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COVID-19: il fallimento dell’approccio occidentale

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Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

L’epidemia di Covid-19 colpisce il mondo intero, ma la mortalità oscilla dallo 0,0003% in Cina allo 0,016 negli Stati Uniti, dove quindi è 50 volte superiore. La differenza può essere spiegata da particolarità genetiche, ma anche, e soprattutto, dal diverso approccio sanitario: l’Occidente non è più la culla della Ragione e della Scienza.

 

 

 

Un anno fa l’epidemia arrivava in Occidente attraverso l’Italia. Oggi, sebbene conosciamo qualcosa di più di questo virus, gli Occidentali insistono ad affrontarlo in modo erroneo.

 

 

Secondo la definizione europea della vita, i virus sono esseri viventi; secondo la definizione anglosassone della vita, i virus sono semplici meccanismi. Una differenza culturale che conduce a comportamenti diversi: per gli anglosassoni i virus devono essere distrutti; per gli europei – almeno fino allo scorso anno – ci si deve adattare ai virus

1 – Cos’è un virus?

La Scienza è per definizione universale: osserva e formula ipotesi per spiegare fenomeni. Tuttavia si esprime in lingue e culture diverse, che, a non conoscerne le specificità, sono fonte di malintesi.

 

Secondo la definizione europea della vita, i virus sono esseri viventi; secondo la definizione anglosassone della vita, i virus sono semplici meccanismi. Una differenza culturale che conduce a comportamenti diversi: per gli anglosassoni i virus devono essere distrutti; per gli europei – almeno fino allo scorso anno – ci si deve adattare ai virus.

 

Non sostengo che una concezione sia superiore all’altra, né che gli uni e gli altri non siano capaci di agire in modo diverso da quello indotto dalla loro cultura. Dico semplicemente che ciascuno affronta il mondo nel modo che gli è peculiare. Dobbiamo sforzarci di capire gli altri e possiamo farlo solo se siamo nella giusta disposizione mentale.

 

L’Occidente è sicuramente un insieme politico più o meno omogeneo, tuttavia è formato da almeno due culture, molto diverse fra loro. Sebbene i media cerchino incessantemente di minimizzare queste differenze, noi dobbiamo sempre tenerne conto.

 

Se pensiamo che i virus siano esseri viventi, dobbiamo paragonarli ai parassiti: cercano infatti di sopravvivere sfruttando il proprio ospite, ma soprattutto cercano di non ucciderlo, perché morirebbero con lui. Cercano di adattarsi alla specie che li ospita modificandosi, fino a raggiungere un modo per abitarla senza ucciderla. Le varianti del COVID-19 non sono perciò «cavalieri dell’Apocalisse», sono buonissime notizie, in linea con l’evoluzione delle specie.

 

Il principio del confinamento di popolazioni sane è stato prescritto nel 2004 dal segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld. Non già per combattere una malattia, ma per provocare una ribellione di massa e militarizzare le società occidentali

Il principio del confinamento di popolazioni sane è stato prescritto nel 2004 dal segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld. Non già per combattere una malattia, ma per provocare una ribellione di massa e militarizzare le società occidentali (1).

 

Il confinamento è stato diffuso in Europa dal dottor Richard Hatchett, all’epoca consigliere del Pentagono, oggi presidente della CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations). È stato Hatchett a inventare l’espressione «siamo in guerra!» a proposito del COVID-19, frase in seguito ripresa dal presidente Macron.

 

Se si concepiscono i virus come esseri viventi, non si può dare credito nemmeno ai modelli epidemiologici del professor Neil Ferguson, dell’Imperial College of London, e dei suoi discepoli, come Simon Cauchemez del Consiglio scientifico dell’Eliseo. Per definizione, lo sviluppo di nessun essere vivente è esponenziale. Ogni specie si autoregola in funzione del proprio ambiente. Tracciare la curva dell’inizio di un’epidemia ed estrapolarla è un’assurdità intellettuale. Il professor Ferguson predice da una vita catastrofi che non si sono mai avverate (2).

 

 

2 – Cosa fare di fronte a un’epidemia?

Storicamente tutte le epidemie sono state combattute con successo attraverso un mix di misure d’isolamento dei malati e d’incremento dell’igiene.

