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Vaccini e aborti, caso Marcia per la Vita: intervista ad un membro del Comitato

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Come noto a chi segue Renovatio 21, il tema dell’uso di feti abortiti nell’industria farmaceutica – ora, con i «vaccini» COVID divenuto centrale per l’umanità tutta – ha ingenerato controversie nel mondo pro-life italiano che si ritrova ogni anno alla Marcia per la Vita. L’organizzazione, di fatto, non ha condannato apertamente questa pratica vaccinale, e una personalità legata alla Marcia, Roberto De Mattei, ha pubblicato nel sito che dirige articoli su articoli e perfino edito un libro per sostenere la liceità morale del vaccino prodotto con linee cellulari di innocenti abortiti. Tale controsenso ha scandalizzato molti.  Renovatio 21 ha ripetutamente chiesto agli organizzatori della Marcia di rispondere ad alcune domande che avevamo posto, ma non ha ricevuto risposta. Tuttavia, Alfredo De Matteo, attivista pro-life romano e padre di famiglia, membro del Comitato Marcia per la Vita, ha accettato di essere intervistato da Renovatio 21. Lo ringraziamo di cuore.

 

 

«No, non mi vaccinerò e ho fatto in modo che non si vaccinasse nemmeno mio padre 95enne»

Alfredo, ti vaccinerai?

No, non mi vaccinerò e ho fatto in modo che non si vaccinasse nemmeno mio padre 95enne.

 

Cosa pensi di questi vaccini?

Innanzitutto, tali ritrovati non sono propriamente dei vaccini bensì delle terapie geniche sperimentali. Si tratta in sostanza di tecniche completamente nuove e pericolose che, tra l’altro, non hanno attraversato un adeguato e rigoroso iter sperimentale.

 

E dei vaccini in generale?

Qualche anno fa partecipai ad un convegno organizzato da Renovatio 21 (che vide la partecipazione, tra gli altri, del cardinale Burke) in cui alcuni scienziati affrontarono con dovizia di particolari il problema etico-morale legato alla produzione di molti vaccini e la loro pericolosità per la nostra salute. Fu un incontro molto interessante, ma continuai a ritenere l’argomento vaccini in generale poco importante. Sbagliando.

 

«Qualche anno fa partecipai ad un convegno organizzato da Renovatio 21 (che vide la partecipazione, tra gli altri, del cardinale Burke) in cui alcuni scienziati affrontarono con dovizia di particolari il problema etico-morale legato alla produzione di molti vaccini e la loro pericolosità per la nostra salute. Fu un incontro molto interessante, ma continuai a ritenere l’argomento vaccini in generale poco importante. Sbagliando»

Da quanto sei attivo nella battaglia a favore della vita?

Fin da giovane, ma in modo serio e convinto da circa 12 anni.

 

Da quanto fai parte del Comitato Marcia?

Fin dall’inizio del suo nascere, più di 10 anni or sono.

 

Chi altro ne fa parte? I nominativi sono pubblici?

I nominativi non sono pubblici e pertanto non sono autorizzato a renderli noti.

 

Come si entra a far parte del Comitato?

È necessario che il candidato sia attivo in qualche modo nel campo della difesa della vita e che rifiuti in toto tutte quelle leggi che pretendono di legittimare l’omicidio dell’innocente. Di solito, il presidente del Comitato propone al Comitato stesso uno o più nominativi soprattutto sulla base di tali criteri di valutazione.

 

C’è stato dissenso nel Comitato?

