Geopolitica
Milei offre «chiaro e inflessibile sostegno a Israele» contro l’Iran: l’ambasciatore dello Stato Ebraico partecipa a una riunione del «gabinetto di crisi» argentino
Il presidente argentino Javier Milei ha interrotto la sua visita negli Stati Uniti il 13 aprile, è tornato a Buenos Aires e ha incontrato immediatamente l’ambasciatore israeliano Eyal Sela la mattina del 14 aprile, per offrire il suo sostegno illimitato a Israele, che aveva appena subito l’attacco dei droni iraniano.
La mossa di Milei ha scioccato le «istituzioni della politica estera argentina, nonché settori patriottici», scrive EIRN.
Negli USA, Milei aveva avuto solo il tempo per ricevere a Miami un premio come «Ambasciatore Internazionale della Luce» da una gruppo locale di ebrei Lubavitcher – religione dei suoi principali consiglieri spirituali, che lo starebbero portando alla conversione al giudaismo – e poi incontrare a Houston, in Texas, Elon Musk (che si è dichiarato un fan del suo discorso a Davos lo scorso gennaio), prima di salire su un aereo per tornare a casa per annunciare che l’Argentina si stava allineando con Israele in la sua guerra contro il mondo islamico.
????AHORA: Javier Milei recibe el premio de Embajador de la Luz.
✅Se trata de un nombramiento que otorga la Sinagoga The Shul de Chabad Lubavitch, y será por el apoyo que dio a Israel en el marco de la guerra que enfrenta contra el grupo terrorista. pic.twitter.com/lxI13f0kjD
— Tv Pública Libertaria (@Tv_Libertaria) April 11, 2024
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La prima pagina del quotidiano argentino Página 12 di ieri mostrava una foto di Milei, vestito con la divisa dell’esercito che indossava quando ha incontrato il comandante del Comando meridionale degli Stati Uniti, generale Laura Richardson, nella città più meridionale di Ushuaia, sotto il titolo «Milei se fue a la guerra», cioè «Milei è andato in guerra».
Repudio a la presencia oficial de la Jefa del Comando Sur en la Patagonia, Laura Richardson, quien se reunió este jueves con el presidente Javier Milei en la ciudad de Ushuaia, dos días después del aniversario de la Guerra de Malvinas
+info???? https://t.co/Adt31Zzum4 pic.twitter.com/sNjwTtdNJ7
— CTA-A Provincia de Buenos Aires (@CTAABuenosAires) April 5, 2024
Secondo quanto riportato, l’accaduto ha fatto infuriare molti funzionari professionisti del servizio estero presso il ministero degli Esteri argentino. Dopo aver incontrato Sela in privato al palazzo presidenziale e aver fatto pubblicare una foto dei due abbracciati, il Milei ha poi compiuto il passo senza precedenti di invitare l’ambasciatore dello Stato Ebraico a partecipare a una riunione del «gabinetto di crisi» di emergenza da lui istituito per monitorare e rispondere, gli eventi del fine settimana.
Sono state rese pubbliche fotografie che mostrano Sela seduta al tavolo con Milei e i membri del gabinetto, mentre li informavano sulla situazione.
Successivamente, l’ambasciatore israeliano ha partecipato a una «conferenza stampa», che è stata registrata, ma non includeva la stampa, durante la quale ha espresso la gratitudine del primo ministro Benjamin Netanyahu e del presidente Isaac Herzog al presidente Milei per «il suo chiaro e inflessibile sostegno a Israele e per essere stato dalla parte giusta della storia», ha riferito Página 12.
Come riportato da Renovatio 21, della conversione al giudaismo di Javier Milei si parla da tanto tempo, e abbondano immagini e video in cui il personaggio sventola in pubblico grandi bandiere israeliane.
Milei debería ir a Israel en su nombre y defender su bandera… pic.twitter.com/bTQ9eYL5hA
— Senegalés Wong Fei Hung (@DevastadorK) April 14, 2024
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Sul Milei vi sarebbe l’influenza del rabbino Shimon Axel Wahnish, rabbino capo della comunità ebraica marocchina dell’Argentina (ACILBA), «un moderno dottore ortodosso in psicologia dell’educazione, Wahnish è stato direttore e professore presso un centro studi ebraico per giovani studenti universitari presso i Sucath David Programs» scrive Tablet Magazine, che riporta come dopo il loro incontro nel 2021, Milei abbia cominciato lo studio della Torah proprio sotto la guida di rabbi Wahnish.
