare avanti le cose. Le cose sono molto cambiate. Ora le élite, politiche e religiose, credono ad una sola cosa: credono di non credere.
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Il lettore può rimirare la differenza: Venezia un tempo distribuiva al suo popolo i sacramenti, Venezia oggi vuole distribuire ai suoi cittadini la morte. È incontrovertibilmente così, ed è terrificante pure per chi, come noi, sa che il vero principio dello Stato moderno è la sottomissione e l’eliminazione della sua popolazione.
Più nessuno crede che possano esservi delle conseguenze divine alla scelta di infliggere la morte alle persone: punizioni, catastrofi, inferni sulla Terra, o dopo. Non ci credono gli eredi dei dogi e del Maggior Consiglio, non ci credono gli zucchetti. Eppure, il credente sa che ciò sarà inevitabile. Il castigo è nel nostro futuro.
«Dal Veneto una legge di civiltà» ha trionfato lo Zaia, che come noto è senza figli. Ha ragione: è una legge della civiltà della Morte, che spazza via secoli di Civiltà Veneta, di Civiltà cristiana, di Civiltà umana. L’attacco è alla stessa matrice che ci ha generati: la matrice divina della Vita.
La civiltà della Morte è l’anti-civiltà: è il sistema che vuole eliminare l’essere umano, magari per sostituirlo con esseri artificiali. Tutti oramai sapete che questa non è fantascienza, né deve sembrarvi un discorso apocalittico: umanoidi e macchine pensanti sono qui.
Il Leone alato piange. Nel Risiko dell’Inferno, la Necrocultura ha portato a casa una bella partita, si è presa un’icona non da poco, una storia cristiana millenaria.
Tuttavia, fino a che siamo vivi, la battaglia non finisce. Forse è per questo che vogliono ucciderci e sostituirci. Non lo permetteremo: né noi, né i nostri bambini.
Preghiamo, combattiamo contro l’Impero della Morte e i suoi servitori. San Marco ci guida e ci aiuta.
Viva San Marco. Viva.
Roberto Dal Bosco
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Bioetica
Gruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
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Bioetica
Kennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
All’improvviso, dopo un sopimento di anni, riaffiora nel discorso pubblico la verità più agghiacciante: i vaccini sono fatti con gli aborti. Come dire: un pezzo di aborto finisce nella siringa a cui obbligano voi e – soprattutto – i vostri bambini.
L’occasione è uno scontro pubblico tra vertici dell’amministrazione americana.
Il segretario alla Salute USA Robert F. Kennedy Jr. ha attaccato il governatore democratico della Pennsylvania Josh Shapiro per il rifiuto delle esenzioni religiose dai vaccini e ha confermato l’impiego di tessuti di feti abortiti nella realizzazione del vaccino MMR, chiamato in Italia vaccino MPR, il siero trivalente morbillo-parotite-rosolia, contenuto da noi ora nel quadrivalente MPRV (più varicella), somministrato in prima dose a 12-15 mesi e poi richiamato a 5-6 anni.
«Nella sua conferenza stampa di oggi, il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro mi ha accusato di promuovere teorie del complotto perché gli avevo detto, durante una precedente conversazione telefonica, che alcuni americani avevano obiezioni religiose al vaccino MMR perché conteneva tessuto fetale. “Non c’è tessuto fetale nel vaccino MMR”, mi ha detto», ha raccontato Kennedy in un lungo post su X.
— Robert F. Kennedy Jr (@RobertKennedyJr) August 26, 2026
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«Il virus della rosolia utilizzato nel vaccino MMR-II viene coltivato su una linea cellulare composta da tessuto polmonare di un embrione femminile abortito di tre mesi, e indicata come ‘fibroblasti polmonari diploidi umani WI-38’ tra gli ingredienti del vaccino MMR-II, poiché porzioni di queste cellule finiscono in ogni fiala di MMR-II», ha specificato Kennedy.
Kennedy ha inserito una clip tratta da una deposizione videoregistrata di Stanley Plotkin, ideatore del vaccino MMR, datata 2018. L’audizione è stata condotta dall’avvocato Aaron Siri, noto per la sua battaglia sul tema dell’obbligo vaccinale.
Nel corso della testimonianza, Plotkin ha ammesso di aver «massacrato» 76 feti abortiti, tutti di età superiore ai tre mesi, «in uno solo dei tanti studi che hanno portato allo sviluppo del suo vaccino», ha dichiarato il segretario dell’HHS.
