Animali
Il cane del Dogecoin muore a 18 anni. Mentre un altro sviluppatore di criptovalute si dà fuoco
Kabosu, lo Shiba Inu giapponese diventato famoso come meme del «doge», è morto dopo una battaglia contro la leucemia e una malattia al fegato. Da quando è stata pubblicata online per la prima volta più di dieci anni fa, l’immagine iconica di Kabosu è stata condivisa innumerevoli volte ed è ora il volto dell’ottava criptovaluta più preziosa al mondo.
«La mattina del 24 maggio, Kabosu ha attraversato il ponte dell’arcobaleno. Grazie mille a tutti per il vostro supporto nel corso degli anni», ha scritto su Instagram la sua proprietaria, Atsuko Sato. «Se n’è andata molto pacificamente senza soffrire, come se si addormentasse sentendo il calore delle mie mani che la accarezzavano».
kabosu will live on forever in our hearts ❤️ pic.twitter.com/TKKo5qqtVc
— Shibetoshi Nakamoto (@BillyM2k) May 24, 2024
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La Sato aveva adottato Kabosu nel 2008, portandola da un rifugio per animali dopo che era stata salvata da un allevamento di cuccioli. All’inizio di quest’anno, Sato aveva detto ai media locali che Kabosu aveva 18 anni, tre anni in più rispetto alla durata di vita tipica di uno Shiba Inu.
Nel 2010, Sato scattò una foto di Kabosu con le gambe incrociate e la pubblicò sul suo blog. La foto era diventata virale e le immagini del cane che sorride erano presto proliferate online.
Kabosu, the Doge meme dog, passed away this morning. She was 19. The doge that inspired millions to Do Only Good Everyday ???? pic.twitter.com/XIMr4RM1gb
— DogeDesigner (@cb_doge) May 24, 2024
Tali meme del «doge» hanno ispirato un gruppo di sviluppatori di software a creare per scherzo una criptovaluta con la faccia di Kabosu. Nonostante le intenzioni parodiche dei suoi creatori, la moneta è diventata un successo e ora ha una capitalizzazione di mercato di 23,5 miliardi di dollari, rendendola l’ottava criptovaluta più preziosa al mondo.
Tra i fan di Dogecoin c’è il CEO di Tesla e SpaceX Elon Musk, che ha annunciato nel 2020 che Tesla avrebbe accettato Dogecoin come pagamento per la merce. Dopo aver acquistato Twitter nel 2022, Musk ha cambiato brevemente il logo dell’uccello del sito con un’immagine della testa di Kabosu lo scorso aprile.
— Elon Musk (@elonmusk) May 24, 2024
La continua promozione di Dogecoin da parte del Musk – che ha definito «la criptovaluta del popolo» – ha portato ad accuse di manipolazione del mercato.
«Riposa in pace» ha scritto il Musk ieri, rispondendo a un post di X che annunciava la morte di Kabosu.
A Kabosuèera stata diagnosticata la leucemia e una malattia al fegato nel 2022. Parlando all’agenzia AFP il mese scorso, Sato ha attribuito al «potere invisibile» delle preghiere dei suoi fan l’aiuto al cane di 17 anni.
rest in peace kabosu pic.twitter.com/zA65LDBRiM
— michi (@michionsolana) May 25, 2024
Kabosu è già stata immortalata con una statua da 100.000 dollari nella sua città natale di Sakura, che è stata finanziata in crowdfunding da Own The Doge, un’organizzazione che promuove il meme e ha sviluppato una propria criptovaluta spin-off. Save the Doge e Sato hanno anche fatto notevoli donazioni in beneficenza, tra cui più di 1 milione di dollari a Save the Children.
Elon Musk and Kabosu, united at last#DogeDay pic.twitter.com/98TdCP5pYv
— path.eth ????️ (@Cryptopathic) November 2, 2023
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In un’altra notizia dal mondo delle criptovalute non collegata, un uomo della Florida in cerca di pubblicità per la sua criptovaluta meme è finito in ospedale con ustioni di terzo grado, dopo che uno spettacolo pirotecnico è andato terribilmente storto.
Il musicista rap e aspirante barone delle criptovalute, che si chiama Mikol, ha lanciato la sua valuta «Obbligo o Verità» ($DARE) sulla piattaforma Solana la scorsa settimana. Conosciuta come «moneta meme», qualsiasi valore che la valuta possa avere deriva dall’attenzione del pubblico.