Sì. Negli ultimi tempi il sottoscritto ha sollecitato più volte il Comitato a prendere posizione sulla questione dei cosiddetti vaccini prodotti con cellule di feti abortiti. Nello specifico, ho più volte ribadito la necessità che la Marcia condannasse in qualche modo il brutale omicidio dei bambini non nati mirato alla produzione e al commercio da parte delle aziende farmaceutiche di vaccini e farmaci in generale. Anche se alcuni membri del Comitato hanno appoggiato la mia richiesta essa non è stata accolta, almeno finora. Pare che tale questione sia divisiva…

«Negli ultimi tempi il sottoscritto ha sollecitato più volte il Comitato a prendere posizione sulla questione dei cosiddetti vaccini prodotti con cellule di feti abortiti. Nello specifico, ho più volte ribadito la necessità che la Marcia condannasse in qualche modo il brutale omicidio dei bambini non nati mirato alla produzione e al commercio da parte delle aziende farmaceutiche di vaccini e farmaci in generale. Anche se alcuni membri del Comitato hanno appoggiato la mia richiesta essa non è stata accolta, almeno finora»

 

Hai avuto sentore di qualcuno che non accetta la linea per la quale l’aborto non va bene ma se serve per un vaccino supposto necessario si può accettarne i frutti?

Direi proprio di sì. 

 

Come mai la Marcia per la Vita ha lo stesso indirizzo e numero di telefono della Fondazione Lepanto?

Semplicemente perché la Fondazione Lepanto e Famiglia Domani, l’associazione che assieme al MEVD (Movimento Europeo per la Difesa della Vita) diede vita alla Marcia per la Vita, condividono la stessa sede.

 

Ti dobbiamo chiedere di rispondere alle domande che abbiamo fatto su Renovatio 21, finora senza ricevere risposta: come si concilia l’impegno ipervaccinista di De Mattei con un evento che porta l’insegna «per la vita, senza compromessi», visto che questa storia che riguarda l’intera popolazione mondiale ruota intorno all’utilizzo di aborti per l’industria farmaceutica?

De Mattei non fa parte del Comitato, dunque non c’entra nulla con la Marcia per la Vita. Questo in teoria. Nella pratica, il professore incide molto nelle scelte del Comitato. Inutile negarlo.

 

Com’è possibile conciliare la posizione di chi crede lecito il sacrificio umano per produrre un vaccino con chi sostiene di essere «per la vita, senza compromessi» (slogan ufficiale della Marcia per la Vita)?

In realtà, ciò non è possibile. La Marcia per la Vita ha finalità e obiettivi chiarissimi. Basta leggere sul sito cos’è la Marcia (sotto la voce «iniziativa») per rendersi conto che non c’è spazio alcuno per compromessi di sorta. 

 

Verrà dato risalto al tema, emerso con potenza per dono del COVID, ma in realtà vecchio di decenni, dell’uso di aborti volontari nell’industria farmaceutica e non solo quella? (l’illazione che si tratti di aborti spontanei, infatti, è davvero una bufala infame)

Mi sto battendo affinché ciò avvenga.

 

La Marcia si è sempre caratterizzata per lasciare ampia libertà di espressione ai partecipanti. Sarebbe il colmo se il servizio d’ordine bloccasse in qualche modo chi volesse protestare contro l’abominio dei vaccini prodotti con gli aborti

Sarà preso in carico dal servizio d’ordine dei volontari con la pettorina chi eventualmente si presenti per protestare, magari a mezzo striscione, bandiera, cartello, contro i vaccini derivati dagli aborti, quelli in predicato di diventare obbligatori e promossi con tanto zelo dal presidente della Fondazione Lepanto?

Mi auguro proprio di no! La Marcia si è sempre caratterizzata per lasciare ampia libertà di espressione ai partecipanti. Sarebbe il colmo se il servizio d’ordine bloccasse in qualche modo chi volesse protestare contro l’abominio dei vaccini prodotti con gli aborti.

 

Insomma: esiste o no alla fine, per i sedicenti pro vita italiani, un (enorme) compromesso a cui la battaglia deve oggi piegarsi?

Ripeto, la Marcia per la Vita non ritiene accettabile alcun compromesso fatto sulla pelle degli innocenti. Del resto, essa è nata per strappare il monopolio della difesa della vita proprio a coloroi i quali hanno fatto del compromesso sui temi etici la loro bandiera e la loro linea d’azione.

