Geopolitica
Ex membro dello staff di Trump accenna ai piani di annettere la Groenlandia
Un’ex funzionaria dell’amministrazione statunitense, nonché moglie di un importante consigliere del presidente Donald Trump, ha lasciato intendere in un enigmatico post sui social media che Washington «presto» assumerà il controllo della Groenlandia.
In un messaggio pubblicato sabato su X, Katie Miller ha condiviso una mappa della Groenlandia con la bandiera statunitense sovrapposta e ha accompagnato l’immagine con la sola parola «presto». Il post non offriva alcuna spiegazione e non era corredato da nessun annuncio politico ufficiale proveniente da Washington.
Trump aveva proposto per la prima volta l’acquisto della Groenlandia – territorio autonomo appartenente al Regno di Danimarca – nel 2019, proposta immediatamente respinta da Copenaghen e dalle autorità locali groenlandesi. Da quando è tornato alla guida del Paese lo scorso anno, ha ripreso l’idea, definendo l’isola essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e lasciando intravedere la possibilità di ricorrere alla forza.
La Danimarca ha reagito potenziando le difese nell’Artico e ampliando il monitoraggio militare e civile, interpretando tali pressioni come una minaccia diretta alla propria sovranità.
SOON pic.twitter.com/XU6VmZxph3
— Katie Miller (@KatieMiller) January 3, 2026
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La Miller ha occupato posizioni di alto profilo nel settore delle comunicazioni durante il primo mandato di Trump e, nei primi mesi del 2025, ha svolto per un breve periodo il ruolo di consulente e portavoce del Dipartimento per l’Efficienza Governativa guidato da Elon Musk, prima di passare al settore privato e lanciare un podcast di orientamento conservatore.
Pur non facendo più parte del governo, mantiene stretti legami con l’amministrazione grazie al marito, Stephen Miller, vice capo dello staff di Trump per le politiche e uno dei suoi collaboratori più longevi e influenti. Le sue dichiarazioni pubbliche vengono spesso interpretate come un’eco delle posizioni della cerchia più ristretta di Trump.
Il post di Miller ha provocato un’immediata reazione da parte dell’ambasciatore danese negli Stati Uniti, Jesper Moller Sorensen, che su X ha ribadito che, sebbene Copenaghen consideri Washington uno «stretto alleato», si attende «pieno rispetto per l’integrità territoriale del Regno di Danimarca».
Just a friendly reminder about the US and the Kingdom of Denmark: We are close allies and should continue to work together as such. US security is also Greenland’s and Denmark’s security. Greenland is already part of NATO. The Kingdom of Denmark and the United States work… https://t.co/CboKnlKgJL
— Jesper Møller Sørensen 🇩🇰 (@DKambUSA) January 4, 2026
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Le tensioni riguardanti la Groenlandia sono andate via via crescendo nelle ultime settimane.
Come riportato da Renovatio 21, a dicembre, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti «hanno bisogno» dell’isola per la sua posizione strategica e per le risorse artiche, e ha nominato il governatore della Louisiana Jeff Landry – che ha apertamente sostenuto l’annessione della Groenlandia agli Stati Uniti – inviato speciale per il territorio, mossa che ha spinto Copenaghen a convocare l’ambasciatore statunitense per chiedere chiarimenti.
Il post della Miller è apparso nello stesso giorno in cui gli Stati Uniti hanno condotto una controversa operazione militare in Venezuela, catturando il presidente Nicolás Maduro con l’accusa di traffico di droga – accusa respinta da Caracas come pretesto per un cambio di regime. Commentando l’escalation, il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha invitato Washington a perseguire la de-escalation e a rispettare il diritto internazionale.
Come riportato da Renovatio 21, la Danimarca ha creato un’apposita «guardia notturna» per tenere d’occhio le uscite del presidente statunitense Donald Trump, in seguito alle sue reiterate pretese espresse nei primi mesi di quest’anno sull’annessione della Groenlandia, territorio autonomo del regno.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa Trump, con a fianco il segretario NATO Mark Rutte nello Studio Ovale, aveva dichiarato che l’annessione della Groenlandia avverrà e l’Alleanza Atlantica potrebbe perfino essere coinvolta.
La presenza nell’ultima uscita di Trump della parola «destino» appare come un riferimento esplicito alla teoria del «Destino Manifesto» degli USA, ossia la logica per cui il Paese egemone dovrebbe spingere emisfericamente la sua espansione in tutto il continente.
La ridefinizione del Golfo del Messico come «Golfo d’America», i discorsi di annessione del Canada come ulteriore Stato dell’Unione e la manovra su Panama – canale costruito dagli USA proprio a partire da ideali non dissimili – vanno in questo senso di profonda riformulazione geopolitica della politica Estera della superpotenza.
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Trump ha ripetutamente affermato che la proprietà dell’isola artica danese ricca di minerali sarebbe necessaria per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ex colonia danese, la Groenlandia ha ottenuto l’autogoverno da Copenaghen nel 1979.
