Militaria
Siria, operazioni di disturbo elettronico dei caccia turchi contro Israele
Caccia turchi hanno emesso segnali di allarme elettronici e avviato operazioni di disturbo contro le forze israeliane. Lo riporta The New Arab.
Gli aerei di Ankara avrebbero effettuo tali azioni di guerra elettronica nel tentativo di scoraggiare gli aerei da combattimento israeliani dalle operazioni nello spazio aereo siriano.
Lo sviluppo, piuttosto inaudito, avviene mentre gli aerei da guerra israeliani lanciavano attacchi su più siti, tra cui le regioni di Hama e Damasco, richiamando nuovamente l’attenzione sulle continue violazioni della sovranità siriana.
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Come riportato da Renovatio 21, Israele sta bombardando parti della Siria dicendo di voler difendere la minoranza drusa, arrivando a colpire perfino nei dipressi del palazzo presidenziale del nuovo governo islamista damasceno.
«I caccia turchi hanno emesso segnali di allarme e bloccato gli aerei israeliani durante l’ultima mortale campagna di bombardamenti di Tel Aviv in Siria», scrive The New Arab, che scrive che ci sarebbero pure conferme di fonti israeliani rispetto l’azione dei turchi: «l’autorità israeliana per la radiodiffusione ha confermato l’interferenza turca, riferendo che “gli aerei turchi stanno inviando segnali di allarme e disturbando i caccia israeliani per costringerli ad abbandonare lo spazio aereo siriano”».
«I funzionari turchi hanno espresso crescente frustrazione per le crescenti operazioni di Israele in Siria, che Ankara considera una minaccia ai propri interessi e alla stabilità regionale» continua la testata araba.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro della Difesa Israel Katz e l’ufficio del premier Netanyahu aveva parlato di un attacco con droni come «operazione di avvertimento» contro un non troppo definito «gruppo estremista», che si è tentati di pensare sia nientemeno che il governo damasceno.
L’attacco potrebbe – in apparenza – segnava un cambio di registro da parte dello Stato Ebraico nei riguardi del nuovo governo islamista di Damasco, in passato definito da Israele come fatto di «jihadisti educati».
Lo scorso fine settimana il ministero degli Esteri turco aveva emesso una dichiarazione contro gli attacchi israeliani alla fine di questa settimana. «In questo contesto, Israele deve porre fine ai suoi attacchi aerei, che danneggiano gli sforzi per l’unità e l’integrità territoriale della Siria», si legge in una dichiarazione.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso dicembre il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan aveva definito Israele una «minaccia per la pace in Siria». Due mesi prima, nel contesto delle stragi di Gaza e in Libano, Erdogan ha dichiarato l’ONU dovrebbe consentire l’uso della forza contro Israele.
Ancora prima l’Erdogan aveva chiesto un’«alleanza islamica» contro Israele. Lo scorso luglio, il presidente turco aveva addirittura minacciato di invadere Israele a causa del conflitto di Gaza, mentre Israele aveva avvertito che il leader turco potrebbe fare la fine di Saddam Hussein, se avesse continuato con tale retorica.
Come riportato da Renovatio 21 il leader turco ha effettuato in questi mesi molteplici attacchi con «reductio ad Hitlerum» dei vertici israeliani, paragonando più volte il primo ministro Beniamino Netanyahu ad Adolfo Hitler e ha condannato l’operazione militare a Gaza, arrivando a dichiarare che Israele è uno «Stato terrorista» che sta commettendo un «genocidio» a Gaza, apostrofando il Netanyahu come «il macellaio di Gaza».
Il presidente lo scorso novembre aveva accusato lo Stato Ebraico di «crimini di guerra» per poi attaccare l’intero mondo Occidentale (di cui Erdogan sarebbe di fatto parte, essendo la Turchia aderente alla NATO e aspirante alla UE) a Gaza «ha fallito ancora una volta la prova dell’umanità».
Un ulteriore nodo arrivato al pettine di Erdogan è quello relativo alle bombe atomiche dello Stato Ebraico. Parlando ai giornalisti durante il suo volo di ritorno dalla Germania, il vertice dello Stato turco ha osservato che Israele è tra i pochi Paesi che non hanno aderito al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 1968.