 

«Ci troviamo di fronte ad una vera e propria industria che utilizza senza alcuna remora morale i bambini non nati ai fini della ricerca e della realizzazione di farmaci e vaccini. Inoltre, la produzione di tali composti non è finalizzata alla cura di malattie mortali bensì ha ben altri obiettivi, tra cui il profitto. Colui che volontariamente si lascia inoculare un vaccino prodotto con feti abortiti, che per di più risulta essere oggettivamente pericoloso per la salute, sostanzialmente inutile e scarsamente efficace, non vedo come possa essere giustificato dal punto di vista morale»

Abbiamo letto di recente che per la Marcia per la Vita il «punto di riferimento resta la Congregazione per la Dottrina della Fede. La Marcia per la Vita, in quanto tale, non si porrà mai in contrasto con le autorità ecclesiastiche». Sei d’accordo?

Quando ho letto tali affermazioni non riuscivo a credere ai miei occhi. In realtà, il punto di riferimento della Marcia non è la Congregazione per la Dottrina della Fede bensì il diritto naturale e divino e tutti coloro che ad esso si conformano. Sarebbe stato corretto ribadire che la Marcia non si porrà mai in contrasto con la Verità anziché con le autorità ecclesiastiche. Del resto, la vera forza della Marcia  risiede nell’essere e rimanere indipendente, sia dal controllo della politica che delle gerarchie ecclesiastiche. 

 

Ma se per la Marcia è così importante compiacere le gerarchie cattoliche, perché invece di una Marcia non si fa una processione?

Non mi sembra questo il punto. La Marcia non si è mai preoccupata di compiacere chicchessia, tantomeno le gerarchie ecclesiastiche. Del resto, chi afferma, ad esclusivo titolo personale, che la Marcia non si porrà mai in contrasto con tali autorità fino a poco tempo fa non si faceva particolari problemi a denunciare i tradimenti.

 

I promotori della Marcia dicono che comunque la produzione dei vaccini contenenti linee cellulari di feti abortiti va condannata e combattuta. L’utilizzo dei vaccini che contengono queste linee cellulari, però, no. Non le pare un controsenso? Produttore e consumatore non fanno parte della stessa filiera, in questo caso una filiera di morte?

Certamente. È questo l’aspetto più eclatante di tutta la questione. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria industria che utilizza senza alcuna remora morale i bambini non nati ai fini della ricerca e della realizzazione di farmaci e vaccini. Inoltre, la produzione di tali composti non è finalizzata alla cura di malattie mortali bensì ha ben altri obiettivi, tra cui il profitto. Colui che volontariamente si lascia inoculare un vaccino prodotto con feti abortiti, che per di più risulta essere oggettivamente pericoloso per la salute, sostanzialmente inutile e scarsamente efficace, non vedo come possa essere giustificato dal punto di vista morale. 

 

La Marcia ha proposto qualche azione concreta per contrastare la produzione di questi vaccini?

No, ma alla Marcia compete soprattutto il dovere di denunciare l’intrinseca malvagità di tale orrenda pratica. È totalmente insensato «chiedere alle aziende farmaceutiche e alle agenzie sanitarie governative di produrre, distribuire e offrire vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza, né agli operatori sanitari, né ai vaccinandi stessi» se allo stesso tempo si afferma «che la vaccinazione contro il COVID-19 sia moralmente lecita». Viene da domandarsi, a questo punto, perché perdere tempo a chiedere alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini etici  quando li si ritiene, nella sostanza, già tali?

 

«Viene da domandarsi, a questo punto, perché perdere tempo a chiedere alle aziende farmaceutiche di produrre vaccini etici  quando li si ritiene, nella sostanza, già tali?»

È stato pubblicato su un sito legato alla Fondazione Lepanto e alla Marcia un articolo del filosofo Seifert, che riguardo ai feti uccisi dalla scienza e dall’industria, «nel momento in cui Dio permette che i nascituri assassinati siano uno strumento per un beneficio di grado molto inferiore per l’umanità (rispetto al proprio sacrifici,  ndt), essi divengono un pallido riflesso del Suo stesso sacrificio». Personalmente la percepiamo come la peggiore bestemmia mai sentita, e ne siamo totalmente sconvolti: in pratica non solo si giustifica, ma si sacralizza il ritorno al sacrificio umano nel mondo moderno. Tu cosa ne pensi?

