Geopolitica
Soldati NATO operano già in Ucraina: parla il premier polacco
I soldati della NATO sono già in Ucraina per aiutare Kiev, ma il blocco guidato dagli Stati Uniti non vuole essere direttamente coinvolto nel conflitto con la Russia, ha detto il primo ministro polacco Donald Tusk.
Tusk ha fatto questo commento mercoledì, rispondendo alla domanda di una ragazzina di dieci anni che era tra i reporter accreditati al parlamento polacco e che le chiedeva perché l’ONU o la NATO non fossero ancora intervenute in Ucraina.
«La NATO oggi sta aiutando quanto può. Senza l’aiuto della NATO, l’Ucraina non sarebbe stata in grado di difendersi così a lungo», ha risposto Tusk, secondo la traduzione, scrive RT. «Bene, e lì ci sono delle truppe, intendo dire soldati. Ci sono alcuni soldati lì. Osservatori, ingegneri. Li stanno aiutando», ha aggiunto.
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La giornalista bambina aveva chiesto a Tusk come fosse finito il conflitto jugoslavo, menzionando il dispiegamento delle forze di pace delle Nazioni Unite negli anni ’90.
Il primo ministro, tuttavia, ha sostenuto che l’ONU «ha fallito il test» nei Balcani e che «truppe vere, quelle della NATO», dovevano intervenire e bombardare Belgrado per porre fine alla guerra, mescolando apparentemente il conflitto del 1992-95 in Bosnia-Erzegovina e la campagna di bombardamenti del 1999 sul Kosovo. Non è chiaro come reagirà la Serbia a simili affermazioni.
Quanto al motivo per cui il blocco guidato dagli Stati Uniti non farebbe lo stesso con l’Ucraina, Tusk ha affermato che «tutti nel mondo hanno paura che possa scoppiare una guerra nucleare» in caso di uno scontro diretto tra NATO e Russia.
All’inizio della giornata, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha sostenuto che il blocco non avrebbe schierato forze in Ucraina, dal momento che Kiev non lo aveva chiesto.
«La NATO non ha intenzione di schierare forze in Ucraina. Quando ho visitato l’Ucraina la scorsa settimana, gli ucraini non hanno chiesto truppe NATO in Ucraina, quello che hanno chiesto è più sostegno», ha detto Stoltenberg ai giornalisti durante un viaggio in Italia.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha sollevato in diverse occasioni l’idea di un intervento della NATO in Ucraina, insistendo sul fatto che non dovrebbe essere escluso come parte di «ambiguità strategica», suggerendo che i soldati occidentali potrebbero essere inviati «se i russi dovessero sfondare la linea del fronte» e se il governo ucraino lo richiedesse.
La Russia ha ripetutamente avvertito gli Stati Uniti e i suoi alleati che rischiano uno scontro diretto fornendo armi, munizioni e denaro all’Ucraina. L’Occidente ha sostenuto Kiev con aiuti per oltre 200 miliardi di dollari, pur insistendo sul fatto che ciò non la rende partecipe del conflitto.
Già alto papavero europeo, il Tusk ha vinto le recenti elezioni polacche, ribaltando a Varsavia diverse questioni politiche. L’aborto, ad esempio, sta avanzando in Parlamento, così come prende quota il matrimonio omosessualista, mentre si discute il cambiamento del finanziamento della chiesa. Il nuovo governo ha inoltre arrestato l’ex ministro degli interni.
Come riportato da Renovatio 21, in campagna elettorale Tusk aveva accusato il partito conservatore allora al governo Legge e Giustizia (PiS) di «aiutarsi» con il babau della Wagner stazionata in Bielorussia vicino al confine polacco. Il presidente bielorusso Lukashenko aveva, non si sta quanto scherzando, detto in un incontro con Putin che i wagneriti volevano «visitare» la Polonia.
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La Polonia avrebbe ospitato campi di addestramenti di bielorussi in esilio per un preparare un colpo di Stato a Minsk. Varsavia aveva quindi emanato un ultimatum ai bielorussi, chiedendo l’espulsione della Wagner.
Tusk, già presidente del Partito Popolare Europeo e del Consiglio d’Europa, è stato primo ministro dal 2007 al 2014 – era cioè in carica durante il golpe di Maidan. Verso Varsavia fioccarono anche allora accuse di ospitare milizie nazionaliste ucraine in campi di addestramento.
Il suo ministro degli esteri era Radoslav Sikorski (nella foto a sinistra, suo compagno di partito noto per le ascendenze neocon e l’attitudine verso la guerra.
Il Sikorski ringraziava via Twitter gli USA per l’esplosione del gasdotto euro-russo Nord Stream, peraltro nello stesso giorno in cui la Polonia inaugurava un gasdotto proveniente dalla Norvegia.
Il Sikorski, avvistato qualche mese fa al Bilderberg di Lisbona, ricordiamo è marito della neocon americana Anne Applebaum. L’uomo è arrivato a dire che andrebbero fornite a Kiev armi atomiche. A inizio conflitto aveva ipotizzato apertis verbis la fornitura a Kiev di armi atomiche.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
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Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato filmati generati dall’intelligenza artificiale che mostrano un attacco missilistico contro l’isola iraniana di Kharg, importante centro petrolifero, nel contesto di una nuova escalation tra Washington e Teheran.
Le forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi per la prima volta dalla fine di luglio. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira due rampe di lancio iraniane sull’isola di Larak, vicino al punto più stretto dello Stretto di Ormuzzo, che a suo dire si stavano preparando a lanciare razzi con mine marine nello stretto, che rappresenta circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio.
Secondo Teheran, il bombardamento ha ucciso diversi soldati e civili iraniani.
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information.
But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag
— Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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L’Iran ha risposto lunedì mattina: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha dichiarato che i propri droni e missili avevano provocato «danni significativi» alle basi aeree statunitensi di King Hussein e Al-Azraq in Giordania.
Dopo gli attacchi, i prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni asiatiche, con i future WTI in rialzo del 2,47% a 85,46 dollari al barile e i future Brent in aumento del 2,71% a 90,49 dollari al barile.
Trump non ha emesso comunicati immediati sull’escalation sulla sua piattaforma Truth Social, limitandosi a pubblicare due brevi video generati dall’intelligenza artificiale che mostrano diversi missili che colpiscono impianti petroliferi su un’isola, generando immense esplosioni.
«L’isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in frantumi!!!» recitava la didascalia di uno dei video.
Situata a circa 25 km dalla costa iraniana del Golfo Persico, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del Paese, costituendo il principale sbocco per le entrate petrolifere. L’arcipelago corallino, spesso definito «isola proibita» a causa delle severe misure di sicurezza, ospita anche un importante deposito di petrolio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ripetutamente obiettivi militari sull’isola di Kharg dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, ma si sono astenuti dal prendere di mira le infrastrutture energetiche. Trump ha inoltre valutato un’operazione terrestre per impadronirsi del centro petrolifero, sostenendo che avrebbe potuto essere condotta dalle forze statunitensi o da «altre persone». Tuttavia, tali piani non si sono mai concretizzati.
Teheran ha più volte avvertito che incendierà l’intera infrastruttura petrolifera e del gas degli alleati degli Stati Uniti negli Stati del Golfo qualora gli impianti energetici sull’isola di Kharg venissero colpiti o si tentasse di conquistarla.
In rete in molti si chiedono come il candidato presidente della pace, pure assicurata durante il suo primo mandato, sia divenuto quello che minaccia la «distruzione totale di una civiltà», con tanto di videini IA.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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