Persecuzioni
Pakistan, cattolico affetto da demenza muore in custodia dopo essere stato accusato di «blasfemia» contro l’Islam
Un uomo cattolico affetto da demenza è morto in custodia in Pakistan dopo essere stato falsamente accusato di blasfemia. Lo riporta LifeSite.
Amir Peter, il fratello minore sessantunenne di un sacerdote cappuccino, è morto il 1° luglio mentre era detenuto nel carcere di Camp Jail a Lahore in attesa di processo con l’accusa di blasfemia.
Peter fu arrestato nel luglio 2025 con l’accusa di aver pronunciato commenti denigratori sul profeta islamico Maometto. Rimase in carcere fino alla sua morte, nonostante i suoi avvocati avessero sottolineato che era stato dichiarato mentalmente incapace di affrontare un processo a causa di una demenza in stadio avanzato.
L’uomo, di fede cattolica, è stato ricoverato in ospedale la notte del 30 giugno ed è deceduto il giorno seguente.
Secondo quanto riferito, al funerale di Peter hanno partecipato più di 200 persone il 2 luglio. La messa funebre è stata celebrata dall’arcivescovo Khalid Rehmat di Lahore, nominato solo pochi giorni prima da Papa Leone XIV.
«Siamo orgogliosi del fatto che mio fratello non abbia abbandonato la sua fede cristiana fino all’ultimo», ha affermato padre Henry Paul, fratello maggiore di Peter.
Gli avvocati di Peter hanno affermato che le sue condizioni di salute fisica e mentale sono peggiorate progressivamente durante la detenzione.
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«È stato falsamente accusato di blasfemia. Abbiamo ripetutamente sottolineato il suo precario stato di salute fisica e mentale e l’urgente necessità di cure mediche adeguate. Purtroppo, nonostante questi sforzi, è deceduto prima che giustizia potesse essere fatta», ha dichiarato a EWTN News Katherine Sapna, direttrice esecutiva di Christians’ True Spirit, l’organizzazione che ha rappresentato Peter.
«Piangiamo la perdita di un uomo la cui vita è stata tragicamente stroncata a causa di un processo legale viziato. Le sue gravi condizioni di salute sono state trascurate e gli è stata negata un’assistenza sanitaria tempestiva e adeguata», ha aggiunto.
Come evidenziato dal Rapporto mondiale 2024 di Human Rights Watch, le carceri pakistane sono note per la mancanza di assistenza psicologica ai detenuti affetti da disturbi mentali.
In un caso simile a quello di Peter, il pastore protestante Zafar Bhatti è morto per arresto cardiaco nell’ottobre del 2025, poco dopo essere stato rilasciato dal carcere, dove aveva trascorso 13 anni in detenzione con l’accusa di blasfemia.
In Pakistan, i cristiani subiscono dure persecuzioni in un Paese a maggioranza musulmana. Le minoranze religiose, in particolare i cristiani, vengono spesso «riportati all’ordine» con false accuse di blasfemia. Folle assaltano negozi o inseguono i cristiani per le strade quando si diffondono accuse di blasfemia nei loro confronti.
Secondo un’organizzazione locale per i diritti umani, nel 2025 nella regione del Punjab sono state incarcerate 812 persone con l’accusa di blasfemia.
Come riportato da Renovatio 21, un cattolico di nome Nadeem Masih, cieco dalla nascita, è stato recentemente assolto dall’accusa di blasfemia, per la quale rischiava la pena di morte.
L’organizzazione Voice of the Victims of Blasphemy Business Group ha affermato che l’assoluzione rappresenta un raro esempio di un tribunale di grado inferiore che archivia un caso di blasfemia. Secondo l’organizzazione, la pressione dell’opinione pubblica di solito impedisce ai tribunali di grado inferiore di archiviare tali accuse. L’organizzazione ha espresso la speranza che i tribunali diventino meno suscettibili alla pressione dell’opinione pubblica nei confronti di coloro che sono accusati di blasfemia.
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Immagine di Raki Man via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
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Immigrazione
Riemerge il ricordo dell’immigrato clandestino incontrato da Bergoglio che uccide un sacerdote e incendia una cattedrale
L’incontro di Papa Francesco con un immigrato clandestino che in seguito ha incendiato una cattedrale francese e assassinato un prete cattolico sta ricevendo nuova attenzione, mentre il Vaticano continua a incoraggiare l’immigrazione di massa.
I commentatori hanno notato il collegamento tra Francesco e l’assassino, il richiedente asilo ruandese Emmanuel Abayisenga, in risposta a un video diventato virale che mostrava Papa Leone XIV dare il benvenuto a un gruppo di migranti appena arrivati in Sicilia via mare.