La penso esattamente come voi, e anch’io sono rimasto sconvolto da tali dichiarazioni. Tra l’altro, il filosofo Seifert è molto critico (o almeno lo era …) nei confronti della discutibile pratica della donazione di organi vitali. Se egli dovesse applicare lo stesso metro di giudizio che utilizza per giustificare i vaccini dovrebbe concludere che anche le persone sezionate vive per essere depredate dei loro preziosi organi sono da considerare vittime sacrificali da immolare sull’altare della salute e del benessere di altre persone. Si tratta del principio ben espresso dalla seguente locuzione latina: mors tua vita mea.

 

Secondo te, chi accetta, giustifica, perfino sacralizza il vaccino derivato da aborti, sa cosa sta facendo?

Francamente, non lo so. Quel che è certo è che il soggetto in questione si rende in qualche modo connivente con la Cultura della Morte imperante.

 

Grazie, Alfredo per la tua disponibilità e la tua sincerità.

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questa intervista per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Bioetica

Europarlamente ex IRA dice di aver abortito per poter andare a mettere una bomba

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L’ex europarlamentare del Sinn Fein, Martina Anderson, ha confessato di aver abortito per non compromettere una missione di attentato dell’IRA (Esercito Repubblicano Irlandese). Lo riporta Life Site.

 

In vista del lancio della sua autobiografia, Choosing the Struggle («Scegliere la lotta»), Anderson ha dichiarato a Miriam di RTE One di aver scelto la «lotta» (cioè, il terrorismo) piuttosto che la vita del suo bambino non ancora nato. Ha scoperto di essere incinta poche settimane dopo aver iniziato a pianificare un attentato.

 

«Le donne come me che hanno avuto una gravidanza non pianificata, a causa delle circostanze in cui mi sono trovata, hanno dato priorità alla lotta contro la malattia, hanno abortito, la decisione più difficile e dolorosa della loro vita», ha detto la donna originaria di Derry.

 

«Non volevo deludere i miei compagni», ha dichiarato alla testata irlandese Joe. «Me ne sono andata in silenzio, sono tornata in silenzio e ho vissuto in silenzio per oltre 40 anni.»

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La Anderson spera che la confessione del suo aborto possa contribuire a porre fine alla «vergogna» che le donne come lei subiscono.

 

«Credo che raccontare la mia storia possa dare un piccolo contributo per fermare la stigmatizzazione morale e sociale che colpisce donne come me. Sarebbe stato più facile rimanere in silenzio e lasciare che la gente mi giudicasse», ha dichiarato a RTE One. «Rispetto le convinzioni religiose altrui su questo argomento, non cerco di convertire nessuno, né di ottenere perdono o approvazione.»

 

Anderson fu condannata all’ergastolo nel 1986 per cospirazione finalizzata a provocare esplosioni. Fu rilasciata 13 anni dopo in virtù degli accordi del Venerdì Santo e in seguito si dedicò alla politica.

 

L’ex europarlamentare ha anche raccontato di come, mentre era in prigione, le sia stato asportato l’utero durante un intervento per curare dei polipi, rendendola incapace di avere figli.

 

L’idea di uccidere il proprio figlio per andare possibilmente ad uccidere altre persone è probabilmente inedita, e rappresenta un quadro rivoltante come pochissimi altri. I social media hanno attaccato duramente la donna, che ha poi avuto una carriere di europarlamentare a Bruxelles, dove ha potuto dedicarsi a grandi cause fondamentali come il cambiamento climatico – che è di fatto, una propaggina dell’antiumanismo abortista inventato proprio da quelli che lei credeva essere i suoi nemici, gli inglesi con il loro reverendo Malthus.

