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Stragi

Sparatoria in una scuola superiore USA, preso 14enne. Quali psicofarmaci assumeva?

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Quattro persone sono state uccise e almeno altre nove sono rimaste ferite in una sparatoria di massa alla Apalachee High School di Winder, nello stato americano della Georgia.

 

Winder è una comunità di meno di 20.000 residenti a nord-est di Atlanta. La Apalachee High ha un’iscrizione di poco meno di 2.000. La polizia è intervenuta in seguito a una chiamata per sparatoria intorno alle 10:30 di mercoledì.

 

I primi ad intervenire sulla scena sono stati gli agenti della contea di Barrow, in seguito supportati dal Georgia Bureau of Investigation (GBI) e da agenti federali.

 

 

«Stiamo ancora raccogliendo informazioni, ma l’FBI e l’ATF sono sulla scena e collaborano con partner statali, locali e federali», ha detto il procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland ai giornalisti durante un evento stampa non correlato a Washington.

 

Intorno alle 14:00 ora locale, il GBI ha dichiarato su X che il presunto tiratore era «in custodia e vivo», negando le notizie dei media secondo cui era stato «neutralizzato». L’agenzia ha anche confermato il bilancio delle vittime a quattro, con «altri nove portati in vari ospedali con ferite».

 

Non ci sono state informazioni ufficiali sul sospettato. La CNN, che ha sede nella vicina Atlanta, ha citato fonti anonime delle forze dell’ordine per affermare che si trattava di un ragazzo di 14 anni, ma non è riuscita a dire se fosse uno studente della Apalachee High.

 


Lo sceriffo della contea di Barrow, Jud Smith, ha invitato i cittadini ad avere pazienza.

 

«Per favore, fateci avere i fatti di cui abbiamo bisogno per essere certi di fare le cose per bene», ha detto Smith ai giornalisti mercoledì pomeriggio. «Ci vorranno diversi giorni per ottenere risposte su cosa è successo e perché è successo».

 

 

La Casa Bianca ha risposto alla sparatoria chiedendo un maggiore controllo delle armi.

 

«Quello che avrebbe dovuto essere un gioioso ritorno a scuola a Winder, in Georgia, si è ora trasformato in un altro orribile promemoria di come la violenza delle armi da fuoco continui a fare a pezzi le nostre comunità», ha affermato il presidente Joe Biden in una dichiarazione. «Non possiamo continuare ad accettare che questo sia normale».

 

La vicepresidente Kamala Harris ha parlato della sparatoria durante il suo comizio elettorale nel New Hampshire, definendo «oltraggioso» che «ogni giorno nel nostro Paese, negli Stati Uniti d’America, i genitori debbano mandare i propri figli a scuola preoccupati se torneranno a casa vivi o meno».

 

«Dobbiamo fermarlo», ha aggiunto. “Non deve essere per forza così».

 

Biden si è fatto promotore del divieto di «armi d’assalto» negli anni Novanta e ne ha chiesto il rinnovo entro poche settimane dal suo insediamento nel 2021. I democratici lo hanno pressato affinché abbandonasse la corsa presidenziale in favore di Harris a luglio, ma lo hanno lasciato a scontare il resto del suo mandato nello Studio Ovale.

 

Renovatio 21, si chiede, come ogni volta, se sapremo mai quali psicofarmaci assumesse il perpetratore, e se mai lo verremo a sapere.

 

Come sa il nostro lettore, passano mesi prima di sapere che cosa prendeva lo stragista randomatico USA – quello che chiamano «active shooter» – che colpisce la scuola, il supermercato la banca, etc. A volte, proprio non viene fuori nulla, solo che l’assassino di massa «era in cura». L’idea che gli psicofarmaci possano indurre a idee auto ed eterodistruttive è tema di cui oramai cominciano a parlare apertis verbis certe voci in primo piano, come Tucker Carlson o appunto Robert F. Kennedy jr.

