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«Surreale» cena alla Casa Bianca con Trump, Zuckerberg, Bill Gates

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Il presidente Donald Trump ha organizzato una cena di alto profilo alla Casa Bianca, invitando i leader più influenti della Silicon Valley a discutere di intelligenza artificiale e investimenti negli Stati Uniti.

 

Tra i presenti figuravano Mark Zuckerberg, CEO di Meta Facebook, Tim Cook, CEO di Apple, Sam Altman, CEO di OpenAI, e Bill Gates, il fondatore di Microsoft con ampie attività filantrocapitaliste in corso. Molti di costoro in passato avevano pubblicamente criticato Trump. Elon Musk, tecnicamente il più ricco e di successo tra gli imprenditori tecnologici, un tempo stretto alleato di Trump, era assente, ufficialmente a causa di conflitti di agenda ma più probabilmente della rottura pubblica tra i due, non ancora sanata nonostante il ramoscello d’olivo mostrato da Trump negli scorsi giorni.

 

Il cosiddetto zar dell’Intelligenza Artificiale e delle criptovalute della Casa Bianca David Sacks (già tra i fondatori di PayPal, poi divenuto investitore di Venture Capital e sostenitore MAGA) era presente alla cena con l’amico e compagno di podcast Chamath Palihapitiya, già dirigente di Facebook a cui è seguito un grande successo come investitore. I due hanno offerto un resoconto privilegiato dell’evento sul loro podcast «All-In».

 

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«Tutto è iniziato con un gruppo organizzato da Chamath nella Silicon Valley. Erano il nucleo centrale, e poi sempre più persone hanno voluto unirsi», ha detto Sacks. «Ben presto, il presidente ha invitato i massimi leader del settore tecnologico, e la sala si è trasformata nella sala che vedete. È davvero sorprendente la capacità del presidente Trump di convocare tutte queste persone. Direi che forse metà dell’industria tecnologica era presente in termini di capitalizzazione di mercato».

 

Il Palihapitiya, sposato con la stupenda ereditiera farmaceutica italiana Nathalie Dompè, nel video concorda col Sacks, spiegando che trovarsi in quella stanza «sembrava surreale».

 

«Vedi i leader delle aziende più importanti del mondo, tutti seduti insieme, con questo senso di allineamento e cooperazione. È stato davvero fantastico», ha detto il Palihapitiya. «Queste persone non devono presentarsi da nessuna parte, ma il fatto che il presidente abbia potuto convocarle la dice lunga su di lui e sul suo programma».

 

Palihapitiya ha affermato che i partecipanti hanno sostenuto «incredibilmente» le politiche di Trump, che ha contrapposto alle «difficoltà sotto Biden», osservando che «anche i liberali più convinti come Tim Cook e Bill Gates hanno ormai pienamente abbracciato il presidente Trump».

 

«Questo è una testimonianza del suo programma», ha affermato. Il Palihapitiya ha poi offerto un resoconto dettagliato di Trump che ospita i leader della tecnologia nella Roosevelt Room. «Vedevamo le persone più potenti che hanno costruito queste incredibili aziende: circa 30 persone, ma il tavolo ne può ospitare solo 15. Quindi c’erano Tim Cook, Sam Altman e Satya Nadella seduti su un divano, con Dylan Field e Alan Wag lì vicino, che si rilassavano», ha raccontato Palihapitiya. «Nel loro mondo, sono dei re, ma alla Casa Bianca sono cittadini americani lì per incontrare il presidente. L’ego di tutti è stato messo a dura prova».

 

«Poi ci hanno fatto mettere in fila indiana – Sundar [Pichai, CEO di Google, ndr], Satya [Nadella, CEO di Microsoft, ndr], Bill Gates – come se fossimo nel backstage di un concerto degli Zeppelin», ha aggiunto il finanziere cingalo-canadese, raccontando che il momento si è arricchito di un visita allo Studio Ovale, con partecipanti come Safra Catz di Oracle e suo marito che si sono intrattenuti per le foto al Resolute Desk.

 

Si è trattato momento improvvisato si è verificato quando il marito di Catz ha chiesto una penna, spingendo Trump a distribuire monete e penne. Sergey Brin di Google ha innescato una discussione politica che si è protratta fino alla cena, mentre la richiesta di un partecipante di avere la playlist di Trump ha portato alla musica dei Fleetwood Mac nel giardino delle rose della Casa Bianca, immortalata da Lisa Su del produttore di microchippi AMD.

