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Performance blasfema a tema LGBT all’interno di un’ex chiesa

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Una settimana dopo che centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno, l’arcivescovo di Sydney è intervenuto per difendere la fede dalle accuse di omofobia cattolica.

 

«Gli spettacoli e le iniziative promozionali legate al Divine Playhouse, allestito in un’ex chiesa cattolica di Sydney, non sono espressioni neutre di arte», ha scritto l’arcivescovo Anthony Fisher, OP, di Sydney, per The Catholic Weekly. «Le immagini sui social media mostrano un maiale che offre patatine fritte di McDonald’s come “Corpo di Cristo”, artisti maschi vestiti da suore ed eventi promossi con titoli come “Disordine della domenica” e “Confessioni empie”».

 

Le foto pubblicate su X due settimane fa mostrano giovani uomini e donne cattolici che pregano e tengono in mano rosari proprio di fronte alla chiesa dove si svolgevano le performance scandalose.

 

 

 

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L’arcivescovo ha descritto il contenuto dello spettacolo come «un’appropriazione deliberata, una sessualizzazione e una denigrazione di simboli e rituali specifici e sacri della fede cattolica», aggiungendo: «Le affermazioni secondo cui questi eventi non erano stati concepiti per deridere i cattolici non sono convincenti».

 

«Molti cattolici considerano questo comportamento una provocazione deliberata nei confronti delle persone di fede», ha affermato Fisher, spiegando ulteriormente:

 

«Per i cattolici, l’Eucaristia non è un motivo culturale che si presta alla parodia. È il sacramento al centro del nostro culto: la presenza di Cristo stesso, donata realmente e veramente. Gli abiti religiosi non sono costumi da indossare per una fotografia o per fare umorismo; raccontano di donne che hanno dedicato tutta la loro vita a Dio e al servizio degli altri. Il crocifisso non è un semplice oggetto di scena; è l’immagine di un uomo che muore per amore di coloro che lo deridono».

 

L’arcivescovo Fisher ha affermato senza mezzi termini che  i critici dei cattolici che hanno cercato di far interrompere gli spettacoli sbagliano a definire le loro obiezioni come «un attacco alla comunità LGBT».

 

«L’obiezione», ha affermato monsignor Fisherro, «riguarda la deliberata derisione di credenze e pratiche che i cattolici considerano sacre».

 

«Per troppo tempo, il pregiudizio anticattolico è stato trattato come una forma di intolleranza relativamente accettabile. Abbiamo il diritto di chiedere che le nostre sacre credenze non vengano prese di mira e derise con i soldi dei contribuenti, e che quando protestiamo pacificamente, le nostre obiezioni non vengano travisate come odio», ha dichiarato.

 

Una resitenza alla dissoluzione in realtà esiste ad ogni latitudine.

 

Come riportato da Renovatio 21, a luglio un uomo è stato arrestato dopo aver abbattuto con una sega l’asta di una bandiera arcobaleno LGBT esposta davanti alla chiesa di San Sebastiano a Mannheim.

 

Due anni fa un fedele cattolico anonimo ha distrutto una raffigurazione blasfema e indecente della «Nostra Signora» all’interno della cattedrale di Santa Maria a Linz, in Austria dopo che la scultura aveva suscitato indignazione. «L’ho fatto prima di tutto per la Madre di Dio!», ha detto il cattolico che desidera rimanere anonimo ad un suo connazionale austriaco.

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Vi era poi stato il caso del fedele austriaco che aveva gettato nel Tevere le statue della Pachamama piazzate dentro la chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano. Con prontezza incredibile, i carabinieri (italiani…) dissero di aver recuperato dal fiume le statuette, addirittura intatte. Papa Francesco confermò pubblicamente il ritrovamento da parte dell’arma, scusandosi formalmente con chiunque si fosse sentito offeso dal furto e precisando che le statuette erano state esposte senza alcuna intenzione idolatrica.

 

Tuttavia gli eventi blasfemi o persino idolatrici continuano in tanti spazi sacri.

 

Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.

 

In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».

