Spirito
Vaccino? «Papà, preferirei morire!»
Renovatio 21 riprende questo articolo da La Scure di Elia.
Una ragazzina di tredici anni risponde così al padre che, sondando il terreno delle sue convinzioni personali circa il cosiddetto «vaccino» fabbricato a partire da bambini abortiti, non pago di aver accertato il suo netto rifiuto, si è spinto a domandarle se la sua posizione rimarrebbe invariata anche nel caso di un’emergenza sanitaria gravissima, come un’epidemia di Ebola o di peste nera.
Limpida e secca, scevra da artificiosi distinguo e cavilli sofistici, la fulminante sentenza, anziché angustiare il genitore, lo ha profondamente commosso.
Una ragazzina di tredici anni risponde così al padre che, sondando il terreno delle sue convinzioni personali circa il cosiddetto «vaccino» fabbricato a partire da bambini abortiti
In quella giovanissima cattolica praticante, in effetti, c’è più fede e buon senso che in tanti prelati dalla mente corrotta: si può rischiare perfino la morte, se così Dio vuole, piuttosto che peccare in modo grave contro la vita di esseri umani innocenti non ancora nati.
Questo non è sentimentalismo, ma semplice coerenza di una coscienza pura, la quale permetterebbe a tanti giovani di reagire alla dittatura, piuttosto che riempire gli obitori suicidandosi. Come ricordato da monsignor Schneider, non c’è bisogno di dottorati in teologia per comprendere l’illiceità della moderna barbarie: bastano il sensus fidei e il sensus communis.
Mi vien da domandarmi come si possa onestamente organizzare manifestazioni in difesa della vita senza far parola di questo allucinante problema, anzi promuovendo attivamente l’abominio con una grottesca campagna propagandistica a favore. Visti gli esiti di quella che, in contrapposizione ad altre organizzazioni, si era arrogata l’esclusiva di essere una battaglia senza compromessi, si è reso davvero necessario che nasca un nuovo movimento pro-life; se quelli che sembravano i più rigorosi e intransigenti si son di colpo schierati col nemico, quale collaborazione è più possibile?
In quella giovanissima cattolica praticante, in effetti, c’è più fede e buon senso che in tanti prelati dalla mente corrotta: si può rischiare perfino la morte, se così Dio vuole, piuttosto che peccare in modo grave contro la vita di esseri umani innocenti non ancora nati
Il varco dischiuso alla giustificazione dell’aborto diventerà rapidamente una voragine: una volta ammessa un’eccezione, su quale base si potrà ancora condannare il ricorso ai benefici da esso derivati?
Quel Magistero che fino a ieri era tanto vituperato per le sue incrinature, inoltre, è improvvisamente assurto, a quanto pare, al rango di insegnamento infallibile. Perché non ammettere, allora, anche le aperture all’erotismo e al concubinaggio contenute nella famigerata esortazione apostolica Amoris laetitia? Si può forse praticare un’obbedienza à la carte?
Colpisce l’inedita convergenza tra tradizionalisti di ferro e clero modernista, tra un «tomismo» di maniera e il pensiero «liquido» dei gerarchi imperanti.
Mi giungono notizie di vescovi e superiori religiosi che spingono i loro sottoposti a «vaccinarsi». A coloro che non vogliono, raccomando di rimanere assolutamente irremovibili: tale richiesta, infatti, è del tutto arbitraria, in quanto esula dalle attribuzioni dell’autorità ecclesiastica. Si tratta di un gravissimo abuso di potere al quale bisogna opporsi appellandosi al diritto, sebbene lo abbiano buttato dalla finestra; non è comunque consentito rimuovere un chierico senza una causa grave definita dal codice.
Si è reso davvero necessario che nasca un nuovo movimento pro-life; se quelli che sembravano i più rigorosi e intransigenti si son di colpo schierati col nemico
Benché il ricorso a Roma non dia molte speranze di essere risolutivo, in caso di provvedimenti ingiusti va comunque presentato, se non altro per prendere tempo in attesa che crolli questo castello di carte innalzato sul nulla. Ci si può pure appellare all’ultimo documento in materia della Congregazione per la Dottrina della Fede, il quale ribadisce chiaramente che la vaccinazione rimane una scelta volontaria e, pertanto, non può essere imposta come un obbligo.
