Gender
Mons. Viganò: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale vuole legittimare la sodomia anche nel Clero
Renovatio 21 pubblica il commento dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in risposta alle parole del gesuista filo-omotransessulista James Martin. La scorsa settimana, alla domanda riguardante «gli uomini gay che sentono la vocazione al sacerdozio», Martin ha affermato che «la mia risposta… è sì».
Si tratta di una possibilità negata – in teoria, la pratica, dopo il Concilio, abbiamo capito che va in direzione opposta – dalla Chiesa e dalla sua dottrina. «Nei miei quasi 40 anni da gesuita, ho conosciuto decine di sacerdoti omosessuali celibi che hanno condotto quella che Papa Francesco ha definito una vita “buona, santa e celibe”, incarnando il messaggio di amore e misericordia di Gesù», ha scritto Martin nel suo articolo per il sito web catto-omotransessualista da lui fondato, Outreach. «Per me e per molti dei miei amici, sono stati direttori spirituali, pastori, professori e mentori».
Vi è stato un tempo in cui tutti coloro che avevano tendenze omosessuali venivano immediatamente scartati dai seminari: si apprende ora che in alcuni casi sarebbe vero il contrario, un processo di dissoluzione sacrilega sodomita che sarebbe stato filierizzato, secondo ricostruzioni, dall’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick (1930-2025), di cui Viganò fu grande accusatore, creando una «”pipeline” omosessuale che incanalava i candidati latinoamericani vulnerabili in alcuni seminari statunitensi dove venivano sfruttati sessualmente, e successivamente ordinati come preti attivamente omosessuali in alcune diocesi americane».
Le parole di padre Martin, ad ogni modo, ricordano quelle vergate 36 anni fa da don Gianni Baget Bozzo (1925-2009), già europarlamentare per il Partito Socialista Italiano. Nell’agosto del 1990 don Baget Bozzo scrisse per il settimanale L’Espresso un articolo intitolato «Omosessuale sacerdote ideale», dove affermava che la condizione omosessuale può integrarsi nella vita sacerdotale in modo del tutto analogo a quella eterosessuale. In un’intervista del luglio del 2000 al Corriere della Sera, don Baget Bozzo si pronunciò a favore del riconoscimento delle coppie omosessuali, anche ai fini sociali ed economici.
Padre Martin fu tra i primi ad utilizzare la Fiducia supplicans per benedire una coppia omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York.
Monsignor Viganò si è scagliato più volte contro lo scandalo delle ripetute udienze concesse dagli ultimi papi a Martin e alla sua «omoeresia». Ancora due anni fa il prelato lombardo aveva accusato che «lo scopo di Bergoglio è normalizzare sodomia e perversione e distruggere il Sacerdozio».
La farneticante proposta di James Martin sj non è una boutade provocatoria, ma l’ultimo passo di una lunga serie, volta a legittimare la sodomia non solo tra i laici, ma addirittura tra il Clero.
Essa costituisce una palese e intollerabile contraddizione con la dottrina perenne di Santa Madre Chiesa, con la Sacra Scrittura che condanna senza ambiguità gli atti omosessuali come abominio contro natura (cfr. Levitico 18, 22; Romani 1, 26-27; 1 Corinzi 6, 9-10), e con il Magistero.
L’argomento addotto da James Martin — «la presenza di molti santi e sani preti gay e celibi» — è un sofisma ingannevole e una menzogna: la santità, quando è autentica, combatte le tendenze disordinate con la grazia sacramentale e l’ascesi, nell’orrore di offendere Dio con peccati detestabili.
La Santa Chiesa insegna che la sodomia è un gravissimo disordine oggettivo, non una realtà neutra o positiva. Pretendere di fondare su di essa una «apertura» all’Ordinazione implica la negazione della Legge naturale, oltre che la violazione dei Comandamenti di Dio.
La farneticante proposta di James Martin sj non è una boutade provocatoria, ma l’ultimo passo di una lunga serie, volta a legittimare la sodomia non solo tra i laici, ma addirittura tra il Clero.
Essa costituisce una palese e intollerabile contraddizione con la dottrina perenne… https://t.co/8xmHq9jA7P
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) July 24, 2026
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Ordinare uomini con tendenze omosessuali radicate non solo violerebbe la norma ecclesiale, ma esporrebbe il gregge a scandali gravissimi, alimenterebbe la già diffusissima lobby gay all’interno del Clero, e offenderebbe la santità del Sacramento. Il Sacerdozio non è un diritto soggettivo né uno strumento di «inclusione» ideologica: è un dono divino che richiede piena corrispondenza alla volontà di Dio e santità di vita.
È altresì evidente che questa operazione – ampiamente sostenuta da alti esponenti della Gerarchia conciliare-sinodale e dallo stesso Prevost – serve anzitutto a sovvertire il giudizio morale sulla sodomia, facendo di un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio uno stato di elezione degno addirittura del Sacerdozio.