Se si concepiscono i virus come esseri viventi, non si può dare credito nemmeno ai modelli epidemiologici del professor Neil Ferguson, dell’Imperial College of London. Per definizione, lo sviluppo di nessun essere vivente è esponenziale

 

Se l’epidemia è virale, l’igiene non serve a combattere il virus, ma a contrastare le malattie batteriologiche che si sviluppano nei contagiati. Per esempio, l’influenza spagnola, che imperversò negli anni 1918-1920, è stata una malattia virale. Si trattava di un virus benigno, ma nel contesto della prima guerra mondiale le pessime condizioni igieniche consentirono lo sviluppo di malattie batteriche opportuniste che uccisero milioni di persone.

 

Da un punto di vista medico, l’isolamento non può che riguardare i malati. Storicamente non è mai accaduto che, per combattere una malattia, si siano isolati individui sani. In nessuna parte del mondo troverete un libro di medicina, scritto prima del 2020, che prenda in considerazione misure di questo genere.

 

L’isolamento cui si ricorre oggi non è né una misura sanitaria né politica: è una misura amministrativa. Non ha lo scopo di ridurre il numero di malati, ma di diluire i contagi nel tempo, per non congestionare gli ospedali. È un modo per compensare la cattiva gestione delle istituzioni sanitarie. Nella maggior parte dei casi le epidemie durano tre anni. Nel caso del COVID-19 la durata naturale sarà prolungata della durata amministrativa dei confinamenti.

 

Da un punto di vista medico, l’isolamento non può che riguardare i malati. Storicamente non è mai accaduto che, per combattere una malattia, si siano isolati individui sani. In nessuna parte del mondo troverete un libro di medicina, scritto prima del 2020, che prenda in considerazione misure di questo genere

Gli isolamenti disposti in Cina non avevano motivazioni mediche. Furono un intervento del potere centrale per rimediare agli errori dei poteri locali, nel contesto della teoria cinese del «mandato celeste» (3).

 

L’uso da parte della popolazione sana di mascherine chirurgiche non è mai stato efficace nella lotta contro un virus respiratorio. Infatti, fino al COVID-19 nessuno dei virus respiratori conosciuti si trasmette attraverso le goccioline, ma per aerosol. Soltanto le maschere a gas sono efficaci. Naturalmente è possibile che il COVID-19 sia la prima manifestazione di un nuovo genere di virus, è un’ipotesi sicuramente razionale, ma molto poco ragionevole (4). Era stata presa in considerazione per il COVID-2 (la SARS), ma è stata poi accantonata.

 

È importante sottolineare che nel 2003-2004 il COVID-2 non ha colpito soltanto l’Asia, ma anche l’Occidente. Si è trattato di un’epidemia, alla stregua del COVID-19 del 2020-21. Oggi la SARS viene curata con l’interferone-alfa e con inibitori di proteasi. Non esiste vaccino.

 

 

3 – Si può curare una malattia che non si conosce?

Anche se non si conosce un virus, si può e si deve sempre curarne i sintomi. Non soltanto per ridurre le sofferenze dei malati: è anche la condizione per imparare a conoscere la malattia.

 

Nella maggior parte dei casi le epidemie durano tre anni. Nel caso del COVID-19 la durata naturale sarà prolungata della durata amministrativa dei confinamenti

I responsabili politici occidentali hanno scelto di non curare il COVID-19 e di investire tutto sui vaccini. Una decisione che va contro il giuramento d’Ippocrate che i medici occidentali si sono impegnati a rispettare.

 

Naturalmente molti medici occidentali continuano a seguire quel che la loro deontologia prescrive, ma in modo il più possibile discreto per evitare minacce di sanzioni dell’ordine professionale, nonché amministrative.

 

In Paesi non-occidentali sono invece somministrati con successo diversi trattamenti farmacologici:

 

  • Dall’inizio del 2020, vale a dire prima che l’epidemia scoppiasse in Occidente, Cuba ha verificato che in alcuni casi i malati possono essere curati e guariti con piccole dosi d’interferone Alfa 2B ricombinato (IFNrec). A febbraio 2021 la Cina ha costruito una fabbrica per produrre su larga scala il farmaco cubano e lo sta utilizzando per alcune tipologie di malati (5).

 

I responsabili politici occidentali hanno scelto di non curare il COVID-19 e di investire tutto sui vaccini. Una decisione che va contro il giuramento d’Ippocrate che i medici occidentali si sono impegnati a rispettare

  • La Cina ha utilizzato anche un farmaco contro la malaria, il fosfato di clorochina. Basandosi sull’esperienza cinese, il professor Didier Raoult ha utilizzato l’idrossiclorochina, di cui è uno dei migliori specialisti al mondo: farmaco utilizzato con successo in numerosi Paesi, con buona pace delle grottesche fake news di The Lancet e di altri media dominanti, secondo cui questo farmaco banale, somministrato a miliardi di persone, sarebbe un veleno mortale.

