Persecuzioni
Persecuzione alla Lavra, deputato ucraino dice che Zelen’skyj «è un demone»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj sta conducendo una campagna di terrore contro il suo stesso popolo, approvando una repressione contro la Chiesa ortodossa ucraina (UOC), in particolare contro l’iconico monastero della Lavra di Kiev, ha affermato il parlamentare Artem Dmitruk.
In un’intervista con l’organo di stampa russo Russia Today di venerdì, Dmitruk ha risposto alle segnalazioni secondo cui funzionari e polizia ucraini sarebbero entrati nelle catacombe della Lavra di Kiev, il monastero più importante della nazione e luogo di sepoltura di diversi santi cristiani.
Durante il raid, le autorità avrebbero sbloccato le porte, sarebbero entrate nelle grotte e hanno cambiato le serrature. Dmitruk ha descritto le loro azioni come sacrileghe e ha suggerito che lo Zelens’kyj fosse direttamente complice.
Zelensky commissars attacks the Caves of Kyiv-Pechersk Lavra (Orthodox Church of Ukraine).
They’re set to open reliquaries, count relics, and take DNA samples. pic.twitter.com/SjUGAlKOOl
— Diana Panchenko 🇺🇦 (@Panchenko_X) March 28, 2025
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«Zelens’kyj sta perpetrando un genocidio del popolo ucraino. Ciò a cui stiamo assistendo ora e ciò a cui stiamo assistendo ora è la continuazione delle politiche terroristiche di Zelens’kyj contro il popolo ucraino. Zelens’kyj è un demone nel corpo di un essere umano. Puoi chiamarlo come vuoi, un senza Dio, un terrorista e così via. Il succo delle sue azioni è lo stesso. Zelens’kyj sta seguendo la volontà di un demone», ha affermato.
Secondo il deputato, che afferma di essere fuggito dal Paese a causa della persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina, l’obiettivo dichiarato di «inventarizzare» i beni del monastero non è altro che un pretesto.
«Vogliono ispezionare le sacre reliquie dei nostri santi. Hanno in programma di tagliarle a pezzi, di aprirle, di romperle in pezzi. Di compiere questo sacrilegio su di loro. È un’enorme tragedia per l’intero mondo ortodosso», ha detto, ricordando che i risultati della revisione sarebbero stati classificati.
«Stanno facendo irruzione nella Lavra. Stanno cercando di sequestrare la proprietà della Lavra… Se parliamo da un punto di vista legale, è un crimine», ha sottolineato Dmitruk.
Il governo ucraino ha represso per mesi la Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC), che ritiene abbia legami con la Russia. Tale sforzo ha incluso tentativi di impossessarsi della Lavra, così come incursioni nelle chiese e arresti di clero. La UOC, la più grande istituzione religiosa del paese, ha reciso i legami con il Patriarcato di Mosca dopo l’inizio del conflitto.
Zelens’kyj ha difeso l’operazione, insistendo sulla necessità di proteggere l’«indipendenza spirituale» dell’Ucraina dalla Russia. Mosca ha condannato le misure, accusando Kiev di sopprimere la fede ortodossa canonica e sostenendo che l’Occidente sta incoraggiando questi sforzi.
Come riportato da Renovatio 21, la Lavra occupata dagli ucraini era già stata oggetto di uno scandalo quando un famoso chef aveva registrato un programma televisivo di cucina al suo interno.
Il Dmitruk, parlamentare della Rada (il Parlamento monocamerale ucraino) legato all’ortodossia costretto a fuggire dal Paese a causa delle sue opinioni, ora ricercato dalle autorità ucraine, in passato aveva indicato come la Cattedrale della Trasfigurazione di Chernigov, una delle più antiche chiese ortodosse dell’Ucraina, risalente agli inizi dell’XI secolo, sarebbe stata trasformata in un cinema improvvisato.
Ukrainian activists have removed all the icons from the Cathedral of the Transfiguration in Chernigov and set up a cinema inside.
This was reported by Rada deputy Artyom Dmytruk. He recalled that the 1030-year-old cathedral was seized in October 2023. Now there is a screen for… pic.twitter.com/haXUsdAaNw
— Zlatti71 (@Zlatti_71) November 3, 2024
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Come riportato da Renovatio 21, la diocesi UOC di Cherkasy ha subito un raid di uomini armati negli scorsi mesi, cui è seguita l’occupazione dalla parte dell’OCU, con la chiesa ortodossa canonica costretta quindi a passare alla clandestinità.
Come riportato da Renovatio 21, gruppi di uomini avevano attaccato il monastero della Natività della Beata Vergine Maria nella città di Cherkassy un anno fa.