Insomma, qui siamo al «Cicero pro domo sua»: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale sta inesorabilmente conducendo la Gerarchia neomodernista a schierarsi apertamente in favore della sodomia, per vantaggio personale. Il modus operandi è sempre il medesimo: coloro che legittimano certi peccati (nella sfera religiosa) e certi reati (in quella civile) lo fanno solo perché quelli sono i peccati e i reati che costoro praticano impunemente.
I conservatori osservano – con il cinismo che li contraddistingue – che questi spropositi giungono da un gesuita notoriamente «border line», e che il Magistero non è cambiato. Fingono di non capire che James Martin è solo un giullare cui il potere lascia dire esplicitamente ciò che ha già deciso ufficiosamente di fare.
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Il campione Enes Kanter buttato fuori dalla lega di pallacanestro femminile
Nel video, Freedom, affiancato da agenti di polizia, si avvicina a un ingresso della State Farm Arena e viene fermato da un membro dello staff, che gli dice: «Prima di entrare, devi accettare di andare nella suite». Freedom risponde di aver acquistato i biglietti e di voler «sedersi al suo posto». Dopo un breve scambio di battute, il video passa a una clip in cui un agente elenca diverse zone in cui Freedom potrebbe andare, per poi dire: «Non può stare qui». Freedom lascia quindi l’arena, allarga le braccia e dice alla telecamera: «Mi hanno cacciato dalla partita per aver difeso le donne». Un portavoce delle Dream ha dichiarato che a Freedom è stata offerta la possibilità di tornare all’arena in qualsiasi momento, a condizione che fosse disposto a rimanere nella suite, in base alle sue preoccupazioni per la sicurezza. «Sono appena stata cacciata da una partita della @WNBA per la seconda volta di fila per aver sostenuto le DONNE!» ha scritto Freedom sul post di X che mostrava il video. «Pensateci bene, AMERICA!» L’opposizione agli atleti transgender è diventata una causa celebre per Freedom, che ha giocato 748 partite in 11 stagioni nella NBA e ha disputato la sua ultima partita nel 2022. Quattro giorni prima di Gara 3, Freedom ha annunciato che sarebbe stato tra il pubblico e ha menzionato la pivot delle Dream Angel Reese e l’ala delle Golden State Valkyries Gabby Williams in un post sui social media. In precedenza, ad agosto, aveva assistito a una partita delle Chicago Sky indossando una maglietta con la scritta «WOMAN sostantivo adulto umano femmina» ed era stato allontanato dal suo posto a bordo campo dopo un acceso scambio verbale con la guardia delle Sky, Natasha Cloud. Le Sky hanno vietato a Freedom l’accesso alla loro arena dopo l’episodio, e Freedom ha intentato una causa contro la franchigia, sostenendo che i suoi diritti sanciti dal Primo Emendamento erano stati violati. Freedom ha iniziato a pubblicare post sulle minacce ricevute dopo aver annunciato la sua intenzione di assistere alla partita di mercoledì. Nei giorni precedenti la partita, né la WNBA né le Dream hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla presenza di Freedom, sebbene fosse previsto un significativo rafforzamento delle misure di sicurezza. Le Dream hanno diffuso il comunicato relativo alla disposizione dei posti a sedere di Freedom circa 40 minuti prima dell’inizio di Gara 3. «La sicurezza dei nostri ospiti e dei membri del nostro team è la nostra massima priorità», si legge nella dichiarazione delle Dream. Prima della partita, le squadre hanno evitato in gran parte di commentare la questione della libertà. «Ovviamente, i media hanno una responsabilità nella scelta degli argomenti da trattare», ha detto Williams prima del riscaldamento. L’allenatore di Atlanta, Karl Smesko, ha dichiarato: «Tutti sono qui per assistere a una grande partita di basket tra due grandi squadre, con alcuni dei migliori giocatori al mondo. Noi siamo concentrati su questo». Come riportato da Renovatio 21, Kanter Freedom, alto 2,08 metri e con undici stagioni alle spalle (Utah Jazz, Oklahoma City Thunder, New York Knicks, Portland Trail Blazers e Boston Celtics), aveva il mese scorso annunciato di volersi candidare al draft (l‘evento annuale in cui le squadre scelgono i nuovi giocatori giovani provenienti dai college o da altre nazioni) del campionato di pallacanestro femminile WNBA del 2027.I just got kicked out of a @WNBA game for the second time in a row for supporting WOMEN!
Let that sink in, AMERICA! 🇺🇸 https://t.co/nNmwa9U4xn — Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) October 22, 2026
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Gesuita suggerisce che i santi siano «spesso» gay
Padre James Keenan, SJ, durante il discorso di apertura della conferenza annuale di sensibilizzazione di quest’anno, ha citato blasfemamente un «teologo queer» per suggerire che i santi sono «spesso» omosessuali. Lo riporta LifeSiteNews.
Nel suo discorso di apertura alla Conferenza di sensibilizzazione del 2026 presso l’Università di Georgetown, il gesuita ha citato il lavoro di Flora Tang per affermare che i santi sono «spesso essi stessi istruttivi in quanto santi queer».
