Oligarcato
L’ex ambasciatore britannico in USA Lord Peter Mandelson arrestato in seguito alle rivelazioni su Epstein
L’ex ambasciatore del primo ministro britannico Keir Starmer negli Stati Uniti, Lord Peter Mandelson, è stato arrestato lunedì in relazione ai fascicoli Epstein con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio della sua funzione pubblica.
Mandelson, 72 anni, è stato fermato dalla polizia metropolitana di Londra, che ha reso nota un’«indagine su reati di cattiva condotta in uffici pubblici relativi a un ex ministro del governo».
«Questo segue i mandati di perquisizione emessi in due indirizzi nelle zone di Wiltshire e Camden», ha scritto Scotland Yard in un aggiornamento.
🚨 WATCH: The moment Peter Mandelson is arrested on suspicion of misconduct in public office pic.twitter.com/gOKlYeWhKN
— Politics UK (@PolitlcsUK) February 23, 2026
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Le riprese mostrano Mandelson – che è omosessuale dichiarato – mentre sale a bordo di un veicolo. L’ex stratega del Partito Laburista, soprannominato il «Principe delle Tenebre» per i suoi metodi politici senza scrupoli, è stato rimosso dal suo incarico di ambasciatore negli Stati Uniti e sostituito dal primo ministro Starmer lo scorso settembre, dopo che alcuni documenti hanno rivelato la sua amichevole relazione con Epstein.
Secondo i documenti, Mandelson avrebbe intrattenuto scambi con Epstein mentre ricopriva la carica di ministro per gli Affari Economici del Regno Unito, nonostante la condanna del pedofilo per traffico sessuale di minori.
In un libro di auguri per Epstein, Mandelson lo definì il suo «migliore amico» e esistono numerose fotografie della coppia. I giornali hanno parlato persino di una sorta di «lettera d’amore» del diplomatico al finanziere pedofilo ebreo.. Nel frattempo, Starmer ha attaccato Mandelson, sostenendo che è stato nominato ambasciatore negli Stati Uniti solo perché ha mentito durante il processo di selezione. Il Mandelsone ha pubblicamente lasciato il Partito Laburista. Altri membri del gabinetto starmeriano si sono nel frattempo dimessi.
L’ambasciatore britannico è stato invitato alla Casa Bianca lo scorso maggio. L’arresto segue quello del fratello di re Carlo, il principe Andrea Mountbatten-Windsor, avvenuto la scorsa settimana con accuse simili, sempre derivanti dai fascicoli di Epstein.
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Come riportato da Renovatio 21 al momento della sua nomina ad inviato britannico in USA, Il Mandelson è un «peer» (cioè, membro dell’aristocrazia britannica) del partito laburista e un intimo di lunga data di Tony Blair – oltre che di Epstein – ed è chiamato dai detrattori a Londra il «Principe delle Tenebre» o talvolta il «Signore Oscuro», dal nome del cattivo di Harry Potter, Voldemort.
Va ricordato che Mandelsone, prima di divenire ambasciatore a Washingtone, si era espresso ad abundantiam contro Donald Trump.
Un articolo del 6 febbraio sul Financial Times scrive che «Mandelson, un ex commissario UE liberale e libero professionista con forti legami con la Cina, la scorsa settimana ha ritirato la sua affermazione “mal giudicata e sbagliata” del 2019 secondo cui Trump era un “pericolo per il mondo” e “poco meno di un nazionalista bianco e razzista».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Il ranch di Epstein sotto inchiesta penale dopo l’affermazione di «corpi sepolti»
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Oligarcato
Andrea liberato ma ancora sotto inchiesta
Andrea d’Inghilterra, fratello di re Carlo III, è stato rilasciato dalla polizia britannica dopo quasi 12 ore di interrogatorio seguito al suo arresto di giovedì. Resta comunque sotto inchiesta per sospetta cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche.
