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Bill Gates dice che i calcoli di Elon Musk su Marte e auto elettriche sono errati
Bill Gates ha un rapporto complicato e conflittuale con il CEO di Tesla Elon Musk. Ciò è venuto a galla varie volte.
Nel libro intitolato Elon Musk, il biografo Walter Isaacson descrive in dettaglio come Gates sarebbe rimasto deluso dai continui sforzi di Musk per colonizzare Marte e lasciarsi alle spalle una Terra condannata.
«Non sono un abitante di Marte», ha detto Gates ad Isaacson. «Gli ho permesso di spiegarmi il suo modo di pensare su Marte, che è un modo di pensare piuttosto bizzarro», ha aggiunto.
«È questa cosa pazzesca in cui forse c’è una guerra nucleare sulla Terra e quindi le persone su Marte sono lì e torneranno giù e, sai, saranno vivi dopo che ci saremo uccisi a vicenda».
Gates non riesce cioè a concepire l’idea di «specie multiplanetaria» sposata da Musk. Secondo questa teoria, la Terra è un single point of failure per l’umanità: se qualcosa succede al pianeta (asteroide, guerra nucleare o biologica, implosione demografica, catastrofi varie) non c’è un backup per la specie.
Musk si è spinto ad ipotizzare che quando saremo in grado di viaggiare oltre il sistema solare, potremo trovare i resti di molte civiltà a pianeta singolo, che non essendo riuscite ad espandersi sono morte nel loro pianeta natale.
Gates, che pure parla sempre di catastrofi biologiche e climatiche (su cui investe miliardi), e fa i TED Talk ricordando del bunker antiatomico della casa in cui è cresciuto, non sembra bizzarramente in grado concepire questo ragionamento.
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Gates, possiamo dire, è un «endoplanetarista», cioè ritiene che lo sviluppo dell’uomo debba avvenire all’interno del nostro pianeta. Di più: essendo conscio dei rischi del pianeta, ma impedendo all’uomo di uscirne, pare chiaro che Gates sia più focalizzato, più che sull’essere umano, su altro: e non possiamo nemmeno parlare, probabilmente, del primato del pianeta (Gaia) sull’uomo, visto che anche quello potrebbe essere distrutto. Verrebbe da pensare, più che altro, che la negazione del multiplanetarismo sia in Gates un diretto effetto della Necrocultura che la famiglia Gates ha sposato da generazioni: come noto, la sovrappopolazione, cioè la riduzione degli esseri umani, è una loro fissa.
La guerra di Gates a Musk prosegue anche con Tesla. Un’altra area in cui i due hanno chiaramente differenze inconciliabili è nella loro visione dei veicoli elettrici, con Gates che pretende di dare una lezione a Musk sulla sostenibilità dei semirimorchi elettrici su cui Tesla sta scommettendo molto, i celebri Cybertruck.
Musk nutre un ben documentato odio per gli short-seller, cioè i venditori allo scoperto che scommettono contro Tesla, quindi, quando si scoprì che Gates stesso aveva scommesso 1,5 miliardi di dollari sul fatto che Tesla avrebbe perso valore, il Musk si è adirato.
«Gli ho chiesto scusa», ha dichiarato il Gates a Isaacson. «Una volta che ha saputo che avevo venduto le azioni allo scoperto, è stato molto cattivo con me, ma è super cattivo con così tante persone, quindi non puoi prenderla troppo sul personale».
Da parte sua, Musk ha fatto ricorso a tattiche da cortile. Nell’aprile 2022, aveva twittato una battuta crudele paragonando Gates all’emoji dell’«uomo incinto», aggiungendo la didascalia «nel caso in cui tu abbia bisogno di perdere l’erezione velocemente».
Messaggi trapelati tra i due, successivamente confermati dallo stesso Musk, hanno rivelato che Gates aveva ancora una posizione di mezzo miliardo di dollari contro Tesla.
«A questo punto sono convinto che sia categoricamente pazzo (e uno stronzo fino al midollo)», ha sottolineato Musk in seguito in un messaggio a Isaacson. «Volevo davvero che mi piacesse (sigh)».
I due uomini si sono scontrati in diverse occasioni, a causa del litigio per Musk che diffondeva disinformazione sul COVID-19 su Twitter, a Gates che acquista una Porsche Taycan invece di una Tesla.