 

«Il cameratismo, tuttavia, non è riuscito a mascherare la tensione di fondo: questi leader, un tempo critici accesi, ora sembravano dare priorità all’accesso e all’influenza rispetto ai loro principi passati, mettendo in dubbio se la loro precedente opposizione fosse autentica o semplicemente una posa per ottenere il favore del pubblico», scrive Zerohedge.

 

L’evento ha sollevato interrogativi sulle motivazioni dei leader del settore tecnologico che un tempo si opponevano a Trump. Zuckerberg, che aveva bandito Trump dalle piattaforme di Meta nel 2021 dopo la rivolta al Campidoglio del 6 gennaio, aveva giustificato la mossa come una presa di posizione contro l’incitamento, attirandosi accuse di censura da parte dei sostenitori di Trump.

 

Nel 2016, Zuckerberg aveva criticato la retorica di Trump sull’immigrazione definendola divisiva durante la conferenza F8 di Meta. Cook, un acceso sostenitore della giustizia sociale, si era opposto al divieto di viaggio imposto da Trump nel 2017, definendolo «un approccio non corretto», mentre Altman aveva paragonato Trump a demagoghi «odiosi».

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Lo Zuckerbergo è stato filmato durante la serata mentre, interrogato dal presidente Trump sulla quantità di investimenti negli USA dei prossimi anni fa parte di Facebook, dice di volere impegnare circa 600 miliardi al 2028. Alcuni in rete accusano lo Zuck di essersi inventato al momento una cifra a caso che potesse compiacere il Trump, che, come noto, l’anno scorso in un libro fotografico aveva minacciato di dare l’ergastolo allo Zuckerbergo qualora fosse intervenuto come nel 2020 nelle elezioni 2024.

 

 

Molti hanno reagito malamente alle immagini di Bill Gates che pontifica a fianco di un’occhiuta Melania, paventando un cedimento del presidente.

 

Il Gates ha ostentato con vanto la sua carriera di filantrocapitalista riguardo alla sanità globale, che significa, ovviamente, vaccini.

 


Tuttavia, a poche ore dalla cena, Trump ha pubblicato su Truth Social un segmento di un vecchio documentario sui vaccini che mostra la loro assoluta pericolosità.

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Rampollo della famiglia eugenetica Rockefeller muore a 89 anni