Padre Keenan, che ha insegnato teologia al Boston College, un’istituzione nominalmente cattolica, per oltre 20 anni, ha anche paragonato i «teologi queer» agli attivisti per i diritti civili e alle cosiddette «femministe cattoliche».
«Flora Tang chiarisce in What Queer Theory Taught Me About the Saints che i santi stessi, in quanto santi queer, sono spesso fonte di insegnamento», ha affermato Keenan durante il suo intervento. «Eppure ci spinge ad andare oltre l’attaccamento alle narrazioni di certezza queer e ad aprirci a narrazioni frammentate che non si limitano a dare voce al lutto e alle speranze deluse di una chiesa queer e decolonizzata».
L’articolo della Tang del 2022 per Political Theology Network insinuava blasfemamente che diversi santi fossero omosessuali, tra cui San Sergio e San Bacco, soldati romani del IV secolo martirizzati insieme per essersi rifiutati di offrire sacrifici agli dei romani, e le sante Perpetua e Felicita, martiri compagne del III secolo, entrambe con figli.
Le accuse sembrano derivare dalla sessualizzazione di storie riguardanti alcuni grandi santi che avevano amicizie cristiane del tutto platoniche.
Keenan ha proseguito nel suo intervento: «permettetemi di aggiungere che non credo che la prudenza dei teologi queer sia molto diversa dalla prudenza degli attivisti per i diritti civili, né degli attivisti cattolici per la pace, né delle femministe cattoliche».
Il sacerdote ha volutamente omesso qualsiasi riferimento all’insegnamento perenne della Chiesa cattolica sul «matrimonio» tra persone dello stesso sesso. Mentre Keenan paragona in termini entusiastici i «teologi queer» alle «femministe cattoliche», ignora l’insegnamento della Chiesa che condanna chiaramente questa ideologia.
Padre Keenan, come il suo confratello gesuita padre James Martin , fondatore di Outreach, ha una lunga storia di esplicita opposizione all’insegnamento della Chiesa sul “matrimonio” tra persone dello stesso sesso.
A differenza di padre Martin, padre Keenan possiede tre titoli teologici, tra cui una Licenza in Teologia Sacra e un Dottorato in Teologia Sacrapresso la Pontificia Università Gregoriana, e ha lavorato come professore di teologia per quasi 40 anni in diverse università nominalmente cattoliche.
In particolare, nel 2003 Keenan testimoniò contro la H.3190, una proposta di emendamento costituzionale in Massachusetts che avrebbe definito il matrimonio come un’unione stabile tra un uomo e una donna, sulla base dell’erronea motivazione che fosse «contraria all’insegnamento cattolico sulla giustizia sociale».
«In quanto sacerdote e teologo morale, non riesco a capire come qualcuno possa usare la tradizione cattolica romana per sostenere la proposta di legge H. 3190», affermò falsamente il sacerdote all’epoca.
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Preoccupanti affermazioni non dissimili da quelle del gesuita Keenan furono fatte dal frate cappuccino italiano Roberto Pasolini, nominato nel 2024 predicatore della Casa Pontificia da papa Francesco. In una conferenza, padre Pasolini si era concentrato sulle cosiddette «coppie omosessuali», che egli disse di aver individuato nell’Antico Testamento. «Ad esempio, Pasolini afferma una relazione omosessuale tra Gionata e Davide [nell’Antico Testamento], e nel Nuovo Testamento fantastica su una relazione omosessuale tra il centurione romano e il suo servo malato aveva scritto Giuseppe Nardi. «Così, molto semplicemente. Pasolini dice apertamente: “Abbiamo ancora il diritto di fantasticare un po’. Il fatto che il cappuccino debba violare il testo biblico non sembra rappresentare per lui un problema”».
«Informazione Cattolica parla di “affermazioni preoccupanti” e scrive: scorrendo le sue omelie registrate su Internet, sentiamo purtroppo alcune dichiarazioni pubbliche sull’omosessualità che risultano dolorose e preoccupanti» continua il sito Katholisches. «Il 2 febbraio 2024 ha tenuto un lungo discorso presso il convento dei Cappuccini di Varese sul tema “Omosessualità e vita cristiana”».
L’Università di Georgetown, tra le più antiche della storia USA, fondata dai gesuiti e considerata come uno dei fuclri che prepara l’élite statale americana (sopratutto Dipartimento di Stato, CIA, FBI), è da molti anni al centro di polemiche per la sua eterodossia: prima i corsi di Yoga (grande passione dei nuovi gesuiti), poi l’inclusione di accademici pro-aborto.
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Immagine: Università di Georgetown, Washington
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Transessuale neonazista accusato di aver pianificato una strage in un tempio indù
19-year-old Alexandros Paporakis arrested in Illinois for plotting a mass shooting at a Hindu temple in Aurora, He targeted Indians, had an AR-style rifle, 300 rounds, body armor and a neo-Nazi manifesto, The attack failed when his gun jammed; a co-worker tipped off police.
When… pic.twitter.com/U3WSqhGjXa — Red Vanguard (@RedDeFacto) October 15, 2026
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