Sorveglianza
Vasta rete di telecamere britanniche utilizzata per sorvegliare segretamente gli automobilisti
L’uso del riconoscimento automatico delle targhe (ANPR) nel Regno Unito starebbe ora producendo una sorveglianza di massa su scala davvero massiccia: le telecamere catturano le targhe circa 44,5 volte al secondo. Lo riporta Reclaim The Net.
Ciò equivale a più di un miliardo di volte all’anno, come ha scoperto il gruppo per la privacy e i diritti civili Big Brother tramite le richieste FOIA (Freedom of Information Act), che hanno interessato otto autorità locali o regionali.
Questo costituisce «una delle più grandi reti di sorveglianza al mondo», è come il gruppo ha riassunto la situazione.
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Gli APNR sono stati creati per far rispettare i programmi di guida ecologica (Clean Air Zones, CAZ; a Londra sono note come Ultra Low Emission Zone, ULEZ) implementando una sorveglianza di massa e raccogliendo dati sui conducenti che possono essere conservati fino a un anno.
E questo si aggiunge al fatto che la polizia sequestra le targhe per i propri scopi, cosa che si dice avvenga miliardi di volte all’anno.
La ragione dichiarata per l’uso e la proliferazione di telecamere di sorveglianza in questi schemi simili a ULEZ è quella di controllare quanta emissione è consentito creare ai conducenti. Le autorità hanno il diritto di imporre sanzioni, ma in migliaia e migliaia di casi, i rapporti affermano che ciò si basa su dati errati.
I dati raccolti dai dispositivi APNR sono collegati alla Driver and Vehicle Licensing Agency (DVLA). Uno dei timori dei sostenitori della privacy è che questi dati vengano utilizzati per scopi diversi dalla protezione dell’ambiente e che ciò stia già accadendo, poiché alcuni di essi sono a disposizione della polizia.
Secondo Big Brother Watch, il consiglio comunale di Birmingham aveva stretto un accordo segreto, e apparentemente ancora in corso, con la polizia delle West Midlands prima dei Giochi del Commonwealth del 2022, che consentiva alla polizia di accedere alla rete ANPR del consiglio.
La risposta a questa richiesta FOIA, tuttavia, non ha specificato quanti dati sono stati forniti alle forze dell’ordine grazie a questo accordo, che secondo i sostenitori della privacy ha fornito «accesso illimitato ai dati delle targhe».
Nel frattempo, la polizia metropolitana ha richiesto i dati di Transport for London (TfL) acquisiti da 163,2 veicoli che passavano davanti alle sue telecamere di videosorveglianza in tempo reale tra agosto 2023 e giugno 2024.
«Ogni giorno milioni di viaggi in auto di persone innocenti vengono riprese da telecamere automatiche e questo livello di sorveglianza rappresenta una minaccia per la privacy di tutti», ha avvertito Jake Hurfurt, responsabile della ricerca e delle indagini di Big Brother Watch.
Come riportato da renovatio 21, la polizia britanniche a ottobre 2023 fece irruzione in casa di Laurence Fox, attore e fondatore del Reclaim Party, arrestandolo. L’accusa era quella di aver incoraggiato danni criminali contro le tanto diffamate telecamere ULEZ della città.
Le telecamere di riconoscimento delle targhe sono poca cosa rispetto a quelle disposte invece per il riconoscimento facciale, una pratica già attiva in varie parti del mondo.
In Cina il database di riconoscimento facciale è usato quotidianamente anche per sorvegliare chi protesta contro i crack finanziari. Pechino ha altresì implementato algoritmi di face recognition che rileverebbero la «fedeltà al partito».
L’Intelligenza Artificiale dietro alla face recogniton è addestrata con immagini «rubate» alla rete. Il Texas ha denunciato tre anni fa Facebook per centinaia di miliardi di dollari.
Negli USA si è già avuto un caso di cittadino arrestato ingiustamente perché riconosciuto dalle telecamere in uno Stato mai visitato. Il Regno di Spagna già utilizza il sistema di identificazione biometrica automatica ABIS da anni.
In Corea nel 2021 si era testata una tecnologia di riconoscimento facciale per persone positive al COVID. Algoritmi di face recogniton pandemico furono implementati anche dagli Emirati Arabi Uniti, mentre la Gran Bretagna aveva proposto il loro uso per avere accesso ai pub durante i lockdown. La tecnologia si era spinta sino a poter riconoscere le persone anche se coperte da mascherine.