 

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 Immagine di Priz_matik via Flickr pubblicata su licenza CC BY SA 2.0

 

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Un’altra chiesa profanata dai vandali in Romagna

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Un’altra chiesa profanata, un altro episodio blasfemo. L’episodio è avvenuto nella chiesa di San Giorgio in Conca, a Cattolica, provincia di Rimini, appartenente alla parrocchia di Santa Maria di Nazareth di Montalbano.   «Il tabernacolo divelto e portato via dalla chiesa. Le ostie consacrate, invece, ritrovate sparse all’esterno. Un atto vandalico, accompagnato da un furto, che ha creato scalpore nella comunità dei fedeli cattolichini» scrive Il Resto del Carlino.   L’atto sacrilego e criminale è stato scoperto l’altra sera alla sette. «Al momento di effettuare la chiusura serale della chiesa, ci si è accorti con profondo sgomento che il tabernacolo era stato divelto e asportato, e le ostie consacrate sono state ritrovate sparse nell’area verde circostante», scrive la nota diffusa dai sacerdoti di Cattolica. «Un gesto inqualificabile che ferisce al cuore la sensibilità di tutti i credenti e che merita una ferma condanna per la gravità dell’atto compiuto».   Le indagini condotte dai Carabinieri dovranno stabilire l’esatto momento in cui è avvenuto il furto, le modalità con cui è stato sottratto il tabernacolo e la dinamica dei fatti avvenuti all’interno della chiesa prima che le ostie venissero rinvenute all’esterno. L’accaduto ha suscitato un profondo senso di tristezza e sconcerto tra i fedeli della parrocchia di Montalbano.

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Le profanazioni e gli atti vandalici contro i luoghi sacri cristiani stanno emergendo con sempre maggiore frequenza. All’estero, ahinoi, si leggono sovente storie di questo genere.   Come riportato da Renovatio 21, qualche anno fa, in Francia, a ridosso del periodo natalizio, una serie di vandalizzazioni, più o meno importanti e più o meno clamorose, sono avvenute nelle chiese transalpine. La volontà di attaccare la religione cattolica è evidente nella maggior parte di questi danneggiamenti, quando non viene esplicitamente rivendicata. Come se il mistero del Natale e il suo messaggio di pace suscitassero l’odio di alcuni. La più grave di queste vandalizzazioni è avvenuta presso la chiesa di Saint-Joseph a Cannes, nella diocesi di Nizza, quando alcuni individui si sono introdotti nella chiesa e hanno forzato il tabernacolo prima di profanare le ostie.   A Nuova York, pochi giorni fa, un uomo ha distrutto una statua della Vergine Maria in una chiesa parrocchiale del Queens, che negli ultimi due anni ha subito diversi atti di vandalismo.   È notizia di questi giorni che statue della Vergine Maria sono state profanate e un altare cattolico è stato dato alle fiamme nel popolare luogo di pellegrinaggio di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina.   A volte capita che alcuni teppisti usino violenza gratuita contro simboli cristiani, come avvenuto sempre in Francia, ormai in uno stato di apparente scristianizzazione, dove vengono anche sdoganati spettacoli osceni in luoghi sacri, come quello tenuto nell’ex cappella di Santa Giovanna d’Arco a Parigi, come scritto puntualmente sul da Renovatio 21 .   L’episodio in questione ha visto una chiesa cattolica a Mulhouse, in Francia, vandalizzata dopo che un uomo ha danneggiato una croce dell’altare e tre confessionali prima di lasciare l’edificio. La chiesa, aperta al pubblico tutti i giorni, era vuota al momento dell’accaduto. L’episodio è durato circa cinque minuti ed è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza della chiesa. Il filmato mostrerebbe il sospettato entrare nel santuario «in pantaloncini, a torso nudo e scalzo», gettando a terra la croce dell’altare.