Un altro quesito che si pone alla coscienza è se superiori che esigono dai sudditi che pecchino in materia grave (in questo caso, contro il quinto comandamento) esercitino ancora legittimamente la propria autorità anche nel resto o non decadano per incompatibilità con il loro ufficio. Il problema è che, sul piano giuridico, non abbiamo la facoltà di giudicarli in foro esterno; se però chi dovrebbe farlo non solo se ne astiene, ma commette lo stesso abuso, siamo liberi di dissociarcene almeno in foro interno.
Rimane il fatto che chi subisce un provvedimento iniquo o irregolare e non riesce a dimostrarne l’invalidità quanto alla decisione o alla procedura si trova in una situazione per niente piacevole. Contando indefettibilmente sulla Provvidenza, egli deve continuare la battaglia legale senza piegarsi, specie se il suo Ordinario sta seduto sopra la bomba inesplosa di casi insabbiati di abusi sessuali, la quale inevitabilmente, prima o poi, scoppierà con catastrofiche ripercussioni entro le Mura leonine.
Superiori che esigono dai sudditi che peccano in materia grave (in questo caso, contro il quinto comandamento) esercitano ancora legittimamente la propria autorità anche nel resto o non decadono per incompatibilità con il loro ufficio?
A parte queste spinose circostanze in cui si son venuti a trovare molti vescovi, fin nel cuore della cristianità, son parecchi i segnali di implosione del sistema artificiale di potere che sfrutta le strutture della Chiesa Cattolica e si ammanta del suo prestigio, ma è cresciuto in seno ad essa come un tumore.
È proprio l’arbitrarietà che lo caratterizza a costituire la causa principale della sua fragilità: poiché non possono ottenere obbedienza con il diritto e la persuasione, ai suoi rappresentanti non rimane altro che l’arma delle minacce e delle imposizioni. L’arroganza, la temerarietà, la violenza del loro agire si sforza invano di nascondere il vuoto della falsa religione che si sono inventati a loro uso e consumo puntellando l’inconsistenza di un’autorità volutamente dimentica della sua origine divina, ma poggiante unicamente sul consenso umano prestato da chierici interiormente destrutturati.
Chi, per grazia, ha resistito al lavaggio del cervello degli studi e della «formazione», oppure è riuscito a disintossicarsene con il ritorno alla Tradizione, è per loro la peggiore minaccia, in quanto egli non è riconducibile alla sottomissione né abbocca più alle loro lusinghe.
Coloro che hanno smascherato l’inconsistente propaganda diffusa agli incontri del clero, ignorato le ridicole indicazioni pastorali diocesane, perseverato nell’obbedienza ai precetti divini e alle giuste leggi ecclesiastiche, per quanto appaiano sfavoriti ed emarginati, sono in realtà in una posizione di forza: l’autorità che li opprime, infatti, può contare unicamente sull’esercizio di un potere che potrebbe perdere in qualunque momento. Qualora poi si sanzioni un chierico che abbia acquistato una certa notorietà mediatica, ciò raddoppia la sua popolarità e si ritorce contro i superiori: non conviene di certo.
L’arroganza, la temerarietà, la violenza del loro agire si sforza invano di nascondere il vuoto della falsa religione che si sono inventati a loro uso e consumo puntellando l’inconsistenza di un’autorità volutamente dimentica della sua origine divina, ma poggiante unicamente sul consenso umano prestato da chierici interiormente destrutturati
Moltissimi fedeli, ormai, danno credito ai sacerdoti perseguitati proprio perché tali (anche se, in certi casi, la loro fiducia non è ben riposta), mentre ciò che proviene dalla gerarchia è percepito con immediato sospetto, quando non con aperta avversione. Bisogna che si rendano conto, lassù in alto, che il consenso puramente sociologico di cui hanno finora goduto, suscitato da un’ingannevole apparenza bonaria e accomodante, si sta sgretolando con una rapidità impressionante; si avvicina il momento in cui dovranno pensare a salvarsi la pelle.