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John D. «Jay» Rockefeller IV, ex senatore degli Stati Uniti e discendente di una delle famiglie più ricche e influenti d’America, è morto all’età di 89 anni.   Rockefeller è deceduto venerdì nella sua abitazione di Washington secondo quanto riferito dal Washington Post. La famiglia non ha reso nota la causa della morte, come riportato dal quotidiano.   Membro del Partito Democratico, Rockefeller ha rappresentato la Virginia Occidentale al Senato degli Stati Uniti per tre decenni, dal 1985 al 2015, dopo aver ricoperto due mandati come governatore.   Era il pronipote di John D. Rockefeller, fondatore della Standard Oil e uno degli industriali più ricchi d’America. Dalla famiglia sono usciti anche diversi personaggi di rilievo, tra cui suo zio Nelson Rockefeller, che fu vicepresidente degli Stati Uniti e governatore di Nuova York, e un altro zio, David Rockefeller, che diresse la Chase Manhattan Bank.   Nonostante le origini privilegiate, Rockefeller iniziò la carriera politica nel povero Stato minerario della Virginia Occidentale, dove si trasferì nel 1964 per lavorare come volontario in un programma di contrasto alla povertà. Successivamente entrò nella politica statale, diventando governatore nel 1977. Pur rappresentando uno degli stati più poveri d’America, Rockefeller restò tra i membri più ricchi del Congresso. Impiegò milioni di dollari del proprio patrimonio personale per finanziare la vittoriosa campagna per il Senato del 1984.   Il Rockefeller dovette affrontare anche le critiche dell’industria del carbone della Virginia Occidentale. Nel 2012 votò contro un tentativo di bloccare le restrizioni federali sulle emissioni delle centrali a carbone, inducendo l’associazione dei carbonai dello stato ad accusarlo di sostenere politiche che mettevano a rischio i posti di lavoro e il futuro del settore.   Nel 2002 Rockefeller votò a favore dell’autorizzazione all’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti, una scelta che quasi dieci anni dopo definì «uno dei peggiori voti della mia vita».   Contribuì inoltre a promuovere una controversa legge sulla sorveglianza del 2008 che proteggeva le compagnie di telecomunicazioni dalle azioni legali per il loro coinvolgimento nel programma di intercettazioni telefoniche senza mandato dell’amministrazione Bush. Le organizzazioni per la difesa delle libertà civili criticarono il provvedimento, sostenendo che tutelava le aziende dall’essere chiamate a rispondere delle proprie azioni.   Nel 2013 Rockefeller annunciò che non si sarebbe ricandidato per un sesto mandato al Senato. La decisione arrivò dopo il calo di popolarità in West Virginia, legato al suo sostegno all’allora presidente Barack Obama e alle tensioni con l’industria del carbone dello stato.   Si è ritirato nel 2015, chiudendo tre decenni al Senato e segnando la fine della presenza della famiglia Rockefeller nelle cariche elettive fino a quel momento. Lascia la moglie Sharon Percy Rockefeller, i loro quattro figli e nove nipoti.   La famiglia Rockefeller e le sue fondazioni filantropiche hanno avuto un ruolo significativo nel sostegno al movimento eugenetico nella prima metà del XX secolo, un’epoca in cui l’eugenetica era considerata da molti intellettuali e progressisti una scienza applicata per migliorare la società attraverso il controllo della riproduzione.   Negli Stati Uniti, John D. Rockefeller Jr. finanziò il Bureau of Social Hygiene (fondato nel 1913), che collaborava con eugenisti come Charles Davenport e promuoveva studi sulle basi biologiche del crimine e della «degenerazione». La famiglia e le fondazioni Rockefeller contribuirono anche all’Eugenics Record Office di Cold Spring Harbor, centro nevralgico dell’eugenetica americana che sostenne leggi di sterilizzazione forzata e restrizioni all’immigrazione.   Il sostegno si estese alla Germania. Tra gli anni Venti e Trenta, la Rockefeller Foundation finanziò diversi istituti della Kaiser Wilhelm Society. In particolare, nel 1926 destinò circa 250.000 dollari al Kaiser Wilhelm Institute for Psychiatry di Monaco, diretto da Ernst Rüdin, uno degli architetti della legge nazista sulla sterilizzazione forzata del 1933 e sostenitore dell’igiene razziale del Terzo Reich. Tra il 1925 e il 1935 la Fondazione investì quasi tre milioni di dollari in questo istituto.   Parallelamente, contribuì alla costruzione e al mantenimento del Kaiser Wilhelm Institute of Anthropology, Human Heredity, and Eugenics di Berlino (fondato nel 1927), guidato da Eugen Fischer, Fritz Lenz e poi Otmar von Verschuer. Quest’ultimo fu mentore di Josef Mengele; l’istituto ricevette materiali umani da Auschwitz per ricerche su gemelli e tratti ereditari volti a giustificare teorie razziali naziste. La Fondazione finanziò anche ricerche su gemelli e indici genetici, continuando in parte i finanziamenti anche dopo l’ascesa di Hitler, sebbene riducendoli quando i legami nazisti divennero evidenti.   Sul fronte del controllo delle nascite, i Rockefeller sostennero Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood e aperta eugenista che auspicava la limitazione della riproduzione dei «non adatti». John D. Rockefeller Jr. iniziò a finanziarla negli anni Venti con donazioni anonime; il Rockefeller Brothers Fund sostenne Planned Parenthood dal 1942. John D. Rockefeller III fondò nel 1952 il Population Council, affidandone la direzione a Frederick Osborn (già leader dell’American Eugenics Society), trasformando gli obiettivi eugenetici in programmi di controllo demografico, spesso indirizzati a popolazioni povere o non occidentali.   