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La cosa ancor più grave dell’atto teppistico in sé è il furto delle ostie, del Sacro Corpo di Nostro Signore. Recentemente, due uomini omosessuali hanno compiuto una serie di furti in Francia, introducendosi in 29 chiese cattoliche nell’arco di tre mesi, rubando ostie consacrate e utilizzando i vasi sacri come decorazioni domestiche.   Nell’ex terra gallica pare si verifichino gli episodi più cruenti contro la Fede. Nel maggio di due anni fa due chiese sono state profanate: in una, il tabernacolo è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio, senza che venisse rubato il Santissimo Sacramento, mentre nell’altra le ostie consacrate sono scomparse.   Nella mia Umbria casi simili, purtroppo, ogni tanto accadono. Nell’estate 2024 in una parrocchia del Perugino sono state profanate e rubate ostie consacrate. Fonti autorevoli interne al mondo ecclesiastico ci hanno confermato che ci sarebbe un vero e proprio mercato di ostie consacrate. Secondo quanto abbiamo appreso in conversazioni con persone appartenenti alla gerarchia cattolica a conoscenza della questione, vi sarebbero soggetti disposti a sborsare somme che si aggirano intorno ai 150 euro a particola – ma si tratta di supposizioni che altri smentiscono.   A noi cristiani spetta il compito di vigilare e non lasciare impuniti questi orrendi crimini perpetrati ai danni di Nostro Signore. Dovremmo avere un sussulto d’orgoglio e di fede per arginare e denunciare questi blasfemi criminali, che non si fermano davanti a niente pur di vilipendere ciò che dovrebbe essere invece protetto da ogni essere umano: il sacro, l’elemento senza il quale, scopriremo, la società finirà per collassare.   Francesco Rondolini

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Immagine della cattedrale di Santa Colomba (Tempo Malatestiano) di Rimini.  Immagine di Zairon via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International  
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Cardinale Pizzaballa: i cristiani vogliono la pace e «nuovi leader» in Medio Oriente

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Il patriarca latino di Gerusalemme ha invocato un cambiamento al vertice in Medio Oriente in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre. Durante un incontro con i giornalisti ad Assisi giovedì, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha dichiarato che i cristiani della Terra Santa sono esausti e aspirano alla pace.

 

«Tutti attendono le elezioni come se fosse una soluzione di tutti i problemi, ma in realtà i problemi in Medio Oriente sono di quelli che richiederanno molto tempo», ha affermato il patriarca, nella città di San Francesco per la visita pastorale di papa Leone XIV.

 

«Abbiamo bisogno di nuovi volti, di nuovi personaggi. Questo lo decideranno gli elettori». «Come tutti gli altri, anche i cristiani sono profondamente stanchi di questo incessante susseguirsi di annunci che vengono poi smentiti dai fatti», ha proseguito Pizzaballa. «È diventato parte della vita quotidiana».

 

«Tra i cristiani, come tutti, c’è una grande stanchezza di questo tira e molla, di queste comunicazioni che poi vengono smentite dai fatti. Ormai è cronaca quotidiana. E questo purtroppo crea un atteggiamento di sempre maggiore sfiducia all’interno della popolazione perché ormai nessuno più crede nemmeno alle cose, che poi invece magari sono vere.», ha spiegato il patriarca gerosolomitano.

 

Tuttavia, «la speranza c’è perché ci sono tantissime persone che si stanno ancora mettendo in gioco a Gaza, in Cisgiordania e in Israele. Incontro continuamente persone giovani ma anche meno giovani, persone di una certa età, professori, insomma persone che hanno qualcosa da perdere in termini di relazioni, eppure si mettono in gioco per fare qualcosa, per incontrare, per difendere. C’è ancora all’interno di quel mondo gli anticorpi che preservano tutto l’organismo da essere affetto da questo virus della violenza.».

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Pizzaballa ha indicato la parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, colpita da un razzo israeliano lo scorso anno, come esempio concreto di speranza.

 

Nella parrocchia gazana vi sono 541 fedeli. «Li conosciamo tutti, uno per uno. Cercano in qualche modo ritornare alla vita. Si cerca di riaprire la scuola. Abbiamo aperto un centro medico, una sorta di dispensario. Ci sono sacerdoti, ma soprattutto suore molto attive nel cosiddetto oratorio per i bambini non solo quelli cristiani. Dentro quella situazione così deteriorata si cerca di ricreare soprattutto un ambiente sano e sereno quanto più possibile».