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Due mesi fa Israele lanciava attacchi aerei per «smilitarizzare» la Siria. Tuttavia un ex capo della Direzione dell’Intelligence israeliana aveva ammesso che «il caos in Siria è benefico per Israele».
Netanyahu a inizio anno aveva visitato il territorio israeliano occupato dalle forze dello Stato Ebraico. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva annunciato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) dovevano istituire una «zona di difesa sterile» temporanea nella Siria meridionale per prevenire qualsiasi «minaccia terroristica» dopo la caduta del governo Assad.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Israele aveva annunciato una presenza militare indefinita in Siria.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’Iran rivendica l’abbattimento di un altro F-35 degli USA, che dichiarano perso un F-15
Another enemy F-35 hit and downed by our #indigenous defence systems.
Iran is a force to be reckoned with.#Iran#F35#War pic.twitter.com/q1DhkTXrm3 — Consulate General of the I.R. Iran in Mumbai (@IRANinMumbai) April 3, 2026
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Militaria
Solo metà dei sistemi di droni e lanciamissili iraniani sono stati distrutti
Circa la metà dei lanciamissili e dei droni kamikaze iraniani sono rimasti intatti nonostante un mese di attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele. Lo riporta la CNN, che cita una valutazione dell’intelligence militare.
Il servizio, pubblicato venerdì, afferma che l’Iran possiede ancora un considerevole arsenale di missili, citando tre fonti a conoscenza di informazioni riservate. Precedenti articoli dell’agenzia Reuters avevano inoltre indicato che le capacità di Teheran potrebbero essere meno compromesse di quanto dichiarato pubblicamente dai funzionari statunitensi.
La CNN ha affermato che alcune armi iraniane potrebbero essere attualmente inaccessibili, poiché gli attacchi statunitensi e israeliani hanno preso di mira gli ingressi di una rete di tunnel utilizzata per nasconderle, costruita da Teheran in preparazione dei bombardamenti. Si ritiene che l’Iran mantenga gran parte del suo arsenale di missili da crociera a corto raggio dislocati lungo la costa e possegga «centinaia, se non migliaia» di piccole imbarcazioni e droni di superficie, che potrebbero essere impiegati contro il traffico marittimo nello Stretto di Ormuzzo.
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L’Iran ha di fatto limitato il passaggio di navi non autorizzate attraverso questo punto strategico, nell’ambito di una più ampia strategia volta ad aumentare la pressione economica sugli alleati degli Stati Uniti e sui mercati globali. Secondo la CNN, queste risorse marittime non sono state al centro delle operazioni statunitensi, che si sono concentrate su sistemi a lungo raggio in grado di minacciare Israele e gli stati del Golfo.
Un rapporto di Reuters della scorsa settimana, citando l’intelligence statunitense, affermava che solo circa un terzo dei missili a lungo raggio e dei droni iraniani erano stati distrutti in modo verificabile. Funzionari militari israeliani, tuttavia, stimavano che il 70% della capacità di lancio dell’Iran fosse stata «neutralizzata».
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alti funzionari del Pentagono, tra cui il segretario alla Guerra Pete Hegseth, continuano ad affermare che l’operazione Furia Epica sta ottenendo un notevole successo, con una riduzione del 90% dei lanci a lungo raggio dall’inizio dell’operazione alla fine di febbraio.
Rispondendo alle domande sulle valutazioni dell’Intelligence, la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha dichiarato alla CNN che «fonti anonime desiderano ardentemente attaccare il presidente Trump» e mettere in discussione i risultati dell’operazione.
Secondo alcune fonti, il Pentagono è dilaniato da forti dissidi interni. Giovedì, diverse testate giornalistiche hanno riportato la notizia del licenziamento di numerosi alti ufficiali da parte di Hegseth, tra cui il generale Randy George, comandante in capo dell’esercito. Un rimpasto simile si era già verificato a febbraio, poco prima che Stati Uniti e Israele lanciassero gli attacchi contro l’Iran.
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Immagine © Student News Agency via Wikimedia
Militaria
Spazio aereo negato alla guerra USA, Israele contro la Francia
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