Geopolitica
Caccia israeliani bombardano il Libano
Aerei delle forze di difesa israeliane (IDF) hanno bombardato diversi obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, ha annunciato martedì sera lo Stato di Israele.
All’inizio della giornata, Hezbollah ha pubblicato un video di quelli che si dice siano i suoi droni spia che sorvolano il nord di Israele e filmano il porto di Haifa, apparentemente non toccato dalle difese aeree o dagli intercettori.
L’IDF ha annunciato di aver «intercettato con successo un bersaglio aereo sospetto nella zona costiera di Gesher HaZiv», un kibbutz vicino al confine libanese.
«Aerei da combattimento [dell’aeronautica israeliana] hanno colpito una serie di obiettivi terroristici di Hezbollah nel Libano meridionale, inclusi diversi siti di infrastrutture terroristiche nelle aree di Taybeh, Odaisseh e Jibbain, nonché una struttura militare nell’area di Ayta Ash Shab», ha detto l’IDF su Telegram, insieme a due video degli attacchi aerei.
Israeli air defenses shot down a suspected drone over the sea, just off the coast of Gesher HaZiv in northern Israel, close to Lebanon, the military says.
No sirens sounded “according to protocol,” the army says.
Meanwhile, the IDF says fighter jets struck several Hezbollah… pic.twitter.com/Zw02gsZu0m
— Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) June 18, 2024
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Dall’attacco israeliano a Gaza innescato dal raid di Hamas del 7 ottobre, Hezbollah e l’IDF si sono scambiati lanci intermittenti di razzi attraverso il confine libanese, sfollando più di 53.000 israeliani e 95.000 libanesi.
All’inizio di questo mese, il presidente israeliano Isaac Herzog ha avvertito che il suo Paese avrebbe presto dovuto fare qualcosa per ciò che ha definito «aggressione terroristica».
Martedì, l’IDF ha annunciato di aver finalizzato «piani operativi per un’offensiva in Libano», citando il capo del Comando Nord, il maggiore generale Ori Gordin e il capo della direzione delle operazioni, il maggiore generale Oded Basiuk.
Israeli air defenses shot down a suspected drone over the sea, just off the coast of Gesher HaZiv in northern Israel, close to Lebanon, the military says.
No sirens sounded “according to protocol,” the army says.
Meanwhile, the IDF says fighter jets struck several Hezbollah… pic.twitter.com/Zw02gsZu0m
— Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) June 18, 2024
Sostieni Renovatio 21
Nel frattempo, il ministro degli Esteri Israel Katz ha affermato che Israele è «molto vicino al momento in cui decideremo di cambiare le regole del gioco contro Hezbollah e il Libano».
«In una guerra totale, Hezbollah sarà distrutto e il Libano sarà colpito duramente», ha detto Katz in una nota, rispondendo alle richieste statunitensi di moderazione e diplomazia.
Israele e Hezbollah hanno combattuto una guerra durata 34 giorni nel 2006, innescata da un raid transfrontaliero in Galilea da parte della milizia sciita. Dopo settimane di scambi di artiglieria inconcludenti, l’IDF ha lanciato un’offensiva di terra in Libano che «non ha prodotto vantaggi militari e non è stata completata», secondo la commissione israeliana che ha poi redatto un rapporto sul conflitto.
La Commissione Winograd ha criticato il governo per «gravi fallimenti nel processo decisionale» e per non aver fissato obiettivi realistici o una strategia di uscita. Anche se lo Stato Ebraico aveva rivendicato la vittoria in quell’occasione, da allora il conflitto è stato ampiamente interpretato come un trionfo per Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime settimane si era diffusa la voce che Israele stesse preparando un’ulteriore invasione del Libano.
A inizio conflitto Israele aveva minacciato Hezbollah di «distruzione senza precedenti» e l’Iran di essere «cancellato dalla faccia della Terra».
L’allargamento del conflitto, secondo il politologo John Mearsheimer, avrebbe per Israele una funzione oscura: «più grande è la guerra, maggiore è la possibilità di pulizia etnica».
Come riportato da Renovatio 21, secondo una valutazione segreta della Defense Intelligence Agency (DIA) di Washington ha rilevato che le forze israeliane potrebbero trovare «difficile avere successo» in una guerra su due fronti contro Hamas a Gaza e Hezbollah in Libano.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Major Ofer, Israeli Air Force via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
L’amministrazione Trump sta valutando opzioni militari in Mali
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
La Russia ha la vittoria assicurata nel conflitto in Ucraina: parla il professor Mearsheimer
La Russia ha la vittoria assicurata nel conflitto in Ucraina, e nessuna quantità di armamenti occidentali – compresi i sistemi di difesa aerea Patriot richiesti da Kiev – potrà cambiare questa realtà, ha affermato lo studioso di relazioni internazionali John Mearsheimer.