Mercoledì Mikol si è inzuppato di alcol e ha lanciato con diversi amici una «guerra delle candele romane» in occasione del lancio della moneta elettronica. L’acrobazia ha coinvolto gli amici dello sviluppatore di criptovaluta che lanciavano razzi contro di lui e tra loro.
Uno dei razzi ha colpito il Mikol e diede fuoco al liquido infiammabile. Alcuni amici dell’artista hanno provato a spegnere l’incendio, ma l’unica cosa che avevano a portata di mano erano bottiglie d’acqua, inutili.
A Solana developer named Mikol is recovering from third-degree burns.
He sustained the injuries during a livestream stunt to promote his meme coin called TruthorDare $DARE pic.twitter.com/3m95wKeReL
— Cryptopolitan (@CPOfficialtx) May 24, 2024
Mentre Mikol urlava di dolore, le telecamere continuavano a girare. Il live streaming non si è interrotto finché non hanno raggiunto l’ospedale.
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Secondo le prime informazioni, Mikol aveva riportato ustioni di terzo grado su oltre il 35% del corpo ed era stato interessato. Venerdì, tuttavia, un amico ha detto che stava «guarendo e facendo terapia fisica».
He promised to return “more motivated, more hungrier than ever.”
“This is what I have always wanted to do. I can’t let my community down” pic.twitter.com/WakjsHBxZi
— Cryptopolitan (@CPOfficialtx) May 24, 2024
Lo stesso Mikol è tornato su X, pubblicando che «non si arrenderebbe mai» riguardo a $DARE.
La comunità degli sviluppatori di criptovalute ha condannato l’acrobazia di Mikol come immorale nella migliore delle ipotesi e forse illegale. Poiché i mercati delle criptovalute negli Stati Uniti sono in gran parte non regolamentati, un comportamento così rischioso potrebbe finire per creare un pericoloso precedente per le future campagne di marketing delle monete meme, portando a più feriti e persino alla morte.
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Animali
Lontra aggredisce brutalmente donna che nuotava nel lago
I had no idea otters were this cool pic.twitter.com/4tScTqrktl
— Branch Floridian (@JackLinFLL) September 3, 2026
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AGGRESSIVE OTTER | An aggressive otter off the coast of Santa Cruz stole another surf board over the weekend. The otter forced the surfer off his board and even left several bite marks in the surf board. Latest details: https://t.co/lBc31guhOy pic.twitter.com/9Tu4Gy5gKx
— KSBW Action News 8 (@ksbw) July 11, 2023
A little video of the sea otter that likes surf boards pic.twitter.com/X5O8CNZaCc
— Native Santa Cruz (@NativeSantaCruz) June 19, 2023
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Animali
I migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
Dalla Ceuta invasa dai nordafricani arrivano immagini in grado di stimolare il raccapriccio persino tra goscisti ed immigrazionisti. Un tabù enorme è stato toccato, anzi forse due: la violenza contro i cetacei e pure quella contro i cuccioli di animale.
Le immagini hanno fatto il giro del mondo in un battibaleno: un gruppo di migranti è stato accusato di aver estratto dal mare un cucciolo di delfino per poi ucciderlo a bastonate
Come riportato dal quotidiano locale El Faro de Ceuta, mercoledì un piccolo di tursiope era stato notato mentre nuotava in prossimità della riva, sulla spiaggia di El Trampolin, prima che alcuni uomini lo tirassero fuori dall’acqua; uno di loro avrebbe colpito l’animale alla testa con un bastone, provocandone la morte.
Un addetto alla sorveglianza della spiaggia sarebbe intervenuto per fermare il gruppo, intimando di non toccare il delfino e di avvisare i servizi preposti alla tutela della fauna selvatica. Gli uomini avrebbero quindi provato a rimettere l’animale in mare, ma a quel punto sembrava già privo di vita.
Il blogger di Ceuta Juan Ruiz ha ripreso con la videocamera alcuni membri del gruppo mentre si avvicinavano sollevando il delfino come se fosse un trofeo. «Non potete prenderlo, è un delfino, non si mangia!», ha gridato Ruiz, chiedendo poi con insistenza chi fosse stato a ucciderlo.