Kennedy ha inoltre evidenziato che in ogni fiala del vaccino MMR-II sono presenti «circa 646 miliardi di frammenti» di DNA provenienti da una linea cellulare di un feto abortito. «Oltre al DNA umano, ogni dose di MMR-II contiene anche una quantità imprecisata di detriti cellulari umani», ha affermato.
Interrogato al riguardo, Plotkin ha dichiarato di essere consapevole delle obiezioni all’inclusione di tessuti di feti abortiti nello sviluppo dei vaccini e del fatto che tali tessuti facciano effettivamente parte degli ingredienti dei vaccini stessi.
«Sono a conoscenza di queste obiezioni», ha affermato Plotkin, che si definisce ateo. «La Chiesa cattolica ha infatti pubblicato un documento in merito, in cui si afferma che le persone che necessitano di vaccini dovrebbero riceverli a prescindere da tutto».
«Credo che implichi che io sia la persona destinata all’inferno a causa dell’utilizzo di tessuti abortiti, cosa che mi fa piacere», ha dichiarato lo scienziato.
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Plotkin ha prestato per decenni consulenza alle grandi aziende farmaceutiche, indicando come realizzare i loro prodotti. Nella deposizione del 2018 ha ammesso a Siri di aver impiegato vaccini sperimentali su orfani e malati di mente a scopo di test.
In un’intervista del dicembre 2024 con Tucker Carlson, Siri ha rivelato al conduttore sbalordito che alcuni vaccini pediatrici contengono «letteralmente milioni di frammenti della linea cellulare coltivata di un feto abortito in ogni singola iniezione» e che i vaccini vengono coltivati su «tessuto fetale abortito» che è «vivo».
The New York Times claims the evil Bobby Kennedy wants to ban the polio vaccine and paralyze children. That’s an absurd lie, explains his lawyer Aaron Siri.
(0:00) The Establishment’s Attempt to Discredit Bobby Kennedy Jr.
(8:18) The Vaccine Religion
(18:57) Did Anyone Protest… pic.twitter.com/li0KhP5aye— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) December 27, 2024
Mercoledì Siri è intervenuto anche sui social per sostenere la replica di Kennedy al governatore Shapiro.
«RFK Jr. ha ragione», ha affermato Siri. «Il fatto è che in ogni dose iniettata di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR), varicella ed epatite A sono presenti miliardi di frammenti di detriti cellulari umani e di DNA proveniente dalla linea cellulare coltivata di un feto abortito.»
Siri ha poi condiviso link ad articoli che illustrano l’impiego di tessuto cellulare fetale proveniente da aborti nello sviluppo dei vaccini.
RFK Jr. is correct. The fact is that there are billions of fragments of human cellular debris and DNA from the cultured cell line of an aborted fetus in every injected dose of MMR, chicken pox, and Hep A vaccines.
Because viruses multiply in cells, living cells are used to… https://t.co/x5MOeSBhrK
— Aaron Siri (@AaronSiriSG) August 26, 2026
«Poiché i virus si moltiplicano nelle cellule, per la produzione di vaccini si utilizzano cellule viventi, comprese le linee cellulari coltivate di feti abortiti. Due di queste linee cellulari sono la MRC-5 e la WI-38, descritte da un’azienda che le commercializza come segue: “La linea cellulare MRC-5 è stata derivata da tessuto polmonare normale di un embrione maschio di 14 settimane” e “la linea cellulare WI-38 è la prima linea cellulare diploide umana utilizzata nella preparazione di vaccini umani (…) è stata isolata dal tessuto polmonare di un embrione femmina di 3 mesi» spiega l’avvocato.
«Gli ingredienti dei vaccini contro la varicella, la rosolia e l’epatite A includono ciascuno frammenti cellulari e di DNA derivati da queste linee cellulari fetali. L’elenco degli ingredienti di Varivax (varicella) include “cellule diploidi umane MRC-5 contenenti DNA e proteine”, quello di MMR-II (che include la rosolia) include “fibroblasti polmonari diploidi umani WI-38” e quello di Havrix (epatite A) include “proteine cellulari MRC-5″».