Quando quelli che han dato retta alle loro indicazioni cominceranno a morire come mosche a causa del «vaccino», la gente ne chiederà loro un conto salato.
Il sistema potrà pur tentare di aizzar le folle contro coloro che non si saranno vaccinati additandoli come la causa di diffusione delle varianti più aggressive del virus prodotte dalla vaccinazione stessa, ma chi perderà i propri cari non potrà fare a meno di domandarsi come mai sarà accaduto nonostante le ripetute iniezioni del siero di salvezza, inoculato perfino nelle chiese e con l’incoraggiamento dei vescovi.
Non si sarebbe potuto trovare un metodo più stupido per indurre la gerarchia cattolica a condannarsi da sé; i suoi membri che si stan prestando al gioco, di conseguenza, o sono complici o sono sciocchi, salvato il sacro.
Quando quelli che han dato retta alle loro indicazioni cominceranno a morire come mosche a causa del «vaccino», la gente ne chiederà loro un conto salato.
Il loro capo, che continua ad invitare in Vaticano esoteristi e fautori dello spopolamento, appartiene evidentemente alla prima categoria, ma il rischio che corre è analogo. Chi può temerlo, se non chi ha accettato di partecipare al suo gioco criminale? Circondarsi di collaboratori che, violando il coprifuoco, si fan beccare dalla Polizia in situazioni a dir poco imbarazzanti, a lungo termine non è una buona strategia.
A parte questo, per chi non si converte c’è pur sempre l’Inferno.
Quid gloriaris in malitia, qui potens es in iniquitate? […] Dilexisti malitiam super benignitatem; iniquitatem magis quam loqui aequitatem. […] Propterea Deus destruet te in finem […]. Ego autem, sicut oliva fructifera in domo Dei. In Deo speravi: non timebo quid faciat mihi homo (Sal 51, 3.5.7. 10; 55, 11).
Spirito
Leone promuove a vescovo il vicario definito come il «giuda di Strickland»
Papa Leone XIV ha nominato padre John Gomez, sacerdote di Tyler in Texas, nuovo vescovo di Laredo, sempre in Texas. La decisione ha generato perplessità, poiché Gomez aveva svolto un ruolo centrale nella rimozione del venerato vescovo di Tyler, Joseph Strickland, voluta da papa Francesco, scrive LifeSite.
Monsignor Gomez ricopriva l’incarico di vicario generale a Tyler sotto Strickland, eppure fu proprio lui a organizzare gli incontri tra il clero della diocesi e gli inquirenti vaticani inviati per valutare la leadership di Strickland. Una delle fonti vicine a Strickland che ha evidenziato il ruolo di Gomez è il diacono Keith Fournier, il quale, convocato a testimoniare sul vescovo Strickland davanti agli inquirenti vaticani, ha riferito di essere stato contattato dal vicario generale, cioè Gomez.
Fournier ha raccontato che al suo arrivo ha constatato che la visita «non mirava a ottenere informazioni, ma era un tentativo già dato per scontato di trovare un modo per giustificare la richiesta di dimissioni di Strickland».
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«Ho parlato con altre tre persone strettamente legate alla diocesi, le quali mi hanno confermato che padre John Gomez ha avuto un ruolo determinante nella rimozione del vescovo Strickland, ma preferiscono rimanere anonime per timore di ritorsioni» scrive John-Henry Westen, il direttore di LifeSiteNews. «Uno di loro ha definito Gomez “il Giuda di Strickland” e ha affermato che la nomina era “deludente ma non sorprendente” poiché Gomez è “un progressista liberale pro-Francesco”».
È stato fatto notare che papa Francesco ha nominato Gomez Amministratore Apostolico dopo che il vescovo Strickland è stato rimosso dalla diocesi.
