Geopolitica
138° giorno di guerra, notizie e immagini dal fronte
– La situazione all’11 luglio.
– Il generale ucraino Krivonos afferna cge l’Ucraina dovrebbe colpire aeroporti bielorussi. «Distruggerei l’equipaggiamento degli aeroporti bielorussi, perché non sono bielorussi: questi aeroporti sono completamente ceduti ai russi, il personale è russo, questi aeroporti sono sorvegliati da russi e il perimetro di 5 chilometri intorno all’aeroporto è già russo: non c’è un solo bielorusso, né militare né civile».
– Artiglieria russa in azione
– Eni ha comunicato che Gazprom le fornirà oggi 21 milioni di metri cubi di gas, 11 milioni di metri cubi in meno rispetto ai giorni scorsi.
– Il generale Robert Brieger, presidente del Comitato militare UE, in un’audizione della commissione Difesa all’Eurocamera ha detto: «non posso escludere l’ingresso nel teatro di guerra di alcuni Paesi membri della UE»
– Soldato ucraino sotto il fuoco dell’artiglieria russa
– Il premio Nobel per la pace, l’ex presidente polacco Lech Walesa, ritiene che la Russia debba essere ridotta a 50 milioni di persone, riporta Le Figaro.
– Gli ucraini colpiscono Novaja Kakhovka, facendo esplodere depositi di potassio.
– Gazprombank e Rosbank si preparano, come le banche russe, a connettersi al sistema cinese di bonifici bancari CIPS (Cross-border Interbank Payment System)
– La Lituania ha esteso le restrizioni al transito di merci verso Kaliningrad attraverso il suo territorio, ha riferito Reuters.
Nuove restrizioni sono comprendono alcol, prodotti chimici industriali a base di alcol, legno e cemento.
– Jake Sullivan, assistente del presidente USA per la sicurezza nazionale, ha dichiarato che l’ Iran fornirà alla Russia droni d’attacco.
– Missili russi su Nikolaev
– Carri russi verso Slavjansk, con sottofondo di musica Witch House
– Esercitazioni Iran, Russia, Cina in America Latina a metà agosto: parteciperanno altre 10 Nazioni.
– Hacker russi hanno messo fuori uso il sito del Servizio di Sicurezza ucraino.
– Ennesimo attentato a un sindaco che collabora con i russi: Yevgeny Yunakov, primo cittadino, di Veliky Burluk, nella regione di Kharkov è stato ucciso con un’ autobomba.
– Soldati ucraini fanno esplodere i loro veicoli corazzatti Cossack-2 prima di lasciare Severodonetsk
– Il Commissario Europeo per gli affari interni riferisce che su 6,7 milioni di profughi ucraini dei primi giorni di guerra, 3 sono già rientrati in patria.
– Partenza di missili Caliber da nave russa in direzione obiettivi delle Forze ucraine
– La UE costruirà un bunker sicuro da 8 milioni di euro a Bruxelles nel quale i leader potranno discutere i segreti senza temere le intercettazioni dei russi o altri, secondo una nota dell’UE che descrive il progetto.
– Rinat Akmetov, oligarca più ricco d’Ucraina, annuncia che rinuncerà ad ogni attività nei business della TV e della carta stampata per evitare di incappare nella recente legislazione ucraina «anti-oligarchi».
– Mitragliatore robotico russo in azione
– Droni kamikaze ucraini schiantati vicino alla centrale atomica di Zaporiggia
– Reclutamento di soldati in Ucraina occidentale fin dentro le sale slot
Geopolitica
Trump respinge l’offerta di pace iraniana
Il presidente statunitense Donald Trump ha respinto una controproposta iraniana al piano di pace precedentemente presentato tramite intermediari pakistani.
Il tira e molla ha finora portato a una situazione di stallo in cui nessuna delle due parti sembra disposta a cedere. Sebbene i combattimenti attivi siano stati sospesi il mese scorso in virtù di un fragile cessate il fuoco, sia Washington che Teheran continuano a fare affidamento sulla leva economica per imporre concessioni.
L’Iran ha presentato la sua proposta in 14 punti giovedì scorso, ribadendo le sue condizioni per porre fine alla situazione di stallo, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Parlando domenica all’emittente israeliana Kan News, Trump ha affermato di aver esaminato la proposta e di considerarla inaccettabile.
Trump aveva già accennato a questa posizione sui social media, scrivendo che l’Iran «non ha ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che ha fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni».
