Connettiti con Renovato 21

Politica

Trump annuncia ufficialmente la sua candidatura alle presidenziali 2024

Pubblicato

il

Ieri sera l’ex presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha presentato ufficialmente i documenti alla Commissione elettorale federale (FEC) necessari per la sua campagna presidenziale del 2024.

 

Il deposito dei documenti alla FEC è arrivato pochi minuti prima che Trump si rivolgesse ai sostenitori nella sua residenza di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, e si dichiarasse pubblicamente candidato per la corsa del 2024.

 

«Miei concittadini, il ritorno dell’America inizia proprio ora», ha esordito Trump nelle sue osservazioni di apertura ai sostenitori, riferendosi poi a quello che ha definito un «movimento». «Non c’è mai stato nulla che potesse competere con quello che abbiamo fatto tutti».

 

Poi l’annuncio: «per rendere di nuovo grande e gloriosa l’America, stasera annuncio la mia candidatura alla presidenza degli Stati Uniti».

 

 

L’ex presidente ha poi parlato del programma vaccinale da lui iniziato, un argomento che non pare voler mollare nonostante la contrarietà di molti suoi sostenitori accaniti.

 

«Insieme abbiamo costruito la più grande economia nella storia del mondo, quando il virus ha colpito le nostre coste ho intrapreso un’azione decisiva e ho salvato vite umane e l’economia degli Stati Uniti, e nell’ottobre dello stesso anno l’America stava tornando a ruggire con la ripresa economica numero uno più veloce mai registrata» ha detto Trump con voce calma e ferma.

 

«La Cina stava pagando miliardi e miliardi di dollari in tasse e dazi», ha continuato. «Nessun presidente aveva mai chiesto o ricevuto un dollaro dalla Cina fino a quando non sono arrivato io e stavamo ottenendo centinaia di miliardi di dollari, molte persone pensano che a causa di questo la Cina abbia svolto un ruolo piuttosto attivo nelle elezioni del 2020».

 

 

«Il mondo era in pace, l’America prosperava e il nostro Paese era sulla buona strada per un futuro straordinario, perché ho fatto grandi promesse al popolo americano e, a differenza di altri presidenti, ho mantenuto le mie promesse», ha affermato il biondo presidente del Queens.

 

«Per milioni di americani, gli ultimi due anni sotto Joe Biden sono stati un periodo di dolore, difficoltà, ansia e disperazione, mentre parliamo l’inflazione è la più alta in oltre 50 anni, i prezzi del carburante hanno raggiunto i livelli più alti della storia e aspettatevi che salgano molto più in alto, ora che le riserve nazionali strategiche – che ho riempito – sono state praticamente prosciugate per mantenere i prezzi della benzina più bassi appena prima delle elezioni».

 

Trump ha quindi colto l’occasione per incolpare i «confini aperti» di Biden tra Stati Uniti e Messico per l’aumento della droga mortale fentanil nel Paese.

 

L’ex inquilino della Casa Bianca ha quindi lanciato accuse contro quei legislatori che non preoccupano delle armi nucleari perché percepiscono il cambiamento climatico come un fattore più grave minaccia.

 

«Siamo qui stasera per dichiarare che non deve essere così», ha detto Trump tra gli applausi. «Due anni fa eravamo una grande Nazione, e presto saremo di nuovo una grande nazione. Il declino dell’America ci viene imposto da Biden e dai pazzi della sinistra radicale che fanno crollare il nostro governo. Questo declino non è un destino dobbiamo accettare».

 

 

Trump ha poi dato il suo appoggio a Herschel Walker, il controverso candidato repubblicano che si candida per un seggio al Senato degli Stati Uniti in Georgia definendolo «un essere umano favoloso che ama il nostro Paese» e che «sarà un grande senatore degli Stati Uniti», un leader dell’«America First».

 

«Questa non sarà la mia campagna, questa sarà la nostra campagna, tutti insieme. Perché l’unica forza abbastanza forte da sconfiggere la corruzione di massa contro cui ci troviamo di fronte siete voi, il popolo americano».

 

Jaime Harrison, avvocato e politico e presidente del Comitato nazionale democratico, ha risposto all’annuncio di Trump, dicendo che era solo il «calcio d’inizio» di quella che saranno le «caotiche primarie repubblicane».

