Vaccini
Tragica morte del bambino che faceva da volto alla campagna vaccinale in Argentina. I fact-checker si scaldano
Ha destato scalpore la notizia secondo cui il piccolo S.G.B., 4 anni, è morto lo scorso novembre, presso l’ospedale Larcade di San Miguel, dove era stato portato dalla madre a più riprese.
Il bimbo era stato il volto della campagna ministeriale per l’inoculo dei vaccini per morbillo, rosolia, parotite e poliomelite.
Secondo quanto scrivono giornali e siti, anche italiani, la Presidenza argentina avrebbe ora deciso di ritirare la campagna vaccinale con il volto di S. da tutte le piattaforme, sia nelle pubblicità statiche che in quelle audiovisive.
Tuttavia, il sito ufficiale della presidenza contiene ancora foto del bambino, e sul canale YouTube è possibile vedere il video della campagna vaccinale.
L’autopsia ha rivelato che il ragazzino sarebbe morto di polmonite bilaterale. In precedenza gli fosse stata diagnosticata una gastroenterocolite e una laringite. La madre, che lo aveva portato al pronto soccorso per ben tre volte, ora accusa i sanitari.
«Non faceva pipì e lo sapevano tutti. Ha avuto un’infezione alle vie urinarie», ha detto la donna. «Ho chiesto un esame del sangue e mi hanno detto di no, perché era una condizione virale. S. ha continuato a stare male tutto il giovedì. Continuava a vomitare, essendo debole e non mangiando».
Sulla questione sono partiti immediatamente i fact-checker, che evidentemente possono temere che la notizia possa essere propagata dai no-vax per suggerire la pericolosità dei vaccini.
Facta, un fact-checker che pubblica articoli anonimi e che in passato si era già occupato di Renovatio 21 (ci accusarono di «notizia falsa» quando riportammo i dubbi di alcuni medici a dicembre 2020 sugli effetti del siero COVID sulla fertilità delle donne), scrive che si tratta di una notizia «fuori contesto», anche se non capiamo cosa ci sia da commentare: la notizia per cui il bambino testimonial vaccinale è morto è vera.
È segnalato che la notizia circola attualmente su Facebook con un bollino piazzato dalla piattaforma che dice «Contesto mancante: fact-checker indipendenti sostengono che queste informazioni potrebbero fuorviare le persone».
La perdita di credibilità dei fact-checker continua inesorabile quanto quella di Facebook, che sembra molto in difficoltà.
Il lettore deve tuttavia capire che, anche non se si parla di COVID, dietro alle reazioni immediate dell’establishment riguardo al vaccino morbillo-parotite rosolia – il famoso MPR, o MMR in acronimo anglofono – c’è una storia ben precisa.
Il vaccino MPR era alla base del famoso studio inglese del 1998 del team del gastroenterologo Andrew Wakefield, dove si ipotizzava, chiedendo ulteriori studi, una correlazione tra la vaccinazione con quel siero e l’autismo.
Si trattò di una questione enorme: come sa il lettore, Wakefield fu di fatto crocifisso in ogni maniera possibile (con i giornali internazionali, compresi quelli italiani, che se lo devono nominare ci agganciano le parole «discreditato», «radiato», etc.), tuttavia l’effetto sulla popolazione non fu trascurabile, con le percentuali di bimbi vaccinati con l’MPR che calarono fortemente, e forse non si ripresero mai del tutto.
Si trattò di un all-in del blocco farmaceutico (con i suoi politici e giornalisti al seguito) di aggressività immane.
Già prima della pandemia, Renovatio 21 aveva potuto notare l’interesse riguardo al vaccino MPR da parte dei fact-checker già all’opera allora. In una lunga telefonata da Nuova York, un collaboratore dell’ente chiamato Newsguard – nel cui board siedono ex direttori della CIA, un ex segretario generale NATO, ex ministri e altre figure altissime dell’establishment angloamericano –, che si diceva incaricato di redigere una scheda di segnalazione su Renovatio 21, ci aveva chiesto riguardo alla questione.
In seguito, nella scheda Newsguard finita in rete, si faceva riferimento proprio ad un nostro »articolo pubblicato sul sito nel maggio del 2019 con il titolo “La vaccinazione MMR, DPT ed epatite B, il rischio di leucemia infantile” affermava che “i bambini che hanno ricevuto la vaccinazione MMR (morbillo, parotite, rosolia) hanno avuto un rischio significativamente elevato di leucemia linfatica acuta».
La scheda su Renovatio 21 si concentrava in particolare sulla «falsa affermazione che i vaccini siano collegati all’autismo», procedendo quindi a specificare che Renovatio 21 ripubblica spesso «Children’s Health Defense, un’associazione non profit anti-vax presieduta dall’avvocato e ambientalista diventato sostenitore del movimento anti-vaccino, Robert F. Kennedy.
La correlazione tra autismo e vaccini non esiste, scrive Newsguard, perché «nessuna tra le principali organizzazioni sanitarie o scientifiche, inclusi il National Health Service britannico e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha individuato un nesso causale tra lʼautismo e i vaccini. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti hanno dichiarato che “non esiste alcun legame tra vaccini e autismo”, conclusione sostenuta da uno svariato numero di prove scientifiche».
Il 14 maggio il sito di Newsguard annuncia un’estensione dell’accordo con Microsoft, la società del primo finanziatore privato dell’OMS Bill Gates. Il browser di Microsfot, Edge, offre la possibilità di aggiungervi un’estensione di Newsguard, che ci sembra di capire che mette i bollini sull’affidabilità dei siti. Secondo Wikipedia sono stati definiti inaffidabili i siti governativi russi Sputnik e RT, nonché il grande canale americano via cavo Fox News e perfino WikiLeaks, che pubblica documenti trapelati in integrale.
Non è esattamente chiaro il rapporto tra Microsoft e il servizio di fact-checking, che Newsguard nel suo sito definisce come «partner», tuttavia un’altra pagina del sito di Newsguard riporta in bella vista un aforisma (?) del presidente di Microsoft, il non molto conosciuto Brad Smith, che dice: «le notizie vere, prodotte da veri giornalisti sono fondamentali, soprattutto in questo momento. Stiamo espandendo la nostra partnership con Newsguard per aiutare a combattere la disinformazione online».
Di Microsoft, più che questo presidente Smith, noi ricordiamo Bill Gates. E ricordiamo, come riportato da Renovatio 21, la strana ammissione di Bill Gates sul fatto che Trump, appena divenuto presidente, voleva presentargli Robert Kennedy jr., un incontro che il Bill par di capire rifiutò.
Il presidente Trump avrebbe cercato di mettere insieme Kennedy e Gates plurime volte. «Ad ogni incontro che ho avuto con lui mi diceva tipo “Ehi, non so nulla di vaccini, e devi incontrare questo ragazzo, Robert Kennedy Jr. che odia i vaccini e diffonde cose pazze nei loro riguardi”», ha detto Gates nel 2020 in un’intervista con la rivista tecno-vaccinista Wired. Successivamente, abbiamo visto quanti sforzi ha fatto Gates sulla questione della «disinformazione», arrivando ad accusare i social media e proporre pure soluzioni drastiche.
Pochi anni dopo gli sforzi di vaccinazione mondiale di Gates – testati dapprima in Africa e in India, con annesse accuse di catastrofi come quella della polio tornata a causa del vaccino – sarebbero arrivati sotto gli occhi di tutti – grazie alla pandemia COVID e alla sua presa sull’OMS, senza dimenticare ai fondi di Gates investiti dritti nelle farmaceutiche.
Chi segue Renovatio 21 può immaginare che la ferita originaria, mai del tutto suturata dal complesso industrial sanitario globale e dai suoi oligarchi fiancheggiatori con lo stuolo di maggiordomi politici e giornalistici, è stato proprio il caso Wakefield con i suoi dubbi tremendi sul MPR iniziati oramai un quarto di secolo fa.
Ora siamo andati avanti, siamo molto, oltre. Un siero genico mRNA è stato sprizzato nel deltoide di centinaia di milioni di abitanti del pianeta, forse a breve copriranno tutti i miliardi di esseri umani viventi, sostituendo magari ogni altro vaccino e forse pure altre terapie.
Tuttavia, se riuscite a vedere il disegno sotto, capite che gli attori e i programmi in corso – quelli a cui i fact-checker obbediscono, magari involontariamente – sono gli stessi.
Immagine dal sito della presidenza argentina.
Vaccini
Vaccino antitetano, donna sviluppa una rara malattia del sangue dopo l’iniezione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un nuovo studio che collega il vaccino contro tetano e difterite a una rara malattia autoimmune solleva interrogativi sul rischio che il vaccino può rappresentare per gli adulti. Lo studio, pubblicato il 16 gennaio su Cureus, si concentra su un singolo caso di studio: una donna di 48 anni precedentemente sana che ha sviluppato trombocitopenia immune una settimana dopo aver ricevuto il vaccino.
Un nuovo studio che collega il vaccino contro il tetano e la difterite (Td) a una rara malattia autoimmune solleva interrogativi sul rischio che il vaccino può rappresentare per gli adulti.
Lo studio, pubblicato il 16 gennaio su Cureus, si concentra su un singolo caso di studio: una donna di 48 anni precedentemente sana che ha sviluppato trombocitopenia immune (ITP) una settimana dopo aver ricevuto l’iniezione di Td a seguito di un trauma domestico.
La donna è stata ricoverata in ospedale due volte nel giro di un mese dalla somministrazione del vaccino per curare le lesioni causate dal vaccino.
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La PTI è una malattia rara che si verifica quando una bassa conta piastrinica impedisce la coagulazione del sangue. Le persone affette da PTI possono sviluppare lividi più facilmente, sanguinare di più quando si presentano, o iniziare a sanguinare senza una ragione apparente.
Per alcune persone, la PTI diventa una condizione cronica.
«La PTI si verifica quando il sistema immunitario è indotto a considerare le piastrine come un invasore estraneo e le distrugge», ha affermato Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior presso Children’s Health Defense (CHD). «Le piastrine sono il nostro modo di fermare le emorragie e non esiste un sistema di riserva ridondante se non le abbiamo».
Secondo i ricercatori, ricerche precedenti hanno dimostrato che i vaccini Td possono, «in casi estremamente rari», causare la PTI, soprattutto nei bambini.
«I medici devono essere consapevoli» che la PTI «rappresenta una reazione avversa molto rara ma potenzialmente letale», hanno scritto gli autori dello studio.
Il vaccino Td viene comunemente somministrato come dose di richiamo ad adulti e adolescenti ogni 10 anni. Viene spesso somministrato anche in seguito a lesioni che presentano un rischio di infezione.
Anche diversi altri vaccini, tra cui quello antinfluenzale, quello contro l’epatite B, quello contro l’herpes zoster e i vaccini mRNA COVID-19 di Pfizer e Moderna, sono stati collegati all’insorgenza della PTI.
«La PTI può essere scatenata da qualsiasi vaccino», ha affermato Jablonowski. «Il sistema immunitario è così complesso che possiamo solo comprenderne le basi. Ogni vaccino interferisce con quel sistema in modi che non possiamo controllare né prevedere».
Lo studio ha anche rilevato che i vaccini adenovirali non a mRNA contro il COVID-19 , tra cui quelli di Johnson & Johnson (Janssen) e AstraZeneca , erano associati a una condizione correlata, la trombocitopenia trombotica . La trombocitopenia trombotica si verifica quando si formano coaguli di sangue nei piccoli vasi sanguigni in tutto il corpo.
Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente del National Vaccine Information Center, ha affermato che lo studio «mette in luce le lacune sconvolgenti nelle conoscenze scientifiche fondamentali sui meccanismi biologici della disfunzione immunitaria indotta dai vaccini, che può causare gravi conseguenze per la salute come la trombocitopenia».
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Uno studio evidenzia le “difficoltà” nella diagnosi e nel trattamento della PTI negli adulti
Gli autori dello studio di caso hanno affermato che il loro lavoro evidenzia le «difficoltà riscontrate nella diagnosi e nel trattamento» della PTI negli adulti.
A parte la ferita, la paziente aveva una «storia medica normale» e non aveva mai ricevuto il vaccino Td. È stata sottoposta a intervento chirurgico e ha ricevuto il vaccino Td il giorno dopo.
Una settimana dopo la vaccinazione, ha sviluppato una «grave trombocitopenia», ovvero una conta piastrinica pericolosamente bassa, petecchie (piccole macchie di sanguinamento) sulla pelle e «una sensazione di tachicardia», ovvero una frequenza cardiaca elevata.
Gli esami hanno escluso altre cause delle lesioni e altre possibili patologie. Le condizioni della paziente sono migliorate dopo tre o quattro settimane di trattamento.
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Gli studi sulla sicurezza dei vaccini «non sono stati considerati una priorità di ricerca»
Le lesioni subite dalla donna di 48 anni suggeriscono la necessità di ulteriori ricerche su un possibile collegamento tra il vaccino Td e l’insorgenza della PTI negli adulti, hanno affermato gli autori dello studio.
La PTI indotta dal vaccino con la dose di richiamo del vaccino Td «è un fenomeno ben documentato nei bambini, ma raro tra gli adulti», hanno scritto i ricercatori. Hanno osservato che sono stati pubblicati solo due studi sul legame tra il vaccino Td e la PTI negli adulti.
Fisher ha affermato che il numero limitato di studi sul possibile legame tra vaccino Td e ITP rientra in una tendenza più ampia secondo cui le comunità scientifica e medica non hanno dato priorità allo studio della sicurezza dei vaccini.
«Dopo due secoli di obbligo di somministrazione di vaccini, gli studi che esaminano i meccanismi biologici dei danni e dei decessi causati dai vaccini sono quasi inesistenti, perché non è stata resa una priorità di ricerca da coloro che creano, vendono, regolamentano, promuovono, amministrano e applicano le leggi che impongono l’uso dei vaccini», ha affermato Fisher.
Fisher ha affermato che l’Institute of Medicine, oggi noto come National Academy of Medicine, ha pubblicato rapporti nel 1991 , 1994 e 2012, in cui si segnalava un potenziale collegamento tra diversi vaccini e l’insorgenza di trombocitopenia.
La mancanza di ricerche sul legame tra vaccino Td e PTI negli adulti significa che non abbiamo identificato i possibili meccanismi attraverso i quali il vaccino Td può causare PTI.
«Casi precedenti e analisi attuali della letteratura suggeriscono meccanismi molecolari e fattori genetici come probabili cause di questo esito; tuttavia, una storia clinica dettagliata, insieme al contesto ambientale e clinico, possono consentire una migliore caratterizzazione di questo fenomeno», hanno scritto gli autori dello studio.
Jablonowski ha ipotizzato che «gli anticorpi creati per colpire la malattia, come quelli presentati dal vaccino, si legano alle piastrine della persona». Di conseguenza, «questi anticorpi sono delle etichette destinate alla distruzione, destinate a segnalare il patogeno invasore».
I ricercatori hanno osservato che il legame tra diversi altri vaccini e l’insorgenza di PTI grave «è stato documentato in una varietà di vaccini, di cui il COVID-19 è l’esempio più recente e studiato».
I ricercatori hanno citato uno studio sottoposto a revisione paritaria, pubblicato nel 2011 sulla rivista Vaccine, sul caso di un neonato di 15 mesi che aveva sviluppato la PTI dopo aver ricevuto dosi sequenziali di vaccini contro morbillo-rosolia, varicella e parotite nell’arco di quattro settimane.
Questa scoperta «è fondamentale per comprendere che la PTI indotta dal vaccino implica una componente immunologica distinta», hanno scritto gli autori dello studio.
Secondo Jablonowski, lo studio del 2011 è «significativo» perché:
«Il bambino è stato vaccinato contro il morbillo e la rosolia all’età di 12 mesi, proprio come previsto dalle attuali raccomandazioni dei Centers for Disease Control and Prevention.
«A 15 mesi, il bambino ha sviluppato sintomi di trombocitopenia e, 154 giorni dopo l’insorgenza, presentava ancora significativi anticorpi contro il morbillo e la rosolia legati alle piastrine».
«È un rischio accertato quello dei vaccini contro il morbillo e la rosolia attualmente somministrati negli Stati Uniti a milioni di bambini ogni anno, come il vaccino MPR».
Diversi altri studi hanno riscontrato un’associazione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR) e l’ insorgenza della PTI nei bambini .
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La petizione dei cittadini CHD alla FDA mira a sensibilizzare sui danni causati dai vaccini
Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico del CHD, ha ipotizzato che il caso della donna di 48 anni assomigli a quello di Alexis Lorenze, che a 23 anni ha sviluppato gravi reazioni, tra cui cecità temporanea, lividi, gonfiore e piaghe su tutto il corpo. Un ospedale californiano ha imposto a Lorenze di sottoporsi a tre vaccini prima di sottoporla a una trasfusione di sangue per curare l’emoglobinuria parossistica notturna (EPN).
Tra i vaccini che l’ospedale richiese a Lorenze c’era anche quello contro la meningite (meningococco) e quello contro la polmonite (pneumococco).
La EPN è una rara malattia autoimmune che induce il sistema immunitario ad attaccare e danneggiare i globuli rossi del corpo.
Il mese scorso, CHD ha presentato una petizione cittadina alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, chiedendo alla FDA di revocare le licenze dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna contro il COVID-19, in risposta ai rischi per la salute pubblica posti da tali vaccini e nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni causati dai vaccini.
Jablonowski ha affermato che le segnalazioni di trombocitopenia presentate al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), il sistema di segnalazione degli eventi avversi ai vaccini gestito dal governo statunitense, «sono state particolarmente intense nel 2021», il primo anno in cui i vaccini contro il COVID-19 sono stati ampiamente disponibili.
Il numero di segnalazioni VAERS presentate era «quasi equivalente al numero totale di segnalazioni degli ultimi 20 anni», ha affermato Jablonowski.
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Michael Nevradakis
Ph.D.
© 22 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Vaccini
La FDA chiede un avvertimento sui vaccini antinfluenzali riguardo al rischio di convulsioni febbrili nei bambini
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«Ogni crisi è brutta, punto e basta»
Le convulsioni febbrili sono convulsioni spesso causate da febbre scatenata da infezioni correlate a comuni malattie infantili. Le convulsioni si verificano in genere nei bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni, quando la temperatura supera i 38 °C. La maggior parte delle convulsioni febbrili dura meno di 15 minuti e non è pericolosa per la vita. Secondo Medpage Today, «non causano danni permanenti e non hanno effetti duraturi». Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico di Children’s Health Defense (CHD), non è d’accordo. «Qualsiasi crisi epilettica è negativa, punto e basta», ha affermato. «Le convulsioni febbrili “lievi” possono raddoppiare le probabilità che un bambino riceva una diagnosi di epilessia, mentre le convulsioni febbrili ‘complesse’, che durano più di 15 minuti, possono aumentare tale rischio fino a 10 volte», ha affermato Hooker. Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato: «L’intera teoria a sostegno dell’ammissibilità delle convulsioni febbrili post-vaccinazione si basa su un’idea: che siano innocue». Jablonowski ha affermato che alcuni studi, tra cui una revisione del 2023 pubblicata su Frontiers in Cell and Developmental Biology, indicano che potrebbe non essere così. La revisione ha dimostrato che “le convulsioni febbrili che si verificano durante lo sviluppo neurologico… possono ‘in ultima analisi portare alla malattia'”, ha affermato. La revisione «mette in evidenza in particolare l’ADHD [disturbo da deficit di attenzione/iperattività], l’epilessia e il declino cognitivo in età adulta», ha affermato. Hooker ha suggerito che affermare che le convulsioni febbrili sono innocue aiuta a normalizzare un infortunio che può causare danni più ampi ai bambini, in particolare a quelli con altri problemi di salute. «È disgustoso come le reazioni ai vaccini vengano minimizzate e normalizzate dalle grandi aziende farmaceutiche», ha detto Hooker. »Troppi bambini vengono danneggiati – il tasso di convulsioni nelle persone autistiche può raggiungere il 20% – e il danno viene nascosto sotto il tappeto».Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Diversi tipi di vaccini sono collegati a un tasso più elevato di convulsioni febbrili
Il CBER ha valutato i vaccini antinfluenzali per due stagioni di raffreddore e influenza tra il 2023 e il 2025. L’agenzia ha analizzato i dati delle compagnie assicurative per confrontare l’incidenza delle convulsioni febbrili nei bambini dai 6 mesi ai 4 anni nel primo giorno successivo alla vaccinazione, con l’incidenza di tali convulsioni tra gli 8 e i 63 giorni successivi alla vaccinazione. Secondo il CBER, i dati indicavano un tasso di eccesso stimato di 21,2 convulsioni febbrili per milione di vaccini antinfluenzali quadrivalenti a dose standard e 44,2 convulsioni extra a seguito della somministrazione di vaccini trivalenti. Uno studio del 2012 condotto su bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni ha rilevato un aumento del rischio di convulsioni febbrili nelle 24 ore successive alla somministrazione concomitante di un vaccino antinfluenzale inattivato e del vaccino pneumococcico coniugato 13-valente (PCV13 o polmonite) o del vaccino contro difterite, tetano e pertosse acellulare (DTaP). La dottoressa Meryl Nass, ex medico internista e fondatrice di Door to Freedom, concorda sul fatto che i vaccini antinfluenzali comportino un rischio di convulsioni febbrili. Tuttavia, ha affermato, altri vaccini, tra cui quello contro morbillo-parotite-rosolia (MPR), presentano un rischio ancora maggiore. L’anno scorso, il Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP), che fornisce consulenza ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) in materia di politica vaccinale, ha votato per non raccomandare più il vaccino MMRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella) per i bambini di età inferiore ai 4 anni. Il voto dell’ACIP è seguito a una presentazione contenente prove di un aumento del rischio di convulsioni febbrili in seguito alla somministrazione del vaccino MMRV. In uno studio del 2024 pubblicato su JAMA Network Open, i ricercatori della FDA hanno rilevato un segnale di sicurezza per le convulsioni nei bambini piccoli a seguito della vaccinazione mRNA contro il COVID-19. La maggior parte delle convulsioni era febbrile. Un segnale di sicurezza è un segnale che un evento avverso potrebbe essere causato dalla vaccinazione, ma sono necessarie ulteriori ricerche per verificare tale collegamento. In una pre-stampa pubblicata all’inizio del 2024, i ricercatori della FDA hanno scoperto che i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni che avevano ricevuto il vaccino mRNA contro il COVID-19 presentavano un rischio maggiore di convulsioni febbrili subito dopo la vaccinazione. Nass ha messo in dubbio l’utilizzo da parte del CBER di studi osservazionali per trarre le sue conclusioni. «Ciò di cui abbiamo bisogno sono alcuni studi prospettici di sorveglianza attiva per ottenere dati reali sui tassi di convulsioni febbrili e altri problemi nei bambini piccoli». Ha affermato che questi problemi spesso non vengono rilevati negli studi retrospettivi sulle cartelle cliniche.Aiuta Renovatio 21
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Vaccini
Gemelli di 18 mesi morti dopo la vaccinazione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La polizia di Payette, Idaho, ha dichiarato di stare ancora indagando sulla morte dei gemelli di 18 mesi Dallas e Tyson Shaw, deceduti nella loro casa in Idaho una settimana dopo aver ricevuto il vaccino antinfluenzale e altre vaccinazioni di routine. Le autorità continuano a trattenere i dati e non hanno rivelato la causa o le modalità del decesso, citando un’indagine in corso.
Otto mesi dopo la morte di due gemelli di 18 mesi nella loro casa in Idaho, pochi giorni dopo aver ricevuto il vaccino antinfluenzale e altre iniezioni di routine, la polizia di Payette ha dichiarato a KTVB, affiliata della NBC Idaho, che il caso rimane aperto. Tuttavia, le autorità non hanno rilasciato nuove informazioni.
A maggio i genitori hanno dichiarato a CHD.TV che la polizia li ha immediatamente trattati come sospettati.
La scorsa settimana, il capo della polizia di Payette, Gary Marshall, ha dichiarato a KTVB che le morti di Dallas e Tyson Shaw restano «sotto inchiesta» e che «non ci sono nuove informazioni che possono essere diffuse».
I funzionari hanno respinto le richieste di accesso ai documenti pubblici presentate al dipartimento di polizia di Payette e all’ufficio del medico legale della contea di Ada, citando l’indagine in corso.
Le autorità non hanno reso note la causa o le modalità del decesso, e non sono stati resi pubblici i risultati degli esami tossicologici o dell’autopsia. Non è ancora chiaro se gli inquirenti continuino a considerare l’asfissia come la teoria principale o se si stiano prendendo in considerazione spiegazioni alternative.
Gli esperti legali affermano che indagini così prolungate sono insolite. Kim Mack Rosenberg, consulente legale di Children’s Health Defense, ha affermato che la maggior parte dei casi viene risolta relativamente in fretta. Tuttavia, «non è raro… che un’indagine prosegua per oltre otto mesi senza aggiornamenti concreti», ha affermato. Ma è particolarmente difficile in casi come questo, «dove la famiglia è ancora in lutto per la morte di due bambini piccoli».
I gemelli furono trovati morti in un letto condiviso nella roulotte della loro famiglia il 1° maggio 2025. Inizialmente la polizia aveva trattato il caso come un omicidio, che secondo le autorità è la norma quando un decesso avviene per cause sconosciute.
Il 7 maggio Marshall ha dichiarato che i decessi non erano stati classificati «definitivamente» come omicidi e che gli investigatori erano in attesa di ulteriori risultati, compresi i risultati degli esami tossicologici.
I decessi sono avvenuti una settimana dopo che i gemelli avevano ricevuto diversi vaccini durante una visita di controllo di routine per i 18 mesi. A maggio, la madre, Andrea Shaw, ha dichiarato a CHD.TV che lei e la suocera avevano espresso preoccupazione per il vaccino antinfluenzale a causa di una storia familiare di reazioni avverse. Ha affermato che il pediatra aveva assicurato loro che i bambini sarebbero stati bene.
Il 23 aprile 2025, gli infermieri hanno somministrato il vaccino antinfluenzale insieme alle iniezioni contro l’epatite A e il DTaP. In precedenza, i gemelli avevano ricevuto la maggior parte delle vaccinazioni infantili di routine , comprese quelle del primo anno di vita.
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I gemelli hanno avuto difficoltà a muoversi subito dopo essere stati vaccinati, ha detto la madre
Nel giro di poche ore, Andrea ha raccontato che i bambini sono diventati letargici e malati. La mattina dopo, le loro labbra erano blu e facevano fatica a muoversi. Andrea ha portato i gemelli al pronto soccorso e ha detto al medico che avevano ricevuto tre vaccini il giorno prima.
Secondo Andrea, il medico ha affermato che i bambini potrebbero «avere una brutta reazione alle vaccinazioni», ha detto alla direttrice del programma CHD.TV Polly Tommey.
Il personale ospedaliero ha dimesso i gemelli dopo che hanno mangiato ghiaccioli senza vomitare. I sintomi, tra cui diarrea, vomito e affaticamento, sono continuati per giorni.
Il padre, Nathaniel Shaw, ha poi dichiarato di essere rimasto sbalordito dalla rapidità con cui le condizioni dei bambini erano cambiate. Nel giro di 24 ore, i bambini erano passati dall’essere «bambini perfettamente spensierati e attivi» a «sembrare morenti», ha raccontato a Tommey.
La mattina del 1° maggio, Andrea trovò entrambi i bambini privi di sensi. Furono chiamati la polizia e i paramedici e gli investigatori si concentrarono immediatamente sui genitori. Andrea e Nathaniel hanno dichiarato a CHD.TV di essere stati trattati come sospetti.
«Hanno detto che non era una questione medica, che avevano pensato a un’asfissia, e che presumibilmente avevo avuto un blackout post-partum devastante e che l’avevo fatto ai miei figli», ha detto Andrea. La coppia non aveva altri figli.
La famiglia ha presentato una segnalazione al Vaccine Adverse Event Reporting System, o VAERS.
A fine maggio 2025, un portavoce della famiglia ha dichiarato che gli investigatori erano ancora in attesa dei referti tossicologici e non avevano escluso i genitori. La polizia non ha reso pubblici i nomi di alcun sospettato.
«Questi ragazzi erano la luce del mondo per tutti coloro che entravano in contatto con loro», ha detto Nathaniel.
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