 

In pratica, invece che farti star bene, la psicodroga legale ti rende violento e distruttivo. Come ciò possa influire sulla crescita degli episodi violenti è un argomento che pare intuitivamente plausibile, ma ancora abbastanza inesplorato da saggi scientifici. Tra i motivi, possiamo pensare, il fatto che queste droghe rappresentano capitoli consistenti nei fatturati di Big Pharma.

 

Alcuni esempi dall’elenco degli stragisti USA.

 

alcuni esempi :

 

• Il pluriomicida Columbine Eric Harris stava assumendo Luvox – come Prozac, Paxil, Zoloft, Effexor e molti altri, un tipo di antidepressivo moderno e ampiamente prescritto chiamato inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, o SSRI. Nel 1999 insieme al compagno di scuola Dylan Klebold, Harris sparò e uccise 13 persone e ne ferì 24 nell’ennesimo scatto d’ira. Il produttore del Luvox, la Solvay Pharmaceuticals ammette che durante gli studi clinici controllati a breve termine, il 4% dei bambini e dei giovani che assumevano Luvox – 1 su 25 – sviluppava mania, un pericoloso disturbo mentale incline alla violenza caratterizzato da estrema frenesia e allucinazione.

 

• Il venticinquenne Patrick Purdy ha ucciso 5 bambini e ne ha feriti 30 in una sparatoria nel cortile di una scuola a Stockton, in California, nel 1989. Stava assumendo amitriptilina, un antidepressivo, così come la torazina, farmaco antipsicotico.

 

• Kip Kinkel, 15 anni, nel 1998 ha ucciso i suoi genitori ed il giorno dopo è andato nella sua scuola, Thurston High a Springfield, Oregon, e ha aperto il fuoco sui suoi compagni di classe, uccidendone due e ferendone altri 22. Gli era stato prescritto sia il Prozac che il Ritalin.

 

Leo Hohmann di WND aggiunge all’elenco quanto ha riferito nel 2015:

 

• Aaron Ray Ybarra, 26 anni, di Mountlake Terrace, a Washington, secondo quanto riportato, nel giugno del 2014 ha aperto il fuoco con un fucile alla Seattle Pacific University, uccidendo uno studente e ferendone altri due. Ad Ybarra «era stato prescritto Prozac e Risperdal per aiutarlo con i suoi problemi».

 

• Jose Reyes, lo studente di seconda media del Nevada che nell’ottobre 2013 «è andato su tutte le furie nella sua scuola, in quel momento stava prendendo un antidepressivo [Prozac]…»

 

• Il 16 settembre 2013, l’assalitore della Navy Yard, Aaron Alexis ha riempito di proiettili gli impiegati e in una mensa, uccidendo 13 persone, incluso se stesso. Ad Alexis era stato prescritto [un antidepressivo generico] Trazodone dal medico degli Affari dei Veterani.

 

• Nel 1988, la 31enne Laurie Dann fece una carneficina in un’aula di secondo grado a Winnetka, Illinois, uccidendo un bambino e ferendone sei. Aveva preso l’antidepressivo Anafranil e anche il litio, usato da tempo per curare la mania.

 

• A Paducah, nel Kentucky, alla fine del 1997, il quattordicenne Michael Carneal, figlio di un importante avvocato, si recò a Heath High School e iniziò a sparare agli studenti in un incontro di preghiera nella hall della scuola, uccidendone tre e lasciandone un altro paralizzato. Si dice che Carneal assumesse Ritalin.

 

• Nel 2005 il sedicenne Jeff Weise, residente nella riserva indiana del Lago Rosso del Minnesota, sparò e uccise nove persone e ne ferì altre cinque prima di uccidersi. Weise stava prendendo il Prozac.