🇪🇸 Spanish men intervened to rescue a baby dolphin from Moroccan migrants in Ceuta.
Follow: @europa pic.twitter.com/ovaBcKqCEz
— Europa.com (@europa) September 3, 2026
The illegal migrants in Ceuta pulled a baby dolphin out of the sea today and clubbed it to death for fear fun.
Get them out of Europe immediately pic.twitter.com/4ERzMgH8kC
— Visegrád 24 (@visegrad24) September 3, 2026
🇪🇸 Migrants in Ceuta filmed dragging a baby dolphin from the sea
A disturbing video recorded at El Trampolín beach in Ceuta shows a group of migrants taking a baby dolphin out of the water and carrying it along the beach.pic.twitter.com/v7zhuUxv09
— NewsForce (@Newsforce) September 3, 2026
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Di fronte all’affermazione di alcuni presenti secondo cui l’animale sarebbe morto già in acqua, Ruiz ha replicato con tono sarcastico: «Certo, è morto in acqua da solo, no?».
L’associazione ambientalista locale DAUBMA ha sporto denuncia presso le forze dell’ordine spagnole, sollecitando le autorità ad aprire un’indagine sull’accaduto e a individuare i responsabili.
La diffusione del video ha scatenato una vasta ondata di sdegno sui social media del mondo intero, con numerosi utenti spagnoli che invocavano procedimenti penali nei confronti dei responsabili e la loro espulsione dal territorio nazionale. Questa reazione si è inserita in un clima già segnato da un più ampio sentimento anti-immigrazione a Ceuta, città in cui i residenti avevano già manifestato pubblicamente chiedendo espulsioni e scandendo cori come «Fuori gli invasori».
Le immagini sono davvero difficili da guardare: il povero cucciolo di delfino privo di vita mentre viene portato da un gruppo di nordafricani sghignazzanti. Dobbiamo dire che Renovatio 21 aveva già veduto immagini simili: in un lago belga, alcuni ragazzini immigrati avevano catturato un grosso pesce, e tra risate e cachinni lo avevano portato in giro a mo’ di trofeo e gettato per uno scivolo acquatico, non si sa sé ancora vivo o già morto. Il video su YouTube o X non si trova più, perché – pensate un po’ – violave le linee guida di entrambe le piattaforme contro la diffusione e la promozione di contenuti legati al maltrattamento degli animali. Tuttavia se volete dare un’occhiata una testa fiamminga ancora lo mostra.
Il cortocircuito della mente progressista, davanti all’immagine di abuso del cetaceo, vacilla. Quindi, la storia degli abusi sugli animali perpetrati dagli immigrati – come diceva durante la campagna elettorale 2024 Donaldo Trump («They’re eating the dogs / They’re eating the cats / They’re eating the pets») raccogliendo le testimonianze in Ohia e in altre varie aree USA, e come sanno tanti italiani che osservano parchi e zone di verde della loro città – è vera, e a questo punto incontrovertibile.
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La metafisica piddina va in cortocircuito: è possibile tenere insieme l’agenda ecologica (con le sue vacche sacre, pardon, cetacei sacri) con quella immigrazionista? Il marocchino che se la ride mentre espone il cadavere del cucciolo di tursiope lo nega per sempre.
Il cittadino sincero-democratico e progressista precipita nel vuoto, se si mette a pensare alla probabile dinamica dell’accaduto: il piccolo di delfino si allontana dalla sua mamma perché, birbante, voleva giocare con gli uomini che vedeva sguazzare poco più in là nella spiaggia… essi magari lo hanno pure attirato. Per poi massacrarlo senza nessuna pietà, con una violenza contro i cuccioli che non possiamo dire sia naturale – tutti prima o poi lo abbiamo pensato: le forme «carine», occhi grandi, musetti tondi, che hanno i piccoli di ogni specie servono proprio a depotenziare l’aggressività delle belve adulte.
Si tratta del Kindchenschema formulato per la prima volta dall’etologo premio Nobel Konrad Lorenz nel 1943, che descriveva un insieme di caratteristiche fisiche tipiche dei cuccioli — sia umani che animali — che attivano una risposta biologica automatica negli adulti che comprende la stimolazione immediata dell’istinto di cura parentale e protezione. Chi ha mai visto un gattino piccolo sa di cosa parliamo. Pure guardando queste immagini del cucciolo di delfino morto tale reazione senz’altro si attiva. Da qui il cortocircuito ancora più poderoso.