L’Ucraina è «altamente vulnerabile» agli attacchi russi, che potrebbero paralizzare la sua economia e trasformarla in uno stato «disfunzionale», ha dichiarato giovedì il professore dell’Università di Chicago al podcast «Deep Dive» di Daniel Davis.
Nel corso del conflitto, giunto ormai al quinto anno, Kiev ha fatto molto affidamento sugli aiuti militari occidentali. Vladimir Zelensky ha ripetutamente sollecitato gli alleati a fornire più armamenti, in particolare i sistemi Patriot, attribuendo i ritardi nelle consegne alle battute d’arresto subite dall’Ucraina sul campo di battaglia.
Sostieni Renovatio 21
Secondo Mearsheimer, la convinzione che un maggior numero di Patriot o di altre armi occidentali possa invertire il corso del conflitto è un’illusione.
«I russi sono praticamente liberi di attaccare qualsiasi obiettivo in Ucraina e non devono preoccuparsi minimamente che un missile Patriot o qualsiasi altro tipo di missile possa abbattere i missili o i droni in arrivo», ha affermato.
Considerato il «notevole vantaggio in termini di potenza aerea» della Russia e la carenza di manodopera che affligge l’Ucraina, «i russi vinceranno questa guerra» e «l’Ucraina emergerà come uno stato residuo disfunzionale», ha sostenuto.
Mearsheimer ha indicato i recenti attacchi russi contro il porto ucraino di Odessa come prova della strategia di Mosca. «A mio parere, i russi hanno di fatto tagliato fuori Odessa come porto di uscita per l’Ucraina», ha affermato.
All’inizio di questa settimana, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito depositi di carburante e infrastrutture portuali a Odessa, Nikolaev, Izmail e Chernomorsk, utilizzate per ricevere e immagazzinare materiale militare, affermando che quasi 30 navi al servizio dell’esercito ucraino sono state colpite.
Giovedì, l’emittente ucraina Strana ha riferito che il traffico marittimo si era di fatto bloccato, con nessuna nave entrata nei porti ucraini del Mar Nero il giorno precedente. Secondo Strana, gli attacchi russi sarebbero stati una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro i porti russi sul Mar Nero.
Gli attacchi hanno reso le spedizioni verso l’Ucraina sempre più rischiose, ha aggiunto Strana, sottolineando che il colosso delle spedizioni Maersk ha recentemente sospeso le operazioni nel porto di Chernomorsk.
Aiuta Renovatio 21
Mearsheimer sostenne inoltre che il conflitto tra Stati Uniti e Iran avrebbe ulteriormente ridotto il sostegno militare e finanziario europeo a Kiev.
«Credo che gli eventi in Iran e l’andamento della guerra tra Ucraina e Russia stiano creando una situazione in cui il futuro dell’Ucraina appare estremamente fosco», ha affermato il politologo chicagoano.
Come riportato da Renovatio 21, il Mearsheimer aveva sostenuto in un’intervista che i governi occidentali continuano a perseguire politiche mirate a indebolire la Russia fino a privarla definitivamente del suo status di grande potenza.
Come riportato da Renovatio 21, il Mearsheimer aveva preconizzato ancora nel 2015 lo sfascio dell’Ucraina, accusando, già all’ora, l’Occidente di portare Kiev verso la sua distruzione invece che verso un’era florida che sarebbe seguita alla neutralità dichiarata dagli ucraini.
Il politologo appartiene alla schiera delle grandi figure politiche americane che hanno rifiutato la NATO, talvolta prima ancora che nascesse. Uno è George Frost Kennan (1904-2005), ex ambasciatore USA in URSS, lucido, geniale mente capofila della scuola «realista» delle Relazioni Estere (quella oggi portata avanti accademicamente proprio da Mearsheimer) e funzionario di governo considerato «il padre della guerra fredda».
Mearsheimer è noto altresì per il controverso libro La Israel lobby e la politica estera americana, tradotto in Italia da Mondadori. Il libro contiene una disamina dell’influenza di Tel Aviv sulla politica americana, e identifica vari gruppi di pressione tra cui i Cristiani sionisti e soprattutto i neocon.
Il cattedratico statunitense ha anche recentemente toccato la questione israeliana dichiarando che le intenzioni dello Stato Ebraico sarebbero quelle di allargare il più possibile il conflitto nell’area di modo da poter svuotare i territori dai palestinesi: «più grande è la guerra, maggiore è la possibilità di pulizia etnica».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Sauditi e alleati bombardano il porto Houthi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Gender2 settimane faTutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola
-



Pensiero1 settimana faEcône e il vero ordine mondiale
-



Morte cerebrale2 settimane faBambino dichiarato morto si risveglia in obitorio. La morte è una decisione tecnica?
-



Cancro2 settimane faL’OMS si accorge: aumento vertiginoso dei casi di cancro in tutto il mondo. Chissà di cosa si tratta…
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Salute1 settimana faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Spirito1 settimana faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»