Secondo il sito ispanofono La Politica online, il rabbino Tzvi Grunblatt (anche lui della corrente dell’ebraismo Lubavitch) avrebbe accompagnato il presidente eletto «durante il Forum Economico Latam dove il libertario è stato il relatore principale. La Fondazione Chabab era co-organizzatrice dell’evento insieme a Dario Epstein, consigliere di Milei».
Secondo il sito ebraico Anash, i rapporti di Milei con il rabbinato andrebbero oltre la guida spirituale del rabbino Wahnish.
«L’economista ed ex esperto televisivo e radiofonico ha stretti legami con il capo argentino Shliach Rabbi Tzvi Grunblatt» scrive il sito. «Secondo quanto riportato dalla stampa argentina, il rabbino Grunblatt ha contribuito a creare legami tra Milei e importanti uomini d’affari come Eduardo Elsztain». Elzstain, argentino di origine ebraica (il nonno fuggì dalla Russia sconvolta dalla rivoluzione del 1917) è considerato a capo del più grande impero economico del Paese, che spazia dagli immobili all’agricoltura, da settore minerario a quello bancario.
La società dell’Elzstain chiamata Inversiones y Representaciones S.A. (IRSA), la più grande società immobiliare argentina, è quotata alla Borsa di New York. CRESUD, azienda leader nel settore agroalimentare che opera in Argentina, Bolivia, Paraguay e Uruguay di cui Elzstain è presidente, è pure quotata al NASDAQ. L’uomo d’affari ebreo-argentino è presidente inoltre di BrasilAgro (Companhia Brasileira de Propriedades Agrícolas), anch’essa quotata alla Borsa di Wall Street. Il partenariato pubblico-privato Banco Hipotecario, la principale banca ipotecaria argentina, vede Elsztain come il maggiore azionista privato.
Devoto alla religione giudaica, si dice che il ricco Elzstain abbia costruito una sinagoga appena fuori da casa sua. Sua sorella vive in Israele. Il businessman sarebbe affiliato al movimento ebraico Chabad Lubavitch, corrente dello chassidismo nata nel XVIII secolo e ora avente come base principale Nuova York, in particolare nel quartiere di Crown Heights, a Brooklyn.
Elsztain ha vissuto a New York nel 1989-90. Durante quel periodo, nel 1990, «si presentò a un incontro con il leggendario investitore George Soros», secondo il quotidiano israeliano Haaretz. Un articolo del quotidiano La Nacion afferma che Elsztain incontrò Soros «attraverso contatti… nella comunità ebraica di Buenos Aires». In ogni caso, Soros «fu convinto a lasciare che l’ambizioso giovane gestisse 10 milioni di dollari per lui», cosa che Elsztain fece «con grande successo», riporta l’enciclopedia online.
Oltre a Soros, Elsztain ha anche lavorato a stretto contatto con il magnate immobiliare statunitense Sam Zell (vero nome Shmuel Zielonka), miliardario americano attivo in molte cause filantropiche per l’ebraismo in America e in Israele.
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Elszstain avrebbe contatto anche con il manager di hedge fund Michael Steinhardt, miliardario pure lui attivo assai nelle cause ebraiche, con donazioni per più di un centinaio di milioni, ad esempio con viaggi gratuiti di 10 giorni offerti ad ebrei di età tra i 18 e i 26 anni. Steinhardt fa parte del «Mega Group», un club vagamente organizzato di 20 tra gli uomini d’affari ebrei più ricchi e influenti, formato da Leslie Wexner, il padrone del marchio di lingerie Victoria’s Secret considerato mentore (e forse vittima?) di Jeffrey Epstein, cui cedette la lussuosissima magione di Nuova York.
Un altro contatto riconosciuto dell’Elsztain è il magnate di Hollywood Edgar Bronfman junior, ex CEO della Warner e di Seagram, il colosso del whisky costruito dal padre, Edgar Bronfman senior, che come presidente del World Jewish Congress (di cui Elsztain nel 2005 sarebbe divenuto tesoriere), aveva avviato un’attività diplomatica con l’Unione Sovietica per portare alla legittimazione della lingua ebraica nell’URSS e ha contribuito a far sì che gli ebrei sovietici potessero legalmente praticare la propria religione, come così come emigrare in Israele. En passant, ricordiamo che le due sorelle di Bronfman jr. sono state oggetto delle cronache recenti perché coinvolte a vario titolo nello scandalo della setta psico-sessuale NXIUM, della quale tuttavia il defunto padre sembrava diffidare molto.