 

• Il 47enne Joseph T. Wesbecker, nel 1989, giusto un mese dopo aver iniziato ad assumere il Prozac, ha ucciso 20 lavoratori alla Standard Gravure Corp. a Louisville, Kentucky, uccidendone nove. Eli Lilly, azienda produttrice del Prozac in seguito si è accordata con i sopravvissuti che fecero causa.

 

La lista va avanti ancora molto.

 

E le stragi continueranno fino a che qualcuno non farà davvero qualcosa: perché, lo abbiamo visto in Italia e in Europa di recente, togliere le armi (disarmando la popolazione, il vero fine dei desideri autocratici del Partito Democratico USA) potrebbe significare solo aumentare stragi fatte col coltello.

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Gender

Transessuale neonazista accusato di aver pianificato una strage in un tempio indù

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Un diciannovenne, descritto dai media come un neonazista transgender, riceverà iniezioni di ormoni in carcere dopo essere stato accusato di aver pianificato una sparatoria di massa in un tempio indù ad Aurora, un sobborgo di Chicago, nell’Illinois. Lo ripora LifeSite.   Mercoledì un giudice della contea di Cook ha ordinato che Alexandros Paporakis rimanga in carcere senza possibilità di cauzione. È accusato di minacce terroristiche e possesso illegale di arma da fuoco.   Il giudice ha inoltre disposto per Paporakis un trattamento sanitario che includesse la cura di ADHD, depressione e ansia, nonché la somministrazione di iniezioni di farmaci per la transizione di genere. Giovedì i membri del dipartimento di polizia di Palatine hanno tenuto una conferenza stampa in merito all’incidente.

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«Domenica 11 ottobre, il dipartimento di polizia di Palatine è stato informato dal dipartimento di polizia di Mount Prospect di informazioni riguardanti una potenziale sparatoria di massa. Le informazioni provenivano da un individuo che aveva ricevuto comunicazioni elettroniche preoccupanti da un residente di Palatine di 19 anni identificato come Alexandros Paparakis. Riconoscendo la gravità della minaccia segnalata, gli agenti di entrambi i dipartimenti hanno immediatamente coordinato la loro risposta, che ha portato all’arresto del responsabile quella stessa sera», ha dichiarato un agente di polizia durante la conferenza stampa.   «Le successive indagini, che hanno incluso l’esecuzione di un mandato di perquisizione presso la residenza del responsabile, hanno portato al ritrovamento di un fucile, caricatori per fucile pieni, centinaia e centinaia di proiettili per fucile, giubbotti antiproiettile e altro equipaggiamento tattico».   La persona che per prima ha contattato la polizia era un collega di Paporakis, che lavorava come cassiere in un ristorante Taco Bell. L’agente ha descritto il presunto piano per una sparatoria di massa di cui Paporakis è accusato.   «Nel corso delle indagini, i detective hanno individuato informazioni che suggerivano che il colpevole potesse aver pianificato un attacco per l’11 ottobre, potenzialmente mirato a un luogo di culto indù nella zona di Aurora. Nell’ambito delle indagini in corso e in coordinamento con il dipartimento di polizia di Aurora, ieri sera e stamattina gli investigatori sono riusciti a identificare con certezza l’Acura RDX rossa intestata al colpevole mentre entrava nel parcheggio di un noto tempio indù nella comunità di Aurora. È entrato nel parcheggio intorno alle 12:25 ed è uscito intorno alle 12:38. Il veicolo del colpevole è stato poi ripreso mentre tornava a Palatine, poco prima delle 14:00, lungo Rand Road, vicino alla residenza del colpevole. In quel momento, sembrava che il colpevole fosse alla guida del veicolo e che fosse solo a bordo», ha dichiarato l’agente.   Da notare come vari rappresentati, commentatori ed organi di stampa avessero inizialmente attribuito l’attentato al «suprematismo bianco».   Il Paporakis è solo l’ultimo di una lunga serie di ragazzi transessuali che pianificano, o realizzano, una strage massiva, al punto che alcuni parlano di «trans-terrorismo», fenomeno in ascesa incontrovertibile.   A febbraio 2025 Trinity Shockley, una diciottenne trans che ha scelto di farsi chiamare «Jamie» è stata accusata di cospirazione per commettere omicidio e due reati di terrorismo per aver pianificato una strage massiva alla Mooresville High School, nello Stato americano dell’Indiana.   Era probabilmente legato al transessualismo Colt Gray, il quattordicenne che ha ucciso due insegnanti e due compagni di scuola nella sua scuola superiore in Georgia la scorsa estate. Anche lui aveva utilizzato la piattaforma Discord per esprimere il suo desiderio di commettere una sparatoria a scuola, citando le problematiche delle persone transgender.   Qualche commentatore americano, ai tempi della strage di Nashville ad opera della transessuale Audrey Hale (che ha ucciso in una scuola elementari due bambini piccoli e due adulti), aveva lanciato, confortato da qualche numero, la provocazione sui social media: c’è un nuovo gruppo demografico da identificare come ceto in rapida crescita di tiratori di massa pro capite: la comunità transgender. «La demografia pro capite di sparatori di massa in più rapida crescita nella storia umana è la comunità trans» aveva scritto un utente su Twitter.