 

Pur riconoscendo questi segnali positivi, il cardinale ha ammesso che la preoccupazione resta forte.

 

«Quello che mi preoccupa di più in questo momento è che si resti in questa situazione di non guerra e di non pace, in questa situazione ambigua. Dove si parla di soluzioni senza crearle le soluzioni reali. Ecco, tutto questo mi preoccupa perché crea all’interno degli animi delle persone un atteggiamento sempre più cinico di sfiducia che è il pericolo maggiore che vedo in questo momento all’interno della popolazione».

 

Le parole del Patriarca arrivano dopo una serie di attacchi ai danni dei cristiani registrati in Israele nella scorsa primavera.

 

Un’organizzazione di monitoraggio ebraico-israeliana ha documentato 83 episodi di molestie anticristiane in soli tre mesi, mettendo in guardia sul fatto che le aggressioni da parte di estremisti sono in aumento, soprattutto a Gerusalemme.

 

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 Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

 

 

 

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Statua della Madonna distrutta in un attacco a una chiesa di Nuova York

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Un uomo ha distrutto una statua della Vergine Maria in una chiesa parrocchiale del Queens, che negli ultimi due anni ha subito diversi atti di vandalismo.   Nelle prime ore del mattino del 1° agosto, un uomo non identificato è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre scavalcava la recinzione e si introduceva nel cortile della chiesa cattolica di Santa Rita, nel quartiere di Dutch Kills, nel Queens, a Nuova York.   Secondo QNS, l’uomo ha usato un martello per distruggere una statua della Beata Vergine Maria, decapitandola e facendola cadere dal piedistallo. La diocesi di Brooklyn ha affermato che si tratta del quarto atto di vandalismo nella chiesa di Santa Rita dal 2024.   Tra i precedenti atti vandalici contro la chiesa parrocchiale si annoverano la rottura di una vetrata, il danneggiamento di una statua di San Giuda all’interno della chiesa e il deturpamento di una statua di San Francesco d’Assisi in aprile, quando un uomo ha imbrattato il marciapiede antistante con la vernice spray la parola «PAGANO».  

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La task force per i crimini d’odio del dipartimento di polizia di Nuova York ha aperto un’indagine sul caso. Il sospettato è stato descritto come una persona dalla carnagione chiara e dai capelli scuri.   Un attacco simile si è verificato in un’altra chiesa cattolica della vicina Long Island a maggio, i parrocchiani della chiesa cattolica di St. Mary a East Islip, New York, sono rimasti scioccati nello scoprire la violenta profanazione di una statua del Sacro Cuore. La testa di Gesù Cristo era stata staccata dal corpo della statua e successivamente ritrovata tra i cespugli vicini.   Come riportato da Renovatio 21, un ulteriore attacco ad una effigie sacra si era verificato nell’estate 2024, quando un uomo mentre ha colpito una statua di Gesù, Maria e Giuseppe fuori dalla chiesa della Sacra Famiglia a Flushing, nel Queens, decapitando la testa del Bambin Gesù.     Pochi giorni prima, la parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, Oregon, ha visto il suo tabernacolo rubato da un ladro che è entrato nella chiesa dopo mezzanotte.   La vicina chiesa di San Patrizio, nel nord-ovest di Portland, ha avuto le porte e il marciapiede imbrattati con vernice spray con il messaggio «Il mio corpo, la mia scelta» il 27 aprile dello stesso anno. La chiesa sarebbe stata attaccata due volte in precedenza, una volta a giugno 2021 e di nuovo a luglio 2021 durante un’ondata di criminalità perpetrata contro quattro chiese cattoliche a Portland in un periodo di sei settimane quell’estate.   Come riportato da Renovatio 21, la distruzione massiva della presenza materiale cattolica continua in tutto il mondo, dalle centinaia di chiese profanate ed incendiate in Francia e in Canada e in altri Paesi del mondo ai continui furti di ostie che si registrano anche in Italia.

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