Militaria
Zelenskyj abbassa l’età dei giovani mobilitati
Gli uomini ucraini di 25 anni possono ora essere arruolati; Martedì, il presidente Volodymyr Zelens’kyj ha firmato un disegno di legge che riduce l’età minima di due anni. Lo riporta il sito russo RT.
Kiev è in procinto di rivedere il proprio sistema di servizio militare, in particolare il processo di arruolamento di nuovi uomini; alcune parti della riforma proposta sono ancora in discussione in parlamento. Gli uomini di età compresa tra 27 e 60 anni sono stati oggetto di chiamata alla mobilitazione; il breve emendamento che abbassa l’asticella a 25 anni è passato attraverso la legislatura nazionale lo scorso maggio prima di essere bloccato nell’ufficio di Zelens’kyj.
Il senatore americano «falco» Lindsey Graham aveva rimproverato Kiev per non aver convocato i ventenni più giovani quando ha visitato l’Ucraina il mese scorso. «Non posso credere che siano 27 anni», aveva detto ai giornalisti. «Stai combattendo per la tua vita, quindi dovresti prestare servizio, non a 25 o 27 anni. Abbiamo bisogno di più persone in fila».
Sostieni Renovatio 21
Lo Zelens’kyj ha varato anche un’altra parte della riforma, che introduce un sistema elettronico, attraverso il quale i cittadini maggiorenni saranno obbligati a comunicare i propri dati personali.
Ciò pone le basi per future sanzioni per chi evita la leva e per l’obbligo legale per gli ucraini di presentarsi in servizio quando richiamati attraverso lo stesso sistema. Attualmente, gli ufficiali di leva devono emettere una convocazione su carta e consegnarla di persona, quindi coloro che non sono disposti a prestare servizio semplicemente si nascondono.
Altre modifiche in sospeso aboliranno una categoria di ammissibilità medica limitata per il servizio attualmente di cui godono le persone con condizioni più lievi. Quando diventerà legge, le persone precedentemente respinte dai professionisti medici dovranno presentarsi per un nuovo esame e rischieranno di essere arruolate.
L’Ucraina ha una grave carenza di persone che si offrono volontarie per combattere la Russia e deve fare affidamento sulla coscrizione forzata per ricostituire i suoi ranghi. Secondo Vladimir Paniotto, che dirige l’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, uno dei principali sondaggisti nazionali, solo l’8% degli ucraini è disposto a imbracciare le armi.
I video dei giovani prelevati con la forza in strada dall’esercito ucraino per essere mandati al fronte stanno facendo il giro della rete da diversi mesi.
Aiuta Renovatio 21
Il ministero della Difesa russo ha stimato questa settimana che Kiev ha perso oltre 80.000 soldati da gennaio. Gli americani avevano calcolato otto mesi fa un totale di mezzo milioni di morti o feriti nella guerra ucraina. La cifra è sicuramente salita dopo il fallimento della controffensiva di Kiev.
Un’inchiesta del New York Times del 2023 aveva rivelato che l’Ucraina scava nelle vecchie tombe per seppellire i nuovi soldati morti.
Come riportato da Renovatio 21, l’Ucraina sembra voler diversificare la mobilitazione, almeno a giudicare dall’acquisto di 50.000 uniformi femminili.
Mesi fa era emerso che tutte le donne in Ucraina che hanno una formazione medica o farmaceutica sarebbero state obbligate a registrarsi presso l’esercito.
Recenti modifiche degli standard di arruolamento operate dal regime di Kiev consentono l’ingresso dell’esercito anche a persone con «manifestazioni lievi di disturbi mentali a breve termine» di mente, tubercolotici, malati di epatite e sieropositivi HIV.
L’anno passato abbiamo visto scene inquietanti di addestramento con le armi nelle scuole dei bambini ucraini.
Immagine generata artificialmente
Militaria
Generale tedesco al vertice della NATO
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Mosca contro Tokyo per il dispiegamento di missili USA
La Russia ha chiesto al Giappone di ritirare dal proprio territorio i sistemi missilistici a medio raggio Typhon statunitensi, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, definendo il dispiegamento inaccettabile e una minaccia alla sicurezza nazionale e alla stabilità regionale.
In una nota pubblicata venerdì dal Ministero degli Esteri, Zakharova ha riferito che Mosca ha inviato a Tokyo una protesta formale il 3 settembre, dopo che gli Stati Uniti avevano schierato i lanciatori sull’isola sud-occidentale di Kyushu, a 1.300 km dalla città di Vladivostok.