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Come riportato da Renovatio 21, Amnesty International ha accusato Israele di essere di fatto uno Stato di «apartheid automatizzato» che si serve anche delle telecamere facciali per il controllo dei palestinesi. Accuse simili sono state mosse contro la Repubblica Popolare Cinese per la sorveglianza della minoranza degli uiguri. I cinesi pare abbiano venduto anche tecnologie di riconoscimento facciale Huawei all’Uganda, che le utilizzò per le proteste antigovernative.
Anche nell’Ucraina in guerra la tecnologia è abbondantemente utilizzata per fini militari, come l’identificazione dei soldati russi deceduti.
Curiosamente, le grandi aziende tecnologiche americane rifiutarono l’uso del riconoscimento facciale durante le rivolte razziali americane di Black Lives Matter del 2020.
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Immagine di Matt Brown via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Sorveglianza
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Sorveglianza
Il governo spagnolo blacklista Palantir
Il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Confidencial.
La decisione segue divieti simili imposti in Francia e Germania. Fonti interne a diverse aziende pubbliche hanno riferito al giornale di aver ricevuto istruzioni di non firmare nuovi contratti con Palantir per timore che informazioni classificate relative alla sicurezza nazionale possano finire nelle mani della società.
Il divieto riguarda le aziende statali che operano nei settori delle comunicazioni, della difesa, della tecnologia militare e delle infrastrutture pubbliche, secondo quanto riportato da El Confidencial. Le forze armate spagnole, tuttavia, avrebbero ottenuto un’esenzione. Nel 2023, il Centro di intelligence delle forze armate (CIFAS) del Ministero della Difesa spagnolo ha firmato un accordo da 16,5 milioni di euro (18,8 milioni di dollari) con Palantir, che scadrà il prossimo novembre.
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Due partiti della coalizione del primo ministro Pedro Sanchez, Sumar e Junts, hanno chiesto al governo di chiarire la natura del contratto ancora in essere tra il Ministero della Difesa e Palantir. In una risposta ufficiale di giovedì, il governo ha affermato che Palantir «non ha accesso ai dati dei cittadini spagnoli».
Il software di analisi dati di Palantir è utilizzato da eserciti, forze dell’ordine e dipartimenti governativi in tutto il mondo, tra cui il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) e il Dipartimento per l’Immigrazione e le Dogane degli Stati Uniti (ICE).
Il prodotto di punta dell’azienda, un sistema operativo chiamato «Gotham», è utilizzato dagli eserciti statunitense e israeliano. Esso raccoglie dati eterogenei, come filmati di droni, mappe e flussi video in diretta provenienti dai soldati sul campo, e utilizza l’Intelligenza Artificiale per prevedere i movimenti del nemico e pianificare gli attacchi.
Tuttavia, lo stretto rapporto tra l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, e l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, e il suo recente «manifesto» a sostegno della supremazia militare americana, hanno reso l’azienda impopolare in Europa. Il mese scorso, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato che l’agenzia di intelligence interna del paese, la Direzione generale per la sicurezza interna (DGSI), avrebbe «sostituito il gigante americano Palantir» con un software sviluppato dall’azienda francese ChapsVision.
Anche il BfV, l’equivalente tedesco della DGSI, avrebbe scelto ChapsVision per le proprie esigenze di analisi dei dati.
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Il mese scorso, il sindaco di Londra Sadiq Khan è intervenuto per bloccare un accordo da 50 milioni di sterline (76 milioni di euro) tra Palantir e la polizia metropolitana della città, definendo il contratto una «chiara e grave violazione» delle norme sugli appalti. Palantir ha ancora un accordo da 330 milioni di sterline con il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) e un accordo da 240 milioni di sterline con il Ministero della Difesa britannico.
Palantir Technologies nasce nel 2003 in California per iniziativa dell’investitore Peter Thiel e di Alex Karp, con l’obiettivo di applicare i sistemi antifrode di PayPal – azienda fondata da Thiel con Elon Musk e poi venduta ad eBay – all’antiterrorismo. Nei suoi primi anni di vita l’azienda fatica a trovare investitori finché non è intervenuta In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, che ne ha finanziato lo sviluppo garantendole l’accesso alla comunità dell’Intelligence. Da allora, piattaforme come Gotham integrano dati globali per la NSA, l’FBI e governi occidentali.
Questa stretta interconnessione con i servizi segreti genera forti polemiche in tutto il mondo. Gli attivisti accusano Palantir di favorire la sorveglianza di massa e il «predictive policing». Negli Stati Uniti è stata duramente contestata per aver supportato l’agenzia ICE nelle deportazioni di migranti, mentre in Europa l’uso del software ha sollevato ampie proteste per la violazione della privacy dei cittadini.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Sorveglianza
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