 

  • Gli Stati che hanno fatto una scelta contraria a quella degli Occidentali, ossia privilegiato le cure rispetto ai vaccini, hanno collettivamente messo a punto un cocktail di farmaci a basso costo (fra cui l’idrossiclorochina e l’ivermectina) che cura in maniera poderosa il COVID (si veda il riquadro). I risultati sono così spettacolari che gli Occidentali mettono in dubbio i dati pubblicati, innanzitutto quelli della Cina.

 

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Estratto di un documento confidenziale svizzero. I farmaci citati possono essere venduti con nomi diversi nei diversi Paesi.

 

1) L’auto-sorveglianza si fa a domicilio, con un ossimetro che, applicato al dito medio, serve a misurare più volte al giorno la saturazione di ossigeno nel sangue. Un abbassamento della saturazione a <92%, accompagnato da una frequenza respiratoria elevata, >30 al minuto, è sintomo di una grave infezione di COVID-19, che richiede l’ospedalizzazione; la quale tuttavia può essere evitata con l’aiuto di una farmacoterapia precoce. A questo fine, dopo aver consultato un medico/Spitex [servizio di assistenza e cura domiciliare svizzero, ndt], il paziente assume immediatamente a domicilio i seguenti farmaci sperimentati:

 

2) Farmaci:

 

a. Low-molecular-weight-heparin (LMWH) 0.6ml, due volte al giorno con iniezione sottocutanea, per prevenire la formazione di coaguli.

b. Ivermectine 0.2 mg/kg di massa corporea, i giorni 1 e 3, per ridurre la presenza virale.

c. Hydroxychlorichina (HCQ): cominciare con 400 mg. Proseguire con 3x200mg: impedisce la penetrazione cellulare del virus. Durata della terapia: da 7 a 10 giorni.

d. Zithromax 500mg il 1° giorno, 250mg i giorni successivi; rafforza l’effetto dell’HCQ.

e. Zinco 50mg al giorno: rafforza l’effetto dell’HCQ/Zithromax.

f. Vitamina D3 4000 IU al giorno.

g. Vitamina C 2x500mg al giorno.

h. Celebrex 200mg, massimo 400 mg al giorno.

i. Famotidina 20mg-40mg al giorno (gastroprotettore).

 

3) Osservazioni:

a. È fondamentale iniziare precocemente il trattamento farmacologico, quando il virus non ha ancora agito/distrutto molto.

b. L’inizio della terapia deve avvenire sotto sorveglianza medica.

c. Gli steroidi (dexamethasone e altri) non sono indicati nella fase iniziale della replicazione virale perché addirittura la favoriscono. Gli steroidi sono indicati quando è necessaria l’ossigenoterapia, il che comporta in genere l’ospedalizzazione.

d. Se, grazie al trattamento, i pazienti sintomatici non presentano sintomi durante la prima settimana (ossia nel periodo di replicazione virale), si può supporre che la temuta tempesta citochinica sarà evitata e quindi non sarà necessaria l’ospedalizzazione.

 

  • Infine il Venezuela ha iniziato una distribuzione massiccia del Carvativir, farmaco ricavato dal timo, che produce risultati altrettanto spettacolari. Google e Facebook (e inizialmente anche Twitter) censurano ogni informazione sull’argomento, con zelo pari a quello con cui The Lancet ha tentato di screditare l’idrossiclorochina.

 

In Occidente, dove ci si rifiuta di curare i malati, l’unica soluzione parrebbe la vaccinazione dell’intera popolazione. Potenti lobby farmaceutiche spingono all’uso massiccio di vaccini costosi, invece che di farmaci a buon mercato, nonché necessari a un numero di persone mille volte inferiore

 

4 – Come finirà questa epidemia?

Nei Paesi che adottano le risposte sanitarie che ho esposto, il COVID-19 sussiste, ma l’epidemia è finita. I vaccini sono proposti soltanto alle persone molto esposte al contagio.

 

In Occidente, dove ci si rifiuta di curare i malati, l’unica soluzione parrebbe la vaccinazione dell’intera popolazione. Potenti lobby farmaceutiche spingono all’uso massiccio di vaccini costosi, invece che di farmaci a buon mercato, nonché necessari a un numero di persone mille volte inferiore. Si assiste perciò a una disastrosa rivalità fra Stati per accaparrarsi le dosi di vaccino disponibili, a danno degli alleati.