Le fondazioni Rockefeller hanno finanziato attività mediche e sanitarie in Cina che includevano aspetti pediatrici e della salute materno-infantile, ma in un contesto di sviluppo della medicina moderna e della sanità pubblica, non di studi eugenetici sperimentali analoghi a quelli dei Kaiser Wilhelm Institute in Germania.   La China Medical Board (CMB), creata nel 1914 come progetto della Rockefeller Foundation (poi diventata fondazione indipendente nel 1928), ha investito massicciamente nella modernizzazione della medicina in Cina. Il progetto principale è stato la fondazione e il finanziamento del Peking Union Medical College (PUMC), che è diventato il principale centro di medicina occidentale d’élite nel Paese.   Al PUMC è stata istituita una divisione di pediatria già nel 1922 (formalmente attiva con ambulatori e poi reparti). Questa divisione è considerata una delle culle della pediatria moderna in Cina. Personale e ricercatori del PUMC hanno condotto studi su sviluppo, alimentazione e patologie infantili cinesi (ad esempio, lavori pubblicati negli anni Venti sulla crescita e la dieta dei bambini cinesi). Il pediatra americano L. Emmett Holt, legato personalmente alla famiglia Rockefeller, contribuì anche all’insegnamento e all’organizzazione della pediatria lì.   Come riportato da Renovatio 21, al rockefelleriano dottor Holt si imputano una quantità massiva di morti infantili. Il pediatra Holt riteneva che il contatto con i bambini, anche neonati, andasse limitato. Soprattutto non andavano cullati e tenuti in braccio: questo, secondo la sua teoria che ebbe un grandissimo successo negli USA di inizio Novecento, li avrebbe resi viziati. Migliaia, decine se non centinaia di migliaia di bimbi, perirono di quel male che chiamano «marasma». Una piaga che investì tutte le classi sociali, anche i più ricchi, che come oggi, vogliono tenersi al passo delle nuove teorie educative.   La vera strage, però, fu – ovvio – negli orfanotrofi, dove l’imposizione della regola del non contatto fisico si sommava agli altri problemi tipici degli istituti.   Nel 1915, secondo uno studio, morivano nei primi 2 anni di vita dal 30% al 60% degli orfani istituzionalizzati negli USA. A Baltimora, moriva il 90%. Epperò, era un ospedale di Nuova York ad avere il primato, con il 100% della mortalità infantile sotto i due anni.   Solo alla fine degli anni venti alcune strutture «ribelli» trovarono il coraggio di rompere le regole e cullare e accarezzare i piccoli, così come guida la più basica natura umana. Il tasso di mortalità calò in modo impressionate. Le idee di Holt caddero dimenticate, ma, attenzione, non vennero condannate.   L’interesse dei Rockefeller per la demografia e il controllo delle nascite in Asia è esistito (soprattutto tramite John D. Rockefeller III e il Population Council dal 1952 in poi), ma è un capitolo distinto e successivo rispetto alla creazione della pediatria al PUMC. In era più recente si è sentito un Rockefeller   Il sostegno alle cause di pianificazione familiare, contraccezione e accesso all’aborto è proseguito e continua attraverso veicoli filantropici legati alla famiglia, anche se la retorica è cambiata (da «controllo della popolazione» e preoccupazioni eugenetiche a «diritti riproduttivi», «equità» e salute delle donne). Il Rockefeller Brothers Fund ha sostenuto Planned Parenthood fino almeno al 1975; il Rockefeller Family Fund ha finanziato Planned Parenthood e organizzazioni affini; Rockefeller Philanthropy Advisors (RPA), di cui Valerie Rockefeller (discendente diretta) è stata presidente del board, ha destinato oltre 3,8 milioni di dollari a Planned Parenthood e affiliati tra il 2022 e il 2024, oltre a sostenere altre organizzazioni pro-choice e di giustizia riproduttiva; il Population Council, fondato nel 1952 da John D. Rockefeller III (con Frederick Osborn, figura legata all’American Eugenics Society), esiste ancora e si occupa di salute riproduttiva, contraccezione e politiche demografiche. Ha evoluto il proprio linguaggio ma mantiene radici storiche in quel filone.   Nelson Rockefeller, governatore dello Stato di Nuova York, firmò una legge che liberalizzava fortemente l’aborto l’11 aprile 1970 (entrata in vigore il 1° luglio 1970), tre anni prima della sentenza Roe v. Wade del 1973 che federalizzava il «diritto di aborto» in tutti gli Stati USA.   La legge permetteva l’aborto su richiesta della donna, in accordo con il medico, fino alla 24ª settimana di gravidanza (circa la fine del secondo trimestre). Dopo quel limite l’aborto era consentito solo per salvare la vita della donna. Non prevedeva requisiti di residenza, quindi donne di altri Stati potevano recarsi a Nuova York per abortire legalmente. Era considerata all’epoca una delle leggi più permissive degli Stati Uniti (dopo quella delle Hawaii).   Prima di questa riforma, a New York l’aborto era consentito solo per salvare la vita della donna (legge del 1830). Rockefeller firmò il provvedimento e, nel 1972, pose il veto a un tentativo del legislatore di abrogare la legge, mantenendola in vigore fino a quando Roe v. Wade non rese l’aborto un diritto costituzionalmente protetto a livello federale.   Una famiglia amica dei Rockefeller (produttori di petrolio, in partenza) in Italia fu quella degli Agnelli (produttori di auto). Il ruolo di Susanna Agnelli nel caso degli aborti di Seveso, permessi dello Stato prima della legalizzazione del figlicidio con la legge 194/78, potrebbe essere indagato in questo senso.