A questo punto ammettiamo pure che anche Renovatio 21 ha qualche difficoltà. Chi ci segue conosce la nostra indomita battaglia contro la specie cetacea, i suoi comportamenti osceni, e i suoi privilegi: delfini e orche sono armi totemiche dell’ecofascismo antiumanista, quello per cui l’uomo può pure morire sacrificato all’idolatria del mammifero pisciforme, come insegna il caso della teppa orcina che incrocia al largo di Gibilterra, che non è tanto lontana da Ceuta, in effetti.
Al contempo, riteniamo, con ancora più evidenza sulla nostra vita quotidiana, che anche l’immigrato sia un’arma, sparata con milioni di cartucce umane, contro l’Europa e la Civiltà, cioè contro di noi. Un ordigno sociogeopolitico (la definisce così l’accademico statunitense Kelly M. Greenhill nel suo libro Armi di migrazione di massa) , concetto storico-politico ben noto agli studiosi del fenomeno e ai suoi praticanti – un tempo, Muhammar Gheddafi (che negoziò con la fine della tratta umana mediterranea la fine dell’embargo antilibico, per poi essere tradito e travolto sino ad essere impalato), poi Receps Erdogan (che ottenne, sempre dalla UE, 5 miliardi per tenersi gli immigrati della grande ondata del 2015, quella del bambino curdo Aylan fotografato morto sulla spiaggia) ora con probabilità il Regno del Marocco con i suoi probabili fiancheggiatori israelo–americani.
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Gli immigrati, abbiamo ripetuto su questo sito tante volte, sono lo strumento di un piano per distruggere non solo il vostro benessere e la vostra incolumità biologica, ma lo stesso sistema morale cristiano, come perfettamente enunciato dal conte Coudenohove-Kalergi. Essi servono ad attivare nelle nostre città quello che chiamiamo anarco-tirannia, un sistema dove il cittadino è oppresso non solo dalla violenza barbarica randomatica dell’immigrato, ma pure dallo Stato divenuto impossibilmente esoso e incredibilmente repressivo, totalitario davvero, verso il contribuente autoctono – il green pass serva da esempio, e aspettate di vedere cosa vi farà l’euro digitale, o anche solo con l’ID digitale UE – mentre l’immigrato è lasciato libero di gozzovigliare tranquillo e sanguinario in quella che le rivolte inglesi di questi anni hanno chiamato «two tier society», società a due livelli. Privilegio e tolleranza per il migrante, repressione totale poliziesca e giudiziaria per l’autoctono.
Ora, il gioco della torre immigrati contro cetacei davvero non ce l’aspettavamo, per cui non fateci decidere. Si tratta di due maschere della Necrocultura, due idoli osceni del mondo moderno, due progetti pensati per distruggere le vostre vite.
Poi, va bene, il solito disgustoso paradosso persiste: alcuni protestano per il delfinino morto, ma per le ragazzine sistematicamente stuprate dagli immigrati (come a Ceuta…) non una parola. Come niente da dire per i milioni di bambini abortiti, cui si aggiungono, in questi giorni, i bimbi strangolati dalle loro madri, che le femministe americane vogliono libere.
Le torme a sostegno della figlicida Lindsay Clancy sotto processo (e delle sue emulatrici, già all’opera) sono le stesse majorette dell’immigrazione di massa, e che dicono che la «grande sostituzione» non esiste, è solo un mito inventato dalla destra xenofoba e razzista e pure antiabortista.
Dispiace doverlo comunicare alle femministe ed ai femministi: grazie al vostro impegno perverso, sarete sostituiti, pure voi, da eserciti di abusatori di delfini.
E ci rendiamo conto che – rileggiamola – quest’ultima frase pare pure surrealismo, fantascienza, teatro dell’assurdo.
Invece è l’amara realtà. Per noi tutti, per voi e i vostri amici pinnati.
Roberto Dal Bosco
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Immagine screenshot da Twitter
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Turista trascinata fuori dalla tenda e sbranata a morte dagli orsi: la Russia avvia programma di abbattimento
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