Secondo quanto riportato, Elsztain partecipa annualmente al World Economic Forum di Davos, e avrebbe partecipato anche ai Business Summit dei G20. Nel 2008 ha incontrato Hugo Chavez – un uomo che per il forsennato antisocialista Milei dovrebbe rappresentare il male… – per discutere dell’antisemitismo, lodando la volontà di ascolto che il caudillo di Caracas aveva per la causa della comunità ebraica.
Secondo la stampa argentina, Elsztain sarebbe divenuto un visitatore regolare della Casa Rosada, ossia il palazzo presidenziale, quando al potere vi era Christina Kirchner, divenendone, secondo articoli apparsi all’epoca «un alleato strategico». Si tratta della massima rappresentante di quel sistema che il Milei, grillescamente, diceva di voler rottamare.
Il Milei è comparso questa settimana anche nel programma YouTube dell’ebreo sionista americano Ben Shapiro, il cui grande gruppo editoriale di supposta «controinformazione» di area conservatrice, il Daily Wire, sta perdendo colpi dopo che è stata allontanata la stella del gruppo Candace Owens, commentatrice nera accusata di essere antisemita per la sua opposizione al sostegno degli USA e Israele nel massacro dei palestinesi e per aver detto, questione interessante, che «Cristo è re».
????Javier Milei con Ben Shapiro (Programa Completo)
✅Los Argentinos decidieron madurar, decidieron abrazar la libertad, y ese es el mejor de los mensajes
✅Muchos bancos de inversión esperaban para el 2025 una inflación de 250%, pero ahora ya esperan una del 30%.
✅La buena… pic.twitter.com/mhHnoXO0Gq— Tv Pública Libertaria (@Tv_Libertaria) April 14, 2024
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Lo Shapiro aveva organizzato anni fa una grande intervista rilassata con il premier israeliano Beniamino Netanyahu, portandosi appresso anche un altro idolo degli spettatori conservatori di YouTube, lo psicologo canadese Jordan Peterson, allora appena uscito da anni di depressione nascosta ai fan così come dalle traversie, anche gravi, dalla conseguenza dolorosissima dipendenza da psicofarmaci cagionatagli dalle scelte mediche.
Pro-Israel social media influencers Jordan Peterson and Ben Shapiro advertise a series based on their recent visit to occupied Jerusalem, where they trespassed at Al-Aqsa, accompanied by the Israeli military and met with PM Benjamin Netanyahu. pic.twitter.com/3y2UbvD3kQ
— MintPress News (@MintPressNews) November 10, 2022
L’operazione dello Shapiro – mantenere israelizzata la destra americana – era già allora piuttosto chiara, ora è più spudorata che mai, e al contempo, fragile, perché non tutti paiono obbedire al filogiudaismo di default installato in questi decenni. Anzi: ha destato stupore come il pubblico di un comizio di Trump abbia cominciato a cantare «Genocide Joe!», riferendosi al supporto di Biden al massacro dei palestinesi da parte degli israeliani.
???????????????????? Donald Trump calls President Biden “GENOCIDE JOE!” pic.twitter.com/84xO69yvod
— Jackson Hinkle ???????? (@jacksonhinklle) April 14, 2024
Sorprendentemente, il Trump riferendosi ai supporter che scandivano lo slogan, ha dichiarato «non hanno torto».
A Buenos Aires – a quarta città al mondo per numero di cittadini di religione ebraica che, per coincidenza, è anche il luogo di origine dell’attuale papa – invece si ascolta tutt’altra musica.
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Immagine di Haim Zach / Government Press Office of Israel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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Washington sta cercando il prossimo leader di Cuba
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Geopolitica
Colono ebreo armato accusato della morte di un leader palestinese in Cisgiordania
Giovedì i procuratori israeliani hanno formalizzato l’accusa di omicidio colposo a carico del colono ebreo Yinon Levi in relazione all’uccisione a colpi d’arma da fuoco, avvenuta nel 2025 nella Cisgiordania occupata, della leader della comunità palestinese Awdah Hathaleen. Si tratta della prima incriminazione di questo genere in sette anni.
