Spazio
Aereo passeggeri colpito da presunti detriti spaziali
Un Boeing 737 MAX 8 della United Airlines è stato colpito in volo da un oggetto non identificato, che alcuni ritengono possa essere un detrito spaziale.
Il volo United 1093, partito giovedì da Denver, Colorado, con 140 persone a bordo e diretto a Los Angeles, ha effettuato una discesa imprevista circa 40 minuti dopo il decollo mentre sorvolava lo Utah, venendo poi dirottato su Salt Lake City.
Immagini non verificate circolate sui social media mostrano danni alla fusoliera, vetri rotti nella cabina di pilotaggio e sangue sul braccio del pilota. Secondo il sito di notizie aeronautiche AvBrief.com, il capitano ha riferito che l’aereo è stato colpito da «detriti spaziali».
🚨United Boeing 737 MAX 8 (N17327) flight UA1093 from Denver to Los Angeles diverted to Salt Lake City after reportedly hitting “metal space debris” at 36,000 ft. 😳
The crew noticed a crack in one layer of the windshield and landed safely.
A replacement aircraft later continued… pic.twitter.com/OIDl5rq942— Turbine Traveller (@Turbinetraveler) October 18, 2025
Sostieni Renovatio 21
AvBrief ha aggiunto che gli investigatori stanno valutando l’ipotesi che l’aereo abbia urtato un frammento di un pallone meteorologico.
La passeggera Heather Ramsey ha dichiarato a FOX 11 che l’equipaggio ha comunicato tramite l’interfono che l’aereo era «entrato in collisione con un oggetto».
Il National Transportation Safety Board (NTSB) ha annunciato domenica di aver avviato un’indagine sul parabrezza danneggiato dell’aereo. United ha confermato il danno al parabrezza, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
Il fenomeno dei detriti spaziali che cadono sulla terra è in aumento con la quantità di nuovi lanci spaziali della nostra epoca.
Come riportato da Renovatio 21, a gennaio un razzo SpaceX era esploso in una pioggia di detriti spaziali. Sette mesi prima un video che mostrava apparentemente i detriti di un veicolo spaziale che colpisce il suolo in un’area popolata era stato caricato sulla piattaforma di social media cinese Weibo. Altre volte la Repubblica Popolare Cinese ha avuto problemi con detriti spaziali precipitati sulla Terra.
Anche l’India, Paese che spinge per divenire potenza spaziale (sfruttando anche il settore privato), ha incontrato inconvenienti simili.
La vera questione rimane quella dei detriti spaziali orbitanti, il cui affastellarsi potrebbe provocare quella che chiamano la sindrome di Kessler, una condizione di pericolo costante a causa di spazzatura cosmica che renderebbe impossibile per l’umanità di uscire dall’atmosfera per secoli o perfino per millenni.
Una guerra spaziale, va ricordato, potrebbe impedire all’umanità l’accesso allo spazio per secoli o millenni, a causa dei detriti e della conseguente sindrome di Kessler. Tuttavia, pare che gli eserciti si stiano davvero preparando alla guerra orbitale.
Geopolitica
Musk: Kiev ha abusato di Starlink per uccidere
Correct.
Using Starlink, a civilian commercial service, for offensive drone strikes to kill people has never been allowed, nor should it be. Starshield, a different system, is controlled by the US government. What they decide to do is up to them. Ukraine military violated Starlink terms of service and used it for offensive drone strikes to kill people. That loophole was closed last week. Starlink remains critical to the defense of Ukraine, as it is the only system that cannot be jammed or blown up, at least for now. Were Starlink to be turned off, the Ukrainian front line would collapse immediately. This is NOT a threat, it is simply a statement of fact. Starlink was also crucial to preventing Russia from overrunning Ukraine in the early days of the war, as all other means of communication were destroyed or jammed by Russia. SpaceX has done more to defend Ukraine than any private company on Earth BY FAR. That said, I have nothing but UTTER CONTEMPT for the virtue-signaling evil warmongers who push for endless slaughter and offer no realistic solution to the conflict. May you burn in hell. End of story. — Elon Musk (@elonmusk) October 24, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spazio
Il Giappone lancia una missione storica per la raccolta di campioni dalle lune di Marte
L’agenzia spaziale giapponese ha lanciato una missione con l’obiettivo di diventare la prima ad atterrare su una delle lune di Marte e a riportare sulla Terra campioni prelevati dalla sua superficie.
Secondo una diretta televisiva dell’Agenzia spaziale giapponese (JAXA), lunedì un razzo H3 con a bordo la sonda spaziale Martian Moons eXploration (MMX) è decollato dal Centro spaziale di Tanegashima.
Se la missione procederà come previsto, almeno 10 grammi di materiale proveniente da Phobos saranno riportati sulla Terra nel 2031, con la prima operazione di atterraggio programmata tra circa due anni.