Una delle fonti ha osservato che Papa Leone XIV potrebbe conoscere personalmente Gomez, poiché Leone (Robert Prevost) era a capo della Congregazione per i Vescovi in Vaticano sotto Francesco ed è stato direttamente responsabile dell’indagine e della rimozione del vescovo Strickland.
Come riportato da Renovatio 21, ancora la voce secondo cui vi sarebbe stato proprio l’allora cardinale Prevost dietro alla rimozione di Strickland dalla diocesi texana di Tyler.
Lo stesso Strickland aveva dato in diretta, durante il podcast del giornalista Glenn Beck, la sua reazione all’elezione al Soglio di Prevost: con grande carità cristiana, disse, a fumata bianca ancora nell’aria, che Prevost aveva contribuito a nomine negativa, ma che pregava per lui in quanto papa.
Strickland on Prevost: “He was involved in naming bishops that I find troubling” pic.twitter.com/G8vuOEi97A
— JamestheCatholic (@theTexasTrad) May 9, 2025
Monsignor Strickland è noto per la sua ortodossia, dal fermo rifiuto dei vaccini ottenuti con feti abortiti (riguardo ai quali ha detto che preferirebbe morire piuttosto che assumerli) alle critiche agli errori dottrinarli sempre più intollerabili da parte di Bergoglio.
Il prelato texano inoltre definito Joe Biden come un «fake catholic», un «falso cattolico». Ulteriormente, il vescovo era sembrato avvicinarsi anche alla Santa Messa tradizionale, che il nuovo corso della diocesi ha definitivamente cancellato mesi fa.
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Spirito
Nuove consacrazioni episcopali: un teologo FSSPX risponde alle domande dei giovani
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L’importanza dei sacramenti
00:44 Perché queste consacrazioni sono così importanti per la Fraternità? 01:40 Come potete dire che è per la Chiesa quando agite contro Roma? 02:40 Parlate spesso di «operazione sopravvivenza». Cosa comporta questa sopravvivenza? 03:40 La Chiesa si trova ancora oggi in uno stato di «sopravvivenza»?Lo stato di necessità
05:42 Lo stato di necessità: cosa significa realmente questa argomentazione della Società? 06:55 La Società rischia di virare verso il protestantesimo? 07:57 Perché la Società rifiuta la via dell’«Ecclesia Dei» nonostante la sua apparente sicurezza? 08:45 Sacerdoti ordinati senza i propri vescovi: perché questo non è sufficiente secondo la Società?Gli errori del Concilio Vaticano II
09:40 Gli errori del Concilio Vaticano II sono davvero decisivi per la sopravvivenza della fede? 11:20 Esistono segni concreti di questo stato di necessità per i fedeli? 12:29 Indefettibilità della Chiesa: la Fraternità Sacerdotale San Pio X mette in discussione questo dogma?Aiuta Renovatio 21
Quali leggi sono soggette a eccezioni?
14:24 Lo stato di necessità giustifica tutto? Quali sono i suoi veri limiti? 17:02 Incoronazioni senza mandato papale: opposizione al diritto divino o semplicemente legge ecclesiastica?Scisma o disobbedienza?