 

L’annuncio di Trump arriva il giorno dopo che il presidente del comitato della Camera, incaricato di indagare sui fatti del 6 gennaio al Campidoglio, ha affermato che Trump potrebbe essere perseguito per oltraggio al Congresso per non essersi presentato per una deposizione programmata.

 

Venerdì Trump aveva anche intentato una causa contro la giuria, nel tentativo di bloccare la citazione in giudizio che gli chiedeva di testimoniare e consegnare documenti relativi alla rivolta.

 

Come riportato da Renovatio 21, Trump anche in queste elezioni midterm ha accusato, come nel 2020, dell’esistenza di grandi brogli.

 

Alcuni suoi candidati come Mehmet Oz e Blake Masters non ce l’hanno fatta: in un caso avrebbe vinto un candidato democratico con danno cerebrale guidato da un computer (ma che almeno, a differenza di altri candidati pure vincenti, non era morto) mentre nell’altro lo spoglio è proseguito misteriosamente per giorni, tra le proteste dei repubblicani.

 

Non ce l’ha fatta nemmeno Kari Lake, la candidata a governatore dell’Arizona, ascrivibile alla categoria mega-MAGA, che aveva dichiarato che sarebbe tornata sulla liceità delle elezioni presidenziali 2020, che subirono problemi e polemiche in special modo nella contea di Maricopa in Arizona.

 

Dopo una settimana circa di spoglio delle schede, la Lake avrebbe perso per una manciata di voti contro la sfidante democratica, già segretario di Stato dell’Arizona Katy Hobbs, la quale non ha fatto un granché di campagna elettorale e ha rifiutato ogni dibattito diretto con la Lake.

 

 

 

 

 

Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

 

Continua a leggere

Politica

I piddini tedeschi chiedono l’abolizione del matrimonio

Pubblicato

il

Da

La sezione giovanile berlinese del Partito Socialdemocratico (SPD) ha proposto di abolire il matrimonio in Germania a favore delle unioni di convivenza.

 

Attualmente, il matrimonio gode di tutela costituzionale ai sensi dell’articolo 6 della Grundgesets, la «Legge fondamentale», ossia la Costituzione tedesca.

 

La mozione intitolata «Abbasso il patriarcato, anche se sembra romantico» è stata presentata alla fine del mese scorso in vista di una conferenza della sezione berlinese dell’SPD, prevista per l’8 e il 9 maggio. Secondo i Giovani Socialisti di Berlino (Jusos), il matrimonio è un’istituzione chiave del patriarcato che garantisce «l’oppressione delle donne da parte degli uomini cisgender» e «limita la libertà e l’autodeterminazione attraverso la sua pretesa di permanenza».

 

«Il matrimonio serve allo Stato-nazione sciovinista e capitalista come strumento per imporre politiche misogine, omofobe, classiste e razziste», sostiene la proposta dei piddini germanici.

 

Sebbene la sezione giovanile dell’SPD di Berlino abbia ammesso che «molte persone considerano il matrimonio un legame romantico e ne sono felici», ha comunque insistito sul fatto che «l’emancipazione e il superamento dell’eteropatriarcato e del capitalismo sono possibili solo attraverso un cambiamento radicale e solidale». Questo cambiamento dovrebbe portare all’abolizione del matrimonio tradizionale, così come di tutte le leggi e i benefici fiscali ad esso correlati, e alla loro sostituzione con una sorta di convivenza, come previsto dalla mozione.

 

Per costituire una cosiddetta «comunità di responsabilità», i singoli individui dovrebbero semplicemente presentare una domanda scritta congiunta all’ufficio anagrafe, e l’unione sarebbe considerata valida al momento della presentazione. Il recesso da tale unione potrebbe avvenire in qualsiasi momento tramite richiesta scritta, «senza il consenso di altri», come proposto dai Jusos.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Secondo la stampa tedesca, la mozione probabilmente non verrà discussa alla prossima conferenza statale del partito, ma verrà rinviata al 2027.

 

Il diritto tedesco resta ancorato al principio della monogamia: l’art. 1306 BGB (Bürgerliches Gesetzbuch, il codice civile della Repubblica Federale) vieta il matrimonio se una persona è già sposata, mentre il 172 StGB (Strafgesetzbuch, il Codice Penale tedesco) punisce la bigamia.