Nel frattempo Gates ha deciso di dare credito a Musk dove è dovuto. «Puoi sentire quello che vuoi riguardo al comportamento di Elon» Gates ha detto durante una cena del 2022 a Washington, DC, come citato da Isaacson, «ma non c’è nessuno ai nostri tempi che abbia fatto di più per ampliare i limiti della scienza e dell’innovazione di lui».
Le belle parole nascondono in verità l’ulteriore battaglia dei due: Musk aveva creato OpenAI, attualmente la più avanzata società di Intelligenza Artificiale, come no profit. Anni dopo, Microsoft vi ha investito 10 miliardi, inserendo l’AI nel suo motore di ricerca Bing e preparando altre applicazioni.
Musk ritiene l’AI un rischio per la civiltà umana, Gates invece ne vuole l’impiego nelle scuole. Quando Musk ha imbastito una petizione per chiedere una moratoria sull’AI, Gates si è espresso contro.
Da notare anche che Musk dice di aver avuto una reazione avversa al vaccino che Gates ha finanziato e contribuito a rendere obbligatorio nel mondo.
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La «Davos nel deserto» cancellata a causa della guerra
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Gola profonda del caso Epstein trovato morto in Tailandia
Simon Andriesz, ex dirigente di BGC Partners, la società internazionale di intermediazione finanziaria fondata e diretta dall’attuale segretario del commercio USA Howard Lutnick prima della nomina da parte del presidente Donald Trump, è deceduto il mese scorso in Thailandia. Lo riporta la BBC.
All’inizio di quest’anno Andriesz aveva segnalato alla Financial Conduct Authority (FCA), all’FBI e ad altri organismi di controllo le prove che diceva di aver trovato sui legami commerciali tra Epstein e Lutnick, gettando dubbi sulle dichiarazioni pubbliche di Lutnick sui rapporti con il defunto criminale sessuale.
Un gruppo di parlamentari britannici ha ora affermato che la sua morte solleva «interrogativi profondamente inquietanti» sul trattamento riservato ai gola profonda che si rivolgono alla FCA per segnalare illeciti e sulle ritorsioni che possono seguirne.
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La famiglia ha dichiarato che Andriesz si è tolto la vita il 23 settembre e che non vi sono indizi di un atto criminoso.
Secondo quanto riportato, l’uomo avrebbe scoperto prove secondo cui Lutnick avrebbe cercato, per usare le sue parole, di «comprare un principe», offrendosi nel 2013 di entrare in affari con Andrew Mountbatten-Windsor e di usare i contatti dell’ex principe per attrarre investimenti, in cambio di un prestito di 1 milione di sterline. BGC ha dichiarato alla BBC che la proposta di joint venture non è andata in porto.
Aveva inoltre presentato alla FCA prove a sostegno delle accuse di cattiva condotta presso la precedente società di Lutnick, tra cui l’accusa che denaro del fondo commissioni destinato ai bonus dei broker sia stato «sottratto» per scopi impropri, accusa che la società ha respinto.
Settimane prima della morte, a un evento pubblico con parlamentari, informatori e attivisti che chiedevano una regolamentazione più equa, Andriesz disse di sentirsi «profondamente deluso» e di aver vissuto un «vero inferno» a causa della FCA, alla quale aveva inviato prove di quella che considerava una ritorsione per aver denunciato irregolarità di BGC e dei suoi avvocati.
In precedenza la FCA gli aveva comunicato che non vi erano «prove sufficienti» per concludere che vi fosse stata una ritorsione, conclusione che, a suo avviso, rendeva più difficile vincere una causa contro BGC in tribunale. BGC aveva dichiarato alla BBC di avere politiche rigorose a tutela dei whistleblower e aveva negato ritorsioni nei suoi confronti.
John McDonnell, deputato del partito laburista britannico e presidente del Gruppo parlamentare interpartitico (APPG) sulle frodi finanziarie e sui servizi finanziari più equi, ha definito la morte di Andriesz una «tragedia profonda e prevenibile», affermando che gli informatori sono «una parte essenziale del sistema di regolamentazione finanziaria» e ha avvertito che l’integrità del sistema ne risentirebbe se le persone non credessero di essere «trattate correttamente, protette adeguatamente e ascoltate seriamente». Il gruppo di parlamentari ha chiesto alla FCA di incaricare una parte indipendente di valutare la gestione dei casi di denuncia.
A luglio Andriesz aveva detto a parlamentari e attivisti che la FCA era stata pienamente informata di altre gravi accuse già nel 2018, accusandola di inerzia. La FCA ha dichiarato alla BBC di aver agito in seguito alle accuse e ha richiamato un ordine di supervisione emesso sulla base delle sue informazioni. Secondo Andriesz, però, si trattava di poco più di una «pacca sulla spalla» da parte delle autorità, e ciò rendeva più difficile presentare una denuncia per ritorsione contro BGC.
