Geopolitica
Groenlandia, eurodeputato danese manda Trump a fare in
In un discorso al Parlamento europeo, un politico danese si è lanciato in una filippica carica di maleparole contro il neopresidente statunitense Donald Trump, respingendo le richieste di acquisto della Groenlandia da parte di Washington.
Trump, che ha prestato giuramento lunedì, ha ripetutamente affermato che la proprietà dell’isola artica danese ricca di minerali sarebbe necessaria per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ex colonia danese, la Groenlandia ha ottenuto l’autogoverno da Copenaghen nel 1979.
Martedì, Anders Vistisen, membro del Partito Popolare Danese, ha preso la parola al Parlamento europeo a Strasburgo.
«Caro Presidente Trump, ascolta molto attentamente», ha detto in lingua inglese. «La Groenlandia fa parte del regno danese da 800 anni. È una parte integrante del nostro Paese. Non è in vendita».
«Mi lasci dire le cose in parole che può capire», ha continuato il Vistisen. «Signor Trump, vaffanculo».
Danish MEP Anders Vistisen swears at Trump, says Greenland not for sale, then tells him to fuck off pic.twitter.com/lTELtt5Mfq
— Esheru (@EsheruKwaku) January 21, 2025
A quel punto la vicepresidente dell’Europarlamento, Nicolae Stefanuta ha redarguito il Vistisen dicendo che la sua scelta di parole era inaccettabile. «Non va bene in questa casa della democrazia. Indipendentemente da ciò che pensiamo del signor Trump, non è possibile usare un linguaggio del genere», ha detto la Stefanuta.
In un post su X di ieri, il Vistisen sembrava moderare il suo messaggio a Trump.
«Signor Presidente, nel Partito Popolare Danese noi combattiamo per la Danimarca proprio come lei combatte per il suo Paese, gli USA. La Groenlandia è danese, non è in vendita, e né minacce né preghiere possono cambiare le cose», ha scritto. «Tratta bene i tuoi alleati e noi ricambieremo la cortesia».
Il primo ministro danese Mette Frederiksen e il governo pro-indipendenza della Groenlandia hanno escluso la vendita dell’isola autonoma agli Stati Uniti. Trump aveva originariamente proposto l’acquisto della Groenlandia durante il suo primo mandato.
Nel 2019, aveva annullato il suo viaggio in Danimarca dopo che Frederiksen aveva respinto l’idea.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha dichiarato di non escludere l’uso della coercizione per conquistare il territorio artico danese.
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Immagine di Elekes Andor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
Geopolitica
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Geopolitica
Lavrov: Zelens’kyj sa che un accordo di pace porrebbe fine al suo regime
Il ministro degli Esteri russo SergejLavrov ha dichiarato domenica che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha ripetutamente ostacolato i negoziati di pace con la Russia, temendo che qualsiasi accordo accettabile per Mosca e Washington avrebbe messo fine al suo governo.
Nel corso di una conferenza stampa in Bahrein, Lavrov ha accusato Kiev di aver intrapreso azioni che hanno fatto deragliare i progressi diplomatici ogni volta che Russia e Ucraina sembravano vicine alla ripresa dei negoziati.
«È ovvio che Zelens’kyj non ha alcuna intenzione di fare alcun passo avanti verso il raggiungimento di un accordo», ha affermato. «Presumibilmente, questo perché comprende che qualsiasi accordo accettabile sia per la Russia che per gli Stati Uniti segnerebbe la fine del suo regime, e anche la sua stessa fine personale».
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L’Ucraina ha ripetutamente attaccato obiettivi civili poco dopo i segnali di progresso nei colloqui di pace, compresi quelli sostenuti dal presidente statunitense Donald Trump, ha affermato il ministro degli Esteri. Questi incidenti hanno convinto Mosca che non desidera che i negoziati abbiano successo, ha aggiunto.
Lavrov ha fatto riferimento al vertice di Parigi del dicembre 2019, in cui Ucraina, Russia, Francia e Germania si accordarono sui passi necessari per l’attuazione degli accordi di pace di Minsk, che Kiev in seguito non ha rispettato, accusando inoltre Zelens’kyj di aver ostacolato i negoziati di Istanbul del 2025 e i successivi colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina ad Abu Dhabi all’inizio di quest’anno.
Con i negoziati in una fase di stallo senza progressi, l’Ucraina ha continuato la sua diplomazia a gran voce, chiedendo pubblicamente nuovi colloqui e un cessate il fuoco incondizionato. Mosca ha respinto l’idea di una tregua temporanea, insistendo su un accordo di pace a lungo termine che affronti le cause profonde del conflitto.
L’ultima iniziativa di pace di Trump includeva un cessate il fuoco energetico tra Ucraina e Russia, annunciato l’11 ottobre, a seguito di un accordo statunitense per allentare temporaneamente le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo. Tuttavia, né Mosca né Kiev hanno confermato la tregua. Zelens’kyjha affermato di essere rimasto sorpreso dall’annuncio; il Cremlino ha riconosciuto che le discussioni sono in corso. Kiev ha colpito due importanti raffinerie russe pochi giorni dopo l’annuncio del presidente statunitense.
Trump ha ripetutamente chiesto all’Ucraina di cessare gli attacchi agli impianti petroliferi russi, attribuendo a tali attacchi la responsabilità della carenza globale di carburante e delle conseguenti pressioni sui prezzi della benzina per gli americani: una questione politicamente delicata a poche settimane dalle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
La disputa si è poi allargata, con Zelens’kyj che accusa Washington di aver nascosto informazioni di intelligence sugli attacchi missilistici russi e di aver limitato l’accesso dell’Ucraina alla rete satellitare Starlink di Elon Musk, utilizzata da Kiev per il controllo dei droni.
Venerdì Trump ha negato di aver ordinato le restrizioni; sabato il Segretario di Stato Marco Rubio ha respinto le accuse, affermando che gli Stati Uniti non hanno deliberatamente rallentato i servizi di Starlink.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Trump: Zelens’kyj non ha mai voluto porre fine alla guerra con la Russia
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