 

Tuttavia, nel 2024 il governo di coalizione SPD-Verdi-FDP aveva discusso la Verantwortungsgemeinschaft, un nuovo istituto per gruppi di 2-6 persone (anche non romantiche) che concede diritti di rappresentanza, informazioni mediche e responsabilità reciproche. La riforma, definita la più grande degli ultimi decenni in materia familiare, è pensata soprattutto per anziani, amici o coinquilini, ma i critici, tra cui alcuni democristiani della CDU, hanno detto di temere che possa aprire indirettamente a forme poliamorose.

 

Nel frattempo, un sondaggio YouGov del mese scorso ha indicato che solo il 13% degli intervistati voterebbe per l’SPD in un’ipotetica elezione: il peggior risultato per i socialdemocratici dal dicembre 2019.

 

Al contrario, il partito di opposizione di destra Alternativa per la Germania (AfD), che basa la sua campagna elettorale, tra gli altri punti, sui valori familiari, ha visto la sua popolarità aumentare in modo tangibile nell’ultimo anno.

 

Un sondaggio Bild/INSA della scorsa settimana ha suggerito che l’AfD vincerebbe un’ipotetica elezione con il 28% dei voti, un nuovo record per il partito.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artifizialmente

Continua a leggere

Politica

Trump rinnova la richiesta di grazia per Netanyahu

Pubblicato

il

Da

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto al suo omologo israeliano Isacco Herzog di concedere la grazia al primo ministro Beniamino Netanyahu, accusato di corruzione, frode e abuso d’ufficio.   Incriminato nel 2019, Netanyahu si è dichiarato non colpevole e ha respinto ogni addebito. Il processo, avviato nel 2020, ha registrato numerosi rinvii e si prevede che si protragga per diversi anni.   Secondo quanto riferito dalla testata Axios martedì, Trump avrebbe sostenuto che Netanyahu si sarebbe lamentato di dover presentarsi in tribunale anziché concentrarsi sul conflitto che sta strangolando l’economia globale. Il presidente americano avrebbe espresso incredulità, affermando: «Nel bel mezzo di una guerra? Ma per favore!».   Secondo la testata, Trump ha poi dichiarato di apprezzare il presidente israeliano Herzog e che «sarebbe un eroe nazionale se concedesse la grazia a Bibi». Di recente il presidente statunitense aveva definito lo Herzog «debole e patetico» per non aver graziato il Netanyahu.   «Bibi è un primo ministro in tempo di guerra. Non può permettersi che questa cosa gli penda sulla testa», avrebbe affermato Trump nella sua ultima intervista ad Axios. Ha anche insinuato che il processo al Netanyahu danneggi l’immagine di Israele.   All’inizio di questa settimana, Herzog ha invitato gli avvocati del Netanyahu, il procuratore generale e il pubblico ministero a negoziare un possibile accordo, precisando che non prenderà in considerazione un patteggiamento finché tale via non sarà stata completamente esplorata.

Iscriviti al canale Telegram

Commentando l’ipotesi di un accordo che probabilmente implicherebbe un’ammissione di colpa, Trump ha sostenuto che il Netanyahu «non può accettare» un patteggiamento e necessita di una grazia completa, come riportato da Axios.   Come riportato da Renovatio 21, alla fine dello scorso anno era stato rivelato che il primo ministro dello Stato Giudaico aveva sollecitato il presidente degli Stati Uniti affinché intensificasse la sua richiesta di grazia.   Un mese prima, Trump aveva inviato una lettera ufficiale al presidente israeliano, insistendo sul fatto che «il “caso” contro Bibi… è un’azione penale politica e ingiustificata».   «Con la presente vi chiedo di concedere la grazia completa a Benjamin Netanyahu», scrisse all’epoca il presidente degli Stati Uniti. Nel giugno del 2025, Trump aveva definito analogamente le accuse contro il suo alleato mediorientale una «CACCIA ALLE STREGHE».   Come riportato da Renovatio 21, mesi prima aveva definito il Netanyahu come un «eroe di guerra». Erano emersi, tuttavia, dettagli di screzi significativi, come quando Trump avrebbe urlato al premier dello Stato Ebraico che minimizzava la carestia a Gaza. In un’altra occasione gli avrebbe detto «sei sempre così fottutamente negativo».   In una plastica immagine della situazione di quel momento , la folla israeliana ad una cerimonia di riconsegna degli ostaggi aveva fischiato Bibi e inneggiato sonoramente al Donaldo.  
Come riportato da Renovatio 21, in passato Trump aveva attaccato Netanyahu arrivando a chiederne la sostituzione e ad ipotizzare tagli agli aiuti ad Israele. Nel contesto di questi commenti aveva rivelato anche dettagli sull’assassinio del generale dei servizi iraniani Qassem Soleimani, suggerendo che fu indotto ad ordinarne la morte dagli israeliani, che poi però si tirarono indietro.
  Come riportato da Renovatio 21, un livello grottesco del rapporto tra Netanyahu e Trump è stato raggiunto a febbraio 2025 quando il primo ha fatto dono a quest’ultimo di un cercapersone come quelli fatti esplodere in Libano. Più che un dono diplomatico, a qualcuno può essere sembrata una minaccia vera e propria.   Come riportato da Renovatio 21, a gennaio 2025 Netanyahu aveva annullato il viaggio per la cerimonia di insediamento di Trump. Prima dell’insediamento l’inviato di Trump Steve Witkoff, in Israele per chiedere la tregua, aveva avuto con Netanyahu un incontro riportato come «molto teso».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
 