Nessuna sonda spaziale è mai riuscita ad atterrare su Phobos o su Deimos, la luna minore di Marte. L’URSS lanciò due sonde nel 1988, ma nessuna delle due completò la propria missione.
Phobos 1 andò perduto prima di raggiungere Marte a causa di un comando errato proveniente dalla Terra che disattivò il suo sistema di controllo dell’assetto. Phobos 2 trascorse quasi due mesi a osservare Marte e Phobos prima che un guasto alle comunicazioni ponesse fine alla missione, impedendole di dispiegare due piccoli moduli di atterraggio.
La successiva missione russa Fobos-Grunt, volta al recupero di campioni, fallì nel 2011 a causa di un guasto al sistema di propulsione che permise alla sonda di uscire dall’orbita terrestre e dirigersi verso Marte.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La JAXA prevede che la sonda MMX raggiunga Marte nell’agosto o settembre del 2027 e inizi le osservazioni prima di rilasciare un rover alla fine del 2028 o all’inizio del 2029. La sonda trasporta un rover franco-tedesco di 25 chilogrammi chiamato IDEFIX, che verrà rilasciato su Phobos per studiarne la superficie per circa 100 giorni. La sonda principale tenterà quindi due atterraggi per raccogliere campioni. Si prevede inoltre che MMX sorvoli Deimos nel 2030 prima che il suo modulo di rientro faccia ritorno sulla Terra.
L’atterraggio su Phobos rappresenta una sfida tecnica di notevole portata. La luna misura appena 27 chilometri nel suo diametro maggiore e la sua attrazione gravitazionale è troppo debole per le operazioni convenzionali in orbita ravvicinata. Pertanto, MMX sincronizzerà la sua orbita attorno a Marte con quella di Phobos, diventando di fatto un «quasi satellite» della luna.
Gli scienziati sperano che i campioni aiuteranno a stabilire se Phobos si sia formato da detriti scagliati in orbita da un impatto massiccio su Marte o se sia un asteroide catturato dalla gravità del pianeta.
Campioni di suolo e roccia marziana sono stati raccolti e analizzati sulla superficie del pianeta da diverse missioni precedenti. Anche il rover Perseverance della NASA ha conservato campioni per un eventuale ritorno sulla Terra, ma la missione di recupero pianificata congiuntamente con l’Agenzia Spaziale Europea ha perso i finanziamenti all’inizio di quest’anno.
La missione cinese Tianwen-3 potrebbe riportare sulla Terra campioni raccolti direttamente da Marte già nel 2031.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto il direttore generale della NASA Jared Isaacman ha visitato l’Idaho National Laboratory per esaminare i progressi realizzabili nella realizzazione di un veicolo spaziale a propulsione nucleare, nell’ambito dell’impegno dell’Amministrazione a superare la Cina nella nuova «corsa allo spazio».
Ad aprile SpaceX, il principale lanciatore orbitale internazionale, ha approvato un piano che lega la remunerazione in azioni del fondatore e CEO Elon Musk alla costruzione di una colonia su Marte e alla gestione di data center su larga scala nello spazio, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, citando documenti aziendali riservati.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
Incendio in una stazione Starlink in Bulgaria
In Bulgaria, near Sofia, two masked individuals set fire to 11 of the 17 SpaceX antennas providing Starlink connectivity.
According to Bulgarian MP Ivaylo Mirchev, these stations provided backbone connectivity to satellites, including for Ukraine. Mirchev called on the security services and the Interior Ministry to explain what had happened: “It was no coincidence that these particular antennas were set on fire. They provide the backbone communications link to these satellites. The same thing happened to similar antennas in Poland at the end of September.” Bulgarian PM Rumen Radev refused to disclose details of the suspected arson, citing the ongoing investigation, BNR News reports. The Interior Ministry said that security at similar facilities had already been stepped up. — Anton Gerashchenko (@Gerashchenko_en) October 14, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione1 settimana faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi2 settimane faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero1 settimana faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito2 settimane fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Vaccini2 settimane faVaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
-



Epidemie2 settimane fa«Perché Fauci deve marcire in galera»
-



Spirito1 settimana faLe nuove promozioni scandalose di papa Leone
-



Intelligenza Artificiale2 settimane faLa polizia tedesca arresta un robot pedofilo