Il regime Zelens’kyj a inizio 20233 aveva tolto la cittadinanza a sacerdoti della Chiesa Ortodossa d’Ucraina (UOC). Vi era stato quindi un ordine di cacciata dalla cattedrale della Dormizione dell’Abbazia delle Grotte di Kiev proprio per il Natale ortodosso. Una tregua di Natale sul campo di battaglia proposta da Putin era stata sdegnosamente rifiutata da Kiev.
La repressione religiosa, nel corso di questi mesi, si è presentata con nuove misure volte a vietare le istituzioni religiose ritenute avere legami con la Russia nel tentativo di salvaguardare «l’indipendenza spirituale» della nazione.
Dall’inizio del conflitto tra Mosca e Kiev, le autorità e gli attivisti ucraini hanno sequestrato i luoghi di culto della Chiesa Ortodossa Ucraina e li hanno consegnati alla «Chiesa ortodossa dell’Ucraina», sostenuta dal governo. L’esempio più doloroso è quello dei monaci della Chiesa ortodossa ucraina sono stati sfrattati dal luogo ortodosso più sacro del Paese, la Lavra di Kiev, teatro dell’eroica resistenza dei fedeli e dei religiosi dell’OCU.
A fine 2023 il Patriarca di tutte le Russie Kirill aveva inviato un appello a papa Francesco, Tawadros II di Alessandria (leader della Chiesa copta ortodossa), all’arcivescovo di Canterbury Justin Welby (leader della Comunione anglicana), all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e ad altri rappresentanti di organizzazioni internazionali, per chiedere il loro aiuto e porre fine alla persecuzione del vicegerente della Lavra, il metropolita Pavel, poi liberato con una cauzione di circa 820 mila euro.
Nello stesso periodo il metropolita Gionata della diocesi di Tulchin è stato condannato a cinque anni di carcere e alla confisca dei beni da un tribunale di Vinnitsa (città centro-occidentale del Paese) per vari presunti reati contro lo Stato ucraino.
Le immagini di Cherkasy vanno ad aggiungersi alle immagini, oramai notissime, della resistenza dei fedeli e dei religiosi allo sfratto dal monastero della Lavra.
Il sindaco di Kiev Vitalij Klitschko, recentemente postosi come avversario di Zelens’kyj e forse candidato pure a sostituirlo, ha ordinato tre mesi fa la chiusura di 74 chiese appartenenti alla Chiesa Ortodossa Ucraina canonica.
Come riportato da Renovatio 21, il Parlamento ucraino ha approvato una legge che consentirebbe alle autorità di vietare la Chiesa ortodossa ucraina (UOC), che Kiev ha ripetutamente accusato di avere legami con la Russia.
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Immagine di Andrea Kirby via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
Persecuzioni
Blasfema scultura con Cristo armato di mitragliatrici Uzi
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Gli eventi patentemente blasfemi, talvolta nei pressi di luoghi religiosi o persino dentro, si moltiplicano negli anni. Come riportato da Renovatio 21, due anni fa una politica svizzera di origine musulmana si filmò mentre sparava ad un’immagine della Madonna e di Gesù Bambino. Il vescovo disse che la perdonava.🚨Marseille, 12 sept. 2026 James Colomina installe « Tu ne tueras point » à L’Aérosol (La Tulipe, 15e) : un Christ rouge de 2 m tenant un Uzi dans chaque main.
Placée d’abord en façade, l’œuvre a été rentrée à l’intérieur face aux réactions. Visible jusqu’au 1er novembre.… pic.twitter.com/yY40quQdQV — ✞✟† 🅰️d Vitam 🐓🪢 (@Ad_Vitam44_) September 14, 2026
Das ist Sanja Ameti. Sie ist Schweizer Politikerin und gehört zur Führungsebene der GRÜN-LIBERALEN Partei.
Die Muslima ist in Albanien geboren und in die Schweiz „geflüchtet”. Vor Kurzem brüstete sie sich im Netz mit ihren Schießübungen auf ein Ikonenbild von #Jesus und #Maria.… pic.twitter.com/65nLKZoiC6 — Georg Pazderski (@Georg_Pazderski) September 9, 2024
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Persecuzioni
Assisi: falsi culti ammessi nelle chiese. Esclusa la FSSPX
Domenica 6 settembre 2026, ai sacerdoti e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X, giunti ad Assisi per concludere il loro pellegrinaggio annuale con il canto del Credo nella Basilica di San Francesco, è stato negato l’accesso in comunità. Don Gabriele d’Avino, Superiore del Distretto d’Italia, ha pronunciato un’esortazione sul sagrato prima che i pellegrini cantassero pubblicamente il Credo.
Esortazione di don Gabriele D’Avino
Prima di darvi la benedizione finale, prima di fare gli ultimi avvisi e poi salutarci per questa bellissima edizione dell’annuale pellegrinaggio Bevagna-Assisi, un ultimo minuto, una ultima considerazione per portare alla vostra attenzione il senso di quello che abbiamo fatto in questo faticoso pellegrinaggio a piedi. Il sole non è stato molto clemente, ma il Signore ci ha dato la grazia e la forza di poter testimoniare pubblicamente questa fede. Perché testimoniare pubblicamente questa fede?
Ebbene, prendo una frase dell’apostolo San Paolo nella seconda epistola ai Corinzi che si domanda retoricamente, si domanda che accordo ci può essere tra la luce e le tenebre, che accordo ci può essere fra Cristo e Belial, il nome datoal demonio. Una domanda retorica, che accordo ci può essere? Nessuno. Nostro Signore è l’unico Mediatore, l’unico Redentore. Qualsiasi altro modo di pregare un qualche Dio, di invocare una qualche divinità, è un culto falso, è un culto dato al demonio.
Sappiamo, ad esempio, che i musulmani non credono alla Santissima Trinità, né alla divinità di nostro Signore, né alla sua morte in croce e alla sua resurrezione, ma credono che Maometto sia il sigillo dei profeti e il Corano sia la parola di Dio.
Gli ebrei non credono che Gesù sia il Messia e il figlio di Dio, ma attendono ancora un Messia terreno e seguono i nefasti precetti del Talmud.
Gli induisti, per fare un altro esempio, non credono a un solo Dio personale e creatore, né all’unicità di questa vita, né alla redenzione, ma credono a una moltitudine di divinità, credono alla reincarnazione, alla dissoluzione dell’io nel tutto e altre amenità simili.
I buddisti non credono in un Dio creatore, non credono nell’anima immortale, non credono alla grazia, ma credono all’estinzione del desiderio e della persona nel nirvana. Credono che la salvezza l’uomo se la dà da sé.
Gli animisti, coloro che credono in varie divinità, danno il culto ad alcune creature della terra, non credono naturalmente alla rivelazione soprannaturale, credono agli spiriti, credono agli antenati, credono alle forze della natura e a cose simili.
Ma per arrivare più vicino a noi, i protestanti, possiamo dire sono molto simili. E invece no. I protestanti non credono al Sacrificio della Messa, non credono ai sette sacramenti, non credono alla Tradizione, non credono al Papa, ma credono che ciascuno interpreti da sé la Scrittura e sia salvato soltanto dalla fede senza le opere.
Allora, quelli che sono proprio più vicini a noi, gli ortodossi, forse. No, neanche loro. Gli ortodossi non credono al primato di giurisdizione e all’infallibilità del Romano Pontefice, credono a una Chiesa senza un capo visibile e ogni confessione particolare dell’ortodossia, come sappiamo, obbedisce di fatto alle autorità politiche locali.
Questo è un po’ il panorama delle false religioni. Ebbene, tutti costoro i loro rappresentanti, negano il nostro Signore Gesù Cristo, negano la sua Chiesa come unica arca di salvezza e tutti costoro o i loro rappresentanti il prossimo 27 ottobre saranno ammessi a pregare pubblicamente in questa città di Assisi per commemorare, come saprete, i 40 anni dell’incontro interreligioso che ebbe luogo nell’86, presieduto dal Papa, niente di meno, Giovanni Paolo II, commemorato a sua volta 25 anni dopo, nel 2011, da Benedetto XVI, e che si ripete – evento funesto – anche quest’anno. I membri e i rappresentanti di tutti questi falsi culti pregheranno pubblicamente nelle chiese della città di Assisi.
E come sapete bene, il motivo per cui ci troviamo in questo cortile, è che le autorità di questa basilica alle mie spalle e il Vescovo di Assisi hanno decretato che la fraternità San Pio X non è ammessa a pregare pubblicamente il vero Dio. Ci si permette però di pregare in Basilica, a piccoli gruppi e in privato. È il principio, come sapete, della libertà religiosa. Va bene la verità nel proprio cuore, non va bene la verità professata pubblicamente
Siccome noi però rifiutiamo il principio della libertà religiosa, a noi non interessa tutto questo, quindi non entreremo a piccoli gruppi, non entreremo privatamente a pregare, rimarremo qui fuori sul sagrato, e con il sorriso accetteremo l’ingiustizia che il Signore permette anche per la nostra edificazione, e pregheremo naturalmente anche per coloro che stendono la mano contro l’unico Mediatore, contro l’unico Salvatore, negando di fatto il diritto che Gesù ha a regnare anche nella società e naturalmente nella Chiesa stessa.
Di conseguenza, con tutto il fiato che ci rimane in gola, professeremo qua fuori pubblicamente la nostra fede prima di salutarci, e professeremo la nostra fede nell’unico Mediatore, l’unico Salvatore, il Re di questo mondo e delle società, nostro Signore Gesù Cristo, e canteremo il Credo.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da FSSPX.News
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La FSSPX esclusa dalla Basilica di Assisi
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