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La Hale aveva fatto precedere l’orrenda strage da una raffica di mitra contro la vetrata che rappresentava Adamo nella chiesa della scuola presbiteriana. Nel suo diario di 90 pagine – a lungo tenuto nascosto dall’autorità – aveva scritto: «Desidero la morte per il puro odio verso il mio genere femminile […] Perché il mio cervello non funziona correttamente? Perché sono nata sbagliata!!! Niente al mondo può salvarmi. Dolore senza fine. La religione non salverà».   Robert «Robin» Westman, l’uomo che nell’agosto 2025 sparò ad almeno 20 persone alla Annunciation Catholic School per poi suicidarsi, aveva espresso nel suo manifesto online numerose lamentele ideologiche di estrema sinistra e nel 2020 aveva cambiato legalmente nome per identificarsi al femminile.   La diciottenne «Felix» Winter, ragazza scozzese che si identificava come uomo, scriveva di sparare alla testa ad altri studenti e di aver pianificato un attentato alla propria scuola. È stata condannata a sei anni di carcere dopo aver ammesso due capi d’accusa: disturbo della quiete pubblica e reato ai sensi del Terrorism Act.   Gli squilibri psichici che possono portare l’uso di ormoni transessualizzanti e magari di psicofarmaci SSRI o simili sono noti, ma qualcuno suggerisce anche di possibili ramificazioni psicotraumatiche della chirurgia.   Non deve stupire che, nonostante possa esservi una correlazione tra la violenza e la somministrazione di ormoni, le autorità dispongano delle loro ulteriore iniezione al ragazzo in prigione: è quello che abbiamo definito lo «Stato Etico Ormonale», per cui la transessualizzazione va continuata, a spese del contribuente, in ogni luogo e in ogni momento (gli stessi ormoni usati per gli uomini che vogliono sembrare più maschili, cagionano invece processi penali e galera).   Come riportato da Renovatio 21, poco dopo la sparatoria di Nashville, era stato indetto negli USA un Trans Day of Vengeance, un «giorno della vendetta trans», poi annullato. La comunità trans è percorsa di appelli degli attivisti ad armarsi.   Nel 2023 si è registrato un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender.   Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con risse, botte pubbliche e pure omicidi efferati.   Alla programmazione delle trans-stragi pare stiano collaborando fattivamente anche i chatbot: il Canada ha convocato i vertici di ChatGPT dopo la strage perpetrata da Jesse Van Rutselaar. Il Van Rutselaar, che aveva una storia di problemi di salute mentale, avrebbe anche utilizzato la piattaforma online Roblox per creare un centro commerciale virtuale rifornito di armi dove gli utenti potevano simulare sparatorie prima dell’attacco.  