«Per quanto riguarda la quantità di DNA umano in ogni fiala, per Varivax, come spiega la FDA: “le cellule umane MRC-5 sono il substrato su cui viene coltivato il ceppo Oka della varicella. Nel processo di isolamento del virus da queste cellule, si ottengono anche proteine e DNA derivati dalle MRC-5. I quasi 2 µg [2.000 nanogrammi] di DNA mammifero non modificato presenti in ogni dose di VARIVAX…» .
«Per quanto riguarda l’MMR-II, come ha fatto notare RFK Jr. qui sotto, durante la deposizione del dottor Plotkin, ho chiesto: “Non è vero che l’MMR-II contiene circa 150 nanogrammi di cellule substrato di DNA a doppio filamento e DNA a singolo filamento per dose, frammentate appositamente in frammenti di circa 215 paia di basi di lunghezza?” Il Dr. Plotkin ha risposto: “Sì, probabilmente è corretto, sì” (Vedi Tabella 3, che riflette una media di 142 nanogrammi di DNA a singolo filamento e 35 nanogrammi di DNA a doppio filamento nel componente del vaccino contro la rosolia di ciascuna dose di MMR-II; e una media di 276 nanogrammi di DNA a singolo filamento e 35,74 nanogrammi di DNA a doppio filamento in ciascuna dose di Havrix)».
«Per il DNA rimanente nella formulazione finale, supponendo che le aziende farmaceutiche seguano le linee guida della FDA, esse frammenterebbero “la dimensione del DNA a meno di circa 200 paia di basi”. (….) Facendo i calcoli, supponendo che rimangano solo 100 nanogrammi di DNA a doppio filamento, e che questi vengano scomposti in frammenti di 200 paia di basi, ciò equivale a circa 463 miliardi di frammenti di DNA umano provenienti da una linea cellulare fetale abortita in ogni dose di vaccino; il doppio per il DNA a singolo».
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Il post dell’avvocato Siri contiene link a tutto ciò che sostiene, collegamenti a quei paper con cui si esprimono «gli esperti» su grandi pubblicazioni mediche ufficiali, insomma «la scienza», o, come si diceva qualche anno fa, lascienzah.
Eppure, scommettiamo che, ancora oggi, dopo averlo visto e subito innumeri volte negli anni passati, vi sono giornalisti, fact-checker e saputelli vari (prezzolati o solo idioti) che stanno urlando: «bufala! Fake news! I vaccini non sono fatti con gli aborti!».
Mettiamocela via: tutte queste voci esistono per negare quella che, almeno a noi, pare una delle verità più terrificanti della nostra epoca: sì, molti vaccini sono fatti con gli aborti. E quindi, qualsiasi sia la vostra posizione rispetto al feticidio legalizzato – vetta necroculturale del XX secolo – un po’ di aborto ve lo siete iniettati, materialmente, sottopelle. Non solo: avete inoculato l’aborto pure dentro la vostra progenie, e per legem.
Il lettore sa che si tratta di una battaglia che Renovatio 21 porta avanti da un decennio. Cioè, da ben prima del COVID – anzi è possibile dire che si tratta di un tema centrale per la genesi stessa di Renovatio 21.
Tanto per capire il contesto: compreso il legame materiale e morale tra vaccino e aborto, avevamo cominciato, praticamente unici sulla scena, a pubblicare materiale a riguardo, e ad organizzare conferenze sulla questione. L’operazione, per la quale si scatenò per anni l’inarrestabile, insostituibile Cristiano Lugli, culminò nel marzo 2019 con un grande convegno a Roma su vaccini e feti abortiti, «Fede, Scienza e Coscienza».
FEDE SCIENZA E COSCIENZA video integrale del Convegno di Renovatio 21 su vaccini e cellule di feto abortito. Relatori: S.E.R. Cardinale Raymond Leo Burke ; Dr.ssa Theresa Deisher, ricercatrice e scienziata, Direttrice del Sound of Choice Pharmaceutical Institute; Dr.ssa Debi… pic.twitter.com/JajXVXJYXa
— Renovatio 21 (@21_renovatio) January 6, 2025
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Erano presenti esperti italiani ma pure due grandi nomi sulla ricerca, storica e medica, sulla questione degli aborti nei vaccini: Debi Winedge, fondatrice del seminale gruppo Children of God for Life, e la dottoressa Theresa Deisher, scienziata che ha effettuato ricerche uniche sui possibili effetti avversi nelle cellule di aborto nei vaccini. Al convegno è intervenuto pure un principe di Santa Romana Chiesa, sua eminenza il cardinale Raimondo Leone Burke.