«Alla parte giapponese è stato intimato di interrompere questa pratica e di rimuovere i suddetti sistemi dal proprio territorio», ha affermato, aggiungendo che Mosca si oppone a questi dispiegamenti indipendentemente dalla loro durata.
A giugno l’esercito statunitense ha trasferito i sistemi Typhon alla base aerea di Kanoya, nella prefettura di Kagoshima, in Giappone, per l’esercitazione Valiant Shield, e li ha lasciati sul posto per un’altra esercitazione prevista questo mese. I lanciatori dovrebbero lasciare Kanoya a metà ottobre, ma si prevede che saranno stoccati in altre strutture militari statunitensi in Giappone. Durante il dispiegamento non sono previste esercitazioni di tiro a fuoco.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il Typhon è in grado di lanciare missili SM-6 e missili da crociera Tomahawk per attacco terrestre, con una gittata di circa 1.600 km. Gli Stati Uniti hanno sviluppato il Typhon dopo essersi ritirati dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF), che vietava i missili terrestri e da crociera statunitensi e sovietici con gittata compresa tra 500 e 5.500 km.
La Zakharova ha osservato che la Cina ha recentemente presentato una protesta analoga al Giappone in merito alla sua rimilitarizzazione.
La disputa si inserisce in un nuovo quadro di tensioni tra Russia e Giappone sulle quattro isole Curili più meridionali, incorporate nell’Unione Sovietica dopo la sconfitta di Tokyo nella Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone rivendica tuttora le isole di Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai, che definisce Territori Settentrionali.
Il mese scorso la prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha protestato contro la prima visita del presidente Vladimir Putin a Iturup, definendo il viaggio «assolutamente inaccettabile».
Pochi giorni dopo la Russia ha condotto esercitazioni missilistiche vicino alle isole Curili meridionali, coinvolgendo l’incrociatore Varyag, il sottomarino a propulsione nucleare Omsk e un sistema missilistico costiero Bastion, provocando un’ulteriore protesta da parte di Tokyo.
La controversia sulle isole Curili ha rappresentato un ostacolo alla firma di un trattato di pace tra Russia e Giappone. Mosca ha sospeso i negoziati nel marzo 2022 dopo che Tokyo ha aderito alle sanzioni occidentali imposte alla Russia per il conflitto in Ucraina.
La Costituzione giapponese del 1947, promulgata sotto l’occupazione alleata dopo la Seconda guerra mondiale, è celebre soprattutto per l’articolo 9, pietra angolare del suo carattere pacifista. Questo articolo stabilisce che il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Aiuta Renovatio 21
Il secondo comma aggiunge che, per raggiungere tale scopo, non saranno mantenute forze di terra, di mare e dell’aria, né altro potenziale bellico, e che il diritto di belligeranza dello Stato non sarà riconosciuto.
Nella pratica, il Giappone ha comunque sviluppato le Forze di Autodifesa (Jieitai), giustificate come strumento difensivo e non come vero e proprio esercito offensivo, generando un dibattito giuridico e politico mai sopito.
Negli ultimi decenni la portata dell’articolo 9 è stata progressivamente reinterpretata: nel 2015 una riforma legislativa ha ampliato le possibilità di intervento delle forze armate anche in scenari di autodifesa collettiva, alleata soprattutto agli Stati Uniti.
Diverse forze politiche nipponiche, in particolare il Partito Liberal Democratico, propongono da tempo una revisione formale dell’articolo, mentre movimenti pacifisti e parte dell’opinione pubblica difendono il testo originale come simbolo identitario del Giappone postbellico.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Tucker Carlson: fermiamo il trasferimento di bombe da USA a Israele
According to an informed federal official, in the coming months the Trump administration plans to send a total of 40,000 Mark 84 and Blu-117 bombs to the government of Israel. Each bomb weighs 2,000 pounds. This appears to be the largest transfer of conventional explosive…
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) September 15, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini5 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Vaccini2 settimane faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Misteri2 settimane faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Politica1 settimana fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Persecuzioni2 settimane faL’UE potrebbe ordinare alla Chiesa cattolica la cancellazione dei registri battesimali
-



Salute1 settimana fa«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi
-



Arte1 settimana faLa figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut