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Stragi

Strage scolastica fermata da un cittadino armato. Lo Stato moderno deve avere sempre il monopolio della violenza?

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Tre bambini e un adulto sono deceduti in seguito a una sparatoria verificatasi giovedì pomeriggio presso la Silver Rail Elementary di Bend, nello Stato statunitense dell’Oregon. Anche il presunto autore è morto dopo essere stato inseguito e ucciso da un civile armato che lo ha raggiunto all’interno della scuola.

 

Secondo le prime ricostruzioni, l’autore della sparatoria sarebbe un ragazzo di 16 anni, sebbene non siano ancora stati diffusi dettagli sulla sua identità o sul movente. Era armato con un fucile; una fonte anonima delle forze dell’ordine ha riferito all’Associated Press che si trattava di un fucile a pompa acquistato legalmente dalla madre.

 

La polizia è intervenuta presso la scuola intorno alle 12:59 dopo aver ricevuto la segnalazione di un uomo sconosciuto che aveva sparato contro un’auto. Gli operatori del 911 della contea di Deschutes hanno ricevuto numerose chiamate che segnalavano l’ingresso di una persona nella scuola e l’inizio di una sparatoria. Al loro arrivo, l’aggressore era già morto.

 

Purtroppo, tre bambini (di 5, 8 e 11 anni) e un insegnante sono stati uccisi prima che l’attentatore venisse fermato. Un bambino di 7 anni e un’insegnante di 54 anni sono rimasti gravemente feriti. Entrambi sono stati trasportati al St. Charles Medical Center di Bend. I nomi delle vittime non sono stati resi pubblici ufficialmente.

 

Sebbene l’identità dell’attentatore sia ancora avvolta nel mistero, alcuni commentatori ipotizzano già che l’attacco possa essere l’ennesimo caso di un individuo transgender squilibrato in preda alla follia. Va ricordato che lo stato dell’Oregon ha uno dei tassi più alti di adolescenti e bambini sottoposti a trattamenti di transizione di genere negli Stati Uniti. In tal caso, l’incidente potrebbe essere insabbiato dai media mainstream.

 

Parimenti, come sa il lettore di Renovatio 21, con grande difficoltà apprenderemo quali farmaci assumeva lo stragista, in particolare se si tratta di psicodroghe SSRI.

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Come commenta Zerohedge, la vicenda potrebbe pure finire nel dimenticatoio per il fatto che si tratta di un riuscito intervento di un cittadino armato. Per decenni la narrazione mediatica ha sostenuto che i civili armati raramente, se non mai, riescono a fermare crimini violenti.

 

Si tratterebbe, con evidenza, di un punto a favore della libera circolazione delle armi fra i cittadini, come espresso dal Secondo Emendamento della Costituzione statunitense. Le stragi vengono sempre usate da chi vuole ridurre, o disintegrare, il Secondo Emendamento come prova del fatto che bisogna porre fine alla libera vendita di armamenti: un uomo armato che ferma una strage, quindi, diviene pure criptonite per la narrazione proibizionista – perché fa emergere che un cittadino buono, se armato, può neutralizzare una minaccia per la società: il motivo stesso per cui i costituenti americani avevano pensato di inserire la libertà di armarsi nella Carta fondamentale.

 

Il Crime Prevention Research Center (CPRC) ha esaminato ripetutamente le definizioni utilizzate dall’FBI per classificare gli interventi dei civili nei crimini violenti, riscontrando un numero di casi significativamente superiore a quello riportato dall’FBI stessa. In altre parole, l’FBI stava sopprimendo i dati reali sui civili che, spesso con le proprie armi da fuoco, risolvevano situazioni di pericolo.

 

Un recente studio del CPRC ha identificato 615 episodi di sparatorie attive tra il 2014 e il 2025, concludendo che cittadini armati ne hanno fermati 225 (circa il 36,6%). Se si considerano solo i luoghi in cui i civili sono legalmente autorizzati a portare armi (escludendo quindi le zone in cui è vietato il porto d’armi), la percentuale sale a circa il 52-53% (e in alcuni recenti esempi relativi a singoli anni è persino superiore).

 

Il CPRC attribuisce questa lacuna al fatto che l’FBI abbia trascurato o ignorato numerosi incidenti e occasionalmente classificato erroneamente gli interventi civili (ad esempio, includendo cittadini privati armati o volontari della sicurezza delle chiese come guardie di sicurezza professionali). Sostengono che il loro elenco ampliato utilizzi ancora la definizione di base dell’FBI e che la copertura mediatica tenda a sottovalutare gli interventi civili andati a buon fine.

 

Sebbene i sostenitori del controllo delle armi citino spesso le sparatorie di massa come motivo per vietare le armi (o addirittura confiscarle), questi episodi rappresentano in media solo il 2% di tutti i decessi causati da armi da fuoco negli Stati Uniti. La maggior parte (circa il 60%) è dovuta a suicidi e il 35% a omicidi.

 

Circa il 20% delle contee statunitensi rappresenta il 90% di tutti gli omicidi nel paese. Di queste contee, la stragrande maggioranza è amministrata dai Democratici. Tra l’1% delle contee statunitensi con il più alto tasso di criminalità (circa 31 contee, che ospitano circa il 20% della popolazione e, secondo i dati più recenti, circa il 41% degli omicidi), il CPRC elenca le seguenti tendenze politiche: 21 sono roccaforti democratiche, 6 tendono ai Democratici e 4 sono indecise o tendono ai Repubblicani.

 

In altre parole, le contee con le leggi e i sostenitori più aggressivi in materia di controllo delle armi negli Stati Uniti sono anche quelle con il più alto tasso di violenza armata, scrive Zerohedge. Forse perché in questi luoghi i cittadini rispettosi della legge sono molto meno propensi a portare armi, il che incoraggia i criminali a commettere atti di violenza.

 

In Italia la situazione è piuttosto diversa degli Stati Uniti: fermare un crimine, se armati, invece di semplificare la situazione la complica, e di molto.

 

La legge italiana consente anzitutto la legittima difesa (art. 52 del codice penale): puoi reagire a un’aggressione ingiusta contro un diritto tuo o altrui, come la vita, l’incolumità o anche il patrimonio, purché la difesa sia proporzionata all’offesa e il pericolo sia attuale. Questo vale anche se difendi un’altra persona. Dopo le riforme del 2006 e del 2019, poi, in casa, in negozio o in ufficio la proporzionalità si presume quando si usa un’arma legittimamente detenuta contro chi si introduce con violenza o minaccia. Anche in questo caso resta però fuori tutto ciò che non è difesa, per esempio sparare a chi sta scappando. Esiste infine l’arresto da parte del privato (artt. 380-383 del codice di procedura penale): in caso di flagranza per reati gravi perseguibili d’ufficio un cittadino può fermare l’autore, ma solo per consegnarlo subito alle forze dell’ordine. Non è un potere di polizia e non autorizza a usare armi.

 

I casi giuridici di criminali che denunciano poi i cittadini che stavano rapinando, come noto, si sprecano: da quello che querela perché il cane del derubato lo ha morso, ha quello che porta in tribunale il proprietario di casa che, vedendo l’intruso, lo ha rinchiuso nella stanza – per non parlare di quanti sparano a chi tenta di entrare in casa.

 

La differenza con gli USA è netta. In Italia non esiste una «stand your ground» («mantieni la tua posizione» o «nessun obbligo di ritirata»: un principio giuridico degli Stati Uniti che permette a una persona di usare la forza letale per difendersi se si trova in pericolo immediato, senza avere l’obbligo legale di fuggire o indietreggiare) generalizzata né un diritto di intervenire armati in luoghi pubblici per fermare un reato altrui.

