Geopolitica
Trump: gli USA conquisteranno la Groenlandia al 100%
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di essere sicuro che Washington prenderà il controllo della Groenlandia e di aver già avuto conversazioni «assolutamente» concrete sull’annessione del territorio autonomo danese.
«Otterremo la Groenlandia. Sì, al 100%», ha detto Trump all’emittente statunitense NBC in un’intervista telefonica sabato. C’è una «buona possibilità che potremmo farcela senza la forza militare», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe «tolto nulla dal tavolo».
In an interview with NBC News, Donald Trump said that the United States would “100 percent” have Greenland.
He added that there was a high probability of achieving this without the use of military force but did not rule anything out.
🇬🇱🇺🇸 pic.twitter.com/uduD1nTzlK
— meme.hpg (@memehpg) March 30, 2025
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Secondo il presidente americano, l’annessione della Groenlandia è una questione di «pace internazionale» e «sicurezza e forza internazionale«. Quando gli è stato chiesto quale messaggio avrebbe inviato la mossa al resto del mondo, Trump ha dichiarato: «Non ci penso davvero. Non mi interessa davvero».
Un video condiviso da Trump all’inizio di questa settimana sosteneva che l’isola era minacciata da «aggressione russa» ed «espansione cinese». La clip affermava che la partnership tra Groenlandia e Stati Uniti «non è solo storia. È destino».
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato giovedì che «la Russia non ha mai minacciato nessuno nell’Artico». Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa il presidente del Comitato di difesa della Duma di Stato russa Andrej Kartapolov aveva accusato gli USA di volere la Groenlandia per installarvi basi per caccia atomici.
L’intervista di Trump è stata rilasciata appena un giorno dopo che il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha visitato il territorio artico ricco di risorse. Durante la sua permanenza, ha accusato la Danimarca di fare un pessimo lavoro per la popolazione della Groenlandia. «Penso che sareste molto meglio sotto l’ombrello di sicurezza degli Stati Uniti di quanto non lo siate stati sotto quello della Danimarca», ha affermato Vance durante la visita a una base statunitense sull’isola.
Denmark’s leadership has failed the people of Greenland, and their bullying tactics won’t change that.
Investment in Greenland’s security is in America’s best interest, and it will continue under President Trump. pic.twitter.com/ZpGlnDXCRh
— Vice President JD Vance (@VP) March 28, 2025
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Trump aveva inizialmente proposto di acquistare il territorio autonomo danese durante il suo primo mandato nel 2019 e ha riacceso la discussione dopo essere tornato in carica. Da allora ha ripetutamente promesso di rendere l’isola parte degli Stati Uniti, sostenendo che è necessario per motivi di sicurezza.
Le dichiarazioni del presidente americano hanno suscitato una reazione furiosa da Copenhagen. Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha dichiarato questa settimana che tali azioni non erano appropriate per uno stretto alleato e stavano solo «aumentando le tensioni». Il ministro danese ha quindi accusato Trump di essere andato «troppo oltre».
Come riportato da Renovatio 21, parlamentare danese e presidente del comitato di difesa Rasmus Jarlov ha avvertito a metà marzo che le aspirazioni degli Stati Uniti di annettere l’isola potrebbero portare a una guerra tra le nazioni della NATO. L’eurodeputato danese, Anders Vistisen, durante un discorso al Parlamento europeo a Strasburgo si era spinto a dire: «mi lasci dire le cose in parole che può capire… Signor Trump, vada a fanculo».
Anche il primo ministro uscente della Groenlandia, Mute B. Egede, ha denunciato quella che ha definito «pressione aggressiva» da parte degli Stati Uniti.
Ora anche il neoeletto premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha esortato la popolazione dell’isola a unirsi e a far capire chiaramente al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Washington non assumerà mai il controllo del territorio artico.
In un post su Facebook pubblicato domenica, Nielsen ha chiesto una risposta calma ma ferma alla crescente pressione degli Stati Uniti.
«Non dobbiamo agire per paura. Dobbiamo rispondere con pace, dignità e unità», ha scritto. «Il presidente Trump afferma che gli Stati Uniti stanno “ottenendo la Groenlandia”. Voglio essere chiaro: gli Stati Uniti non la stanno ottenendo», ha affermato Nielsen.
«Non apparteniamo a nessun altro. Siamo noi a determinare il nostro futuro», ha ribadito. «Ed è attraverso questi valori che dobbiamo mostrare chiaramente, chiaramente e con calma al presidente americano che la Groenlandia è nostra. Era così ieri. È così oggi. Ed è così che sarà in futuro».