Come noto, lo scorso 4 luglio, Leone ha declinato l’invito di partecipare ai festeggiamenti per il quarto di millennio del suo Paese, gli USA, per fare mostrarsi tra gli immigrati nell’isola di Lampedusa, e posare pure con un’opera d’arte contemporanea discutibile, la «Porta d’Europa» di Mimmo Paladino.
Pope Leo shook the hands of each of these 20 migrants who just arrived to Europe during his visit to Lampedusa on July 4th, reminding everyone that all human life carries immeasurable worth. A powerful moment of compassion at Europe’s doorstep. pic.twitter.com/Tk36O7HBS7
— EWTN News (@EWTNews) July 4, 2026
The Trump Administration wanted Pope Leo XIV to visit the United States for our 250th anniversary.
Instead, he visited the Italian migrant island of Lampedusa and lifted up the plight of those who undertake a dangerous journey to new lands in search of a better future for their… pic.twitter.com/J51DOUhAWW
— Christopher Hale (@ChristopherHale) July 4, 2026
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Alcuni ora si chiedono se alcuni di questi personaggi africani che stringono la mano al papa potrà diventare un persecutore materiale del cristianesimo in terra europea.
Francesco aveva salutato Abayisenga nel 2016 durante un’udienza per «persone socialmente escluse». L’evento in Vaticano si era svolto nell’ambito del «Festival europeo della gioia e della misericordia» durante il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.
Il quotidiano francese La Croix ha riportato l’incontro nel 2021, dopo l’arresto di Abayisenga per il brutale omicidio di padre Olivier Maire. Quel giorno di agosto, il migrante picchiò a morte padre Maire, il superiore provinciale francese dei Missionari di Montfort.
Abayisenga aveva trascorso diversi mesi in prigione per aver appiccato il fuoco alla cattedrale di Nantes, risalente al XV secolo, l’anno precedente. L’incendio, per domare il quale ci vollero circa 100 vigili del fuoco, distrusse l’organo principale della chiesa e mandò in frantumi le vetrate.
Secondo La Croix, «arrivato in città nel 2012, il ruandese si è posto sotto la protezione della comunità cristiana locale».
Abayisenga è stato rilasciato nel maggio 2021 a condizione che risiedesse nella comunità montfortiana di padre Maire a Saint-Laurent-sur-Sèvre. Ha ucciso il sacerdote poco dopo essere tornato nella comunità in seguito a un ricovero psichiatrico. Il processo ad Abayisenga si è concluso lo scorso gennaio. Un tribunale francese lo ha condannato a 30 anni di carcere e all’espulsione dal Paese al termine della pena.
Secondo quanto riportato da La Croix, la famiglia del migrante aveva partecipato al genocidio ruandese contro il popolo dei Vatussi.
Nel 2016, in occasione del «Giubileo per le persone socialmente escluse», Francesco aveva affermato che i poveri sono «più inclini a essere artefici di pace». Aveva inoltre rilasciato numerose altre dichiarazioni discutibili e provocatorie, come ad esempio che «tutte le religioni devono crescere nella pace» e che «tutte le religioni sono messaggere di pace». «Aiutateli, ciascuno secondo la propria religione», aveva detto il pontefice detto ai partecipanti.
Bergoglio era noto per il suo approccio radicale all’immigrazione, insistendo sul fatto che i migranti dovessero essere «accolti, accompagnati, sostenuti e integrati». In particolare, paragonò «la situazione dei migranti» all’uccisione di centinaia di milioni di bambini non ancora nati a causa dell’aborto.
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Papa Leone ha continuato la forte enfasi di Francesco sull’immigrazione e, come Francesco, ha criticato aspramente le politiche di frontiera dell’amministrazione Trump, pur mantenendo un atteggiamento conciliante nei confronti dei politici di sinistra che promuovono l’aborto, l’ideologia LGBT e altri gravi mali.
L’immigrazione di massa verso l’Europa negli ultimi anni, in particolare dai paesi a maggioranza musulmana, ha portato a un aumento della violenza islamica anticristiana, anche in Francia, dove i jihadisti hanno assassinato e picchiato sacerdoti e altri cattolici e attaccato numerose chiese.
In una scena pregna di significato della visita lampedusana del pontefice, finita in TV, si vede il vento portare via la papalina a Leone.
Pope Leo visited Lampedusa today to highlight the humanitarian crisis for the migrants arriving there.
He prayed for the migrants who have died at sea, called for compassion, safe harbors and legal pathways for migrants.
He laid a wreath at a migrant cemetery, visited the… pic.twitter.com/HHmQ18b3Pv
— Visegrád 24 (@visegrad24) July 4, 2026
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Immagine da Twitter @ArnaudBedat
Persecuzioni
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