19:00 Disobbedienza grave o scisma? Comprendere la differenza essenziale 20:47 Le consacrazioni del 1° luglio sono intrinsecamente malvagie? 21:22 Cosa renderebbe veramente scismatica una consacrazione episcopale? 21:57 La Fraternità si sta già comportando come se avesse giurisdizione? 24:20 Resistere senza abbandonare la Chiesa: come distinguere i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X dai veri scismatici?Fede e obbedienza
26:26 Fede e obbedienza: su cosa si fonda principalmente la vera unità della Chiesa? 27:30 Una Chiesa soprannaturale ma visibile: come comprendere questa unità? 28:49 Si può obbedire a scapito della fede? 29:56 Il Papa come principio visibile di unità: come conciliare autorità e fedeltà alla fede? 31:19 Come amare veramente il Papa nei momenti di crisi della Chiesa? 32:19 Resistere senza deviare: come evitare la trappola del sedevacantismo?Sostieni Renovatio 21
Potere di ordine e potere di giurisdizione
34:18 Il potere dell’Ordine sacro e il potere di giurisdizione: la distinzione chiave per comprendere le consacrazioni 37:23 Il potere dell’Ordine sacro e la giurisdizione: perché possono essere distinti nonostante la loro consueta unione? 39:32 Consacrazione e missione canonica: perché questa distinzione è teologicamente decisiva? 40:41 Il Concilio Vaticano II ha offuscato la distinzione tra il potere dell’Ordine sacro e la giurisdizione? 42:20 La crescente autorità dei laici nella Chiesa conferma la distinzione tra Ordine sacro e giurisdizione? 43:16 Ordine sacro e giurisdizione: gli elementi essenziali da comprendere in modo semplice per i fedeliObiezioni da parte degli ambienti conservatori e di Ecclesia Dei
43:59 Cardinale Sarah: Qual è il limite fondamentale della sua posizione? 44:50 Un vescovo è definito principalmente dal suo potere di giurisdizione? 47:11 Padre de Blignières: Il suo errore riguarda lo stato di necessità o l’unità della Chiesa? 51:41 La liturgia della consacrazione unisce intrinsecamente ordine e giurisdizione?Supporto
54:38 Il vescovo Strickland e il vescovo Schneider confermano l’analisi della Società? 55:53 Il sostegno esterno: rafforza l’argomentazione… o ne aumenta solo la visibilità?Iscriviti al canale Telegram ![]()
Scomunica
56:25 Minaccia di scomunica: automatica, valida… senza un reale impatto?1988 e 2026
58:17 1988 e 2026: cosa è realmente cambiato? 1:01:04 1988 e 2026: lo stesso principio di trasmissione senza giurisdizione? 1:01:47 Lo «scisma di Ecône» mediatico maschera il vero dibattito teologico?Che cosa dovrebbe ricordare un credente?
1:03:07 Con l’avvicinarsi del 1° luglio: gli elementi essenziali che ogni fedele dovrebbe ricordare 1:04:05 Con l’avvicinarsi del 1° luglio: quale pericolo attende i fedeli? 1:04:43 Quale atto concreto di fede è necessario per rimanere veramente cattolici oggi? 1:06:26 L’atto di intelligenza: quale distinzione essenziale bisogna comprendere per conservare la fede? 1:07:23 In 30 secondi: perché sono necessarie le consacrazioni del 2026? Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
La Santa Sede stende il tappeto rosso per Sarah Mullally. Descrizione del viaggio
Quanto accaduto a Roma da sabato 25 a martedì 28 aprile 2026 è abominevole, scandaloso e grottesco: una donna vestita da vescovo è stata ricevuta dalla Santa Sede con onori ecclesiastici. Si tratta della stessa donna che papa Leone XIV, al momento della sua intronizzazione, aveva chiamato «Reverendissima e Onorevolissima Madame Sarah Mullally, arcivescovo di Canterbury», Primate della Comunione Anglicana.
Sabato 25 aprile
Madame Mullally è stata accolta nel pomeriggio nella Basilica di San Pietro da mons. Flavio Pace, Segretario del Dicastero per il Servizio dell’Unità dei Cristiani, e dal Canonico Eric van Teijlingen, membro del Capitolo della Basilica. Poi, è stata condotta alla tomba di San Pietro nella Cappella Clementina, dove ha impartito una benedizione ai presenti. Nelle immagini, si vede mons. Flavio Pace chinare il capo e farsi il segno della croce, come se ricevesse una benedizione valida da Sarah Mullally.
Madame Mullally si è recata poi alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove è stata ricevuta dal Cardinale James Michael Harvey, arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Sotto gli occhi stupiti di pellegrini e turisti, ha preso posto nell’area centrale a lei riservata davanti alla tomba di San Paolo. Proprio in questa basilica, il 24 marzo 1966, un anno dopo il Concilio Vaticano II, venne firmata la dichiarazione congiunta tra l’arcivescovo anglicano Michael Ramsey e papa Paolo VI.
