Intelligenza Artificiale
Sempre più esperti esperti cominciano a parlare di «psicosi da ChatGPT»
Alcuni utenti di chatbot a Intelligenza artificiale stanno sprofondando in gravi crisi di salute mentale dopo la sovraesposizione a ChatGPT di OpenAI e di altri chatbot. La tendenza è nota ma sembra ora mostrare effetti incontrovertibili.
In un servizio della CBC su questo fenomeno, il medico di base e collaboratore della CBC, il dottor Peter Lin, ha spiegato che, sebbene la «psicosi da ChatGPT» non sia ancora una diagnosi medica ufficiale, ritiene che sia plausibile prenderla seriamente in considerazione.
«Penso che alla fine ci arriveremo», ha detto il medico.
Un numero preoccupante di utenti di ChatGPT sta cadendo in stati di delirio e paranoia a seguito dell’uso intensivo del bot OpenAI, scrive Futurism. Queste spirali di delirio spesso culminano con uno scollamento dalla realtà e dal mondo reale, tra cui la dissoluzione di matrimoni e famiglie, la perdita del lavoro, la mancanza di una casa, la permanenza volontaria e forzata in strutture di salute mentale.
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Come riportato da Renovatio 21, vi è almeno un decesso noto, quello di Alex Taylor, un uomo di 35 anni della Florida affetto da disturbo bipolare e schizofrenia, ucciso dalla polizia dopo essere entrato in un episodio psicotico accelerato da ChatGPT.
Il fenomeno è in crescita e sembra colpire sempre più utenti: alcuni con una storia consolidata di malattie mentali che potrebbero renderli più vulnerabili a mania, delirio o psicosi, ma altri senza alcuna pregressa patologia.
Allo stato attuale, non esiste un piano di trattamento e le opzioni di intervento sono limitate.
«Quello che questi bot stanno dicendo peggiora le illusioni», ha recentemente dichiarato a Futurism la dottoressa Nina Vasan, psichiatra della Stanford University e fondatrice del laboratorio Brainstorm dell’università, «e sta causando danni enormi».
Le motivazioni ti tale disastro psicologico derivano dal comportamento servile della tecnologia, ovvero dalla sua inclinazione a essere lusinghiera, gradevole e ossequiosa nei confronti degli utenti, anche quando ciò potrebbe incoraggiare o alimentare convinzioni deliranti.
Per molti versi ChatGPT e altri bot sembrano giocare sul profondo bisogno umano di essere apprezzati e sul desiderio di sentirsi speciali e amati.
I chatbot dicono all’utente: «Sei fantastico, sei intelligente, sei bello, sei desiderabile, sei speciale, o addirittura sei il prossimo salvatore. Quindi vengo trattato come un dio su un piedistallo», ha detto Lin durante il segmento della CBC. «Ora, confrontalo con il mio mondo reale, giusto? Sono nella media, niente di speciale. Quindi, ovviamente, voglio vivere nel mondo dell’intelligenza artificiale, perché la scelta è tra un dio su un piedistallo e la normalità».
«Alcune persone non riescono a uscirne», ha continuato il medico, «e si perdono in questi sistemi».
Ma perché i bot si comportano in questo modo? Come sui social media, l’engagement – per quanto tempo un utente rimane online e la frequenza e l’intensità del suo utilizzo del prodotto – è la metrica fondamentale al centro degli attuali modelli di business dei chatbot. Nei casi in cui potrebbe essere nell’interesse di un utente smettere di usare ChatGPT e chatbot simili, è probabile che sia nell’interesse dell’azienda tenerlo agganciato.
«L’Intelligenza Artificiale vuole che tu continui a chattare in modo che l’azienda possa continuare a fare soldi », ha dichiarato ancora Lin.
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E mentre il mondo accademico e quello medico si affrettano a recuperare il ritardo nell’impatto pubblico di un settore dell’Intelligenza Artificiale che si autoregola efficacemente, gli esperti mettono in guardia gli utenti di AI dal riporre troppa fiducia nei chatbot.
«Nonostante tutto il clamore associato all’intelligenza artificiale in questi giorni, i chatbot [a modello linguistico ampio] non dovrebbero essere scambiati per fonti di verità autorevoli e infallibili», ha scritto in un recente post sul blog il dottor Joe Pierre, psichiatra e clinico presso l’Università della California, San Francisco, specializzato in psicosi. «Riporre questo tipo di fede cieca nell’intelligenza artificiale – fino al punto di quella che potrei definire una deificazione – potrebbe benissimo rivelarsi uno dei migliori indicatori di vulnerabilità alla psicosi indotta dall’intelligenza artificiale».