 

Per quattrocento anni l’Occidente ha seguito la Ragione, divenendo l’araldo della Scienza. Oggi vi ha rinunciato. Vanta ancora grandi scienziati – come il professor Didier Raoult – nonché un progresso tecnico – come dimostrano i vaccini a RNA messaggero – ma non possiede più il rigore necessario al ragionamento scientifico.

 

Bisogna anche distinguere fra le regioni dell’Occidente: i Paesi anglosassoni (Regno Unito e Stati Uniti) sono stati in grado di produrre vaccini a RNA messaggero, non invece l’Unione Europea, che ha smarrito la propria capacità inventiva.

Per quattrocento anni l’Occidente ha seguito la Ragione, divenendo l’araldo della Scienza. Oggi vi ha rinunciato

 

Il centro del mondo si è spostato.

 

 

Thierry Meyssan

 

 

 

NOTE

1)  «Il COVID-19 e l’Alba Rossa», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 28 aprile 2020.

2)  «COVID-19: Neil Ferguson, il Lyssenko liberale», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 19 aprile 2020.

3) «COVID-19: propaganda e manipolazione», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 21 marzo 2020.

4) «Paura e assurdità di fronte alla pandemia», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 7 aprile 2020.

5) «Il mondo dopo la pandemia», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 17 marzo 2020.

 

 

 

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

 

Fonte: «Covid-19: il fallimento dell’approccio occidentale», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 30 marzo 2021.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Epidemie

Ebola, il numero di morti si avvicina a quota 3.000

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Secondo i dati governativi pubblicati lunedì, più di 6.000 persone sono state contagiate dal virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) dall’inizio dell’ultima epidemia, e quasi la metà dei pazienti confermati è deceduta a causa della malattia.

 

L’epidemia si è diffusa in 60 zone sanitarie distribuite in sei province: Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uele, Bas-Uele e Tshopo. L’Ituri rimane la regione più colpita, con 28 delle sue 36 zone sanitarie che segnalano casi, seguita dal Nord Kivu con 15. Il Paese ha registrato 6.041 casi confermati e 2.911 decessi, con un tasso di mortalità del 48,2%.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito venerdì che l’epidemia continua a peggiorare. «Sebbene la sorveglianza sia stata ampliata, il numero di casi e di decessi continua ad aumentare a causa della trasmissione sostenuta e dell’espansione geografica», ha affermato l’agenzia in un post su X.

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Secondo l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, un totale di 1.366 pazienti sono guariti, mentre 619 rimangono in isolamento o ricoverati in ospedale. Il ministero ha affermato che le squadre di intervento restano attive in tutte le province colpite, con particolare attenzione alle regioni di Ituri, Nord Kivu e Haut-Uele.

 

L’epidemia, dichiarata a maggio, è causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola ed è diventata la più grande mai registrata nella storia della Repubblica Democratica del Congo, superando l’epidemia del 2018-2020. Attualmente non esistono vaccini approvati o trattamenti specifici per il ceppo Bundibugyo.

 

Anche le organizzazioni internazionali hanno intensificato il loro supporto nella risposta all’epidemia. Lunedì, a Kisangani, capoluogo della provincia di Tshopo, sono stati consegnati veicoli alle autorità sanitarie e alle squadre della Croce Rossa per contribuire al contenimento dell’epidemia. «L’attenzione e le risorse costanti per la risposta all’Ebola nella RDC rimangono essenziali», ha dichiarato Ariel Kestens, capo della delegazione della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), il giorno X.

 

La scorsa settimana, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito l’epidemia di Ebola una «tragedia umana che colpisce famiglie e comunità su una scala straordinaria».

 

Anche l’OMS e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) avevano precedentemente richiesto un maggiore sostegno internazionale per contenere l’epidemia.

 

Secondo un Rapporto OMS, entro settembre vi sarebbe il rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo.

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Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.

 

Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.

 

Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.