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Domenica 26 aprile
Dopo aver presieduto una funzione anglicana al mattino, il viaggio è proseguito domenica pomeriggio con l’accoglienza presso la Basilica di San Giovanni in Laterano da parte di monsignor Guerino di Tora, Vicario dell’arciprete, il cardinale Baldassare Reina, e successivamente presso la Basilica di Santa Maria Maggiore da parte di monsignor Éamonn McLaughlin, in rappresentanza dell’arciprete, il cardinale Rolandas Makrickas, dove ha visitato la tomba di papa Francesco. Ancora una volta, ha potuto pregare al centro delle basiliche, circondata da prelati cattolici.
Lunedì 27 aprile
Sarah Mullally è stata ricevuta in udienza da papa Leone XIV in Vaticano lunedì mattina. I due si sono incontrati privatamente prima di pronunciare entrambi un discorso pubblico. Ha inoltre presentato al papa la sua delegazione anglicana e si sono scambiati dei doni. In seguito, si è unita al papa per partecipare insieme alla preghiera di mezzogiorno nella Cappella di Urbano VIII, all’interno del Palazzo Apostolico.
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Lunedì sera, Sarah Mullally ha presieduto i Vespri nella chiesa cattolica gesuita di Sant’Ignazio di Loyola, durante i quali ha insediato il Vescovo anglicano Anthony Ball, direttore del Centro anglicano di Roma, come rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury presso la Santa Sede.
Il cardinale James Michael Harvey ha partecipato alla celebrazione, mentre l’omelia è stata pronunciata dal cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. Mons. Richard Moth di Westminster, che ha accompagnato Sarah Mullally nel suo viaggio a Roma, si è unito a lei per impartire la benedizione finale della cerimonia liturgica.
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Martedì 28 aprile
Il viaggio si è concluso martedì con le visite al centro anglicano per migranti Joel Nafuma e ai progetti della comunità cattolica di Sant’Egidio, fortemente progressista, globalista e influente.
Un grave scandalo sotto diversi aspetti.
L’accoglienza riservata a Sarah Mullally dalla Santa Sede è inaccettabile per qualsiasi cattolico che abbia a cuore la verità piuttosto che l’ecumenismo, per diversi motivi.
La Chiesa cattolica non riconosce la validità delle ordinazioni anglicane, che furono dichiarate «assolutamente nulle e invalide» da Leone XIII nella Apostolicae Curae. Inoltre, la Chiesa insegna categoricamente di non aver ricevuto da Nostro Signore Gesù Cristo l’autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Infine, la Comunione anglicana è dottrinalmente eretica e trae origine dallo scisma di Enrico VIII d’Inghilterra dalla Chiesa cattolica nel 1534.
Inoltre, la figura di Sarah Mullally è estremamente problematica. Ex infermiera, poi alta funzionaria pubblica britannica, è stata «ordinata» diacono e sacerdote anglicano nel 2001, poi «consacrata» come vescovo nel 2015, prima di diventare vescovo di Londra nel 2018 e poi arcivescovo di Canterbury nel 2026. Il Financial Times l’ha descritta come «teologicamente liberale». Lei stessa si definisce femminista. Mullally ha sostenuto e accompagnato gli sviluppi più importanti dell’anglicanesimo contemporaneo: benedizioni per le coppie dello stesso sesso, cura pastorale LGBT, linguaggio basato sull’identità e posizioni ambigue sull’aborto.
È significativo che le critiche più dure rivolte a Sarah Mullally provengono dall’interno della stessa Comunione Anglicana. La Global South Fellowship of Anglican Churches, che rappresenta milioni di anglicani, ha visto la sua elezione come un’occasione persa per la riforma e l’unità. L’arcivescovo Justin Badi Arama, primate del Sud Sudan, ha dichiarato di non riconoscerla come guida spirituale. Questi anglicani, spesso di origine africana, rifiutano proprio ciò che Roma sembra ora onorare: l’ordinazione delle donne, le benedizioni per le coppie dello stesso sesso, il progressismo morale e l’adattamento al mondo moderno.