Negli anni del COVID, YouTube ha cancellato il video e gli altri video ad essi legati, significando pure la sanzione di ulteriori restrizioni che Renovatio 21 deve subire per un filmato che stava lì da anni e rappresentava un evento di discussione pubblica.
La maggior parte dei lettori forse non lo può ricordare, ma si era nel periodo prepandemico in cui la battaglia antivaccinista era divenuta inevitabile per tanti genitori a cui, d’un colpo, veniva imposto di sottomettere i propri bambini alla siringa di Stato, cioè indirettamente all’aborto e alle sue linee cellulari, pena il non poterli mettere a scuola.
L’idea di Renovatio 21 era semplice: visto lo status di vacca sacra di cui gode l’obiezione di coscienza in Italia – il grande, ipocrita, paravento genocida dietro al quale i democristiani si nascondono mentre vengono trucidate centinaia di migliaia di piccoli esseri umani – lo avremmo utilizzato per disinnescare la legge, creando un tetto di libertà religiosa sotto cui poterci riparare. La presenza del cardinale Burke fu, in questo, un segnale fortissimo.
Fummo, ovviamente, travolti dagli eventi. Già avevamo capito, in quegli anni, che la gerarchia cattolica venduta aveva accettato l’obbligo vaccinale, pure nella consapevolezza del sacrificio umano soggiacente, con comunicati diramati da tutti i suoi enti, dove alle stupidaggini (come quella secondo cui le cellule per i vaccini vengono da un aborto lontano, quindi un peccato «scaduto», tipo yogurt, con buona pace di quelli che ancora credono al peccato originale, quello fatto ancora più anticamente, è il caso di dire) si aggiungevano quel tipo di menzogne palesemente manipolatorie che oggi chiamano gaslighting, come un editorialista del celeberrimo settimanale cattolico che aveva scritto che solo le cellule umane vanno bene per i sieri, quindi va ben così (se non lo sapete: i vaccini vengono fatti anche con ogni sorta di cellula: cane, criceto, verme, uovo, o tumore, come nel caso mostruoso delle cellule immortali della cervice di Henrietta Lacks, per cui si parla di una nuova forma di via vera e propria).
L’arrivo della pandemia, e della vaccinocrazia conseguente, ci diede ragione, mostrando che la nostra idea – creare l’obiezione cattolica ai vaccini – era giusta, ma al contempo distrusse ogni speranza. L’amministrazione Biden cominciò a negare l’esenzione religiosa persino ai soldati USA (un tempo coperti pienamente dall’obiezione) forte della posizione del Vaticano bergogliano, che al suo interno istituì un obbligo di siero (Pfizer: i rapporti erano radicati quanto misteriosi) davvero draconiano, con il pontefice che parlava a vanvera della vaccinazione obbligatoria come «atto d’amore» – cioè, per chi non vuole, sarebbe il caso di dire, «stupro». Il mondo si adeguò.
Rimanemmo con un pugno di mosche. La proposta di Renovatio 21 di un’obiezione di coscienza per le linee cellulari di aborto non decollò, perché le spezzarono le ali dall’alto, e bombardarono pure la pista. La «libertà religiosa» tanto invocata dai giornali e politici degli Stati «laici» (cioè, massonici) fu resa una barzelletta dai ban continui sui social, al punto da dover portare in tribunale la società di Zuckerberg. Anche dopo, cambiò poco: la decisione di soffocare chi si opponeva con lo spirito era stata presa, e la repressione è andata avanti-
La nostra battaglia, tuttavia, non si è arrestata. Siamo ancora qui a raccontare la verità: pezzi di bambini sacrificati vengono proiettati nel corpo di tutta la popolazione, e se ti opponi lo Stato moderno arriva a considerarti un reietto, un criminale, un mostro da punire se non eliminare.
Certo, se ci pensiamo anche ora, l’orrore di questo disegno si dà come una delle cose peggiori, come la riprova di un lucido progetto del Male sulle nostre società e sulle nostre stesse esistenze quotidiane.
Ecco, lo sentiamo ancora: questa è una collina per la quale vale ancora la pena di morire.
Roberto Dal Bosco
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Immagine di lunar caustic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0; immagine modificata
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