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La Fondazione Gates è stata lo sponsor principale dell’incontro interreligioso di Assisi

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La fondazione di Bill Gates è stata uno degli sponsor principali dell’incontro ecumenico internazionale di quest’anno ad Assisi. Lo riporta LifeSite.

 

Il sacerdote tradizionalista padre João Silveira ha condiviso mercoledì su X una foto di uno striscione verticale esposto durante l’incontro in Italia, che mostrava i nomi e i loghi degli sponsor dell’evento. In alto è visibile il nome dell’organizzatore dell’evento, Sant’Egidio, così come un emblema che indica che l’evento celebra il 40° anniversario dello «Spirito di Assisi».

 

La Fondazione Gates, di cui Bill Gates è ora l’unico presidente, figura al primo posto nella sezione superiore degli «sponsor principali».

L’incontro, che ha celebrato il 40° anniversario della Giornata mondiale di preghiera per la pace indetta da Giovanni Paolo II nel 1986, ha riunito circa 160 leader religiosi provenienti da diverse confessioni, tra cui ebraismo, islam, buddismo, induismo, giainismo, shintoismo e religioni tradizionali africane e americane, oltre a diverse denominazioni cristiane. Papa Leone XIV ha anche registrato un videomessaggio che è stato trasmesso durante l’evento.

 

Padre Silveira ha sottolineato che la Fondazione Gates è stata «uno dei maggiori finanziatori al mondo di contraccezione, pianificazione familiare e gruppi pro-aborto, soprattutto in Africa e nei paesi in via di sviluppo». Si tratta della più grande fondazione privata al mondo.

 

Il sacerdote tradizionista inoltre fatto notare che l’incontro di Assisi di quest’anno è stato patrocinato dalla Conferenza episcopale tedesca, che promuove idee eterodosse nell’ambito del suo «Cammino sinodale»; e che uno dei partner era la Soka Gakkai, un movimento religioso neobuddista giapponese che è «esplicitamente non cristiano» .

 

«Resta da chiedersi: quale interesse avrebbero tutte queste persone a sponsorizzare un incontro interreligioso – con il serio rischio di sfociare nel sincretismo – ad Assisi? Chi trae vantaggio dall’indifferentismo religioso?», ha commentato don Silveira.

 

Come nota LifeSite, l’indifferentismo religioso, la falsa convinzione che tutte le religioni siano ugualmente valide, è stato esplicitamente condannato da diversi papi, tra cui Gregorio XVI in Mirari Vos, Pio IX in Qui Pluribus e nel Sillabo e Pio XI in Mortalium Animos.

Il sostegno della Fondazione Gates all’incontro di Assisi di quest’anno è insolito, in parte perché le precedenti collaborazioni di Gates e della sua fondazione con gruppi religiosi si sono concentrate su risultati materiali come la salute, l’istruzione e la riduzione della povertà.

 

Nel febbraio 2006 Sant’Egidio annunciò una donazione personale di Gates di 200.000 dollari l’anno per tre anni a sostegno di DREAM, il programma che la Comunità aveva lanciato nel 2002 per curare l’infezione da HIV e la malnutrizione. Gates spiegò di aver conosciuto l’attività umanitaria della Comunità durante i suoi viaggi d’affari e di aver deciso, dopo aver approfondito il progetto, di sostenerlo con un contributo personale.

 

Monsignor Vincenzo Paglia, allora consigliere spirituale di Sant’Egidio, ringraziò pubblicamente il magnate di software e vaccini, sottolineando che il denaro avrebbe permesso di estendere cure e test e di rafforzare prevenzione ed educazione sanitaria.