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Un riconoscimento impossibile
Il 20 marzo 2026, papa Leone XIV aveva già indirizzato un messaggio a «Sua Reverendissima e Onorevolissima Madame Sarah Mullally, arcivescovo di Canterbury», in occasione della sua intronizzazione.
Se Leone XIV non riconoscesse davvero alcuna autorità degli ordini nella Chiesa anglicana, e ancor meno se questa fosse detenuta da una donna, qual è allora il significato degli onori di «arcivescovo» che le sono stati così generosamente conferiti durante quest’udienza e il suo soggiorno a Roma? Una Chiesa «sorella», guidata da una donna, offre senza dubbio una buona indicazione della concezione di Leone XIV, sulla scia di Francesco, riguardo al potere giurisdizionale attribuibile ai laici, uomini o donne che siano. La stessa idea è evidente nel documento finale del Gruppo di Studio 5 del Sinodo sulla Sinodalità, riguardante «la partecipazione delle donne alla vita e al governo della Chiesa».
All’inizio del suo discorso, il papa ha espresso la sua gioia per la presenza di Sarah Mullally in udienza, prima di ricordare l’incontro ufficiale a Roma tra Paolo VI e l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Michael Ramsey, avvenuto sessant’anni prima, il 23 marzo 1966. Questo incontro illustrò il desiderio di Paolo VI di perseguire attivamente l’ecumenismo del Concilio Vaticano II. Il giorno seguente, a San Paolo fuori le Mura, dopo una dichiarazione congiunta, Paolo VI compì un gesto plateale donando al primate anglicano il proprio anello episcopale. Questo simbolo fu ampiamente percepito come un implicito riconoscimento della dignità dell’ufficio episcopale anglicano.
L’assurdità dell’ecumenismo conciliare
Questo scandalo dimostra ancora una volta l’assurdità dell’ecumenismo conciliare. In nome del dialogo, le verità della fede vengono oscurate. In nome dell’unità, si dà l’impressione che eresie e scismi siano semplici sfumature. Una tale logica non conduce le anime all’unica Chiesa di Cristo, ma le abitua all’indifferenza.
Il vero ecumenismo, a differenza di quello propugnato dal Concilio Vaticano II, non consiste nel trattare il vero sacerdozio e la sua invalida imitazione, la successione apostolica e la sua parodia, la dottrina cattolica e gli errori moderni come equivalenti. Consiste nel richiamare le anime all’unità di fede, sacramenti e governo sotto il successore di San Pietro.
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Una nuova manifestazione dello stato di necessità
Questa surreale scena romana rivela lo stato di confusione dottrinale in cui si trova oggi la Chiesa visibile. Quando i simboli sacri vengono usati contro la verità che dovrebbero esprimere, i fedeli hanno il dovere di resistere a questa confusione.
È difficile esprimere la gravità di questa situazione. Una donna che la Chiesa non riconosce come vescovo viene condotta nei luoghi più sacri di Roma, dove impartisce una benedizione, riceve gli onori di un primate e incontra il papa, mentre i vescovi e i sacerdoti cattolici della Fraternità Sacerdotale San Pio X, rimasti fedeli alla Tradizione, vengono tenuti a distanza.
In una recente intervista, don Davide Pagliarani ha dichiarato di attendere un’udienza con il Santo Padre da quasi nove mesi: «Questo corrisponde al mio più sincero desiderio. Tuttavia, sono stupito che finora non ci sia stata alcuna risposta o reazione personale da parte del Santo Padre».
«Prima di dichiarare scismatica una società con più di mille membri, che costituisce un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo, sarebbe opportuno conoscere personalmente coloro che saranno giudicati». La sanzione proposta non riguarda solo un’istituzione – che, per inciso, non esiste agli occhi della Santa Sede – ma anche singoli individui, profondamente devoti al papa e alla Chiesa.
«Confesso di faticare a comprendere questo silenzio, soprattutto quando ci viene spesso ricordato il bisogno di ascoltare il grido dei poveri, il grido degli emarginati e persino il grido della Terra stessa…»
Si può negare al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X ciò che si concede indebitamente a Sarah Mullally?
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