Politica
Biden: i sostenitori di Trump sono «spazzatura»
I sostenitori del candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump sono «spazzatura», ha detto martedì il presidente uscente degli Stati Uniti Joe Biden. In seguito ha affermato di aver parlato male e di aver voluto condannare uno specifico oratore al recente comizio di Trump al Madison Square Garden.
Biden ha fatto i suoi commenti durante una chiamata Zoom organizzata dal gruppo di difesa ispanico Voto Latino. Ha iniziato menzionando il comico Tony Hinchcliffe che domenica ha fatto una battuta paragonando Porto Rico a «un’isola galleggiante di spazzatura in mezzo all’oceano».
«Proprio l’altro giorno, un oratore al comizio ha definito Porto Rico un’isola galleggiante di spazzatura», ha detto Biden, aggiungendo che i portoricani sono «persone buone, perbene e onorevoli».
«L’unica spazzatura che vedo in giro sono i suoi sostenitori. La sua demonizzazione dei latinoamericani è incosciente ed è antiamericana», ha sottolineato Biden. «È totalmente contraria a tutto ciò che abbiamo fatto, a tutto ciò che siamo stati».
No, you called us garbage. It’s on tape. pic.twitter.com/bxb4UDnteN
— End Wokeness (@EndWokeness) October 30, 2024
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Il presidente ha continuato accusando Trump di cercare di «dividere il Paese in base alla razza» e ha insistito sul fatto che la candidata democratica, la vicepresidente Kamala Harris, «sarà una presidente per tutta l’America».
Biden si è poi rivolto a X per chiarire di aver «definito la retorica d’odio su Porto Rico vomitata dal sostenitore di Trump durante il suo comizio al Madison Square Garden come spazzatura».
Earlier today I referred to the hateful rhetoric about Puerto Rico spewed by Trump’s supporter at his Madison Square Garden rally as garbage—which is the only word I can think of to describe it. His demonization of Latinos is unconscionable. That’s all I meant to say. The…
— Joe Biden (@JoeBiden) October 30, 2024
«È tutto quello che intendevo dire. I commenti a quel raduno non riflettono chi siamo come nazione», ha scritto Biden.
Nei commenti, commentatori pro-Biden lo difendono spericolatamente tramite il concetto grammaticale del genitivo sassone: avrebbe detto «supporter’s» («del sostenitore») e non «supporters» (sostenitori).
Le dichiarazioni del presidente sono state rapidamente condannate dagli alleati di Trump. «Sta parlando di americani comuni che amano il loro Paese», ha detto il senatore repubblicano Marco Rubio, esortando la campagna di Biden a scusarsi. «Non siamo spazzatura, siamo patrioti che amano l’America», ha detto Rubio durante un comizio di Trump ad Allentown, Pennsylvania.
Lo stesso Hinchcliffe aveva accusato i democratici di aver reagito in modo eccessivo al suo set all’evento del Madison Square Garden. «Queste persone non hanno alcun senso dell’umorismo», ha scritto domenica su X, sostenendo che il team di Harris aveva estrapolato la battuta dal contesto «per farla sembrare razzista».
Sia i democratici che i repubblicani si sono spesso accusati a vicenda di retorica odiosa e demonizzazione. Alcuni conservatori hanno tracciato un parallelo tra il commento «spazzatura» di Biden e quello di Hillary Clinton, che nel 2016 ha descritto i sostenitori di Trump come un «basket of deplorables», un «paniere di deplorevoli». Lo stesso Trump è stato recentemente criticato per aver etichettato i suoi oppositori come un «nemico interno».
Il Biden aveva già in passato mostrato un’intolleranza totale nei confronti dei sostenitori di Trump, ad esempio nel cupo discorso di Philadelphia di due anni fa conosciuto ora come «Dark Brandon».
Come riportato da Renovatio 21, Robert F. Kennedy jr. la scorsa settimana ha denunciato una direttiva della Difesa USA che autorizza l’esercito a «sparare ed uccidere» chi protesta.
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Immagine pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote. Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.… — Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%. Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2 — Europa.com (@europa) September 6, 2026
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Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».
Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.
Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.
In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.
Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.
Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.
Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».
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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Il presidente zambiano presta giuramento mentre il rivale resta in carcere
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