Nielsen, leader del partito Demokraatit, è stato eletto all’inizio di questo mese con una sorprendente vittoria. La sua piattaforma si è concentrata sulla protezione dell’autonomia della Groenlandia, sulla riduzione della dipendenza dalla Danimarca e sull’incoraggiamento degli investimenti internazionali senza rinunciare al controllo sulle risorse locali.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa Trump, con a fianco il segretario NATO Mark Rutte nello Studio Ovale, aveva dichiarato che l’annessione della Groenlandia avverrà e l’Alleanza Atlantica potrebbe perfino essere coinvolta.
La presenza nell’ultima uscita di Trump della parola «destino» appare come un riferimento esplicito alla teoria del «Destino Manifesto» degli USA, ossia la logica per cui il Paese egemone dovrebbe spingere emisfericamente la sua espansione in tutto il continente.
La ridefinizione del Golfo del Messico come «Golfo d’America», i discorsi di annessione del Canada come ulteriore Stato dell’Unione e la manovra su Panama – canale costruito dagli USA proprio a partire da ideali non dissimili – vanno in questo senso di profonda riformulazione geopolitica della politica Estera della superpotenza.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Teheran reagisce all’attacco USA contro l’isola
🚨The IRGC simultaneously attacked US Bases in Kuwait and Bahrain in retaliation for US strikes.
IRGC seemingly used multiple Ballistic Missiles (SRBM / MRBM). Possibly Kamikaze Drones (Loitering Munition) were launched as well. https://t.co/PyibP3mynN pic.twitter.com/3wavK0FqdR — Saikiran Kannan | 赛基兰坎南 (@saikirankannan) June 6, 2026
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Geopolitica
La Kallas propone una missione navale dell’UE per Ormuzzo
L’UE potrebbe estendere la sua attuale missione navale nel Mar Rosso allo Stretto di Ormuzzo, assumendo un ruolo di primo piano nelle operazioni di sminamento in questa strategica rotta marittima.
L’operazione «Aspides» del blocco, lanciata nel febbraio 2024, pattuglia il Mar Rosso, il Golfo di Aden e la parte nord-occidentale dell’Oceano Indiano, scortando navi mercantili e contribuendo a proteggere il traffico marittimo dagli attacchi dei militanti sciiti Houthi yemeniti.
Secondo un documento diffuso dal servizio diplomatico dell’UE, guidato dall’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la proposta prevede che Aspides assuma il «ruolo primario» nelle operazioni di sminamento nello Stretto ermisino, affiancando gli sforzi di una coalizione franco-britannica ad hoc. Qualsiasi ampliamento della missione richiederebbe il sostegno unanime di tutti i 27 Stati membri.
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Lo Stretto ormusino, al largo delle coste iraniane – una rotta fondamentale per le forniture globali di petrolio e GNL – è stato al centro delle tensioni in Medio Oriente da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran alla fine di febbraio. Il traffico marittimo attraverso lo stretto è stato fortemente interrotto, con Washington e Teheran che si accusano reciprocamente di aver violato il fragile cessate il fuoco raggiunto ad aprile.
Bruxelles aveva già respinto la richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza dello stretto. Kallas ha affermato che l’UE non aveva «alcun interesse» ad ampliare l’operazione Aspides e ha insistito sul fatto che «questa non è la guerra dell’Europa».
Per settimane Trump ha criticato aspramente i suoi alleati europei della NATO per non essere entrati in guerra e ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero abbandonare il blocco militare di conseguenza. Londra e Parigi hanno poi annunciato che avrebbero lanciato una «missione multinazionale per proteggere la libertà di navigazione non appena le condizioni lo consentiranno».
Questa settimana Stati Uniti e Iran si sono scambiati nuovamente attacchi missilistici dopo aver minacciato di compromettere il cessate il fuoco. I negoziati sul programma nucleare di Teheran e sullo status di Ormuzzo rimangono in una fase di stallo.
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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Israele bombarda il Libano dopo l’accordo per il cessate il fuoco
Aviones de ocupación israelíes bombardean Al-Masaken, ciudad de Tiro, en el sur del Líbano pic.twitter.com/bZSTF39Sw2
— aapayés (@aapayes) June 4, 2026
L’armée israélienne continue de tuer des libanais ce matin et de bombarder le sud du Liban avec l’aval total du président Aoun et de Salam.
Au moins 5 civils tués dans la ville de Sohmor dans la Beqaa et plusieurs frappes sur Tibnin. Aoun a d’ailleurs menacer le peuple libanais… pic.twitter.com/InbOtpjz3P — InfoSudLiban (@InfoSudLiban) June 4, 2026
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