 

Gli USA due mesi fa hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese

 

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Immagine di UNMEER via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0

 

 

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Epidemie

Due ricercatori NIH incriminati per aver introdotto campioni di DNA del vaiolo delle scimmie negli USA

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Vincent Munster e Claude Kwe Yinda sono stati incriminati con un atto d’accusa depositato il 20 agosto presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. Entrambi sono accusati di cospirazione per aver contrabbandato materiale biologico, inclusi campioni inattivati ​​del virus mpoplo, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono inoltre accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi.   Secondo quanto emerge dai documenti del tribunale, due ricercatori dei National Institutes of Health (NIH), accusati di aver trasportato negli Stati Uniti 113 campioni biologici, tra cui DNA di virus MPOS, dalla Repubblica del Congo, sono stati incriminati a livello federale.   Vincent Munster, dottore di ricerca, cittadino olandese e capo della sezione di ecologia virale presso i Rocky Mountain Laboratories del NIH a Hamilton, nel Montana, e Claude Kwe Yinda, dottore di ricerca, ricercatore camerunense, sono accusati di cospirazione per contrabbando di merci negli Stati Uniti in violazione di legge.

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Secondo l’atto d’accusa del 20 agosto, sono anche accusati di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti (CBP).   L’atto d’accusa, depositato presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan, afferma che i ricercatori si sono incontrati il ​​17 dicembre 2025 e hanno discusso del recupero di «100 campioni contenenti DNA di mpop (precedentemente vaiolo delle scimmie) e che avrebbero riportato i campioni negli Stati Uniti per i test di sequenziamento del DNA».   Si sono poi recati a Brazzaville a gennaio per prestare assistenza durante l’ epidemia di mpox prima di tornare negli Stati Uniti il ​​25 gennaio, atterrando al Terminal McNamara dell’aeroporto metropolitano di Detroit. Secondo l’accusa, trasportavano una grande valigetta di plastica nera contenente 113 provette da microcentrifuga con campioni biologici, tra cui gli isolati di DNA del virus mpox.   Quando gli agenti della CBP hanno chiesto informazioni sulla valigetta, Munster ha affermato che conteneva «kit di test», «analisi» e «reagenti per reazioni diagnostiche», secondo l’atto d’accusa. Kwe ha detto agli agenti che conteneva «materiale diagnostico».   Secondo i pubblici ministeri, tali dichiarazioni erano false. L’atto d’accusa afferma che gli uomini sapevano che i campioni richiedevano un’autorizzazione e una documentazione specifiche per essere trasportati su un volo commerciale e che dovevano essere dichiarati al loro ingresso negli Stati Uniti.   Secondo l’accusa, Munster avrebbe anche fornito agli agenti una descrizione scritta del contenuto, elencando i materiali di analisi anziché identificare i campioni biologici. Avrebbe inoltre dichiarato agli agenti che i numeri contrassegnati sui 113 tubi erano a scopo di «inventario».   Il caso ha avuto inizio con una denuncia penale presentata il 17 marzo. Diverse denunce e mandati di arresto sono stati depositati sotto sigillo prima che il governo decidesse di desecretare il caso a giugno.

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La disonestà è «diffusa in virologia» Secondo i critici, il caso mette in luce le frodi endemiche nel campo scientifico.   Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare presso la Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, ha affermato che il caso illustra uno schema di inganno protrattosi nel tempo.   «Munster e Kwe sono l’esempio perfetto della disonestà, del disprezzo per la biosicurezza, del disdegno per la legge e del disprezzo per l’interesse pubblico che, dopo quattro decenni in cui Anthony Fauci ha trattato la virologia come un suo feudo personale e una base di potere, sono diventati pervasivi in ​​questo campo», ha affermato.   Altri esperti hanno affermato che quest’ultimo sviluppo dimostra la premeditazione dei ricercatori, anziché essere un atto casuale.   «È difficile credere che Munster si sia comportato in questo modo», ha affermato il giornalista Paul D. Thacker di The Disinformation Chronicle. «Ora sappiamo che questo contrabbando illegale di virus è stato premeditato, non una cattiva decisione dell’ultimo minuto».   Contattato in merito, l’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha rimandato The Defender a un precedente comunicato stampa che faceva riferimento a un’indagine in corso.   «A quanto pare, questi esperti del NIH hanno violato le nostre leggi contrabbandando agenti patogeni virali su un aereo di linea affollato, provenienti da un focolaio nella Repubblica del Congo», ha dichiarato il procuratore statunitense Jerome F. Gorgon Jr. in quel comunicato. «Pensateci bene».