 

In Italia il porto d’armi per difesa personale viene concesso raramente e non è pensato per fare il giustiziere: le armi si possono portare solo nei casi e nei luoghi autorizzati, e usarne una per bloccare un ladro che non minaccia nessuno espone a imputazioni anche pesanti, come eccesso colposo di legittima difesa, lesioni o omicidio. Un borseggiatore o un ladro in fuga, di norma, non giustificano una reazione armata, perché – secondo la legge applicata in Italia – mancano il pericolo per la persona e la proporzione.

 

In pratica, se assisti a un reato puoi chiamare il 112, intervenire in modo non violento o trattenere l’autore in flagranza nei casi gravi. Se sei armato, usare l’arma è lecito solo davanti a un pericolo reale e proporzionato, e ogni caso viene comunque valutato dopo, spesso con un’indagine a carico di chi ha sparato.

 

Una volta di più, lo Stato moderno pretende dal suo suddito fedeltà ai suoi costrutti anche in pericolo di morte: solo lo Stato può intervenire, con i suoi tempi, però – il cittadino deve accettare il rischio di aspettare che il malvivente gli entri in casa e possa uccidere, derubare, stuprare. Il cittadino che non accetta questa logica finisce in processi kafkiani che durano anni e anni, e costano centinaia di migliaia di euro.

 

Il vizio è alla base del concetto stesso di Stato moderno, che tende al totalitarismo, e non pone la sicurezza del suo cittadino al centro (anzi), pretendendo un monopolio della violenza talmente assoluto da far sacrificare il contribuente al male – di qui, il vero potere di deterrenza sociale dell’anarco-tirannia, con i criminali immigrati che faranno di fatto il lavoro di repressione da parte delle masse autoctone impaurite.

 

Alla base, il grande problema dello Stato moderno: esso mai è concepito per difendere la vita. Al massimo, sembra invece progettato per promuovere la morte.

 

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Stragi

Smotrich: Gaza dovrebbe essere rasa al suolo per «ragioni sioniste»

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Gaza dovrebbe essere completamente rasa al suolo, ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, definendo i suoi abitanti «nazisti» e chiedendo a Israele di annettere l’intero territorio per «ragioni sioniste e di sicurezza».   Lunedì, intervenendo a un evento pubblico, il leader del Partito Sionista Religioso ha difeso il suo precedente appoggio all’appello a radere al suolo Huwara, una città palestinese nella Cisgiordania occupata, affermando che i critici avevano travisato le sue dichiarazioni, interpretandole come un’incitazione all’uccisione di donne e bambini.   «Sì, dobbiamo radere al suolo Gaza, per esempio. Non commettere un genocidio, Dio non voglia», ha detto Smotrich.