 

Per quanto disperante, il racconto dell’ex terrorista è, a suo modo, illuminante, gettando nuove basi per la comprensione della Necrocultura nello Stato moderno, perfino nei casi di dissidenza estrema: ovvero, vediamo qui il legame tra abortismo e terrorismo, medesime pratiche votate alla morte, con tutte le varianti giustificazioni sociopolitiche del caso.

 

Non è un caso che nello Stato moderno, e quindi nel Sovrastato europeo, chi abortisce e progetta attentati possa fare carriere e divenire rappresentante democratica del popolo. Si tratta, davvero, di tanta materia per riflessioni anche radicali

 

Un’ultima nota: abbiamo rilevato su Renovati 21 le dichiarazioni in stile IRA del «Nuovo Movimento Repubblicano» irlandese, che con videomessaggi minacciano, mascherati ed armati come d’ordinanza, i politici locali responsabili dell’immigrazione selvaggia e della sessualizzazione dei bambini. Ecco, ci pare che sia da discutere la distanza – ideologica, politica, sociale – che hanno le rivendicazioni di questo nuovo gruppo, sorto sulle ceneri del fuoco repubblicano ormai estinto, da quelle dello storico movimento terroristico che terrorrizzò la Gran Bretagna per decadi, e che ora è finito perfino digerito nei Parlamenti e negli europarlamenti.

 

Il mondo è cambiato, le priorità di protezione del popolo pure, e non siamo sicuri che in passato la generazione dei boomer abbia mai davvero deciso di difendere il popolo che diceva di voler servire – abortendo, terrorizzando, accettando la Morte come principio politico della propria vita.

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 Immagine di GUE/NGL via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic 

 

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Bioetica

Sostanze chimiche contenute nelle pillole abortive nell’acqua potabile: studio

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Secondo un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria, gli americani potrebbero assumere farmaci abortivi senza saperlo. Lo riporta LifeSite.   Lo studio «Anti-progesterone nelle acque ambientali» potrebbe essere il primo a fornire prove a sostegno delle crescenti preoccupazioni sulla possibile contaminazione delle risorse idriche da parte dei farmaci abortivi. La ricerca, della durata di due anni, ha incluso campioni d’acqua provenienti da diverse fonti idriche municipali e analisi effettuate da un laboratorio indipendente.   La presenza di questi farmaci risulta particolarmente preoccupante, considerati i persistenti problemi di fertilità nella popolazione americana e la rapida crescita nell’uso di pillole abortive dopo l’annullamento della sentenza Roe v. Wade nel 2022.

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Lo studio, pubblicato il 20 luglio sulla rivista Issues of Law & Medicine, ha rilevato «livelli significativi di mifepristone (fino a 0,041 μg/l) nell’acqua di tutte le nove classi di campionamento tranne una».   «A causa della moltitudine di effetti del progesterone, questo contaminante potrebbe influenzare la fisiologia degli animali acquatici e la salute umana, compresi la fertilità, la gravidanza e lo sviluppo fetale», hanno avvertito gli autori dello studio. Elise Rose, che ha conseguito un dottorato in agronomia, ha supervisionato la ricerca ed è ricercatrice presso il Charlotte Lozier Institute.   Come riportato da Renovatio 21, l’iniziativa era partita lo scorso anno. Durante l’estate 2025, i funzionari dell’Agenzia per la Protezione Ambientale americana (EPA) hanno incaricato gli scienziati di determinare se fosse possibile sviluppare metodi per rilevare tracce di pillole abortive nelle acque reflue.   La divulgazione dell’avvio della ricerca faceva seguito alla richiesta di 25 membri repubblicani del Congresso USA che hanno chiesto all’EPA di indagare sulla questione.   A giugno 2025 un rapporto pubblicato da Liberty Counsel Action indicava che più di 40 tonnellate di resti di feti abortiti e sottoprodotti della pillola abortiva sono infiltrati nelle riserve idriche americane.   «Come altri farmaci noti per causare effetti avversi sul nostro ecosistema, il mifepristone forma metaboliti attivi», spiega il rapporto di 86 pagine. «Questi metaboliti possono mantenere gli effetti terapeutici del mifepristone anche dopo essere stati escreti dagli esseri umani e contaminati dagli impianti di trattamento delle acque reflue (WWTP), la maggior parte dei quali non è progettata per rimuoverli».  
Non si tratta della prima volta che vengono lanciati gli allarmi sull’inquinamento dei fiumi da parte della pillola abortiva RU486, detta anche «pesticida umano».
 