Hathaleen, insegnante di 31 anni, è stata uccisa il 28 luglio durante uno scontro con un gruppo di coloni che avevano introdotto escavatori nel villaggio di Umm al-Khair per livellare il terreno e realizzare un nuovo avamposto. Gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono considerati illegali dal diritto internazionale, poiché le Nazioni Unite li ritengono un ostacolo alla nascita di uno Stato palestinese indipendente.
Le immagini dell’episodio mostrano Levi mentre brandisce una pistola durante lo scontro con i residenti e apre il fuoco contro la folla. Si odono alcuni degli uomini che lo circondano gridare «Sparatemi» in inglese. Secondo l’atto d’accusa, citato da Haaretz, Levi ha esploso un colpo verso degli edifici «agendo in modo sconsiderato, consapevole della possibilità che le sue azioni potessero causare la morte di qualcuno».
Se dichiarato colpevole, rischia fino a 12 anni di reclusione. Levi era stato inserito nella lista degli «estremisti violenti» dall’amministrazione Biden, ma il presidente statunitense Donald Trump lo ha cancellato dalle sanzioni americane nel 2025. Resta comunque soggetto alle sanzioni dell’Unione europea.
El grupo DDHH B’Tselem publica vídeo del periodista palestino Awdah Hathaleen filmando su propio asesinato a manos del colono israelí Yinon Levi
Como es habitual en Israel, juez liberó rápidamente a Levi, a pesar d q las imágenes muestran q le disparó a Hathaleen a sangre fría pic.twitter.com/788KmMSqRc
— aapayés (@aapayes) August 11, 2025
This is the settler who killed our dear friend ‘Awdah Hathaleen.
At the end of the video, he fires the bullet that took the life of ‘Awdah
Today, the apartheid court decided to release him to house arrest.
Yinon Levi, a settler sanctioned by 9 countries (now 8, because of Trump) pic.twitter.com/pwFBFVmBkc— Basel Adra (@basel_adra) July 29, 2025
An Israeli settler just shot Odeh Hadalin in the lungs, a remarkable activist who helped us film No Other Land in Masafer Yatta. Residents identified Yinon Levi, sanctioned by the EU and US, as the shooter. This is him in the video firing like crazy. pic.twitter.com/xH1Uo6L1wN
— Yuval Abraham יובל אברהם (@yuval_abraham) July 28, 2025
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Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, coloni e soldati israeliani hanno ucciso almeno 1.100 palestinesi in Cisgiordania dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas a Gaza nell’ottobre 2023.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din evidenzia che Levi è il primo civile israeliano a essere incriminato per la morte di un palestinese in Cisgiordania dal 2019. I dati dell’associazione, riportati dai media israeliani, indicano che tra il 2005 e il 2025 oltre il 90% dei casi non ha portato ad alcuna incriminazione e soltanto il 3% si è concluso con una condanna.
Negli ultimi anni Israele ha intensificato l’espansione degli insediamenti, una politica sostenuta da esponenti politici tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il mese scorso Smotrich ha annunciato lo stanziamento di circa 440 milioni di dollari per la creazione di 34 nuovi insediamenti, provocando la condanna delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata. Una moschea è stata data alle fiamme nel villaggio palestinese di Tal.
Due settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
I coloni due mesi fa hanno incendiato la città cristiana di Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania come Taybeh, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
La Knesset ha votato la proposta di legge di Ben-Gvir (che gira con una spilla a forma di cappio e festeggia il compleanno con torte sempre a tema di impiccagione) per dare la pena di morte ai «terroristi», intendendo per questi solo i palestinesi.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Attacco su vasta scala Houthi contro le forze sostenute dai sauditi
Reports are emerging of a significant Houthi assault on the Saudi backed Yemen Emergency Forces encampment near Marib, Yemen with several casualties reported. This video purports to show the aftermath of one of the attacks, though it has not been verified.
Marib is the… pic.twitter.com/6LmQyHkhW2 — OSINTdefender (@sentdefender) August 6, 2026
From point-blank range: Very powerful footage showing Yemeni army forces storming positions of the Iran-backed Houthi group on the Marib front.
– Yemeni army soldiers are seen assaulting Houthi positions. pic.twitter.com/gKpOt91Gnu — The Middle East (@A_M_R_M1) August 7, 2026
Footage shows a large fire erupting in Saudi Arabia’s Najran region just hours after Yemen said it targeted a military facility there with a rocket attack.
A Yemeni drone attack targeted Saudi-backed militia positions in the Hadhramaut province. LOUD explosions. U.S. media… pic.twitter.com/HQsZZGtbUh — Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) August 7, 2026
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