Come riportato da Renovatio 21, Trump a marzo aveva dichiarato che gli USA conquisteranno la Groenlandia al 100%.
Come riportato da Renovatio 21, parlamentare danese e presidente del comitato di difesa Rasmus Jarlov ha avvertito a metà marzo che le aspirazioni degli Stati Uniti di annettere l’isola potrebbero portare a una guerra tra le nazioni della NATO. L’eurodeputato danese, Anders Vistisen, durante un discorso al Parlamento europeo a Strasburgo si era spinto a dire: «mi lasci dire le cose in parole che può capire… Signor Trump, vada a fanculo».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera russa
In two predawn operations today, the Coast Guard conducted back-to-back meticulously coordinated boarding of two “ghost fleet” tanker ships— one in the North Atlantic Sea and one in international waters near the Caribbean. Both vessels —the Motor Tanker Bella I and the Motor… pic.twitter.com/EZlHEtcufX
— Secretary Kristi Noem (@Sec_Noem) January 7, 2026
Specialized capabilities. Global impact. An unstoppable joint force.
Alongside @DeptofWar, @USCG conducted a boarding and seizure of the Motor Tanker Bella I this morning in the North Atlantic. Following a sustained shadowing effort across the Atlantic by Coast Guard Cutter… pic.twitter.com/xEmFkh4xLO — U.S. Coast Guard (@USCG) January 7, 2026
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Geopolitica
Militari americani feriti e agenti venezuelani uccisi nel raid contro Maduro
Secondo quanto riportato dai media, sette militari statunitensi sono rimasti feriti durante il raid del fine settimana a Caracas, citando un funzionario del Pentagono. Durante l’assalto, commando americani hanno rapito il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie, mentre decine di altre persone sono state uccise, secondo le autorità locali.
Martedì, diversi organi di stampa statunitensi, tra cui Associated Press e Fox News, hanno citato fonti del Pentagono secondo cui i sette militari hanno riportato ferite da arma da fuoco e ferite da schegge. Cinque di loro sarebbero già tornati in servizio, mentre gli altri due sono ancora in fase di recupero.
Secondo quanto riferito, il funzionario, rimasto anonimo, ha anche affermato che l’Intelligence statunitense sta ancora raccogliendo informazioni sul numero delle vittime venezuelane.
Lunedì, l’esercito venezuelano ha annunciato che almeno 24 agenti di sicurezza sono stati uccisi durante il raid statunitense su Caracas di sabato scorso, portando il bilancio totale delle vittime a 56.
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In una dichiarazione televisiva di domenica, il ministro della Difesa venezuelano, il generale Vladimir Padrino, ha affermato che le forze statunitensi hanno ucciso «a sangue freddo gran parte della squadra di sicurezza [di Maduro], soldati e civili innocenti».
Il New York Times, citando un alto funzionario venezuelano, ha affermato che almeno 80 persone, tra cui personale di sicurezza e civili, sono state uccise dalle forze statunitensi.
Lunedì le autorità cubane hanno dichiarato che «32 cubani hanno perso la vita in combattimento» nel tentativo di respingere «l’attacco criminale perpetrato dal governo degli Stati Uniti» contro il Venezuela.
Secondo la dichiarazione, «stavano svolgendo missioni in rappresentanza delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero degli Interni, su richiesta delle loro controparti nel paese sudamericano».
Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati successivamente trasferiti a Nuova York, dove lunedì sono comparsi in tribunale con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Entrambi si sono dichiarati non colpevoli.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
«Questo è il nostro emisfero»: parla il dipartimento di Stato USA
This is OUR Hemisphere, and President Trump will not allow our security to be threatened. pic.twitter.com/SXvI868d4Z
— Department of State (@StateDept) January 5, 2026
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Il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil ha affermato che gli Stati Uniti hanno usato le accuse di droga come pretesto per «una guerra coloniale» volta a saccheggiare le risorse del Paese. La vicepresidente Delcy Rodriguez, che ha prestato giuramento come presidente ad interim del Venezuela lunedì, ha chiesto il rilascio di Maduro. «Presidente Donald Trump: i nostri popoli e la nostra regione meritano la pace e il dialogo, non la guerra», ha scritto la Rodriguez su Instagram, promettendo di salvaguardare la sovranità del Venezuela. Come riportato da Renovatio 21, Trump ha comunque lanciato un avvertimento a Colombia, Cuba e Messico. Trump ha giustificato il raid invocando la Dottrina Monroe del XIX secolo, che designa l’America Latina come sfera d’influenza di Washington, affermando al contempo che gli Stati Uniti sono ora «al comando» del Venezuela, dichiarando ai giornalisti che l’intervento militare di sabato non riguardava un cambio di regime o la ricerca di risorse, ma la garanzia della «pace sulla Terra», in particolare nell’emisfero occidentale..@SecRubio: “This is the Western Hemisphere. This is where we live — and we’re not going to allow the Western Hemisphere to be a base of operation for adversaries, competitors, and rivals of the United States.” pic.twitter.com/Jd5dUY5frt
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) January 4, 2026
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