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Munster ha una storia di legami con Fauci e con la ricerca sul guadagno di funzione

Munster è da tempo impegnata nella ricerca sull’acquisizione di nuove funzioni, inclusa la ricerca che potrebbe aver contribuito alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2.   Nel 2018, Munster è stato indicato come partner in una proposta per il Progetto DEFUSE. La proposta, presentata alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) del governo federale, prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, che avrebbe permesso al virus di infettare i polmoni umani.   Secondo Thacker, «la DARPA ha negato i finanziamenti per DEFUSE, ma l’anno successivo un nuovo virus dei pipistrelli con un sito di clivaggio della furina ha iniziato a infettare gli esseri umani a Wuhan. Nessun altro virus strettamente imparentato con il virus COVID possiede questo sito di clivaggio della furina».   Ralph Baric, Ph.D., è stato l’autore principale della proposta DEFUSE e in seguito ha svolto un «ruolo centrale» con Fauci e altri funzionari e ricercatori della sanità pubblica nel promuovere la teoria “zoonotica” sull’origine del COVID-19.   Secondo Justin Goodman, vicepresidente senior per la difesa dei diritti e le politiche pubbliche presso White Coat Waste, un gruppo di controllo che ha indagato su Munster, «le impronte digitali di Munster sono sicuramente presenti nel famigerato piano con EcoHealth e il laboratorio di sperimentazione animale di Wuhan per creare un coronavirus simile a quello che ha causato il COVID».   Baric e Fauci hanno inoltre collaborato strettamente con Peter Daszak, Ph.D., ex presidente di EcoHealth Alliance, che aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan e che ha svolto un ruolo chiave nella promozione della teoria zoonotica.   Nel corso degli anni, Munster ha mantenuto i contatti con Daszak e EcoHealth Alliance, collaborando anche a una ricerca del 2022 sulla rilevazione del virus Nipah nei rifugi dei pipistrelli. Gli scienziati di Munster e di EcoHealth sono stati entrambi citati in un articolo di Science del 2017 sulla «caccia» al virus Ebola tra le colonie di pipistrelli africani.   Un’indagine condotta da White Coat Waste ha suggerito che Munster abbia svolto un ruolo significativo nell’aiutare EcoHealth Alliance ad ottenere finanziamenti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) per il cosiddetto laboratorio sui pipistrelli «Wuhan West» presso la Colorado State University.   Secondo quanto rivelato da White Coat Waste, Munster è stato coautore della proposta del 2016 per il progetto «Wuhan West». Nel 2020, Munster ha richiesto finanziamenti al NIAID per il progetto. All’epoca, il NIAID era guidato da Fauci.

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Quale sarà il futuro di Munster e Kwe?

Entrambi gli uomini sono stati rilasciati su cauzione non garantita di 10.000 dollari.   L’udienza preliminare era prevista per il 26 agosto, ma la giuria ha emesso l’atto d’accusa il 20 agosto.   Dai documenti del tribunale risulta che l’udienza preliminare di Munster è fissata per il 2 settembre davanti a un giudice istruttore. Gli avvocati di Munster non hanno risposto alle richieste di commento.   Kwe comparirà in tribunale il 26 agosto. «A nome del signor Kwe, in questa fase lo si presume innocente e attenderemo gli sviluppi futuri del procedimento prima di rilasciare ulteriori commenti», ha dichiarato il suo avvocato Benton Martin al quotidiano The Defender.   L’atto d’accusa contiene anche disposizioni relative alla confisca dei beni, il che significa che il governo potrebbe rivalersi sui beni coinvolti nei presunti reati o sui proventi derivanti da essi, qualora gli imputati venissero condannati.   Il NIH non ha commentato le accuse, ma l’agenzia ha affermato che fornirà assistenza alle autorità giudiziarie nel caso.   «La questione è attualmente oggetto di indagine e il NIH sta collaborando pienamente con le forze dell’ordine e le autorità competenti», ha dichiarato l’agenzia in un comunicato.   In caso di condanna, entrambi i ricercatori rischiano fino a cinque anni di carcere.   Henrick Karoliszyn, DSW   © 25 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    

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  Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Epidemie

Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.

 

Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.

 

Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.

 

Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.

 

In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.

 

«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.

 

James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».

 

Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».

 

Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.

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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»

Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».

 

Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.

 

In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».

 

In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.

 

John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.

 

«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».

 

Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.

 

Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.

 

«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.

 

Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.

 

Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.

 

«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».

 

L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:

 

«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».

 

«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»

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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»

L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».

 

Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.

 

Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».

 

Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.

 

Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».

 

Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».

 

Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.

 

Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.

 

Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».

 

«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».

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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?

La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine  Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.

 

All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.

 

La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.

 

Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.

 

Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.

 

Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.

 

Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.

 

A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.

 

Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.

 

L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.

 

Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».

 

«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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