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Lo Smotrich descritto Gaza come un’«entità terroristica con 1,8 milioni di nazisti» educati per generazioni all’odio verso Israele, sostenendo che fossero capaci di massacri, stupri e omicidi di bambini. Un’entità del genere «non dovrebbe esistere», ha affermato, aggiungendo che lo stesso valeva per Huwara.   Lo Smotrich ha poi chiesto la piena sovranità israeliana sull’enclave. «Non voglio Gush Katif. Voglio tutta Gaza», ha detto, riferendosi al blocco di insediamenti israeliani evacuato nel 2005. «Voglio che Gaza sia nostra. La voglio per ragioni sioniste. La voglio per ragioni di sicurezza».   Smotrich e il suo collega ministro della coalizione Itamar Ben-Gvir hanno ripetutamente sostenuto la ripresa degli insediamenti israeliani a Gaza. Il mese scorso, Ben-Gvir ha presentato una proposta per trasferire la maggior parte dei residenti all’estero nell’arco di sette anni, con la formula della «migrazione volontaria», nonostante l’opposizione dei palestinesi all’idea di andarsene.   Smotrich, un colono della Cisgiordania che si occupa anche di affari civili nei territori occupati, ha appoggiato l’espansione degli insediamenti con l’obiettivo di impedire la creazione di uno Stato palestinese. A luglio, ha annunciato uno stanziamento di oltre 400 milioni di dollari per 34 nuovi insediamenti. Il progetto E1, a est di Gerusalemme, ha suscitato la condanna internazionale per la sua minaccia di frammentare un futuro Stato palestinese.   L’espansione è stata accompagnata da un’escalation della violenza dei coloni. I dati delle Nazioni Unite citati a luglio mostravano che almeno 117 comunità palestinesi erano state completamente o parzialmente sfollate a causa degli attacchi dei coloni.   La retorica territoriale si è estesa anche oltre Gaza e la Cisgiordania. Netanyahu ha espresso sostegno a una visione di «Grande Israele», mentre l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha dichiarato a Tucker Carlson a febbraio che «sarebbe perfetto se si prendessero tutto» quando gli è stato chiesto delle rivendicazioni bibliche ebraiche che si estendono dal Nilo all’Eufrate.

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Lo scorso anno una commissione delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio a Gaza, mentre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto separati per Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Israele ha respinto le accuse.   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich pochi giorni fa aveva appoggiato il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere: «La pulizia radicale, sia in superficie che nel sottosuolo, che stiamo effettuando ora nel Libano meridionale, nelle sue profondità, non ha precedenti» aveva detto. «Questa è una purificazione totale senza precedenti, sia sopra che sotto terra. Non hanno nessun posto dove tornare! E comunque, il mondo non ci fermerà!»   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich cinque mesi fa aveva dichiarato che l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania procede con il pieno appoggio degli Stati Uniti.   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich promuove la conquista della Striscia di Gaza. Nel maggio 2025 Smotrich è intervenuto su Canale 12 TV dichiarando che Israele occuperà completamente la Striscia di Gaza, dicendo praticamente agli israeliani che dovrebbero dimenticare gli ostaggi rimasti nelle mani di Hamas.   Oramai tutti riconoscono che si tratta del governo più estremista della Storia di Israele, sostenuto da sionisti religiosi e secolaristi, con tinte messianiche che interesserebbero lo stesso Netanyahu. Sullo sfondo, sempre più distintamente, l’idea del «Grande Israele», dove lo Stato degli ebrei si estende in tutta la regione.   Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich aveva citato il concetto dell’inesistenza dei palestinesi in un servizio commemorativo per un attivista del Likud a Parigi. Parlando da un podio decorato con una mappa di Israele che includeva la Giordania, aveva affermato che il popolo palestinese «non esisteva».

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Come riportato da Renovatio 21 ad agosto 2024, Smotrich ha espresso il suo sostegno al blocco degli aiuti a Gaza, affermando che «nessuno ci permetterà di far morire di fame due milioni di civili, anche se ciò potrebbe essere giustificato e morale, finché i nostri ostaggi non saranno restituiti».  
Alla fine di febbraio 2024, il ministro sionista aveva affermato che lo Stato di Israele avrebbe dovuto «spazzare via» il villaggio palestinese di Huwwara, dopo che era stato oggetto di una violenta aggressione da parte dei coloni israeliani. Mesi prima lo Smotrich aveva legalizzato 5 nuovi insediamenti di coloni ebraici. A inizio dell’anno passato aveva dichiarato che cacciare il 90% degli abitanti di Gaza «non costa nulla».
 
Smotrich, assieme ad altri partiti sionisti, aveva annunciato di essere pronto a lasciare il governo (facendolo quindi cadere) qualora Netanyahu accettasse la tregua con Hamas proposta dapprima dal presidente americano Biden.
 
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno lo Smotrich aveva chiesto apertis verbis l’annessione del Libano meridionale.

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