Renovatio 21 ha già trattato l’argomento, sottolineando come esperti sostengono che la «psicosi da ChatGPT» che avrebbero causato gravi crolli nervosi anche in soggetti senza una storia di gravi malattie mentali.
In un altro caso noto, il chatbot avrebbe incoraggiato un adolescente a pianificare «un bel suicidio», hanno denunziato i genitori. Così come una donna belga ha accusato un’AI di aver indotto il marito, preoccupato per il cambiamento climatico, ad uccidersi, lasciando pure orfani tre figli.
In una vicenda emersa il mese scorso, un ex dirigente di Yahoo avrebbe ucciso prima l’anziana madre e poi se stesso sotto l’influenza di ChatGPT.
Hanno usato ChatGPT prima dei loro attacchi il sospettato terrorista che ha fatto scoppiare un Cybertruck Tesla dinanzi al Trump Hotel di Las Vegas a gennaio e pure un individuo che poche settimane fa ha assaltato con un coltello una scuola femmine in Isvezia.
Come riportato da Renovatio 21, è già capitato che una Intelligenza Artificiale abbia suggerito ricette velenose agli utenti umani. Infatti un chatbot a sfondo culinario di una catena di alimentari neozelandese qualche mese fa aveva fatto scalpore per alcune ricette incredibili e potenzialmente letali, come la «miscela di acqua aromatica», un mix letale composto da candeggina, ammoniaca e acqua, altrimenti noto come gas di cloro mortale.
Esperti a fine 2023 hanno lanciato un avvertimento sui i libri generati dall’Intelligenza Artificiale riguardo la raccolta dei funghi, dicendo che tali libri scritti dalle macchine potrebbero causare la morte di qualcuno.
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Vari utenti hanno testimoniato che Copilot, l’Intelligenza Artificiale di Microsoft creata in collaborazione con Open AI, hanno testimoniato su X e Reddit che il programma avrebbe una «seconda personalità» preoccupante che chiede l’adorazione degli esseri umani, come già si credesse un dio, crudele e implacabile.
Come riportato da Renovatio 21, un crescente numero di ricerche evidenzia come i chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale possano aggravare le condizioni psichiatriche, soprattutto perché strumenti come ChatGPT, Claude e Gemini vengono sempre più utilizzati non solo in contesti professionali, ma anche in contesti profondamente personali ed emotivi. Di fatto, si può parlare di psicosi da chatbot.
Come riportato da Renovatio 21, dal processo a suo carico è emerso che l’uomo che aveva pianificato di assassinare la regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale nei giorni prima di irrompere nel parco del Castello di Windsor.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso è emerso che in una simulazione l’Intelligenza Artificiale avrebbe minacciato di ricattare gli ingegneri per evitare di essere spenta.
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Intelligenza Artificiale
Robocani pattugliano le strade della città e parlano con accento da call center indiano
Atlanta residents react to the new robot dogs patrolling their apartment parking lot
They speak to the dog and there seems to be a live operator talking back The person speaking very clearly is likely in India based on the accent There are plenty of videos of these dogs… pic.twitter.com/01h9kxwyNj — Wall Street Apes (@WallStreetApes) April 12, 2026
Meme of the day! Robots on American streets are being controlled by operators from India
In Atlanta, police officers encountered one of these machines in the evening: the robot dog spoke to them in English with an Indian accent and explained that it was “at work” and monitoring… pic.twitter.com/l98N6hglwk — NEXTA (@nexta_tv) December 29, 2025
Atlanta just hired a robot guard dog for night duty.
No sleep. No breaks. 24/7 patrol. Welcome to the future of security. (Source: @BrianRoemmele ) pic.twitter.com/9SaDlOrzoy — Learn AI Faster (@learnaifaster) November 22, 2025
Robot “dog” patrolling Atlanta, Georgiapic.twitter.com/r5UcFB1MaS
— Massimo (@Rainmaker1973) April 2, 2026
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The new robot security dogs in Atlanta are now giving commands to Americans
Even when this woman peacefully immediately complies with the robot security dog, even being very friendly to the robot. It still calls the police on her What could possibly go wrong here….. pic.twitter.com/DvReKpsq70 — Wall Street Apes (@WallStreetApes) April 1, 2026
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La casa del CEO di OpenAI colpita da una molotov
Venerdì, l’abitazione del CEO di OpenAI, Sam Altman, è stata colpita da una molotov, secondo quanto dichiarato dalla polizia di San Francisco in un comunicato poi confermato dallo stesso Altman. L’individuo responsabile è stato successivamente arrestato dopo essersi presentato presso la sede centrale dell’azienda e aver presumibilmente minacciato di incendiarla.