La proposta statunitense, che si articola in nove punti, prevede un’estensione del cessate il fuoco di due mesi. L’Iran, invece, insiste affinché la controversia venga risolta entro 30 giorni.
La crisi nel Golfo Persico è iniziata alla fine di febbraio con un’azione congiunta di Stati Uniti e Israele volta a eliminare i vertici iraniani e con una campagna di bombardamenti finalizzata al rovesciamento del governo. Teheran ha risposto con azioni di rappresaglia, tra cui attacchi contro i paesi che ospitano basi statunitensi e interruzioni della navigazione nello Stretto di Ormuzzo.
Nel contesto del cessate il fuoco, Trump ha ordinato il blocco dei porti iraniani, mentre le restrizioni all’approvvigionamento globale costringono Washington ad adottare misure costose per contenere l’aumento dei prezzi del petrolio.
L’Iran chiede garanzie contro futuri attacchi, risarcimenti – potenzialmente finanziati tramite pedaggi per il transito attraverso lo Stretto ormusino – e la prosecuzione del suo programma nucleare, che sostiene essere di natura pacifica. Gli Stati Uniti chiedono lo smantellamento completo delle attività nucleari iraniane e la libera navigazione attraverso la strategica via d’acqua mediorientale.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Fico: la Slovacchia rifiuta di aderire ai prestiti UE per Kiev
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Geopolitica
La Weidel (AfD): Von der Leyen immune alla democrazia
Secondo Alice Weidel, co-presidente del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD), la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen può ignorare l’opinione degli elettori poiché, a differenza del primo ministro ungherese Viktor Orbán, sconfitto di recente, non può essere destituita tramite referendum.
L’AfD è il partito più popolare in Germania: secondo un recente sondaggio YouGov, otterrebbe il 27% dei voti se le elezioni si tenessero ora. Seguono la CDU/CSU e l’SPD, rispettivamente con il 23% e il 13%.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi ad aprile, la Weidel ha riconosciuto che la schiacciante vittoria di Peter Magyar alle elezioni ungheresi, che ha posto fine a 16 anni di governo di Orban, è stata «assolutamente legittima», ma ha espresso preoccupazione per la responsabilità democratica dei vertici dell’UE.
Lodando Orban come «una voce importante e critica» all’interno dell’UE, Weidel si è poi detto d’accordo con un giornalista tedesco di Die Welt, il quale aveva affermato che «Orbán potrebbe essere estromesso dal governo; la signora Von der Leyen no».
Alla Von der Leyen sono bastati solo 17 minuti per rilasciare una dichiarazione in cui celebrava la vittoria dell’Ungheria, dopo che Orban aveva ammesso la sconfitta. «L’Ungheria ha scelto l’Europa», ha affermato von der Leyen. «L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Un Paese ritrova il suo cammino europeo. L’Unione si rafforza».
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In seguito, ha anche esortato gli Stati membri ad abolire il diritto di veto nazionale nella politica estera dell’UE, sostenendo che il voto a maggioranza qualificata fosse «un modo importante per evitare blocchi sistemici», un chiaro riferimento agli anni di veti di Orban sulle decisioni relative all’Ucraina.
Da quando è diventata presidente della Commissione Europea nel 2019, Von der Leyen ha dovuto affrontare numerose critiche per diverse controversie. Tra le più note c’è lo scandalo «Pfizergate», incentrato su messaggi di testo personali che la presidente della Commissione europea si è scambiata con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, durante le trattative per un accordo da 35 miliardi di euro per 1,8 miliardi di dosi di vaccino contro il COVID-19. Nel maggio 2025, un tribunale dell’UE ha stabilito che la Commissione non era riuscita a fornire «spiegazioni credibili» sul motivo per cui i messaggi non erano stati conservati.
Negli ultimi due anni, la Von der Leyen è sopravvissuta a diverse mozioni di sfiducia, con i suoi critici che l’hanno aspramente criticata per la mancanza di trasparenza e la gestione della questione migratoria. Da tempo, inoltre, cerca di imporre una serie di modifiche fondamentali alle norme dell’UE al fine di creare un blocco a due livelli, nel quale l’Ucraina potrebbe essere integrata pur non soddisfacendo i requisiti usuali per gli Stati membri.
Un sondaggio Euroscope di Polling Europe dell’aprile 2026 ha rilevato che il tasso di approvazione di Von der Leyen si attestava al 33%, in calo del 12% rispetto a febbraio. Un sondaggio separato di Ipsos EuroPulse del settembre 2025 ha addirittura abbassato il suo indice di gradimento, portandolo ad appena il 23%.
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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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