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Più tardi, quello stesso mese, in una riunione del gruppo Transparency Task Force, ha detto che la FCA non adempiva ai suoi obblighi verso il pubblico e gli informatori, limitandosi a «fare promesse di facciata» su norme e regolamenti.
«Protegge l’istituzione e allo stesso tempo espone chi denuncia a ritorsioni estreme e a conseguenze devastanti per la sua vita e quella della sua famiglia», ha affermato.
La FCA ha comunicato alla BBC la nomina di un nuovo direttore non esecutivo del consiglio, Lea Paterson, ex direttrice della Banca d’Inghilterra, con il compito di indagare sul trattamento riservato ad Andriesz e sulla gestione delle sue denunce.
Un portavoce della FCA ha dichiarato: «Siamo profondamente addolorati per la scomparsa del signor Andriesz. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici». «Dopo aver espresso le nostre condoglianze, abbiamo chiesto a Lea Paterson, che è appena entrata a far parte del nostro consiglio di amministrazione come amministratrice non esecutiva, di esaminare il modo in cui abbiamo interagito con il signor Andriesz per trarne insegnamenti utili per il futuro».
Andriesz aveva espresso la sua amarezza e il suo timore in un tweet del 9 agosto.
I am the British whistleblower who reported evidence concerning Howard Lutnick, his links to Jeffrey Epstein, and Cantor Fitzgerald and BGC to the FBI in 2020–21.
Listen to the BBC File on 4 documentary about my whistleblower story:
https://t.co/rLRDnZA4Dv
BBC News:
https://t.co/DdNNOosnKL
I later shared evidence with the House Oversight Committee, which subsequently questioned Lutnick behind closed doors.
My disclosures also contributed to regulatory action in the US and UK, including a £96m HMRC tax assessment relating to BGC’s partnership scheme. I believe the true tax exposure is substantially higher.
I also reported to the FBI and financial regulators matters involving Cantor Fitzgerald’s Relief Fund and BGC/Cantor’s annual 9/11 Charity Day.
The personal consequences of whistleblowing, and the retaliation I say followed, have been devastating for my family and me.
Mother Jones previously reported that documents I uncovered revealed a years-long business tie between Howard Lutnick, Cantor Fitzgerald and Jeffrey Epstein through AdFin, including a 2018 exchange in which Lutnick and Epstein discussed the company directly:
https://t.co/aRdn302v4i
https://t.co/aRdn302v4iFollow me here on X and on LinkedIn. I intend to share more of the evidence and the story behind what happened.
— Simon Andriesz (@SAndriesz) August 9, 2026
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«Sono l’informatore britannico che nel 2020-2021 ha segnalato all’FBI prove riguardanti Howard Lutnick, i suoi legami con Jeffrey Epstein, Cantor Fitzgerald e BGC» scriveva il banchiere.
«In seguito ho condiviso le prove con la Commissione di Vigilanza della Camera, che ha poi interrogato Lutnick a porte chiuse. Le mie rivelazioni hanno anche contribuito ad azioni regolamentari negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tra cui un accertamento fiscale di 96 milioni di sterline da parte dell’HMRC (l’agenzia delle entrate britannica) relativo al piano di partnership di BGC. Credo che la reale esposizione fiscale sia sostanzialmente più elevata. Ho anche segnalato all’FBI e alle autorità di vigilanza finanziaria questioni riguardanti il Fondo di Soccorso di Cantor Fitzgerald e la Giornata di Beneficenza annuale dell’11 settembre organizzata da BGC/Cantor».
«Le conseguenze personali della denuncia e le ritorsioni che, a mio avviso, ne sono seguite, sono state devastanti per me e la mia famiglia» notava l’uomo ora morto.
Il giornalista americana Tucker Carlson ha di recente iniziato a porsi domande sulla nomina a segretario del Commercio di Lutnick, che è di origine ebraica, suggerendo che essa possa essere avvenuta dopo il fallito attentato di Butler contro Donald Trump e che possa essere collegata in qualche modo a Miriam Adelson, vedova dell’ultramiliardario magnate ebreo sionista dei casinò di Las Vegas Sheldon Adelson, che avrebbe donato a Trump più di 200 milioni di dollari.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La Norvegia indaga sui legami tra la sua élite ed Epstein
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