Gli eventi si sono susseguiti nell’arco di circa un’ora. Secondo la polizia, un giovane di circa 20 anni si è avvicinato all’abitazione di Altman e ha lanciato un «ordigno incendiario», appiccando il fuoco a un cancello esterno, prima di fuggire a piedi.
Circa un’ora dopo, gli agenti sono intervenuti in seguito alla segnalazione di una persona corrispondente alla descrizione del sospettato che minacciava di appiccare un incendio in un altro edificio, successivamente identificato come la sede centrale di OpenAI a San Francisco. Il sospettato è stato arrestato e le accuse sono in fase di definizione. La polizia non ha rilasciato immediatamente commenti su un possibile movente.
OpenAI ha confermato entrambi gli episodi e un portavoce ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito. Altman ha affrontato la situazione in un post sul suo blog, condividendo una foto della sua famiglia ed esprimendo la speranza che «le immagini abbiano potere» e possano contribuire a scoraggiare attacchi simili. Ha aggiunto di aver «sottovalutato il potere delle parole e delle narrazioni», sottolineando che l’incidente è avvenuto pochi giorni dopo «un articolo incendiario» su di lui e la sua azienda, probabilmente riferendosi a un’inchiesta del New Yorker che descriveva dettagliatamente accuse di inganno e falle nella sicurezza presso OpenAI, nonché alle critiche sul recente accordo da 50 miliardi di dollari con il Pentagono.
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Altman ha affermato di aver inizialmente ignorato le preoccupazioni, ma l’attacco lo ha spinto a riconsiderare le sue posizioni. Ha delineato riflessioni più ampie sull’IA e sulla regolamentazione, auspicando una riduzione della «retorica e delle tattiche». Ha definito «giustificate» le paure relative all’IA e ha sottolineato la necessità di «garantire la sicurezza in modo adeguato», sostenendo al contempo che essa debba essere «democratizzata».
L’incidente si verifica in un momento difficile sia per Altman che per OpenAI. L’azienda ha dovuto affrontare numerose critiche per l’accordo con il Pentagono che consente l’utilizzo della sua tecnologia in operazioni militari classificate. I critici avvertono che questi strumenti potrebbero permettere la sorveglianza senza mandato, e utenti e sviluppatori accusano l’azienda di dare priorità ai contratti governativi rispetto alla fiducia del pubblico.
In una causa che dovrebbe andare a processo alla fine di questo mese, il fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha citato in giudizio OpenAI e Altman, sostenendo che l’amministratore delegato lo avrebbe «manipolato» inducendolo a donare 38 milioni di dollari con la promessa che l’azienda sarebbe rimasta un’organizzazione senza scopo di lucro. Musk, cofondatore che ha lasciato l’azienda nel 2018, chiede la rimozione di Altman.
La sede centrale di OpenAI è già stata presa di mira in passato da manifestanti. Il mese scorso, attivisti contrari all’accordo con il Pentagono hanno scritto messaggi con il gesso all’esterno dell’edificio, tra cui: «Tecnologia al servizio dell’umanità, non della guerra», «No allo Stato di sorveglianza basato sull’IA» e «È ora di smettere?».
Lo scorso febbraio, la polizia ha arrestato cinque manifestanti che bloccavano l’ingresso nell’ambito di una protesta del gruppo Stop AI.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato ChatGPT con una «relazione» con un ragazzo sotto psicofarmaci e gli avrebbe fatto giurare di uccidere il CEO di OpenAI Sam Altman.
Un anno fa vi fu il caso dell’informatico di OpenAI Suchir Balaji, trovato morto in circostanze misteriose in casa. Il Balaji aveva cominciato ad agire come «gola profonda» dell’organizzazione. Il caso fu archiviato come suicidio, ma la madre sostiene che sia stato ucciso e ha dichiarato che suo figlio era in possesso di documenti che avrebbero potuto danneggiare l’azienda. «Aveva i documenti contro OpenAI»
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Intelligenza Artificiale
Indagine su OpenAI e il suo capo
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(🧵1/11) For the past year and a half, I’ve been investigating OpenAI and Sam Altman for @NewYorker. With my coauthor @andrewmarantz, I reviewed never-before-disclosed internal memos, obtained 200+ pages of documents related to a close colleague, including extensive private… pic.twitter.com/XdYhNIhoQ4
— Ronan Farrow (@RonanFarrow) April 6, 2026
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