 

In seguito la Comunità è stata descritta da fonti giornalistiche come finanziata con fondi privati, dalla Banca Mondiale e da organizzazioni come la Fondazione Bill e Melinda Gates. Un comunicato di Sant’Egidio del 2008 ricorda inoltre che al vertice dell’Unione Africana del 2006 DREAM fu citato come uno dei due casi di successo nel trattamento dell’AIDS in Africa, insieme a un programma promosso dalla stessa Fondazione Gates

 

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Peter Thiel si esprime contro la guerra in Iran

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Peter Thiel, miliardario investitore nel settore tecnologico e co-fondatore di Palantir, ha espresso rammarico per la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran, avvertendo che potrebbe in ultima analisi portare a mandati di arresto della Corte penale internazionale nei confronti dell’amministrazione Trump e avere implicazioni più ampie per gli Stati Uniti. Lo riporta la testata Politico.   La testata ha citato la trascrizione di una conferenza tenuta da Thiel all’inizio di questo mese, nell’ambito di una serie di eventi privati svoltisi a Nashville.   Thiel, un convinto sostenitore del presidente statunitense Donald Trump, ha espresso dubbi sulla guerra all’Iran, lanciata da Stati Uniti e Israele all’inizio di quest’anno, suggerendo che essa abbia messo a nudo le debolezze dell’America.   «Sono scettico [sulla guerra], penso che non avremmo dovuto intraprenderla. Sono stati commessi molti errori», ha dichiarato Thiel, secondo quanto riportato da Politico. «Forse non abbiamo il potere coercitivo. Forse perderemo la guerra del potere persuasivo». Pur ribadendo il suo sostegno a Trump, ha avvertito che la guerra potrebbe ritorcersi contro l’amministrazione e causare problemi legali con la Corte Penale Internazionale (CPI). L’amministrazione Trump ha avuto un rapporto ostile con la CPI, in particolare a causa della decisione di emettere mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamino Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra a Gaza.   Gli Stati Uniti, che non riconoscono la giurisdizione della Corte penale internazionale, hanno imposto sanzioni contro i suoi massimi funzionari, descrivendola come una «corte sovranazionale corrotta e fatalmente politicizzata, che ha abusato in modo malizioso della propria autorità e ha oltrepassato il proprio mandato».   «Ho maturato il sospetto che la minaccia di un mandato d’arresto da parte della Corte penale internazionale sia la spada di Damocle che pende sull’amministrazione Trump, mentre cerca di portare avanti questa guerra in Iran», ha affermato Thiel.   Il venture capitalist allievo del filosofo René Girard ha inoltre affermato che figure neoconservatrici dell’era di George W. Bush, come Donald Rumsfeld e Dick Cheney, avrebbero cospirato con la Corte Penale Internazionale contro Trump. «Interpreto la sindrome anti-Trump della famiglia Cheney come un tentativo di ingraziarsi la [CPI] ed evitare il processo. Probabilmente è troppo tardi», ha dichiarato.   Palantir è stata pesantemente coinvolta nelle ostilità, poiché i suoi prodotti sono stati utilizzati dall’esercito statunitense. L’uso di prodotti basati sull’Intelligenza Artificiale sarebbe stato collegato a uno dei peggiori eventi con numerose vittime della guerra: l’attacco a una scuola di Minab il primo giorno del conflitto, che ha causato la morte di almeno 156 civili, prevalentemente studenti. Secondo quanto riportato dai media, la struttura sarebbe stata presa di mira sulla base di dati obsoleti utilizzati dal software di analisi e sorveglianza di Palantir.   Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sostiene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.   I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.   Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.

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A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.   Come riportato da Renovatio 21, la scorsa estate in un lungo saggio intitolato «Il papa e l’anticristo», pubblicato sulla prestigiosa testata cattolica statunitense First Things, Thiel ha affermato che papa Benedetto XVI credeva di vivere negli ultimi tempi. «Non spetta a me dire alla Chiesa che ora è» ha scritto il Thiel. «Benedetto lo ha già fatto». In realtà, a differenza di quanto creduto da Thiel, Ratzinger aveva esposto anche prima del suo ritiro idee precise, e complesse, sull’anticristo e sui tempi ultimi – e sul ruolo che avranno le macchine.   Pur non essendo cattolico, Thiel si è chiaramente immerso negli insegnamenti e nella storia della Chiesa cattolica ben oltre la media dei fedeli cattolici. È noto ai lettori di Renovatio 21, tuttavia, che egli sia stato discepolo diretto all’Università di Stanford del filosofo cattolico Réné Girard, di cui ha assimilato certamente la teoria del sacrificio così come quella della teoria mimetica, che sembra aver guidato la sua fortunatissima carriera di investitore in grado di discernere tra un investimento rilevante e uno fatto perché è desiderato anche da altri.   Come riportato da Renovatio 21, in settimana è emerso che Thiel, in previsione di un collasso statunitense o mondiale, si sarebbe trasferito in Argentina.  

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