Come riportato da Renovatio 21, le acque di tutto il mondo sono inquinate da fortemente dalla pillola anticoncenzionale, un potente steroide usato dalle donne per rendersi sterili, che viene escreto con l’orina con effetto devastante sui fiumi e sulla fauna ittica. In particolare, vi è l’idea che la pillola starebbe facendo diventare i pesci transessuali.
  Danni non dissimili sono stati rilevati per gli psicofarmaci, con studi sui pesci di fiume resi «codardi e nervosi».

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Nonostante i ripetuti allarmi sul danno ambientale dalla pillola, le amministrazioni di tutto il mondo – votate, in teoria, all’ecologia e alla Dea Gaia – continuano con programmi devastatori, come quello approvato lo scorso anno a Nuova York di distribuire ai topi della metropoli sostanze anticoncezionali. A ben guardare, non si trova un solo ambientalista a parlare di questa sconvolgente forma di inquinamento, ben più tremenda di quello delle auto a combustibile fossile.   Ad ogni modo, come Renovatio 21 ripeterà sempre, l’inquinamento più spiritualmente e materialmente distruttore è quello dei feti che con l’aborto chimico vengono espulsi nel water e spediti via sciacquone direttamente nelle fogne, dove verranno divorati da topi, pesci, insetti, anfibi e altri animali del sottosuolo.   Su questo non solo non si trovano ambientalisti a protestare: mancano, completamente, anche i cattolici.   Come riportato da Renovatio 21l’OMS poche ha aggiunto la pillola figlicida alla lista dei «medicinali essenziali». Il segretario della Salute USA Robert Kennedy jr. aveva promesso una «revisione completa» del farmaco di morte (gli sarebbe stato chiesto dallo stesso Trump) ma esso è stato approvato dall’ente regolatore FDA.

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Bioetica

Fauci ha avuto un ruolo in uno studio che ha trapiantato scalpi di feti abortiti su ratti

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Poche ore prima che il dottor Anthony Fauci compaia davanti a un’audizione del Senato presieduta dal senatore Rand Paul, l’attivista pro-vita David Daleiden ha usato i social media per evidenziare il collegamento tra l’ex responsabile COVID e un orribile studio sponsorizzato dalla sua agenzia NIH — il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) — in cui i crani di feti abortiti venivano innestati su ratti da laboratorio. Lo riporta LifeSiste.

 

«Il dottor Fauci ha trascritto nel suo diario un titolo di copertura che metteva in dubbio il suo ruolo in uno studio in cui venivano trapiantati scalpi di feti abortiti di 5 mesi su ratti da laboratorio», ha osservato il Daleiden, «eppure, 3 settimane prima, Fauci aveva giurato al Congresso che il suo NIAID aveva finanziato lo studio “con la supervisione e le linee guida appropriate”».

 

«Nello studio pubblicato si possono effettivamente vedere le fotografie di piccoli scalpi di neonati innestati sul dorso di ratti da laboratorio, sui quali crescono piccoli capelli», aveva detto Daleiden all’allora conduttore di Fox News Tucker Carlson nel 2021. «Quelli sarebbero stati i piccoli capelli che sarebbero cresciuti sulla testa di neonati… se non fossero stati uccisi con l’aborto e poi cuciti sui ratti da laboratorio per la sperimentazione».

 


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«Il dottor Anthony Fauci è pienamente responsabile di questo studio e di questa questione perché, in qualità di capo dell’ufficio NIAID, la decisione finale su come vengono spesi questi finanziamenti ricade su di lui», ha affermato Daleiden.

