Geopolitica
Carri armati israeliani distruggono la scritta «I love Gaza»
L’esercito israeliano ha attaccato scritte e cartelli con la parola «Gaza» dopo aver preso il controllo del valico di frontiera di Rafah all’inizio di questa settimana, investendoli deliberatamente con i carri armati, secondo filmati che circolano online.
Il danno raffigurato nel filmato sembra essere stato inflitto dai carri armati della 401a Brigata israeliana, che sono entrati al valico di Rafah martedì mattina. Il valico di frontiera collega l’enclave palestinese con l’Egitto.
Un video che circola online, girato da un membro dell’equipaggio di un carro armato Merkava, mostra il veicolo che manovra davanti a un cartello «I love Gaza» all’incrocio. Il carro armato quindi prende di mira il cartello e lo investe.
I Love #Gaza pic.twitter.com/KyjeMGI30R
— Christian (@thecrussader1) May 7, 2024
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Un carro armato dell’IDF ha anche distrutto un cartello con la scritta «Gaza» situato di fronte a una struttura al confine.
An Israeli tank at the Rafah border crossing destroying a welcome sign with the name Gaza and the Palestinian flag. pic.twitter.com/XS2STuSVhr
— Ihab Hassan (@IhabHassane) May 7, 2024
Un altro video sembra mostrare le forze israeliane che abbattono le bandiere palestinesi sul posto e issano quelle israeliane per sostituirle.
❗Disturbing footage shows Israeli tanks crushing Palestinian landmarks, including an ‘I love Gaza’ sign and a ‘Gaza’ sign at the Rafah border crossing. Evil Israeli forces are seen tearing down Palestinian flags and replacing them with Israeli flags. #Israel #Gaza #Palestine… pic.twitter.com/pdDDgJBcnF
— Owl Post (@_PalestineFree) May 10, 2024
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Lunedì notte Israele ha lanciato il suo attacco a lungo discusso contro la città di Rafah, nel sud di Gaza. L’avanzata via terra è stata accompagnata da attacchi aerei sulla città densamente popolata, che aveva visto un grande afflusso di rifugiati dal nord nel contesto del conflitto tra Israele e Hamas.
Secondo il ministero della Sanità palestinese, il computo dei morti sarebbe oltre i 36 mila – un «genocidio» in corso secondo vari osservatori internazionali, ottenuto attraverso le armi avanzate e perfino la fame.
La volontà di annientamento percepibile dalla cancellazione della stessa parola «Gaza» si riflette anche in dichiarazioni come quella del ministro del patrimonio culturale israeliano Amichai Eliyahu che apriva alla possibilità di nuclearizzare Gaza. L’annientamento è il destino degli amaleciti, popolo di cui, nel Vecchio Testamento, è chiesta la distruzione assoluta. Netanyahu e i suoi sono stati accusati anche alla Corte Penale Internazionale di aver usato questo riferimento biblico, ma l’ufficio del premier ha parlato di fraintendimento.
In rete circolano varie battute degli israeliani sul destino della Striscia, spianata per diventare «un parcheggio» o un’immensa spiaggia. La questione è presa sul serio dal genero di Donald Trump Jared Kushner il quale, proveniente da una famiglia di palazzinari ebrei finanziatori diretti di Bibi Netanyahu in Israele e del Partito Democratico in USA, si è fatto notare di recente per aver detto che «è un peccato» che l’Europa non accolta più profughi palestinesi in fuga da Gaza, per poi fare dichiarazioni entusiastiche sul valore delle proprietà immobiliari future sul lungomare della Striscia.
Come riportato da Renovatio 21, video atroci sono emersi subito dall’attacco israeliano a Rafah.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha minacciato di far cascare il governo Netanyahu, di cui è membro con il suo partito ultrasionista Otzma Yehudit («Potere ebraico») qualora l’esercito israeliano non fosse entrato a Rafah.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Trump annulla l’attacco pianificato contro l’Iran
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Geopolitica
Israele colpisce Gaza poche ore dopo l’annuncio da parte di Trump del piano di disarmo di Hamas
Gli attacchi israeliani sono proseguiti su Gaza ore dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato uno «storico accordo» in base al quale Hamas sarebbe stato disarmato e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si sarebbero ritirate completamente dall’enclave.
Secondo quanto riportato dalla stampa, almeno un palestinese è rimasto ucciso e diversi altri feriti negli attacchi di venerdì.
L’accordo è stato raggiunto giovedì sera, a seguito di colloqui mediati da Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti sotto l’egida del Board of Peace guidato da Washington. Trump lo ha salutato come un «passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature» e una tappa fondamentale del suo piano in 20 punti per l’enclave. Tuttavia, sia Hamas che funzionari israeliani hanno in seguito sollevato dubbi su disposizioni chiave dell’accordo.
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Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha definito la bozza di accordo «inaccettabile per Israele». Scrivendo su Telegram, ha affermato che le «uccisioni mirate» di «terroristi di Hamas» a Gaza devono continuare, insieme all’«incoraggiamento» dell’«emigrazione» palestinese dall’enclave.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che le forze israeliane «rimarranno nelle zone di sicurezza finché sarà necessario».
Hamas ha ribadito che non ci sarà alcun disarmo finché le forze israeliane rimarranno a Gaza. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che qualsiasi discussione sulla consegna di armi pesanti è subordinata alla cessazione completa delle ostilità, al ritiro totale di Israele, alla ricostruzione, alle garanzie internazionali e ai progressi verso la creazione di uno Stato palestinese.
Secondo l’agenzia AFP, fonti di Hamas hanno affermato che il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo tecnocratico palestinese istituito dal Consiglio per la pace, sarebbe diventato l’unica autorità responsabile della gestione e dello stoccaggio delle armi di Hamas. Reuters ha riferito separatamente che Hamas ha ribadito che qualsiasi trasferimento rimane subordinato al ritiro israeliano e a un aumento degli aiuti umanitari in arrivo nell’enclave.
Secondo la tabella di marcia pubblicata, Israele deve completare «senza indugio» gli impegni rimanenti previsti dall’accordo di cessate il fuoco di ottobre, «in particolare la cessazione delle operazioni militari». Hamas e le altre fazioni palestinesi trasferirebbero le funzioni di governo civile e di sicurezza al NCAG. Le armi pesanti e le infrastrutture militari verrebbero successivamente dismesse sotto l’amministrazione del comitato, mentre le forze israeliane si ritirerebbero gradualmente.
Il Consiglio per la Pace è stato istituito nell’ambito del piano di Trump per Gaza, a seguito del cessate il fuoco dello scorso ottobre, con il compito di sovrintendere alla transizione e alla ricostruzione postbellica dell’enclave. Ha il compito di supervisionare la ricostruzione, supportare il trasferimento del governo civile al NCAG (National Command and Action Group) e coordinare il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione.
Secondo le autorità sanitarie di Gaza, almeno 73.340 palestinesi sono stati uccisi e oltre 174.000 feriti da quando Israele ha lanciato la sua campagna militare in risposta al sanguinoso raid di Hamas dell’ottobre 2023.
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Immagine di Jaber Jehad Badwan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Hamas accetterebbe il piano di disarmo di Gaza di Trump
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