Continua a leggere

Politica

Non vedente cintura nera di Aikido nuovo ministro in Ungheria

Pubblicato

il

Da

Il neo primo ministro ungherese, Peter Magyar, ha scelto un avvocato non vedente come ministro responsabile delle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI), nell’ambito di un profondo rimpasto di governo seguito alla sconfitta elettorale di Viktor Orban.

 

L’annuncio è stato dato venerdì su X, e il neopremierMagyar ha nominato Vilmos Katai-Nemeth, 52 anni, insieme al ministro dei trasporti David Vitezy. «Per la prima volta nella storia dell’Ungheria, un cittadino ungherese non vedente… guiderà il ministero degli Affari Sociali e della Famiglia, con responsabilità anche in materia di accessibilità e pari opportunità», ha scritto.

 

Katai-Nemeth ha sofferto di problemi alla vista fin dall’infanzia e ha perso la vista a 16 anni a causa di una malattia ereditaria che causa atrofia retinica. Nonostante ciò, è riuscito a laurearsi in giurisprudenza ed esercita la professione di avvocato. Ha inoltre conseguito la cintura nera di Aikido – diventando il primo maestro non vedente di questa disciplina al mondo – e ha sviluppato un sistema di autodifesa per ipovedenti.

Il neoministro è entrata a far parte del partito Tisza nel 2024 e nel 2026 ha vinto le elezioni parlamentari in una delle circoscrizioni di Budapest con un ampio margine. Durante la campagna elettorale, Katai-Nemeth ha accusato il partito Fidesz di Orban di trattare le persone con disabilità «in modo paternalistico e subordinato», aggiungendo che «anche un cieco può vedere che ci sono dei problemi».

Sostieni Renovatio 21

Nel suo nuovo ruolo, Katai-Nemeth si impegnerà per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria, riformare la protezione dell’infanzia e promuovere le pari opportunità, è stato scritto sulla stampa, che tuttavia ha espresso scetticismo sulla nomina, sottolineando la sua limitata esperienza politica e la scarsa familiarità con gli apparati governativi.

 

Secondo la testata Hungarian Conservative esiste la possibilità che il ruolo di Katai-Nemeth si riduca a quello di «figura di rappresentanza», con Bodis Krisztina, esperto di politiche sociali di lungo corso e consigliere di Magyar, che detiene un potere effettivo di gran lunga maggiore.

 

Durante la sua campagna elettorale, Magyar – generalmente considerato un conservatore – ha promesso di ricostruire le relazioni con l’UE, ma ha evitato di sostenere apertamente i diritti omotransessualisti , affermando solo di volere un Paese in cui «nessuno venga stigmatizzato per pensare o amare in modo diverso dalla maggioranza».

 

Tuttavia, all’inizio di questa settimana, la Corte di giustizia dell’UE ha dichiarato «illegale» la legge ungherese del 2021 sulla «protezione dei minori», che vietava la rappresentazione dell’omosessualità e del cambio di genere nei media destinati ai bambini.

 

In seguito, le autorità ungheresi hanno ricevuto una richiesta di registrazione per il primo canale televisivo a tema LGBTQ del Paese, che secondo quanto riferito si chiamerà «Arcobaleno TV».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

 

Continua a leggere

Più popolari