 

«Il fatto che usassero scalpi di bambini abortiti di 5 mesi significa che le teste di quei bambini dovevano probabilmente essere intatte per poter prelevare gli scalpi, il che indica che si trattava di aborti a nascita parziale, o addirittura di neonati nati vivi e integri», ha spiegato al suo ospite inorridito.

 

«Qualcuno nell’ufficio del dottor Fauci ha mai chiesto ai ricercatori dell’Università di Pittsburgo: “Come fate a procurarvi quei cuoio capelluto? Come fate a ottenere cuoio capelluto dalle teste intere dei feti con un aborto a nascita parziale?”» si è chiesto Daleiden.

 

Nel maggio 2021 il Center for Medical Progress (CMP) di Daleiden ha prodotto un video sconvolgente che mostrava l’Università di Pittsburgo come un importante centro per il traffico e la sperimentazione su organi e parti del corpo di feti abortiti. Il rapporto collegava i finanziamenti per le attività dell’università a un’ingente sovvenzione dell’ufficio del NIAID, presso i National Institutes of Health (NIH), guidato dal guru statunitense del COVID-19, il dottor Anthony Fauci.

 

 

Dopo aver pubblicato un articolo sul National Catholic Register sui numerosi modi in cui i feti abortiti venivano utilizzati per la ricerca scientifica nelle principali università e ospedali degli Stati Uniti, l’autrice Stacy A. Trasancos ha twittato un riassunto delle sue agghiaccianti scoperte.

 

La Trasancos ha collegato la ricerca di Mengel a Fauci: «scalpi di feti abortiti innestati su topi. I loro organi trapiantati. Topi umanizzati sviluppati all’Università di Pittsburgo, il tutto per studiare il sistema immunitario. Supportato dal NIAID del Dr. Fauci. Pagato da noi».

 

La Trasancos è stata direttore esecutivo del St. Philip Institute of Catechesis and Evangelization del vescovo Joseph Strickland nella diocesi di Tyler, in Texas.

 

Monsignor  Strickland ha ritwittato il suo rapporto, dichiarando: «Questi sono crimini contro l’umanità che devono essere perseguiti. Il silenzio di fronte a queste atrocità non fa che accrescere il male. Svegliati America! Chiedi che tutto questo finisca SUBITO!»


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La ricerca è stata finanziata dai National Institutes of Health (NIH) e dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), diretto dal dottor Anthony Fauci dal 1984.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo scorso settembre il NIH aveva confermato che non rinnoverà 17 progetti di ricerca sui «tessuti fetali umani» recentemente scoperti da un gruppo di controllo.

 

Come riportato da Renovatio 21, i progetti dell’era Biden includevano l’uso di tessuto fetale derivato da aborti e esperimenti per innestare tessuti fetali, come organi, nei topi.

 

Come riportato da Renovatio 21, appena insediatosi quattro anni fa Biden riaccese la produzione di topi umanizzati a scopo laboratoriale. L’amministrazione Biden revocò le restrizioni sull’uso del tessuto fetale per la ricerca medica, annullando le regole imposte nel 2019 dal presidente Trump. Le nuove regole consentivano agli scienziati di utilizzare tessuti derivati ​​da aborti volontari.

Le versioni «chirurgiche» dei topi umanizzati (cioè, dove la modifica non è ottenuta per via genetica con l’inserimento di codice genetico umano nei roditori) sono ottenute con il trapianto pezzi di bambino abortito dentro roditori, che poi vengono avviati agli esperimenti. La pressione di gruppi religiosi che chiedevano fossero usati solo tessuti da aborti spontanei fu respinta, in quanto questo tipo di aborti può avere anomalie genetiche, mentre l’aborto volontario in genere produce tessuti sanissimi di feti destinati ad essere bambini normali.

 

Fu trovato che per creare i topi umanizzati l’ente di regolazione del farmaco FDA aveva pagato 90 mila dollari per avere tessuti fetali «freschi, mai congelati».

 

Come noto, topi umanizzati sono alla base anche dell’esperimento gain of function avvenuto sul coronavirus SARS-CoV nel famigerato laboratorio di Wuhano, dove pure affluivano ampi fondi pubblici USA.

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