L’anno scorso Andrea – che ora chiamano pudicamente con nome e cognome, «Andrew Mountbatten-Windsor» – è stato privato dei suoi titoli reali a causa della sua passata amicizia con il finanziere statunitense e molestatore sessuale caduto in disgrazia Jeffrey Epstein.
Il principe è il primo membro anziano della famiglia reale ad essere arrestato nella storia moderna. L’unico altro caso di reale arrestato è quello di Carlo I (1600-1649), arrestato nel 1646 e processato nel 1649, e quindi condannato a morte per decapitazione. La sua esecuzione provocò un’onda d’urto in tutta Europa e segnò una nuova era nel governo inglese, che portò alla fondazione del Commonwealth sotto Oliviero Cromwell.
L’Andrea è stato arrestato nella sua abitazione temporanea, la residenza privata del re a Sandringham, nel Norfolk, intorno alle 8 del mattino. La polizia ha effettuato perquisizioni a Wood Farm, all’interno della tenuta, e ad alcuni indirizzi nel Berkshire.
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«Giovedì abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina di Norfolk con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio. L’uomo arrestato è stato ora rilasciato sotto inchiesta», ha dichiarato la polizia della Thames Valley in una breve dichiarazione, badando bene a non nominare il principe, anche se gli spifferi erano oramai trapelati ovunque.
Re Carlo ha affermato che «la legge deve fare il suo corso» e che la polizia gode del suo «pieno e sincero sostegno e della sua collaborazione». In pratica il re molla suo fratello, facendo scendere il velo sul casato che vuole chiamarsi «famiglia» reale.
Come riportato da Renovatio 21, ancora sei anni fa il dipartimento di Giustizia USA vuole interrogare il Principe Andrea d’Inghilterra, ma lui aveva rifiutato. Pochi giorni fa il direttore della Pubblica Accusa Stephen Parkinson in merito ai reali britannici aveva dichiarato che essi non sono «al di sopra della legge».
Il principe, che ha negato ogni illecito, è tornato nuovamente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il mese scorso, dopo che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato nuove e-mail e foto relative al caso Epstein.
Si sostiene che Epstein si sia vantato in un’email di aver ricevuto informazioni da Mountbatten-Windsor e da Peter Mandelson, l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti caduto in disgrazia, scrivendo: «Ho il Regno Unito in pugno». Come riportato da Renovatio 21, il Mandelson pare abbia scritto quella che è stata definita come una «lettera d’amore» all’Epstein.
Nel 2022, Andrea raggiunse un accordo extragiudiziale con Virginia Giuffre, che lo accusava di violenza sessuale. Giuffre sosteneva che Epstein e la sua stretta collaboratrice Ghislaine Maxwell – amica del principe e di vasta parte dell’élite britannica – l’avessero condotta dall’ex principe nei primi anni 2000, quando aveva 17 anni.
La Giuffre si sarebbe suicidata nel 2025 e le sue memorie pubblicate postume hanno spinto il re a privare Andrea dei suoi titoli.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa il premier Keir Starmer ha invitato Andrea a testimoniare per i suoi legali con l’Epstein. Lo stesso Starmer, tuttavia, è ora sotto pressione, perché vari membri del suo gabinetto, incluso il Mandelson, si sono dimessi a catena quando è emerso che il loro nome è presente nei file sul banchiere satrapo desecretati da Washington: si sono dimessi il direttore delle comunicazioni Tim Allan e il capo di gabinetto Morgano McSweeney, quest’ultimo legato anche alla repressione del dissenso mondiale durante il COVID.
Renovatio 21 ribadisce il pensiero secondo cui Andrea – di grande peso mediatico, perché principe, ma di poco peso politico – costituisca il capro espiatorio ideale per il caso Epstein, con grandi nomi che continuano a rimanere celati e altri che vengono centellinati al pubblico senza comunque che vi sia nessuna conseguenza legale e pure mediatica.
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Immagine di Chatham House via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Intelligenza Artificiale
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